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arte contemporanea, collettiva BIBLIOTECA ANGELICA - GALLERIA ANGELICA ​ Via Di Sant'agostino 11 Roma 00186

Roma - dal 12 maggio al 13 giugno 2009

Piero Boni - Mondi partecipativi

Piero Boni - Mondi partecipativi
Piero Boni, Piccolo vulcano spirituale con villaggio interno e cielo intelligente che vuol sembrare astratto. A fianco residuo di vulcano spento, 2004, olio su tela, cm. 125 x 180
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BIBLIOTECA ANGELICA - GALLERIA ANGELICA
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+39 066840801 , +39 0668408053 (fax), +39 0668408049
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La personale propone dipinti di grande formato, alcuni dei quali inediti creati appositamente per l’occasione, oltre un’accurata selezione di disegni e bozzetti su carta, realizzati dal 1987 ad oggi, evidenziando così il percorso creativo dell’artista.
orario: lunedì-venerdì 10.00-13.30; 15.00-18.30; sabato 10.00-13.30.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 12 maggio 2009. ore 18.30
catalogo: testo di Claudio Strinati
editore: LUBRINA
ufficio stampa: IRMA BIANCHI
curatori: Andrea D’Agostino, Domenico Montalto
autori: Piero Boni
genere: arte contemporanea, personale, disegno e grafica
email: isabella.destefano@beniculturali.it

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comunicato stampa
La prestigiosa sede della Biblioteca Angelica di Roma, alle dipendenze del MiBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali, negli spazi adibiti a galleria, ospita la mostra Piero Boni. Mondi partecipativi, presentata in catalogo da Claudio Strinati, Soprintendente Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma.


La personale propone dipinti di grande formato, alcuni dei quali inediti creati appositamente per l’occasione, oltre un’accurata selezione di disegni e bozzetti su carta, realizzati dal 1987 ad oggi, evidenziando così il percorso creativo dell’artista.


Piero Boni negli anni ha sviluppato uno stile espressivo personale e riconoscibile. Attingendo alla letteratura e di filosofia (anche quella orientale), l'artista ha incentrato la sua ricerca sull'indagine della dimensione spirituale della natura umana, dando vita a mondi fantastici dominati dalla natura, dalla meditazione e dalla trasparenza dello spirito. Il risultato è una pittura nella quale figurazione e astrazione si fondono per creare immagini visionarie ed eteree.

Come scrive Claudio Strinati nel testo in catalogo, “l’immagine creata è quanto di più delicato, sensibile, etereo si possa immaginare. È il suo il caso di chi, avendo appreso molto e avendo molto meditato, individua nell’espressione figurativa lo spazio della sintesi e della chiarezza di idee. […] Boni è un artista colto che sa cogliere, con infallibile precisione, ciò che maggiormente gli interessa ricavando talvolta suggestioni segrete”.

E prosegue: “Sono note le sue invenzioni dei mondi allegorici che descrive e dispiega davanti ai nostri occhi. È un viaggiatore della ragione e della fantasia e la sua logica sembra assomigliare a quella di Swift quando inventa i mondi visitati da Gulliver. Come nel memorabile romanzo, Boni immagina due pianeti che la pittura crea e descrive, sedi di situazioni e stati mentali diversi su cui la mano dell’artista indaga e spiega. Ciascuno di questi mondi immaginari è dotato di caratteristiche strutturali proprie e la quintessenza del discorso sta nell’idea base a cui i due mondi rappresentano due stadi diversi dalla coscienza che ascende dal male al bene, dalla conflittualità alla pacificazione, dall’oscurità alla luce”.


Per la sua prima esposizione romana, curata da Andrea D’Agostino e Domenico Montalto, dopo le grandi antologiche degli anni scorsi, sono stati scelti accuratamente alcuni quadri che rappresentano al meglio questo suo immaginario. A tale proposito Andrea D’Agostino afferma: “i pianeti Artù e Giò con le loro pianure, montagne e mari, ma anche con i loro edifici “galattici” rivelano l’influenza di alcuni grandi maestri del ’900 come Arturo Martini o certa pittura metafisica alla De Chirico o alla Alberto Savinio, senza contare gli espliciti omaggi a Pollock o Mondrian presenti in due sue opere.

In mostra risultano particolarmente significativi gli inediti Angolo del Tempo, Dissoluzione entropica delle forme ed eternità del fiore e Paesaggio che pensando se stesso si progetta e va costruendosi.


I titoli svolgono un ruolo significativo per la comprensione dei lavori di Piero Boni, come afferma Domenico Montalto in un’intervista all’artista: “oltre ad essere descrittivi e complessi, presentano una dose considerevole di humour, quasi fossero consuntivi non solo del lavoro sulla tela, ma di un vissuto e di una filosofia”. E Claudio Strinati gli fa eco: “Boni è un narratore che racchiude il senso della storia in una frase”.


Accompagna la mostra un esaustivo catalogo, edito da Lubrina, con testo critico di Claudio Strinati, un'intervista di Domenico Montalto all'artista, testi di Andrea D'Agostino e Isabella De Stefano. Completa il volume un filmato su CD contenente una vivace intervista a Piero Boni.


Il pubblico della mostra potrà inoltre visitare la storica Biblioteca Angelica e l’adiacente chiesa rinascimentale di Sant'Agostino, che ospita, tra i tanti capolavori, la Madonna di Loreto, detta anche Madonna del Pellegrini del Caravaggio, il Profeta Isaia di Raffaello e la Madonna del Parto di Jacopo della Quercia.
Cenni biografici

Piero Boni nasce a Senigallia, Ancona. Con la famiglia si trasferisce a Bergamo, dove compie gli studi e dove, dopo la laurea in Giurisprudenza, risiede stabilmente. All’età di dieci anni l’amore per l’arte lo porta ad attingere da pittori locali i rudimenti tecnici della pittura e, in seguito, ad esercitarsi fino a conseguire un linguaggio personale. Negli anni, alla sua professione affianca l’attività artistica che dal 1984 diventa costante ricerca pittorica e creativa.

Tra le mostre che lo hanno visto protagonista, di grande interesse è stata l’esposizione “Piero Boni. Opere 1984-1997” presso la Villa Foscarini-Rossi di Stra (Venezia) a cura di Vittorio Sgarbi.

Rilevante anche la retrospettiva del 2007 al MAM - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti (Mantova), a cura di Paola Artoni, con circa cento opere tra dipinti e bozzetti.

Nell’autunno 2008 la Fondazione Mazzotta di Milano ha inoltre esposto un’ampia mostra antologica curata da Claudio Cerritelli, con una sessantina di significativi dipinti e alcuni studi realizzati dalla metà degli anni Ottanta al 2008.
 
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