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arte contemporanea, collettiva MOLINETTO DELLA CRODA ​ Refrontolo 31020

Refrontolo (TV) - dal 29 marzo al 10 maggio 2009

Angelo Lorenzon (1927-1978) - Retrospettiva

Angelo Lorenzon (1927-1978) - Retrospettiva
Angelo Lorenzon: Aurotitratto
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MOLINETTO DELLA CRODA
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(31020)
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La mostra intende rendere omaggio all'artista, prematuramente scomparso nel 1978 all'età di 51 anni. Lo fa riproponendo buona parte delle sue opere di pittura, scultura e grafica proprio nella suggestiva cornice del Molinetto che Angelo Lorenzon ha amato particolarmente, riuscendo a coglierne l'atmosfera magica e poetica in tanti suoi quadri e contribuendo in questo modo a salvaguardarne la specificità.
orario: da mercoledì a sabato 15,00-18,30, domenica e festivi 10,00-12,00 e 14,30-19,00.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 29 marzo 2009. ore 11
catalogo: a cura di Giorgio Mies
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
autori: Angelo Lorenzon
patrocini: Evento, organizzato dal Comune di Refrontolo in collaborazione con l'Associazione Molinetto della Croda, con il sostegno e il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Treviso e dei comuni di Pieve di Soligo, Sernaglia della Battaglia e Farra di Soligo
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
L'evento, organizzato dal Comune di Refrontolo in collaborazione con l'Associazione Molinetto della Croda, con il sostegno e il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Treviso e dei comuni di Pieve di Soligo, Sernaglia della Battaglia e Farra di Soligo, intende rendere omaggio all'artista, prematuramente scomparso nel 1978 all'età di 51 anni. Lo fa riproponendo buona parte delle sue opere di pittura, scultura e grafica proprio nella suggestiva cornice del Molinetto che Angelo Lorenzon ha amato particolarmente, riuscendo a coglierne l'atmosfera magica e poetica in tanti suoi quadri e contribuendo in questo modo a salvaguardarne la specificità.

Artista poliedrico, legato profondamente alla terra veneta e alla sua gente, ma anche attento agli eventi più ampi e ai mutamenti epocali che hanno segnato l'evolversi della vita dopo la 2^ guerra mondiale nel passaggio dalla società rurale a quella industriale, ha seguito nelle arti visive il dibattito tra realismo e modernità sfociando in un neorealismo incentrato a descrivere e a rappresentare i significati più profondi e dignitosi dell'umanità in cammino, con le fatiche, le gioie, i dolori del vivere quotidiano.

E se determinanti nella sua formazione artistica sono stati gli stimoli e i contatti avuti con Sandro Nardi per la pittura, con Augusto Murer per la scultura, e l'amicizia con il Poeta Andrea Zanzotto, fondamentale per la sua formazione umana è stata la famiglia d'origine, in particolare il padre emigrante, roccioso e severo, dai solidi principi incontestabili e la madre, accogliente, mitigatrice, serena custode degli affetti famigliari.

Lorenzon si distingue già durante il servizio militare. Apprezzato da comandanti e commilitoni, realizza affreschi e tele a Tolmezzo e Cividale, e negli anni '50 comincia ad affermarsi sulla scena artistica come autore di una poetica figurativa legata al paesaggio locale, al lavoro dei campi, che vede uomini e animali, in particolare il cavallo, impegnati nella dura fatica, ma trasfigurati dalla bellezza originata dall'incontro della natura con le emozioni dell'uomo.

Negli anni '60, l'artista matura una approfondita presa di coscienza dei valori sociali e morali legati alle contraddizioni e alle inquietudini in cui si dibatteva la nuova società, realizzando opere a volte emblematiche e surreali in cui prevalgono figure fortemente espressive del turbamento interiore o del dolore umano che trovano pace, specialmente nelle grandi opere scultoree in legno, solo nella riscoperta dei valori fondamentali della famiglia, dell'amicizia, del ritorno alle proprie radici, ad un nuovo rapporto equilibrato dell'uomo con la natura.

Questi sono anche i temi delle ultime opere degli anni '70, trasfigurate da suggestioni e visioni incantate, quasi malinconiche, in cui la luce si fonde con il colore.

Di rilievo sono anche le nature morte, le incisioni che ritraggono luoghi familiari, rustici e borghi, ma soprattutto il Molinetto della Croda, i disegni a matita o monocromi a tempera come quelli eseguiti per la sede della Mostra dei vini di Refrontolo nella barchessa Spada che descrivono tutte le fasi della produzione del vino ed infine le sculture in legno, in bronzo, in terracotta, pannelli incisi a bassorilievo. Opere che costituiscono l'aspetto di maggiore rilievo nella produzione di Angelo Lorenzon per la capacità dell'artista di cogliere i valori fondamentali dell'uomo: gli affetti famigliari, il lavoro, l'operosità, la socialità, la relazionalità, l'espressione dei sentimenti.

La Mostra è corredata da uno studio monografico sull'artista, introdotto dal poeta amico Andrea Zanzotto. Lo studio, curato da Giorgio Mies, riporta testimonianze di Paolo Rizzi, Sandro Nardi, Ottorino Stefani, Augusto Murer.
Completano il catalogo diversi aspetti inediti della sua produzione artistica.

IL MOLINETTO DELLA CRODA (secolo XVII)
A due chilometri dal centro di Refrontolo, la valle del Lierza rivela uno dei più suggestivi angoli della Marca Trevigiana: il Molinetto della Croda, che nei suoi oltre tre secoli di storia ha ispirato artisti e incantato migliaia di visitatori.
Caratteristico esempio di architettura rurale del secolo XVII, l'edifi­cio fu costruito a più riprese. Le fondazioni della primitiva costruzione poggiano sulla nuda roccia, appunto la "croda" della montagna.
Successivi ampliamenti consentirono di ricavare i locali per la dimora di modeste famiglie di mugnai, sempre alle prese con la povertà e la minaccia incombente di piene improvvise e alluvioni devastanti come, in tempi recenti, quelle del 1941 e del 1953.
Il vecchio mulino, simbolo di una civiltà rurale in via di estinzione sotto l'incalzare della civiltà industriale, macinò l'ultima farina nel 1953.
Successivamente rimase per alcuni anni disabitato e in stato di desolante abbandono. Recentemente è stato sottoposto a scrupolosi interventi di restauro, che hanno conservato inalterate le particolari caratteristiche dell'edi­ficio. Al piano terra è stata fedelmente ricostruita la macina, ora resa di nuovo funzionante.
Acquistato dal Comune di Refrontolo nel 1991, questo patrimonio culturale locale è ora fruibile dalla collettività ed è meta di visite guidate scolastiche e turistiche.

 
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