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arte contemporanea, collettiva GALLERIA IL GABBIANO ​ Via Della Frezza 51 Roma 00186

Roma - ven 27 marzo 2009

Adriano Olivieri - Ezio Gribaudo. Il mio teatro della memoria

Adriano Olivieri - Ezio Gribaudo. Il mio teatro della memoria
GALLERIA IL GABBIANO
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Decenni raccontati e puntualmente documentati in un volume di 270 pagine, dove, subito dopo la prefazione dello storico dell’arte Enrico Crispolti, viene ripercorsa tutta l’effervescente vita di questo artista geniale e fuori dagli schemi, che è stato anche il primo grande editor di libri d’arte in Italia. Enrico Crispolti e Silvia Pegoraro conversano con l’artista.
vernissage: 27 marzo 2009. ore 18.30
editore: SKIRA
curatori: Adriano Olivieri
autori: Ezio Gribaudo
genere: presentazione

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comunicato stampa


I primi 80 anni di Gribaudo

L’artista torinese Ezio Gribaudo festeggia i suoi primi 80 anni venerdi 27 marzo alla galleria il gabbiano a Roma.Enrico Crispolti e Silvia Pegoraro conversano con l’artista, presentano un bellissimo libro dedicato a Ezio Gribaudo con un titolo evocativo: “Il mio teatro della memoria”. Già la memoria, di sessant’anni e più d’appassionato militanza nel mondo dell’arte. Decenni raccontati e puntualmente documentati in un volume di 270 pagine, dove, subito dopo la prefazione dello storico dell’arte Enrico Crispolti, viene ripercorsa tutta l’effervescente vita di questo artista geniale e fuori dagli schemi, che è stato anche il primo grande editor di libri d’arte in Italia. Editor, non editore, perché Gribaudo dal 1959 al 1976 è direttore editoriale dell’industria tipografica Fratelli Pozzo di Moncalieri (diventata poi Pozzo Gros Monti). Quella che stampava gli inconfondibili orari ferroviari dalla copertina gialla e negli stabilimenti di Foligno il mitico calendario Barbanera. Per la Pozzo, Gribaudo crea tante splendide monografie d’arte, ispirate ai volumi della casa editrice svizzera Skira. Proprio nell’ambito di questa attività, Gribaudo conosce artisti celebri come Marc Chagall, Lucio Fontana, Umberto Mastroianni, Hans Hartung, Wilfredo Lam, Siqueiros, Giorgio de Chirico, Man Ray, Georges Mathieu, Francis Bacon, Sutherland, Henri Moore e tanti altri ancora, e stringe anche sodalizi importanti con i critici Michel Tapié e Pierre Restany, con la collezionista statunitense Peggy Guggenhein.

A proposito di quest’ultima, grazie a Gribaudo nel 1976 la collezione di Peggy viene esposta per la prima volta in Italia alla Galleria civica d’Arte Moderna di Torino; ed è divertente apprendere dal libro che la gallerista americana, era sardonicamente felice che un sindaco comunista avesse promosso quella sua mostra che nel 1949 l’amministrazione democristiana aveva snobbato.

Il libro è fittissimo di questi aneddoti curiosi e divertenti e lo si legge tutto d’un fiato, come un romanzo. Anche se poi il volume, nella scansione puntuale dei decenni e nel vaglio filologico di tutte le fonti, ha il valore di un vero e proprio saggio storico artistico, redatto grazie all’impegno di Adriano Olivieri, che ha raccolto e catalogato l’enorme quantità di documenti custoditi nell’originalissimo studio di Gribaudo (ideato dall’architetto Andrea Bruno); ma vi si coglie anche la mano e la mente gentile della figlia di Ezio, Paola Gribaudo. E’ lei, dei tre figli amatissimi, che ha seguito le orme del padre, diventando a sua volta editor di libri e “libricini” d’arte di altissima qualità, ed è lei che da anni incessantemente ne promuove il lavoro di artista.

Già perché proprio di quest’aspetto bisognerebbe qui parlare più diffusamente nel celebrare i primi 80 anni di Gribaudo. Primi non solo per non porre limiti alla Divina Provvidenza, nella quale Gribaudo crede fermamente, ma anche perché la sua attività artistica è a tutt’oggi intensissima e quasi febbrile.

Interessante è quindi cogliere in questo libro biografico come nel corso del tempo si siano intrecciati indissolubilmente i due registri della vocazione privata di artista con quello dell’impegno pubblico non solo di editor, ma anche di promotore di mostre straordinarie come, oltre a quella di Peggy Guggenheim, la mise en scéne dell’opera di Dubuffet, Coucou Bazar nel 1976 alla Palazzina della Società Promotrice di Belle Arti al Valentino grazie al mecenatismo della Fiat e di Giovanni Agnelli.

Nell’impossibilità di riassumere, in così poche righe, tutto ciò che Gribaudo ha fatto in così tanti anni, vi invitiamo a leggere i sei capitoli del libro, compresi gli “Apparati” con tante lettere di grande interesse. Sfogliando si può incominciare da una bella foto, a pagina 21, in cui vediamo nel 1951 un Gribaudo giovane e un po’ timido, ad occhi bassi, accanto a Picasso: incontro che pare quasi un’iniziazione, anche se in quegli anni Gribaudo eseguiva dipinti “neonaturalisti”. Bisogna arrivare al capitolo del “1966-1968” per scoprire i “Flani” e “Logogrifi”, opere precocemente postmoderne, realizzate con una tecnica ripresa dall’arte tipografica, che gli valgono un premio alla Biennale di Venezia del 1966. Decennio dopo decennio, tra continui viaggi a Parigi, Londra, New York, Bucarest, Mosca, Cuba, Egitto e in ogni parte del mondo, si arriva fino al 2000, emblematicamente al 5 maggio del 2003, quand’è insignito della Medaglia d’Oro dei Benemeriti della Cultura e dell’Arte dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi; e al 2005, quando viene eletto Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, l’Istituto di Alta Cultura del quale è nominato nel 2008 anche Accademico d’Onore. Quindi non è un caso che i festeggiamenti per questo dinamicissimo ottuagenario, sempre elegante, culturalmente aggiornato, arguto, a volte anche pungente, nonché gran seduttore, si svolgano proprio qui nel Salone d’Onore. Auguri Ezio!

Guido Curto
 
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