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arte contemporanea, collettiva PALAZZO DEL BEN - FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI TRENTO E ROVERETO ​ Piazza Antonio Rosmini 5 Rovereto 38068

Rovereto (TN) - gio 16 aprile 2009

Pietro Bellasi - Paolo Tait

Pietro Bellasi - Paolo Tait

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PALAZZO DEL BEN - FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI TRENTO E ROVERETO
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Incontrare un giorno le opere di Paolo Tait, conoscerle, analizzarle può essere una vigorosa esperienza intellettule; comprenderle significa lasciarsi trafiggere... poiché tutta l’opera di Tait è agli antipodi della in-differenza, risponde ad una aspirazione e ha ispirazioni radicali, che richiedono dal fruitore risposte altrettanto radicali. Laddove l’abbandono emozionale investe e travolge il pensiero e le sue concettualizzazioni... l’opera rivela l’energia, il peso la massa implosa del segno...
biglietti: free admittance - fino a esaurimento posti
vernissage: 16 aprile 2009. ore 18
editore: MAZZOTTA
curatori: Pietro Bellasi
autori: Paolo Tait
genere: presentazione

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comunicato stampa
PAOLO TAIT

a cura di Pietro Bellasi

testi di Pietro Bellasi, Giovanna Nicoletti, Antonio Cossu

Edizioni Gabriele Mazzotta

287 pagine, 298 immagini di cui 19 in bianco e nero, 279 a colori

Testi in italiano e in inglese di Pietro Bellasi, Giovanna Nicoletti e Antonio Cossu

PRESENTAZIONI DEL VOLUME
Milano, Fondazione Antonio Mazzotta (Foro Buonaparte 50)

giovedì 19 marzo 2009 ore 18

Saranno presenti Claudio Cerritelli e Luigi Sansone
Il curatore Pietro Bellasi dialogherà con l’artista


Rovereto, Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (piazza Rosmini 5)

Giovedì 16 aprile 2009 ore 18

Saranno presenti Andrea Zanotti e Giovanna Nicoletti

Il curatore Pietro Bellasi dialogherà con l’artista


La casa editrice Mazzotta ha recentemente pubblicato la prima monografia completa di Paolo Tait. Curato da Pietro Bellasi il volume sarà presentato a Milano e Rovereto nei prossimi mesi.

Incontrare un giorno le opere di Paolo Tait, conoscerle, analizzarle può essere una vigorosa esperienza intellettule; comprenderle significa lasciarsi trafiggere... poiché tutta l’opera di Tait è agli antipodi della in-differenza, risponde ad una aspirazione e ha ispirazioni radicali, che richiedono dal fruitore risposte altrettanto radicali. Laddove l’abbandono emozionale investe e travolge il pensiero e le sue concettualizzazioni... l’opera rivela l’energia, il peso la massa implosa del segno...

Pietro Bellasi










Attraverso disegni, pitture, sculture, grafica, smalti e tappezzerie, Paolo Tait ha espresso istanze artistiche molteplici e complesse, nelle quali l’energia, il peso, la massa implosa del segno, sviluppano l’intensità dell’emozione che caratterizza tutta la sua opera.

Paolo Tait nasce a Mezzolombardo (Trento) nel 1952. Già in giovanissima età è attratto dalla pittura, guardando con consapevole entusiasmo alle opere di artisti come Picasso, Picabia, Bacon, Permake, Sironi.

Negli anni Settanta è presente in diverse rassegne e comincia a frequentare importanti galleristi e collezionisti a Roma e Milano. Dalla seconda metà degli anni Ottanta l’attività espositiva dell’artista si intensifica marcatamente con la presentazione di mostre personali e collettive di rilevante spessore, anche oltre i confini nazionali; tra questi, nel 1992, l’importante rassegna internazionale della Repubblica di San Marino, che lo vede tra i vincitori selezionati dalla giuria presieduta da Giulio Carlo Argan.

Compie viaggi decisivi per il suo lavoro a Berlino alla fine degli anni Ottanta, ancor prima della caduta del muro, e in Danimarca e Salisburgo, tra il 1990 e il 1991.

In quegli anni si avvia anche un ciclo di realizzazioni di opere per istituzioni pubbliche e private, che – a partire da quella per il Comune di Mezzolombardo nel 1986, fino a quella monumentale in rame smaltato eseguita per San Michele all’Adige in Trentino nel 2006 – testimoniano la capacità di Paolo Tait di interpretare spazi, situazioni, realtà sociali, senza rinunciare al suo personalissimo linguaggio creativo.

Nel 1991 il MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto accoglie la donazione di un intero ciclo di sue opere grafiche.

Nell’agosto 1997 è di nuovo in Danimarca su invito del Kunstabygning di Aarhus; nel 1999 gli viene dedicata un’altra importante mostra personale alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento, corredata da un ricco catalogo con testi di Fiorenzo Degasperi, Vittorio Coen e Valerio Dehò. Tra il 2001 e il 2002 si concretizza il progetto espositivo itinerante, Tra parentesi, curato da Valerio Dehò, che porta l’artista di Mezzolombardo a Bologna, Torino e Milano e gli apre la strada per Londra. Nell’autunno del 2005 è protagonista di una significativa esposizione personali ad Hannover, presso la Kunsthalle Faust. Nei primi mesi del 2007 si inaugura il prestigioso al Museo Tării Crişurilor di Oradea, in Romania, con le opere di Paolo Tait.

Molti sono i critici che a partire dagli anni Ottanta hanno seguito costantemente il suo lavoro, come Danilo Eccher, Riccarda Turrina, Fiorenzo Degasperi, Giovanna Nicoletti, mentre il lirismo delle sue opere viene ben letto da poeti quali Umberto Benedetto e da artisti sensibili come Riccardo Schweizer.

In occasione del prestigioso Premio Michetti, al quale Tait partecipa nel 1996, Flaminio Guardoni si occupa per la prima volta del lavoro dell’artista. Inizia un rapporto di stima che si consoliderà negli anni, fino ai giorni nostri. Nel 2000 Il critico gli riserva un posto nel volume Arte in Italia 1943-1999 per le Edizioni Neri Pozza.

Ma è Vittorio Curzel, psicologo e giornalista, che più di altri coglie dell’artista la poesia del vivere e dell’operare. Con grande sensibilità l’autore realizza uno splendido cortometraggio, Arte note book n.1: Paolo Tait, nel quale racconta – in un armonico sovrapporsi di immagini e suoni – il rapporto tra un artista contemporaneo e il suo lavoro, il paesaggio e l’ambiente in cui vive, la famiglia, gli amici e i collaboratori, i concittadini e le istituzioni culturali, il pubblico, la città, il suo tempo.

Paolo Tait vive e lavora – senza concessione alcuna al superfluo – a Mezzolombardo, dove ha sedimentato esperienze artistiche stimolanti e momenti intensi di vita, talvolta laceranti, inseguendo i suoi sogni più intimi.

Tra le mura trasparenti della piccola e originale architettura del suo alloggio e nello spazio di lavoro, dove a parlare è la dirompenza delle sue opere, sono approdati e approdano continuamente critici d’arte, galleristi, estimatori, collezionisti, amici.
 
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