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arte contemporanea, collettiva VILLA PANZA ​ Piazza Litta 1 Varese 21100

Varese - dal 16 maggio al 14 giugno 2009

Gianriccardo Piccoli - Stanze per Villa Panza

Gianriccardo Piccoli - Stanze per Villa Panza
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VILLA PANZA
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Piazza Litta 1 (21100)
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La mostra, dedicata all’artista milanese, mette in dialogo con lo spazio architettonico che la ospita quattordici opere dell’artista italiano, appositamente realizzate per le Scuderie di Villa Panza, che documentano un’indagine espressiva che fonde la tradizione di Giorgio Morandi all’attualità di Lawrence Carroll.
orario: 10 –18 (tutti i giorni escluso i lunedì non festivi). Ultimo ingresso ore 17.30.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: (comprendente mostra, Villa e Collezione Permanente): adulti 8 euro, ridotti (bambini 4-12 anni) 3 euro. Aderente FAI: gratuito
vernissage: 16 maggio 2009. ore 18
catalogo: in mostra
editore: ELECTA
curatori: Simone Facchinetti
autori: Gianriccardo Piccoli
patrocini: Provincia di Varese, Comune di Varese
note: nelle Scuderie di Villa e Collezione Panza
genere: arte contemporanea, personale
email: e.bertolaso@fondoambiente.it
web: www.fondoambiente.it

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comunicato stampa
Il FAI – Fondo Ambiente Italiano presenta la mostra “Gianriccardo Piccoli. Stanze per Villa Panza.”. Dal 16 maggio al 14 giugno 2009 sarà infatti allestita nelle Scuderie di Villa e Collezione Panza, la personale di Gianriccardo Piccoli.

La mostra, dedicata all’artista milanese, mette in dialogo con lo spazio architettonico che la ospita quattordici opere dell’artista italiano, appositamente realizzate per le Scuderie di Villa Panza, che documentano un’indagine espressiva che fonde la tradizione di Giorgio Morandi all’attualità di Lawrence Carroll.

La scelta di un’artista come Gianriccardo Piccoli, per la mostra nella sede varesina del FAI, prende corpo dalla medesima “filosofia” che caratterizza il gusto collezionistico di Giuseppe Panza di Biumo: il purismo, la liricità, l’essenzialità, la contemplazione che si evince dalle opere di Piccoli si ritrova nella maggior parte dei lavori conservati nel museo Panza.

Segnalato sin dagli anni ’60 come esponente della cosiddetta “figurazione esistenziale”, Piccoli ha proseguito lungo un percorso scandito da prestigiosi riconoscimenti, come il premio Feltrinelli nel 1984 e da importanti appuntamenti espositivi: ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1986, nella sezione Aperto 86.

In mostra viene presentata un’installazione composta da quattordici quadrati di grandi dimensioni (200 x 200 cm) ognuno appaiato con uno stretto pannello rettangolare. I dipinti sono costituiti da un doppio telaio e da una doppia tela: quella superficiale fa da diaframma all’immagine sottostante, gradualmente restituita alla percezione visiva dell’osservatore. Concepiti talora come involucri trasparenti, all’interno dei quali si collocano object-trouvée o reperti di vita quotidiana, le opere dimostrano come l’artista abbia elaborato un linguaggio imperniato sulla ricerca di materiali e tecniche inusuali.

Ogni stanza – è questo il nome generico che accomuna tutte le opere - potrebbe essere letta come un racconto breve, con una sua autonomia e allo stesso tempo un legame e un intreccio con gli altri: il tutto racchiuso nell’architettura di una raccolta d’autore, dove appaiono materiali di nessun valore cercati affannosamente da Piccoli nei mercatini e inseriti e messi al servizio di un esile meccanismo narrativo. Sono vocaboli di un discorso più complesso isolati e ripetuti ossessivamente: fiori, bottiglie, bicchieri, letti e case…gli stessi oggetti comuni che costituiscono il pretesto delle Stanze.

I titoli specifici di ogni singola stanza mostrano il forte rapporto con il mondo letterario: Un po’ di febbre, Frammenti lirici, Valentino ci rimandano a Penna, Rebora e Pascoli. E in particolare la poesia intitolata O azzurra fermezza è una chiara citazione della poesia di Vittorio Sereni «O azzurra fermezza di occhi di re / di Francia rimasti con gioia in Lombardia...» dedicata al filologo Dante Isella, che è stato uno studioso dell'opera di Sereni e nello stesso tempo sincero estimatore di Gianriccardo Piccoli. Questo omaggio del pittore al filologo attraverso il poeta sottolinea l’intreccio di legami e di amicizie tra i diversi ambiti culturali.

Proprio Roberto Tassi, critico d’arte, aveva colto più di trent’anni fa uno dei punti centrali della pratica artistica di Piccoli: “l’oggetto nelle sue opere per quanto venisse dissolto o lacerato, non abbandonava la sua presenza, non si accontentava di lasciar l’ombra o la traccia, ma rimaneva come un cuore a battere dentro il quadro; ed è rimasto poi come qualcosa d’inalienabile, un’assunzione preliminare, quasi il pegno della realtà.”

L’inaugurazione della mostra, che si terrà sabato 16 maggio alle ore 18.00, sarà preceduta da una lettura di Anna Nogara. L’attrice milanese, prendendo spunto da alcuni titoli delle opere di Gianriccardo Piccoli, leggerà testi di Giovanni Pascoli, Clemente Rebora, Sandro Penna e Vittorio Sereni.


La mostra è a cura di Simone Facchinetti.


Catalogo edito da Electa


L’evento è reso possibile grazie ad il sostegno e al patrocinio della Provincia di Varese Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.

e con il patrocinio del Comune di Varese. Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.


***

Gianriccardo Piccoli: biografia.

Gianriccardo Piccoli, nato a Milano nel 1941, si è formato all’Accademia di Brera – sotto la guida di Pompeo Borra – diplomandosi nel 1964. Nel corso degli anni ’70 approfondisce l’indagine sugli oggetti del quotidiano e sul paesaggio, temi e soggetti che resteranno ricorrenti nella sua produzione successiva. Nel decennio a venire si registra il riconoscimento pubblico del suo lavoro, attraverso il premio Feltrinelli nel 1984, la mostra personale al Teatro Sociale di Bergamo e la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1986. Sul nuovo corso della pittura di Piccoli hanno certamente influito anche un viaggio negli Stati Uniti, compiuto nel 1984, e la riflessione su alcuni episodi del passato, dalla tradizione seicentesca lombarda all’invenzione dell’immagine di Boecklin: di queste indagini sono prova altissima i disegni che si susseguono in questi anni, destinati a giocare un ruolo centrale nelle opere degli anni novanta. Nella mostra personale di Basilea del ’91, viene avviata con vigore un nuovo corso di sperimentazione tecnica, di ricerca sui materiali (con l’abbondante uso delle garze e degli acetati), di studio della luce. Piccoli ora realizza dipinti di grande formato sovrapponendo sulla tela garze e acetati, utilizzando anche colori industriali, oltre ai più tradizionali olio e tempera, dando vita ad immagini di grande impatto visivo, ma anche di imprevedibile leggerezza.
 
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