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arte contemporanea, collettiva GALLERIA IL PONTE ​ Via Ponte Nuovo 23h Pieve Di Cento 40066

Pieve Di Cento (BO) - dal 28 febbraio al 10 aprile 2009

Marco Pellizzola - Bugie

Marco Pellizzola - Bugie
Gabbie senza titolo, 2007
 [Vedi la foto originale]
GALLERIA IL PONTE
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Via Ponte Nuovo 23h (40066)
+39 0516861130 , +39 3485246883
info@ilponte04.it
www.ilponte04.it
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Sono uccelli gli animali scelti da Marco Pellizzola per popolare uno dei suoi mondi possibili (Francesca Alfano Miglietti)
orario: da martedì a sabato ore 16-19, domenica su appuntamento. Presso Banca Centro Emilia: da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 14.45 alle 16.15
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 28 febbraio 2009. ore 18
catalogo: Con testi di: Francesca Alfano Miglietti Jean-Pierre Denefve
editore: SKIRA
ufficio stampa: PEPITA PROMOTERS
autori: Marco Pellizzola
patrocini: Comune di Pieve di Cento
note: anche presso le filiali di Banca Centro Emilia di Porta Molina (a Cento in via IV Novembre 11/c) e presso la sede di Carpi (in Via Peruzzi, 4).
genere: arte contemporanea, personale, disegno e grafica

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comunicato stampa
Sabato 28 febbraio 2009 (ore 18.00) si inaugura BUGIE, personale di Marco Pellizzola (fino al 10 aprile), alla galleria Il Ponte di Pieve di Cento (via Ponte Nuovo 23/h Pieve di Cento, Bologna). Le opere, circa 30, tra disegni, dipinti, opere scultoree ed installative, saranno esposte, oltre che al Ponte, anche presso le filiali di Banca Centro Emilia di Porta Molina (a Cento in via IV Novembre 11/c) e presso la sede di Carpi (in Via Peruzzi, 4).

La mostra, patrocinata dal Comune di Pieve di Cento, è corredata da un catalogo edito da Skira e realizzato con il contributo di Banca Centro Emilia.

Le opere poi saranno esposte a: Milano, Galleria Maria Cilena; Mons, Belgio, Galleria Koma; Venezia, Galleria Arkè.

Nel ciclo di lavori che documenta la sua ricerca più recente - liberamente condotta tra disegno, pittura, scultura e installazione, Marco Pellizzola si muove nel territorio del visibile cercando di sfiorare il segreto legame tra uomo e natura, accompagnandoci con poesia e sottile ironia in un percorso sul senso dell’esistenza dominato dai colori dell’ombra e del cielo.

Si tratta di una mostra abitata da presenze leggere, battiti d’ali, sussurri di racconti sospesi tra rami e foglie, sogni e progetti di voli impossibili tra nuvole e respiri, apparizioni di uccelli di ritorno, come piccole anime silenziose appena rientrate da un enigmatico itinerario celeste. In equilibrio tra desiderio e nostalgia, figure esili e solide ombre portate, che abitano il vuoto con la loro infedele verità, intrecciano destini ed interrogativi profondi.

Come scrive Francesca Alfano Miglietti in catalogo

Il tema alla base delle opere di Marco Pellizzola è quello dei possibili in arte, e del rapporto che con essi si crea. (…) Quello di Marco è un mondo popolato da tanti personaggi-simbolo che animano uno spettacolo da fiaba, personaggi malinconici certo, ma mai depressi. (…) Un mondo fantastico dove il senso non va cercato in una chiusura morale, ma nel bisogno di giustificare il suo mondo visionario e di rapportarlo con chi sta fuori da quel mondo. Pellizzola cresce come artista individuando un bisogno di trasmettere senso, una forma di responsabilità nei confronti dello spettatore, passando dalle sue idiosincrasie di visionario alla maturità di un narratore di favole. Nelle sue installazioni, nei suoi dipinti e nei suoi disegni si possono ritrovare un senso costante di malinconia e uno di ironia, i personaggi di Marco, umani o animali o oggetti o piante, sono struggenti, inseriti in un mondo fiabesco, ‘personaggi’ stralunati, eccentrici, romantici, sensibili, spesso costretti alla solitudine sviluppano un ricco mondo interiore, fantasmagorico, ricco di magia, in cui il concetto fondante non è quello di realtà, ma quello di possibilità o ancor più di visione. Sono dei visionari. Il diverso, l’animale, l’importanza della fantasia, lo sguardo fanciullesco, il romanticismo e la malinconia sono tutti ‘personaggi’ delle opere di Marco, è la costituzione di un nuovo nucleo “famigliare”.

Marco Pellizzola, nato a Cento (Ferrara) nel 1953, ha compiuto gli studi artistici a Bologna. Dal 1974 al 1982, ha lavorato nello studio bolognese del pittore e cartellonista pubblicitario Sepo (Severo Pozzati), con il quale ha approfondito la propria formazione culturale e tecnica. All’inizio degli anni Ottanta ha iniziato un’intensa attività artistica, che lo ha portato ad esporre in numerose mostre personali e collettive in Italia e in Europa. Dal 1987 ha iniziato la sua attività come docente, insegnando all’Accademia di Belle Arti di Firenze, all’Accademia Albertina di Torino e all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove attualmente è titolare di cattedra di Decorazione. Collabora con poeti e scrittori in edizioni d’arte e cura mostre e iniziative artistiche e culturali. Nell’ultimo periodo si interessa anche di progettazione di interventi ambientali in contesti urbani, come il grande parco pubblico Il Giardino del Gigante, caratterizzato da grandi sculture vivibili in mosaico ceramico, realizzato a Cento( Ferrara), e l’intervento Porta Celeste Porta Po attualmente in fase di realizzazione presso il Parco Nord di Milano.

Negli anni il lavoro di Pellizzola si è caratterizzato per un’intensa attività di ricerca, dapprima in ambito prevalentemente segnico e pittorico, poi sviluppando una particolare attenzione per il disegno, inteso sia come elemento installativo che come forma espressiva autonoma. Affascinato dall’approccio con il reale, l’artista parte dalla registrazione del visibile e delle persistenze visive della memoria, per approdare ad immagini di forte carattere evocativo e simbolico, lavorando su diversi cicli tematici: dalle scene di guerra alle periferie urbane, dalle archeologie industriali alle ferrovie, fino alla lunga serie di disegni ed installazioni ispirati all’idea delle vedute di viaggio e del rapporto con la natura, intesi come esperienza estetica ed interiore. L’interesse per l’esperienza visiva lo spinge a cercare sempre nuovi soggetti ed ambiti di attenzione, sia attraverso frequenti viaggi, sia nell’esplorare la dimensione del quotidiano domestico con lo sguardo attento del viaggiatore.

Il Ponte, diretto dall’Associazione Artistico Culturale omonima presieduta da Andrea Maccaferri, si aggiunge a pieno titolo agli altri luoghi dedicati all’arte antica e contemporanea di Pieve di Cento, piccola città d’arte nella grande pianura bolognese. Spazio espositivo di circa 250 metri, nasce per proseguire la tradizione artistica, che caratterizza la città di Pieve di Cento e per promuovere artisti giovani e già affermati che lavorano o vivono nel territorio tra Modena, Bologna e Ferrara.
 
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