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Lino Tardia – La scatola dei miti
L’esposizione propone circa 60 opere di diverso formato rappresentative della ricerca svolta dall’artista dai primi anni Novanta ad oggi.
Comunicato stampa
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A partire da Giovedì 28 maggio (fino a domenica 28 giugno) le sale dell’Appartamento Barbo di Palazzo Venezia a Roma ospitano la mostra personale di pittura, La scatola dei miti, del maestro Lino Tardia
Curata nell’organizzazione dalla Galleria Edarcom Europa, l’esposizione propone circa 60 opere di diverso formato rappresentative della ricerca svolta dall’artista dai primi anni Novanta ad oggi.
Un percorso ricco e suggestivo scandito da pochi temi (Maternità; Aquiloni minacciosi; Lune catturate; Scatole dei miti) affrontati con insistenza quasi a voler riannodare col loro tramite il legame con la sua terra d’origine, la Sicilia. Nel tratteggiare il profilo dell’artista, Claudio Strinati scrive nel suo testo in catalogo: “Tardia è un artista che vive il suo tempo con una intensa partecipazione e, nel contempo, con un senso di riservatezza e discrezione estreme che è raro trovare in altri protagonisti della nostra epoca. Il suo percorso appare unitario e coerente nell’affermazione di uno stile intento a una costruzione figurativa che definisce lo spazio e le immagini in una costante dialettica tale da porre in primo piano un segno netto, incisivo, poderoso che delinea con precisione e acume le cose raffigurate ma sembrerebbe lasciare in una situazione di indistinto e imprecisato l’impatto emotivo che appare sempre molto forte e determinato nelle sue opere. Una sensazione che è destinata però a scomparire di fronte a un esame attento e coinvolto del suo lavoro improntato a una perentoria certezza e a una intensa capacità comunicativa sempre più chiara concentrandosi nella osservazione dei dipinti”
Con un’attenzione rivolta alle suggestioni che sostanziano l’opera del Maestro, Andrea Romoli Barberini scrive nel suo testo critico: “Per Tardia la superficie del quadro è uno schermo dalle infinite profondità, lato visibile, porta aperta di una scatola magica (dei miti) in cui è possibile mettere in scena il verosimile e il fantastico come pure emanazioni dell’esperienza. La tela quindi, ben lungi dall’essere il luogo dell’illustrazione autobiografica, è qui il campo in cui convergono, coesistono e interagiscono la cultura dei suoi luoghi di origine, l’esperienza (da intendersi come verità del vissuto) e l’emotività alimentata dal loro ricordo. Tutti elementi, questi, che reagendo tra loro aprono la strada a un particolare e sofisticato visionarismo ricco di riferimenti alti - la storia, i miti della sua terra - dissimulato dietro le seducenti sintesi formali maturate nel corso di tanti anni di ricerca”.
Il catalogo (Edizioni Edarcom Europa) presenta contributi critici del Sovrintendente al Polo Museale di Roma, Claudio Strinati, e dei curatori della mostra e del volume Francesco Ciaffi e Andrea Romoli Barberini.
Notizia biografica
Lino Tardia nasce a Trapani nel 1938. Conseguita la maturità artistica, si trasferisce a Roma dove frequenta gli studi di Renato Guttuso e Saro Mirabella. Nel 1955 Lino Tardia inizia a esporre, ottenendo consensi in Italia e all’estero. Gli anni Sessanta segnano il suo passaggio dal Realismo all’Informale e ancora alla Nuova Figurazione, secondo la maniera di Francis Bacon che incontra durante un soggiorno a Londra. Partecipa a mostre collettive insieme a Guttuso, de Chirico, Sironi, Treccani e altri autori noti nel panorama artistico internazionale. Espone le sue opere in mostre personali a Londra, New York, Chicago, Parigi, Huston, Ottawa e Tripoli. Nel 2003 la Presidenza della Repubblica lo premia con la Medaglia d’Oro per i Benemeriti della Cultura. Ha preso parte a numerosi premi nazionali e internazionali. Risiede e opera a Roma.
