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arte contemporanea, collettiva BONIONI ARTE ​ Corso Giuseppe Garibaldi 43 Reggio Nell'emilia 42100

Reggio Nell'Emilia - dal 17 gennaio al primo marzo 2009

Simone Pellegrini - Agalmata

Simone Pellegrini - Agalmata
Florilegi - particolare - cm 70 x 140
 [Vedi la foto originale]
BONIONI ARTE
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Corso Giuseppe Garibaldi 43 (42100)
+39 0522435765 , +39 0522435765 (fax)
info@bonioniarte.it
www.bonioniarte.it
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I Musei Civici di Reggio Emilia e la galleria Bonioniarte presentano una mostra personale di Simone Pellegrini, Agalmata, che coinvolge con diverse esplicazioni due differenti luoghi: la sezione delle collezioni del Museo Civico di Reggio Emilia e la galleria Bonioniarte.
orario: Musei Civici: da martedì a venerdì 9.00-12.00/ sabato e domenica 10-13/16-19. lunedì chiuso. Galleria Bonioniarte: da martedì a domenica 10-13/16-20. lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 17 gennaio 2009. ore 17.00 ai Musei Civici
ore 18.30 alla galleria Bonioniarte
catalogo: in galleria.
curatori: Francesca Baboni, Stefano Taddei
autori: Simone Pellegrini
patrocini: Musei Civici, Assessorato alla cultura
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
I Musei Civici di Reggio Emilia e la galleria Bonioniarte presentano il 17 gennaio una mostra personale di Simone Pellegrini, Agalmata a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, che coinvolge con diverse esplicazioni due differenti luoghi: la sezione delle collezioni del Museo Civico di Reggio Emilia e la galleria Bonioniarte. All'interno dei Musei Civici, Simone Pellegrini interagisce con lo spazio rapportandosi alle antichità come ad una sorta di immaginifica wunderkammer, con installazioni e proiezioni accompagnate da un'ambientazione sonora di Olivier Manchion. L'opera d'arte, che non è presente e rimane quindi irraggiungibile, diventa l'oggetto desiderato e anelato dallo spettatore poiché non vi può accedere. Simone Pellegrini crea dunque una maggiore distanza (l'agalmata appunto in senso lacaniano) per il desiderio stesso, negando l'accesso all'opera. Le opere diventano quindi luogo dell'anelito e della brama, in cui il desiderio si concede spazio. L'evento espositivo intende cercare il sottotesto nascosto dell'opera di Simone Pellegrini, dimostrare come dietro alla semplice figurazione definita troppe volte banalmente “primitiva” e rupestre - definizione da cui l'Artista stesso sente la necessità di un affrancamento - ci sia un'altra strada, molto più complessa. Il discorso passa quindi sul piano psicoanalitico e antropologico: il Museo diviene il luogo che apre alla dimensione della luce senza scardinarsi dal fondamento della luce stessa. Per quanto riguarda le opere esposte alla galleria Bonioniarte, Simone Pellegrini pare assecondare, nelle sue ultime ricerche stilistiche e poetiche, un sorpassamento del concetto di tempo. Queste ultime opere non paiono rifarsi ad alcun fondamento fisso sia visivo che concettuale, non riscontrano quindi un punto temporale stabile, si muovono con fluidità verso una concatenazione ornamentale che non lascia alcun riscontro di continuità pur mantenendo il dettaglio narrativo.
Catalogo in museo e in galleria con testi di Francesca Baboni, Alessandro Giovanardi, Domenico Montalto, Castor Seibel, Stefano Taddei.
 
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