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Raffaele Sicignano – Vibrazioni nella visione
La mostra raccoglie circa venticinque opere, tutte realizzate con tecnica mista su carta o legno, negli ultimi due anni; si tratta di lavori che puntano a una proiezione, come nella psicoterapia ipnotica, una costruzione di rappresentazioni mentali di luoghi immaginifici, per indurre a un viaggio, come fosse un rinforzo dell’io.
Comunicato stampa
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All’inaugurazione interverranno Alberto Finazzi, Sindaco di Trescore Balneario, Stefano Oldrati, Assessore alle Cultura del Comune di Trescore Balneario. Mauro Zanchi curatore e autore dei testi della mostra.
La mostra di Raffaele Sicignano – “ Vibrazioni nella visione –”, raccoglie circa venticinque opere, tutte realizzate con tecnica mista su carta o legno, negli ultimi due anni; si tratta di lavori che puntano a una proiezione, come nella psicoterapia ipnotica, una costruzione di rappresentazioni mentali di luoghi immaginifici, per indurre a un viaggio, come fosse un rinforzo dell'io. Qui vengono racchiusi processi entro un rifugio interiore, in una base intrapsichica, punto di partenza per successive esplorazioni. Il consolidamento di un rifugio interiore è rappresentato dall'accesso a un luogo vissuto come tale dal bisogno di immaginare loci alternativi alla realtà industriale e del commercio.
In mostra un ciclo di dipinti, «dove le visioni fissate sulle carte – scrive Mauro Zanchi, nel saggio critico in catalogo –si fondano sull’equilibrio dei pesi cromatici - in uno spazio “altro”, quasi sacrale -, in cui sia possibile lasciar essere le cose percepite o intuite. Ogni quadro è un frammento sintetico di lunghi periodi trascorsi a cercar di penetrare il mistero di un luogo, con i suoi suoni, vibrazioni ed enigmi. Servono anni di convivenza costruttiva con il paesaggio esteriore/interiore e con una sana ossessione per giungere finalmente alla visione a lungo attesa.
Una visione semplificata al massimo - forse solo temporanea poiché tutto diviene -, ripulita da tutti gli esuberi sentimentali, mondata da ogni concessione condizionante, per lasciare spazio alla verità dello spirito del luogo mentale. Si realizza con il lavoro quello che Heidegger chiama “libera donazione di luoghi”, ovvero una maniera per cui sia possibile fare esperienza profonda degli elementi, del loro ritmo e della verità celata. E questo accade nell’accettazione dell’ impermanenza del mondo e del flusso continuo, tra divenire e sparizione.
La prassi della ricerca artistica è un addentrarsi nel mistero di ogni luogo della terra, per comprendere le dinamiche messe in moto tra l’individuo e lo spazio (che contiene o accoglie).
L’arte e lo sguardo lucido aiutano a far emergere la verità delle cose. Investigazione, inoltre, attraverso lo sguardo, l’analisi e l’emozione profonda, attraverso sacrificio e determinazione, pazienza e fortuna, per giungere alla visione esatta della verità di un luogo.
Sicignano traccia l’immagine come in stato di trance – d’altronde funge da mediatore – come se stesse proiettando qualcosa che gli viene donato dal paesaggio, dono che avviene in uno stato di sospensione dal tempo, dono che l’artista consegna ad altri fruitori in ricerca di visioni estatiche.
Le opere sono costruite tra orizzontalità e segni che tendono ai moti verticali, sia ascendenti sia discendenti, dentro e oltre i suoni e i silenzi, per approdare a una coagulazione cromatica, con tutte le sottili coniugazioni dei colori, tra la luce che si muove sulle cose della terra e il bianco assoluto che permane nell’anima dei luoghi. E la libera donazione dei luoghi significa fare continuamente spazio nella visione, nell’espressione al confine tra informale e figurazione, per dire l’indicibile evento dell’essere qui, in questo momento, in un determinato luogo, e forse anche oltre, nello spazio immaginifico della profezia visionaria. Ma in primo luogo le immagini di Sicignano ben rappresentano il desiderio di ricostruirsi uno spazio “altro”, un paradiso artificiale, quasi un trip lisergico, una via di fuga dalle brutture di un paesaggio lombardo fortemente lordato da capannoni e dalle case dei geometri.
In occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo edito dalla Lubrina Editore che, oltre alle presentazioni del Presidente della Pro Loco Trescore, comprende le presentazioni del Sindaco di Trescore Balneario, Alberto Finazzi dell’assessore alla cultura Stefano Oldrati, testi critici di Mauro Zanchi un apparato biografico e bibliografico, nonché tutte le riproduzioni a colori dei dipinti esposti.
Catalogo:
Raffaele Sicignano – “ Vibrazioni nella visione –”, presentazioni di Carlo Algisi, Presidente della Proloco Trescore, Marco Patelli, Coordinatore Proloco Valcavallina, Alberto Finazzi, Sindaco di Tresscore Balneario, Stefano Oldrati Assessore alla Cultura di Trescore Balneario testi di Mauro Zanchi, pp. 48, con apparati biografici e bibliografici, corredato da illustrazioni a colori, pubblicato da Lubrina Editore, Bergamo, 2009 ISBN. 978 887766 3
cenni biografici
Raffaele Sicignano, nato a Pompei (Na) 1970, ha iniziato ad esporre giovanissimo nel 1988. Nel 1993 vince il primo premio al Concorso nazionale di Calcografia del Comune di Gorlago (Bg), lo stesso anno il museo della Grafica di Brisighella gli assegna il Premio Morselli acquisendo una sua incisione. Ha riscosso, nel corso degli ultimi anni, il consenso della critica e dei collezionisti. Nel 2005 e invitato da Massimo Bignardi, al Premio Lissone, presso la Galleria D’arte Contemporanea di Lissone. Ha partecipato a varie collettive, tra cui si ricorda la mostra Pitturanovantacinque tenutasi alla Libreria Guida di Napoli dichiarata Bene Storico dello Stato. Nel 2003 partercipa alla collettiva in onore di Giorgio Gaber dal titolo Al caro Giorgio, presso la Libreria Bocca di Milano. Tra le mostre personali, presentate da Massimo Bignardi, Antonia Guglielmo, si segnala quella tenuta presso la chiesa di Santa Apollonia di Salerno per il ciclo Apolloniatelirs nel 2009 presentata da Marco Alfano.
La mostra di Raffaele Sicignano – “ Vibrazioni nella visione –”, raccoglie circa venticinque opere, tutte realizzate con tecnica mista su carta o legno, negli ultimi due anni; si tratta di lavori che puntano a una proiezione, come nella psicoterapia ipnotica, una costruzione di rappresentazioni mentali di luoghi immaginifici, per indurre a un viaggio, come fosse un rinforzo dell'io. Qui vengono racchiusi processi entro un rifugio interiore, in una base intrapsichica, punto di partenza per successive esplorazioni. Il consolidamento di un rifugio interiore è rappresentato dall'accesso a un luogo vissuto come tale dal bisogno di immaginare loci alternativi alla realtà industriale e del commercio.
In mostra un ciclo di dipinti, «dove le visioni fissate sulle carte – scrive Mauro Zanchi, nel saggio critico in catalogo –si fondano sull’equilibrio dei pesi cromatici - in uno spazio “altro”, quasi sacrale -, in cui sia possibile lasciar essere le cose percepite o intuite. Ogni quadro è un frammento sintetico di lunghi periodi trascorsi a cercar di penetrare il mistero di un luogo, con i suoi suoni, vibrazioni ed enigmi. Servono anni di convivenza costruttiva con il paesaggio esteriore/interiore e con una sana ossessione per giungere finalmente alla visione a lungo attesa.
Una visione semplificata al massimo - forse solo temporanea poiché tutto diviene -, ripulita da tutti gli esuberi sentimentali, mondata da ogni concessione condizionante, per lasciare spazio alla verità dello spirito del luogo mentale. Si realizza con il lavoro quello che Heidegger chiama “libera donazione di luoghi”, ovvero una maniera per cui sia possibile fare esperienza profonda degli elementi, del loro ritmo e della verità celata. E questo accade nell’accettazione dell’ impermanenza del mondo e del flusso continuo, tra divenire e sparizione.
La prassi della ricerca artistica è un addentrarsi nel mistero di ogni luogo della terra, per comprendere le dinamiche messe in moto tra l’individuo e lo spazio (che contiene o accoglie).