Curata nell’organizzazione dalla Galleria Edarcom Europa, l’esposizione propone circa 60 opere di diverso formato rappresentative della ricerca svolta dall’artista dai primi anni Novanta ad oggi.
Un percorso ricco e suggestivo scandito da pochi temi (Maternità; Aquiloni minacciosi; Lune catturate; Scatole dei miti) affrontati con insistenza quasi a voler riannodare col loro tramite il legame con la sua terra d’origine, la Sicilia. Nel tratteggiare il profilo dell’artista, Claudio Strinati scrive nel suo testo in catalogo: “Tardia è un artista che vive il suo tempo con una intensa partecipazione e, nel contempo, con un senso di riservatezza e discrezione estreme che è raro trovare in altri protagonisti della nostra epoca. Il suo percorso appare unitario e coerente nell’affermazione di uno stile intento a una costruzione figurativa che definisce lo spazio e le immagini in una costante dialettica tale da porre in primo piano un segno netto, incisivo, poderoso che delinea con precisione e acume le cose raffigurate ma sembrerebbe lasciare in una situazione di indistinto e imprecisato l’impatto emotivo che appare sempre molto forte e determinato nelle sue opere. Una sensazione che è destinata però a scomparire di fronte a un esame attento e coinvolto del suo lavoro improntato a una perentoria certezza e a una intensa capacità comunicativa sempre più chiara concentrandosi nella osservazione dei dipinti”
Con un’attenzione rivolta alle suggestioni che sostanziano l’opera del Maestro, Andrea Romoli Barberini scrive nel suo testo critico: “Per Tardia la superficie del quadro è uno schermo dalle infinite profondità, lato visibile, porta aperta di una scatola magica (dei miti) in cui è possibile mettere in scena il verosimile e il fantastico come pure emanazioni dell’esperienza. La tela quindi, ben lungi dall’essere il luogo dell’illustrazione autobiografica, è qui il campo in cui convergono, coesistono e interagiscono la cultura dei suoi luoghi di origine, l’esperienza (da intendersi come verità del vissuto) e l’emotività alimentata dal loro ricordo. Tutti elementi, questi, che reagendo tra loro aprono la strada a un particolare e sofisticato visionarismo ricco di riferimenti alti - la storia, i miti della sua terra - dissimulato dietro le seducenti sintesi formali maturate nel corso di tanti anni di ricerca”.
Il catalogo (Edizioni Edarcom Europa) presenta contributi critici del Sovrintendente al Polo Museale di Roma, Claudio Strinati, e dei curatori della mostra e del volume Francesco Ciaffi e Andrea Romoli Barberini.
Notizia biografica
Lino Tardia nasce a Trapani nel 1938. Conseguita la maturità artistica, si trasferisce a Roma dove frequenta gli studi di Renato Guttuso e Saro Mirabella. Nel 1955 Lino Tardia inizia a esporre, ottenendo consensi in Italia e all’estero. Gli anni Sessanta segnano il suo passaggio dal Realismo all’Informale e ancora alla Nuova Figurazione, secondo la maniera di Francis Bacon che incontra durante un soggiorno a Londra. Partecipa a mostre collettive insieme a Guttuso, de Chirico, Sironi, Treccani e altri autori noti nel panorama artistico internazionale. Espone le sue opere in mostre personali a Londra, New York, Chicago, Parigi, Huston, Ottawa e Tripoli. Nel 2003 la Presidenza della Repubblica lo premia con la Medaglia d’Oro per i Benemeriti della Cultura. Ha preso parte a numerosi premi nazionali e internazionali. Risiede e opera a Roma.
28
maggio 2009
Lino Tardia – La scatola dei miti
Dal 28 maggio al 28 giugno 2009
arte contemporanea
Location
PALAZZO VENEZIA
Roma, Via Del Plebiscito, 118, (Roma)
Roma, Via Del Plebiscito, 118, (Roma)
Orario di apertura
Da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00. Lunedì chiuso.
Vernissage
28 Maggio 2009, ore 18.30
Sito web
www.edarcom.it
Autore
Curatore




