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Speciale Biennale/Parlano gli artisti del Padiglione Italia |
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L’incontro tra Elisabetta Benassi e Paola Ugolini chiude il nostro viaggio per conoscere meglio gli artisti che ci rappresentano a Venezia. Benassi è l'unica altra donna presente, oltre Francesca Grilli. Di poche parole, come spesso sono gli artisti ... segue
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Ritratto del curatore da giovane |
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Continua il nostro viaggio nella giovane curatela. Questa volta Manuela Valentini intervista Cecilia Canziani. Toccando anche alcuni punti critici che possono generarsi dalla sovrapposizioni di ruoli e incarichi. E Cecilia risponde ... segue
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Parola d'artista |
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L'intenzione e il caso di Patrizia Cavalli
La poetessa ha da poco inaugurato una mostra presso lo studio Stefania Miscetti di Roma con, tra altre, un'installazione ricavata dai suoi appunti mattutini. Pubblichiamo il testo che ha scritto per la mostra romana ... segue
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Scacco alla crisi |
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Seconda tappa del nostro viaggio alla ricerca di realtà che provano a non farsi inghiottire dal buco nero della crisi. Questa volta la contromossa è di Eventi-Arte-Venezia. Ascoltiamo da Matteo Efrem Rossi, fondatore dell'associazione, come reagiscono all'impasse attuale di Elisa Decet ... segue
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La Lavagna |
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Autocommiserazione, cultura ed economia in Italia di Raffaele Gavarro Ma davvero il nostro è un problema di autocommiserazione? ... segue
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Musica elettronica, parole d’artista, specchi e luci sono gli ingredienti del terzo appuntamento di “Con Parole Sue”, al Museo Del Novecento di Milano. Per coniugare note e arte contemporanea, sotto Lucio Fontana di Caterina Failla ... segue
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Ferrara - dal 30 gennaio al 28 febbraio 2009
Andrea Amaducci - Alieni
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comunicato stampa  |
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A cura di Adele Ricciotti
I disegni dei bambini. Quanti artisti li hanno ricordati? L'arte mostra per sua stessa natura istantaneamente il sacro legame che la conduce all'infanzia e che si dispiega in quella certa cosa che molti hanno perduto: la capacità di vedere. Nell'immaginario di Andrea Amaducci ci vengono incontro colori veloci e finto disordine, sovrapposizioni di figure che si scambiano i ruoli tra i disegni del bambino e quelli del pittore, come se il pittore fosse sempre rimasto quel bambino. E' questo il segreto? La genialità che nasce dall'umiltà, dall'amore per la realtà, che si vuole riprodurre, conservare. Gli occhi innamorati sono solo dei bambini e dei veri artisti.
Ed ecco che il bambino, o chi dietro di lui, il burattinaio che ne decide le gesta, diviene cattivo: si volgarizza e si mostra politicamente scorretto. Eppure, lascia un dubbio, che galleggia tra noi e le immagini mentre le osserviamo, come se ci chiedessimo “è davvero lui ad essere scorretto?”. Perchè le pose o i gesti inconsueti del personaggio di Amaducci appaiono improvvisamente giusti se collocati sullo sfondo di un mondo che non ci piace, un mondo che ci aveva promesso incanti quando ancora credevamo alle favole e che ora ci getta nella meschina quotidianità della violenza gratuita. Così, quella stessa identica espressione, minacciosamente indifferente, ora spara al palloncino di una bambina, ora si abbandona al godimento di un'offerta sessuale, ora si prende gioco della Croce imitando l'atleta. Ma, è la grave presenza dell'indifferente a lasciare perplessi. Il gesto diviene esso stesso indifferente, e ciò che invece esce allo scoperto è l'indifferenza con cui il gesto si attua. Il mondo dei bambini è finito perchè non ne siamo più incantati. Il mondo è divenuto qualcosa che non potrebbe incantare, ma solo rapire all'interno della sua immonda quotidianità, l'eterno gesto che, pur sempre diverso, sempre si ripete perchè noi non modifichiamo. E se l'esperienza di questo mondo, - o di questa società, sarebbe più giusto dire, ma è una parola, anch'essa, che ormai vede svanire il suo significato - non modifica, allora l'elemento estetico viene a mancare; poiché l'arte è ciò che dovrebbe cambiare la vita di chi ne fa esperienza. Se il mondo ha perso, ha voluto perdere, l'essenzialità dell'atto estetico, Andrea Amaducci si prende gioco del mondo attraverso lo stesso derisorio atto, portando i suoi personaggi a dissacrare ciò di cui fanno parte dall'interno. Il bambino è cresciuto e, disilluso, divora il bozzolo che lo ha nutrito, avvelenandosi dello stesso veleno. La madre è malata, e così i suoi figli. Eppure, i disegni di infanzia dell'artista possono ancora ricordare da dove deriva il motivo dell'arte oggi. Anche quando essa diviene profanatoria per necessità fisiologica, appare inevitabilmente la scintilla fatale che la porta a presentarsi al mondo. E i colori scoppiano, le linee s'incrociano in variopinti geroglifici, l'entusiasmo prende corpo sulla tela. E questa non sarebbe già una denuncia ma un semplice ricordare quanto è importante, e bello agli occhi di tutti, colorare questo mondo per quanto esso puzzi.
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