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arte contemporanea, collettiva CASTELLO DELLA ROCCA ​ Piazzale Della Rocca Cento 44042

Cento (FE) - dal 28 marzo al 3 maggio 2009

Maceo Casadei - Dalla Collezione Tosello

Maceo Casadei - Dalla Collezione Tosello
CASTELLO DELLA ROCCA
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Piazzale Della Rocca (44042)
+39 0516843390 , +39 051904531 (fax)
cultura@comune.cento.fe.it
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La pittura di Maceo non ha mai abbandonato le suggestioni dello spettacolo naturale: la forma ombrosa di un albero, il suo corposo fantasma, le spoglie della quercia configurate in crepuscolare, profonda corona, le striature vaste e intere d’una neve, il biondo stagionato, stremato d’una fienagione, ogni aspetto di questa indagine è reso con estrema attenzione visiva.
orario: sabato, domenica e festivi: ore 10,00 – 12,30 e 15.30 – 18.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 28 marzo 2009.
autori: Maceo Casadei
patrocini: Comune di Cento – Assessorato alla Cultura
note: In occasione delle giornate del Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano), programmate per il 28 e 29 marzo
genere: arte contemporanea, personale
email: biancardi.d@comune.cento.fe.it

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comunicato stampa
IN OCCASIONE DELLE GIORNATE DEL FAI IL COMUNE DI CENTO INAUGURA TRE NUOVE MOSTRE IN ROCCA

In occasione delle giornate del Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano), programmate per il 28 e 29 marzo, il Comune di Cento – Assessorato alla Cultura inaugura tre nuove mostre in Rocca:

Mostra

ESSERE NUDO NON BASTA – DUZA:SILHOUETTES

di Claudia Gross

dal 28 marzo

La maggior parte delle opere è costituita da collage di piccolo formato che ripetono un’unica figura di donna in diverse posizioni sempre piuttosto innaturali su scacchiere variamente colorate e le cui cromie interagiscono con quelle della silhouette ritagliate il più delle volte su carta da origami. Ma sono presenti anche puzzle in bianco e nero, lavori su stoffa il cui disegno sembra ottenuto con la macchina da cucire e fotomontaggi.

Il genere prevalente è quello dell’optical-art. Lo stereotipo di fondo è estrapolato dalle riviste di moda. La maniacale ripetizione del soggetto sempre senza volto vuole essere una protesta contro la mercificazione del corpo femminile, di quella donna oggetto la cui gestualità artificiosa la assimila ad una marionetta.

Da cui la fase di apertura alla rassegna: “essere nudo non basta” che secondo Paul Bright che cura il catalogo connota il lavoro della Gross basato sull’idea femminista che il personale è politico. Partendo dalla sua tesi di laurea in storia dell’arte che riguardava proprio la condizione della donna e tenendo come fulcro di ogni suo lavoro questa tematica, Duza ha intrapreso diversi percorsi artistici fino a fermarsi a quello attuale il più idoneo secondo lei ad affascinare lo spettatore con la bellezza del cliché (un corpo sexy) ed ad intrappolarlo nel messaggio di fondo fino a giungere a quelle pari opportunità per cui tante donne si battono.

Mostra

MACEO CASADEI (1899-1992) DALLA COLLEZIONE TOSELLO

dal 28 marzo

Maceo Casadei (Forlì, 1899-1992) rappresenta uno dei maggiori artisti della Romagna. La pittura di Maceo non ha mai abbandonato le suggestioni dello spettacolo naturale: la forma ombrosa di un albero, il suo corposo fantasma, le spoglie della quercia configurate in crepuscolare, profonda corona, le striature vaste e intere d’una neve, il biondo stagionato, stremato d’una fienagione, ogni aspetto di questa indagine è reso con estrema attenzione visiva, così che dai paesaggi di Maceo viene anche una fedele interpretazione delle caratteristiche tipologiche della nostra terra: la “bassa” ravennate con i suoi canali, le valli, gli argini, i capanni da pesca, le spiagge adriatiche spaziose, festose di bagnanti, ombrelloni e tende d’estate, silenti e deserte nei mesi invernali; la collina dall’orografia tormentata, dall’ossatura plasticamente gonfia dei calanchi spogli di vegetazione. Nel corso delle sue peregrinazioni attraverso città e campagne, Maceo era in cerca di colori che gli suscitassero emozioni. Non erano tanto il soggetto in sé o una particolare azione a far scattare il suo bisogno d’espressione, era piuttosto l’insieme delle tonalità a colpire la fantasia. Lontano da tumulti delle battaglie estetiche e dei giochi del mercato, il nostro autore ha realizzato, fino agli ultimi tempi della vita, opere che arricchiscono il patrimonio dell’arte romagnola, e non solo. La sua attività artistica continuerà pressoché ininterrotta, e con esiti sempre di buon livello, fino alla fine della vita.

CLASSICO?…POTREBBE DARSI

Di Antonio Torresi

A cura di Gianni Cerioli

dal 28 marzo

Per la prima volta l’eclettico artista fiorentino Antonio Torresi, rappresentato come pittore nella Galleria Civica “Bonzagni” di Cento e nel Museo “Parmeggiani” di Renazzo, allestisce a Cento la mostra personale di pittura “Classico…potrebbe darsi” in Rocca di Cento dal 28 marzo al 3 maggio 2009

Autore, nel 1996, del volume “Giovanni Rizzoli ed altri. Restauratori ed artisti a Pieve nell’Otto-Novecento”, commissionato dal Comune di Pieve di Cento, nonché artefice di vari restauri alle opere consevate presso la Pinacoteca “Cattabriga” di Bondeno, Torresi si è poi occupato a più riprese della ricostruzione dell’attività del pittore e restauratore Alessandro Alfonso Candi, vissuto nell’Ottocento tra Cento e Ferrara.

In questa rassegna centese egli propone all’attenzione del pubblico composizioni eseguite negli ultimi dieci anni, ossia all’alba del XXI secolo.

Si tratta di dipinti ad olio su tela e su tavola, con preziosi inserimenti di stucco modellato e dipinto ad imitazione di fiori ed alberi, che conferiscono alle opere suddette un fascino tutto particolare.

Il tema affrontato dal nostro artista è quello a lui congeniale dell’Amore, rappresentato in (quasi) tutte le sue varie sfaccettature: ed in tal senso egli crea suggestivi “teatrini”, in cui sogno e realtà convivono in una singolare atmosfera caratterizzata da cieli azzurri solcati da nuvole antropomorfe, visioni di volti tra pinete, spiagge assolate e mari cristallini, unendo simbolicamente il Mar Tirreno con l’Adriatico.

Le sue singolari vedute mediterranee approdano ora nell’antica Rocca di Cento creando un poetico “contrasto”.

Ecco cosa scrive dell’artista il curatore della mostra Gianni Cerioli: “Le realizzazioni artistiche di Antonio Torresi svelano sempre, anche al visitatore più distratto, il piacere della pittura.

La sua è una passione sincera e incontestabile. La felicità del dipingere è evidente in ogni sua pennellata, in ogni voluta di stucco, in ogni cromia con cui arricchisce le sue opere.

Possiede un occhio narrativo che lascia il silenzio di un sorriso nello spettatore, tanto sottile è il gioco dei rimandi e delle allusioni che sa realizzare.

Le sue sono una sorta di istituzioni di un’Arcadia postmoderna, realizzate secondo le modalità di un’accattivante e surreale contestualizzazione.

È un universo di spiazzante umanità quello che viene alla ribalta nei suoi spazi scenici.
 
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