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arte contemporanea, collettiva HOTEL CLUB RESORT REGINA DEL MARE ​ Viale Del Tirreno Pisa 56128

Pisa - dal 10 luglio al 6 settembre 2009

Uberto Bonetti - Un futurista a Pisa – Aerosintesi di viste e progetti per il litorale pisano

Uberto Bonetti - Un futurista a Pisa – Aerosintesi di viste e progetti per il litorale pisano
Uberto Bonetti, Senza titolo
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HOTEL CLUB RESORT REGINA DEL MARE
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Viale Del Tirreno (56128)
Calambrone
+39 05030144
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La mostra vuole celebrare oltre al centenario del futurismo anche il centenario della nascita di Uberto Bonetti (1909 – 1993), divenuto famoso alla fine degli anni ‘20 per la creazione grafica del Burlamacco, ancora oggi logo del Carnevale di Viareggio.
orario: Tutti i giorni dalle ore 17.30 alle ore 23.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 10 luglio 2009. ore 18
ufficio stampa: SPAINI & PARTNERS
curatori: Claudio Giorgetti
autori: Uberto Bonetti
patrocini: organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pisa, con il sostegno di Piaggio e Abiogen Pharma spa.
telefono evento: +39 050910373
genere: arte contemporanea, personale, disegno e grafica

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comunicato stampa
Dal 10 luglio al 6 settembre 2009 presso l’Hotel Club Resort Regina del mare (ex Colonia Rosa Maltoni Mussolini) a Calabrone (Pisa) si terrà la mostra dal titolo “Uberto Bonetti. Un futurista a Pisa – Aerosintesi di viste e progetti per il litorale pisano”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pisa, con il sostegno di Piaggio e Abiogen Pharma spa. L’esposizione, a cura di Claudio Giorgetti, in collaborazione con Adriana Bonetti, Carlo Vanni Menichi, e della Direzione Cultura - Ufficio Politiche Culturali del Comune di Pisa, vuole celebrare oltre al centenario del futurismo anche il centenario della nascita di Uberto Bonetti (1909 – 1993), divenuto famoso alla fine degli anni ‘20 per la creazione grafica del Burlamacco, ancora oggi logo del Carnevale di Viareggio.

Uberto Bonetti, nato a Viareggio nel 1909, grafico, scenografo e architetto di talento aveva abbracciato la poetica del Futurismo, così come stilata nel Manifesto programmatico del 1929 dallo stesso iniziatore del movimento, Marinetti. Ma in particolare aveva dimostrato grande interesse per le tendenze della Aeropittura, una declinazione pittorica del futurismo che si afferma negli anni successivi alla prima guerra mondiale. Come espressione del mito della macchina e della modernità caratteristico del movimento marinettiano, l'aeropittura manifesta l'entusiasmo per il volo, il dinamismo e la velocità dell'aeroplano. Le caratteristiche dell'aeropittura e i temi guida si vanno precisando nel corso degli anni venti per trovare infine una codificazione Prospettive di volo e aeropittura, firmato da Balla, Depero, Benedetta Cappa, Dottori, Benedetta, Fillia, Trampolini, Somenzi e Tato.

Il giovane artista versiliese, già amante del mondo dell’aviazione, fu subito attratto dalle prospettive mutevoli del volo e dalla rappresentazione della velocità, che accompagnava i successi della giovane aeronautica militare nei primi decenni del secolo, con le imprese degli aviatori italiani Balbo, De Pinedo, Ferrarin.

In mostra saranno esposte 35 aeroviste di cui tre inedite, due della città di Pisa e una di Pontedera, che riguardano le città dove sono intervenuti architetti futuristi, come Piacentini e Adalberto Libera. Tra queste le aeroviste che documentano l’intervento determinante di Angiolo Mazzoni proprio nella ex colonia Rosa Maltoni Mussolini a Calabrone, sede della mostra, esposti anche i suoi disegni autografi, una copia della planimetria e alcune foto, provenienti dall’Archivio Mazzoni per gentile concessione del Mart di Rovereto.

Altre aeroviste documentano le zone di bonifica dell’Agro Pontino e del Sulcis, i disegni del litorale pisano, e sempre a Pisa, del parco di San Rossore, di San Piero a Grado, ma anche di altre città italiane, come Sabaudia.

L’ex colonia Rosa Maltoni Mussolini, la più grande tra i numerosi complessi del Calambrone, fu progettata tra il 1925 e il 1926 dall’architetto Angiolo Mazzoni, ed era destinata ad ospitare i figli dei postelegrafonici e dei ferrovieri per il periodo delle vacanze. La colonia è caratterizzata da elementi architettonici propri dell’architettura futurista, l’impianto planimetrico era stato progettato infatti per essere osservato dall’aeroplano. Dall’alto la Colonia altro non è che uno stilizzato fascio littorio composto da corpi che piegano repentinamente quasi ad accentuare una linea spezzata in movimento. Gli spazi della colonia con la loro magniloquenza appaiono un naturale sfondo per il racconto per immagini, e non a caso alcuni tra i più significativi filmati dell’Istituto Luce sono stati qui girati, oltre all’incursione cinematografica di Comencini, nel cui film “Tutti a casa” Alberto Sordi comincia la propria avventura militare in questo luogo.

In questa mostra il legame di Uberto Bonetti con l’architettura futurista viene “svelato” in maniera originale attraverso la sua più classica espressività, appunto la pittura, il disegno, lo schizzo.

Ma il legame di Bonetti con l’architettura comincia dal rapporto con Federigo Severini che lo coinvolge quando ancora è studente nella progettazione del piano regolatore di Tirrenia e prosegue fino a collaborare alla realizzazione, sotto l’attenta guida di Curzio Malaparte, dell’ormai famosissima Villa di Capri, considerata uno dei capolavori dell’architettura moderna.
 
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