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arte contemporanea, collettiva GALLERIA CARLA SOZZANI - 10 CORSO COMO ​ Corso Como 10 Milano 20154

Milano - dal 21 aprile al 3 maggio 2009

Memphis blue

Memphis blue
GALLERIA CARLA SOZZANI - 10 CORSO COMO
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Corso Como 10 (20154)
+3902653531 , +390229004080 (fax)
press@galleriacarlasozzani.org
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A ventotto anni dalla mostra storica e ventinove dalla nascita del gruppo, Carla Sozzani espone nella galleria mobili e documenti dell’”ultimo movimento di design del secolo”, come ha voluto definire Memphis parlando di come e perché le era venuta l’idea della mostra.
orario: lunedì - martedì - venerdì - sabato - domenica ore 10.30 alle 19.30 mercoledì - giovedì ore 10.30 alle 21.00 dal 22 aprile al 26 aprile 2009
ore 10.30-21.00
cocktail tutti i giorni dalle ore 19.00 alle ore 21.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 21 aprile 2009. dalle ore 15.00 alle ore 21.00 cocktail dalle ore 17.00 Kris Ruhs sarà presente all'inaugurazione della mostra
editore: ELECTA
curatori: Barbara Radice
autori: Gruppo Memphis
genere: design, personale

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comunicato stampa
MEMPHIS BLUES


a cura di Barbara Radice

allestimento Michele De Lucchi

grafica Christoph Radl

musica Micaela Sessa


inaugurazione martedì 21 aprile 2009

dalle ore 15.00 alle ore 21.00

cocktail dalle ore 17.00


dal 22 aprile al 26 aprile 2009

aperto tutti i giorni ore 10.30-21.00

cocktail tutti i giorni dalle ore 19.00 alle ore 21.00

dal 27 aprile al 3 maggio 2009

martedì, venerdì, sabato, domenica ore 10.30-19.30

lunedì, mercoledì, giovedì ore 10.30-21.00


In occasione della mostra la casa editrice Electa ristampa in 1000 copie il libro “Memphis, ricerche, esperienza, risultati, fallimenti e successi del Nuovo Design” di Barbara Radice e “Memphis the New International Style”

La mostra è stata possibile grazie al contributo di Abet Print, Martine Bedin, Alberto Bianchi Albrici, Memphis, Nathalie Du Pasquier, Carlotta e Ernesto Gismondi, The Gallery Mourmans, George Sowden, Matteo Thun.

Galleria Carla Sozzani

Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia

tel. +39 02.653531 fax +39 02.29004080

press@galleriacarlasozzani.org

www.galleriacarlasozzani.org




MEMPHIS BLUES

A ventotto anni dalla mostra storica e ventinove dalla nascita del gruppo, Carla Sozzani espone nella galleria mobili e documenti dell’”ultimo movimento di design del secolo”, come ha voluto definire Memphis parlando di come e perché le era venuta l’idea della mostra.

”Non c’è nessuna ricerca di marketing dietro di me, nessuna strategia, le mie decisioni sono quasi sempre istintive… certo sono stufa di vedere ripetizioni di ripetizioni di ripetizioni e poi tutti sogniamo un movimento di gruppo, un ideale da condividere…perché che noia tutte queste star di uno star system del nulla.” “Memphis”, continua Sozzani, “è solida, ha un segno forte, fortissimo e insieme restituisce densità sensoriale, humour, senso del gioco…sono stufa anche del minimal…”

Per Carla Sozzani la galleria è una passione e questa di Memphis una storia “vera” che si può comunicare volentieri, nessun calcolo o avventura commerciale, ma una bella storia della commedia umana, come forse la avrebbe chiamata Sottsass.



IL NOME MEMPHIS

“Il nome Memphis deve essere uscito la sera dell’11 dicembre 1980 a casa di Sottsass. La musica del giradischi era Bob Dylan “Stuck inside of Mobile with the Memphis blues again” e dato che nessuno si occupava di cambiare disco Bob Dylan continuava a urlare ‘memphis blues again’ fino che a un certo punto Sottsass ha detto ‘OK chiamiamola Memphis’ e a tutti è sembrato un bellisssimo nome: blues, Tennessee, rock and roll, periferia americana e poi l’Egitto, la capitale dei faraoni , la città sacra del dio Ptah. Secondo il quaderno di Michele De Lucchi quella sera c’erano: Ettore (Sottsass), Barbara (Radice), Marco (Zanini), Aldo (Cibic), Matteo (Thun), Michele (De Lucchi), Martine (Bedin). Tranne la sottoscritta erano tutti architetti (Bedin laureanda), con l’eccezione di Sottsass, minori di trent’anni…I primi disegni dei nuovi mobili del Nuovo Design si sono visti il lunedì 9 febbraio 1981 e quella sera c’erano anche George Sowden e Nathalie Du Pasquier: erano più di cento disegni e alla fine eravamo tutti ubriachi ma per la prima volta sicuri ci sarebbe stata la Memphis.”


Barbara Radice, Memphis, ricerche, esperienza, risultati, fallimenti e successi del Nuovo Design, Electa, 1984






I MOBILI MEMPHIS:

“I mobili Memphis sono pensati come unità scoordinate a destinazione libera. Sono pezzi isolati che suppongono l’esistenza di case dove l’arredo non si monumentalizza, non crea blocchi inamovibili, angoli di coordinati, situazioni fisse, ma è traslocabile e polivalente. I mobili Memphis sono stati studiati per funzioni specifiche ma molti pezzi possono essere usati per funzioni diverse da quelle previste. Per questa loro qualità anche figurativamente trasformista e perché per loro natura tendono a corrompere qualsiasi unità stilistica, è previsto siano indifferentemente usati in qualsiasi ambiente di qualsiasi stile…


Da Memphis, the New International Style, Electa, 1981




SOTTSASS NEL 1981:

“A forza di camminare nelle zone dell’incerto (per una certa diffidenza) e a forza di colloquiare con la metafora e l’utopia (per capire qualche cosa di più) e a forza di toglierci di mezzo (certamente per calma innata), adesso ci ritroviamo con una certa esperienza, siamo diventati bravi esploratori. Forse sappiamo navigare vasti fiumi pericolosi, inoltrarci dentro giungle che nessuno ha mai percorso…Adesso possiamo finalmente procedere con passo leggero, il peggio è passato, Possiamo anche sederci senza troppo pericolo e possiamo lasciare scivolarci addosso serpenti e ragni oscuri, possiamo anche evitare zanzare e possiamo benissimo mangiare carne di coccodrillo; senza escludere del resto le cioccolate con la panna e le crêpes-suzette al Grand Marnier. Possiamo fare – quasi – qualsiasi cosa, perché cari amici, come si diceva, siamo vecchi, esperti navigatori in mari molto aperti.

Il fatto è che ci è passata la paura: voglio dire la paura di dovere rappresentare o di non dovere rappresentare qualche cosa o qualcuno, siano élites o derelitti, siano tradizioni o cafonaggine.

Ci è passata la paura che ci manda il passato e anche quella ancora più aggressiva che ci manda il futuro.”


Da Memphis, the New International Style, Electa,1981
 
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