L’arte e lo sguardo lucido aiutano a far emergere la verità delle cose. Investigazione, inoltre, attraverso lo sguardo, l’analisi e l’emozione profonda, attraverso sacrificio e determinazione, pazienza e fortuna, per giungere alla visione esatta della verità di un luogo.
Sicignano traccia l’immagine come in stato di trance – d’altronde funge da mediatore – come se stesse proiettando qualcosa che gli viene donato dal paesaggio, dono che avviene in uno stato di sospensione dal tempo, dono che l’artista consegna ad altri fruitori in ricerca di visioni estatiche.
Le opere sono costruite tra orizzontalità e segni che tendono ai moti verticali, sia ascendenti sia discendenti, dentro e oltre i suoni e i silenzi, per approdare a una coagulazione cromatica, con tutte le sottili coniugazioni dei colori, tra la luce che si muove sulle cose della terra e il bianco assoluto che permane nell’anima dei luoghi. E la libera donazione dei luoghi significa fare continuamente spazio nella visione, nell’espressione al confine tra informale e figurazione, per dire l’indicibile evento dell’essere qui, in questo momento, in un determinato luogo, e forse anche oltre, nello spazio immaginifico della profezia visionaria. Ma in primo luogo le immagini di Sicignano ben rappresentano il desiderio di ricostruirsi uno spazio “altro”, un paradiso artificiale, quasi un trip lisergico, una via di fuga dalle brutture di un paesaggio lombardo fortemente lordato da capannoni e dalle case dei geometri.
In occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo edito dalla Lubrina Editore che, oltre alle presentazioni del Presidente della Pro Loco Trescore, comprende le presentazioni del Sindaco di Trescore Balneario, Alberto Finazzi dell’assessore alla cultura Stefano Oldrati, testi critici di Mauro Zanchi un apparato biografico e bibliografico, nonché tutte le riproduzioni a colori dei dipinti esposti.
Catalogo:
Raffaele Sicignano – “ Vibrazioni nella visione –”, presentazioni di Carlo Algisi, Presidente della Proloco Trescore, Marco Patelli, Coordinatore Proloco Valcavallina, Alberto Finazzi, Sindaco di Tresscore Balneario, Stefano Oldrati Assessore alla Cultura di Trescore Balneario testi di Mauro Zanchi, pp. 48, con apparati biografici e bibliografici, corredato da illustrazioni a colori, pubblicato da Lubrina Editore, Bergamo, 2009 ISBN. 978 887766 3
cenni biografici
Raffaele Sicignano, nato a Pompei (Na) 1970, ha iniziato ad esporre giovanissimo nel 1988. Nel 1993 vince il primo premio al Concorso nazionale di Calcografia del Comune di Gorlago (Bg), lo stesso anno il museo della Grafica di Brisighella gli assegna il Premio Morselli acquisendo una sua incisione. Ha riscosso, nel corso degli ultimi anni, il consenso della critica e dei collezionisti. Nel 2005 e invitato da Massimo Bignardi, al Premio Lissone, presso la Galleria D’arte Contemporanea di Lissone. Ha partecipato a varie collettive, tra cui si ricorda la mostra Pitturanovantacinque tenutasi alla Libreria Guida di Napoli dichiarata Bene Storico dello Stato. Nel 2003 partercipa alla collettiva in onore di Giorgio Gaber dal titolo Al caro Giorgio, presso la Libreria Bocca di Milano. Tra le mostre personali, presentate da Massimo Bignardi, Antonia Guglielmo, si segnala quella tenuta presso la chiesa di Santa Apollonia di Salerno per il ciclo Apolloniatelirs nel 2009 presentata da Marco Alfano.
26
aprile 2009
Raffaele Sicignano – Vibrazioni nella visione
Dal 26 aprile al 10 maggio 2009
arte contemporanea
Location
COMPLESSO LE STANZE – BIBLIOTECA COMUNALE
Trescore Balneario, Via Roma, 140, (Bergamo)
Trescore Balneario, Via Roma, 140, (Bergamo)
Orario di apertura
da martedì alla domenica dalle 16.30 alle 20.00
altri giorni e orari su appuntamento
Vernissage
26 Aprile 2009, ore 17.30
Sito web
www.raffaelesicignano.com
Editore
LUBRINA
Autore
Curatore




