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arte contemporanea, collettiva PALAZZO DEI DIAMANTI ​ Corso Ercole I D'este 21 Ferrara 44100

Ferrara - dal 4 aprile al 2 giugno 2009

Giorgio Morandi - L’arte dell’incisione
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Giorgio Morandi - L’arte dell’incisione
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Giorgio Morandi, Natura morta con compostiera, bottiglia lunga e bottiglia scannellata, 1928, Acquaforte, mm 234 x 182,Bologna, Museo Morandi
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PALAZZO DEI DIAMANTI
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Corso Ercole I D'Este 21 (44100)
+39 0532244949 , +39 0532203064 (fax)
diamanti@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it
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Palazzo dei Diamanti dedica la sua mostra di primavera alla presentazione dell’intera straordinaria opera calcografica di Giorgio Morandi. Si tratta delle 138 acqueforti e dell’unica xilografia che l’artista ha considerato rappresentative della sua arte, dopo averne eliminato un numero probabilmente assai più ampio che con assoluto rigore ha giudicato non meritevole di essere conservato e divulgato
orario: aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalle 10.00 alle 18.00
Aperto anche Pasqua e Lunedì dell’Angelo, 23 e 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero € 10.00, ridotto € 8.00, scuole € 4.00
vernissage: 4 aprile 2009.
catalogo: Ferrara Arte Editore, a cura di Luigi Ficacci, con testi di Giovanni Romano e Luigi Ficacci.
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Luigi Ficacci
autori: Giorgio Morandi
note: Conferenza stampa Sabato 4 aprile, ore 12
Ferrara, Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti.
Organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Palazzo dei Diamanti dedica la sua mostra di primavera alla presentazione dell’intera straordinaria opera calcografica di Giorgio Morandi. Si tratta delle 138 acqueforti e dell’unica xilografia che l’artista ha considerato rappresentative della sua arte, dopo averne eliminato un numero probabilmente assai più ampio che con assoluto rigore ha giudicato non meritevole di essere conservato e divulgato.
Da Dürer a Parmigianino, da Rembrandt a Piranesi, da Goya a Picasso, la storia dell’incisione è un capitolo fondamentale dell’intera storia dell’arte. È stato così anche per Morandi che trattò l’incisione come ricerca artistica autonoma affrontandola con impegno pari a quello dedicato alla pittura, in un’epoca, il secolo scorso, in cui spesso la stampa era considerata un genere minore.
Iniziò a dedicarsi all’incisione attorno al 1910-11, quasi contemporaneamente alla pittura, e continuò a farlo fino a qualche anno prima della sua morte, avvenuta nel 1964. Fu un autodidatta che saggiò, con pazienti tentativi e ricerche, i vari procedimenti tecnici fino a quando non si impadronì appieno del mezzo incisorio e delle sue possibilità di restituzione dei volumi, delle forme e della luce. Dopo un periodo di intensa sperimentazione, che caratterizza soprattutto i primi anni Venti, l’acquaforte finì per divenire la sua tecnica prediletta.
Riferendosi a illustri precedenti della storia di questo linguaggio espressivo, quali Parmigianino, Federico Barocci e Rembrandt, maestri per altro lontanissimi dai suoi interessi pittorici, Morandi ne indagò a fondo le caratteristiche giungendo ad anticipare, nella bicromia del bianco e nero dell’opera grafica, effetti di costruzione formale e di vibrazione chiaroscurale che diventarono elementi fondamentali di specifiche fasi della sua creazione artistica. In certi momenti fu, anzi, l’acquaforte a risultare determinante per la sua ricerca pittorica.
Dopo decenni di studi che hanno chiarito il contributo originale dell’artista nel contesto internazionale dell’arte contemporanea, o ne hanno approfondito la poetica in una luce più strettamente individuale ed umana o, infine, ne hanno indagato la peculiarità linguistica nell’incisione, risulta oggi necessario procedere ad una sintesi che presenti Morandi incisore nella semplicità della sua grandezza.
Lo scopo della mostra – a cura di Luigi Ficacci e organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna – è, pertanto, dimostrare quanto l’incisione sia per lui determinante nel giungere alla trasfigurazione del soggetto in valori di chiaroscuro, eliminando ogni interesse per una rappresentazione realistica, ma conservandosi aderente al visibile ed evitando l’arbitrarietà dell’astrazione. Le nature morte con barattoli e bottiglie, i mazzi di fiori disegnati in punta di penna con una finezza senza pari, le plastiche conchiglie posate sui tavoli, i paesaggi di aspetto intimo e familiare divenivano, attraverso variazioni di frequenze di segno, immagini ad un tempo riconoscibili nel loro riferirsi ad una realtà dell’esistenza e della percezione, ma anche motivi assoluti dell’espressione, le cui ragioni emergono e si concludono esclusivamente quali ragioni della forma. Lo svolgimento della sua intera produzione calcografica rivelerà al pubblico che l’acquaforte è per Morandi la tecnica propria della meditazione, quella che meglio gli consente di cogliere il sentimento dell’esistere.
Le opere saranno esposte secondo il loro ordine cronologico di esecuzione. Ma, poiché Morandi iniziò a rendere note le sue incisioni in tempi differenti, spesso in ritardo rispetto alle date di effettiva realizzazione, dopo radicali revisioni e secondo logiche rivelatrici della sua volontà di intervento nella dinamica dell’arte contemporanea, nel catalogo verrà ricostruita una cronologia delle influenze e delle reazioni del contesto artistico e critico conseguente alla diffusione pubblica delle sue opere. Oltre a due saggi di Giovanni Romano e Luigi Ficacci, il catalogo sarà corredato da schede che per ogni incisione proporranno gli estremi di una filologia essenziale e l’analisi dell’evoluzione dello stile.
 
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