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arte contemporanea, collettiva STUDIO D'ARS ​ Via Sant'agnese 12/8 Milano 20123

Milano - dal 3 al 15 giugno 2009

Energia dello sguardo

Energia dello sguardo
STUDIO D'ARS
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Via Sant'Agnese 12/8 (20123)
+39 346 6292285
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Con questa Rassegna lo Studio D’Ars prosegue nel ciclo di mostre ideate per ricordare il pensiero di Dante Bighi, art director di D’Ars, collezionista d’arte e amico di Pierre Restany.
orario: da lunedì a giovedì dalle 15.30 alle 19 - venerdì dalle 17 alle 19
apertura serale giovedì dalle 21 alle 23 previa conferma telefonica - sabato e festivi chiuso.

(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 3 giugno 2009. dalle 18 alle 23
autori: Francesco Caraccio, Francesca Giraudi, Enrico Lazzini, Mauro Pallotta, Cinzia Praticelli
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Con questa Rassegna ENERGIA DELLO SGUARDO lo Studio D’Ars prosegue nel ciclo di mostre ideate per ricordare il pensiero di Dante Bighi, art director di D’Ars, collezionista d’arte e amico di Pierre Restany. Dante Bighi ha sempre cercato nell’espressione artistica una forma di “Energia come creatività”; un viaggio alle “radici” e all’origine del pensiero. In questa mostra gli artisti invitati indagano sullo sguardo: la potenza dello sguardo, le emozioni e i sentimenti che il nostro “guardare” trasmettono, sono più eloquenti delle parole. Nulla mostra meglio degli occhi ciò che pensiamo; uno sguardo ci trasmette l’energia e il temperamento di chi ci guarda, svela la nostra interiorità. Gli occhi sono la nostra finestra sul mondo e certamente nel processo della comunicazione umana non verbale sono di importanza primaria; attraverso lo sguardo riusciamo a comunicare segreti, a scrutare e scandagliare l’animo, a incutere timore ma, se vogliamo celare i nostri pensieri, ci nascondiamo dietro l’assenza di uno sguardo assente, distratto che si posa sulle cose senza “guardarle”. La mostra è anche un omaggio ai volti che dipinge Francesco Caracio, artista al quale, come scrive Martina Corgnati “… e' stato possibile scavare all'infinito in questa miniera inesauribile che e' l'espressione umana, trovandovi variazioni sempre nuove e diverse, definite talvolta appena da due tocchi di matita fra campiture larghe d'acquarello; oppure da un circolo irruente in un tessuto di tratti verticali, nitidi e forti, che si precipitano poi d'improvviso lungo il precipizio del setto nasale. Linguaggio spoglio e sintetico, che non rinuncia tuttavia alla propria tenace incisività espressiva. ha trovato nel volto tutto ciò che gli serviva” (Simonetta Panciera, maggio 2009)
 
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