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arte contemporanea, collettiva GALLERIA VIA LARGA ​ Via Camillo Benso Conte Di Cavour 7r Firenze 50129

Firenze - dal 17 al 23 giugno 2009

La Pergola Arte a Palazzo Medici Riccardi

La Pergola Arte a Palazzo Medici Riccardi

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GALLERIA VIA LARGA
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Via Camillo Benso Conte Di Cavour 7r (50129)
+39 0552760213 , +39 0552760451 (fax)
artoutofthewalls@hotmail.com
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Rassegna di pittori e scultori che hanno già aderito alle iniziative della
galleria. Molti appartengono a sodalizi e gruppi che operano a Firenze ma l’occasione è emblematica per il rapporto con uno spazio ”istituzionale”, quella Galleria di Via Larga posta su un asse viario dei più frequentati e recuperata da qualche tempo alla vocazione espositiva
orario: tutti i giorni 10-12.30 e 16-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 17 giugno 2009. ore 18
catalogo: in mostra, Libellula Edizioni
curatori: Domenico Asmone, Lilly Brogi
autori: Cristina Anna Adani, Piero Ardenghi, Vincenzo Armato, Domenico Asmone, Rossella Baldecchi, Flavio Bartolozzi, Franco Bastianelli di Laurana, Laura Belloni, Nadia Benelli, Mauro Bini, Igina Biriaco, Michele Boffelli, Lilly Brogi, Amelio Bucciantini, Franco Cappelli, Emilio Carvelli, Claudio Cavallini, Alessandro Ciantelli, Pino Conestabile, Konstantina Daskalaki, Antonio Di Tommaso, Enzo Fabbiano, Mara Faggioli, Maria Gambacorta, Giorgio Giacomelli, Nicola Giusfredi, Paolo Granchi, Paola Grizi, Blu Kobalto, Stefano Luzi, Saverio Magno, Giuseppe Manneschi, Anna Maria Masoni, Alberto Marini, Mauro Marrucci, Antonio Martini, Maria Matti, Miranda Mei, Filip Anton Mihail, George Paul Mihail, Christiano Muntoni, Patrizia Murazzano, Antonio Nuvoli, Paolo Palandri, Vaclav Pisvejc, Fabrizio Pluderi
patrocini: Provincia di Firenze
telefono evento: +39 3382223464
genere: arte contemporanea, collettiva
email: info@lapergolaarte.it
web: www.lapergolaarte.it

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comunicato stampa
Comunicato Stampa
La Pergola Arte propone una rassegna di pittori e scultori
che hanno precedentemente aderito alle iniziative della
galleria. Molti di loro appartengono a sodalizi e gruppi che
operano a Firenze ma l’occasione è emblematica per il
rapporto con uno spazio ”istituzionale”, quella Galleria
di Via Larga posta su un asse viario dei più frequentati
e recuperata da qualche tempo alla vocazione espositiva. Il
problema dell’informazione sulla produzione delle arti
visive, offrendo la possibilità di vedere direttamente le
opere, è sempre più connesso alla disponibilità degli
spazi, il che significa anche affrontare aspetti logistici
a volte non indifferenti. Infatti, nonostante le
applicazioni telematiche dell’elettronica che in apparenza
facilitano più delle riproduzioni a stampa la dif-fusione
delle stesse immagini, le opere o vengono concepite in
relazione a quelle tecnologie o si tratta di meri
”appunti” perché, innanzitutto le dimensioni
risultano diverse dagli originali. Possiamo aggiungere che
siamo stati condizionati da generazioni dalle restituzione
fotografiche o cine- televisive a una percezione che è
particolarmente ingannevole per le opere d’arte .Così
il ruolo delle istituzioni, in primis degli enti locali, a
partire dalle stesse circoscrizioni, è da almeno due
decenni, nell’area fiorentina, di grande importanza.
Infatti il mondo delle gallerie d’arte private ha subito
una profonda trasformazione sia perché la disponibilità
all’acquisto delle opere d’arte contemporanea ha subito
l’impatto di organizzazioni e circuiti che hanno
selezionato artisti e pubblicoal di là del fenomeno del
cosiddetto sistema dell’arte, ormai anche troppo quasi
ritualmente denunciato, ma anche per la rete di veri e
propri imbonitori, che insieme a un sostanziale disinteresse
dei ”media”, ha permesso alla disinformazione di
illudere non solo sulla qualità ma anche su quelle che
venivano proposte come forme di investimento o oggetti
simbolo di condizione sociale. Firenze, nonostante il
prestigio del proprio patrimonio artistico, anzi forse
proprio per un malinteso interesse di mantenere attraverso
l’esaltazione delle grandi stagioni del passato
un’attrazione e una primazia, come se l’immensa
eredità delle generazioni che ci hanno preceduto fino al
XVI secolo avesse disseccato la possibilità di continuare
a produrre sul piano della comunicazione estetica, per
troppo tempo, a mio avviso, non ha promossa un’adeguata
conoscenza delle testimonianze di un altro mezzo millennio
di capolavori , che hanno offerto temi di riflessione
fondanti per la civiltà e la cultura non solo
dell’Europa ma del pianeta. Il centro storico della
città ,ce lo ricordano dei cartelli, è stato dichiarato
patrimonio dell’umanità ma ciò non basta per rendere
vitale ,anche per il futuro, questo straordinario scrigno
anzi vi è il rischio che i valori di cui è testimone
siano consumati dalla volgarità e dalle mode. I criteri
puramente legati a calcoli di sfruttamento affaristico che
animano gran parte di quanto si sta muovendo attorno al
mercato dei viaggi sono soprattutto causati da una
sostanziale caduta dei processi di acculturazione a livello
mondiale per quanto concerne proprio la sfera della
formazione nelle scienze umane. Il problema delle competenze
sembra che non riguardi chi ha il potere di decidere le
politiche culturali. Insomma Via Larga è un luogo la cui
agibilità apre un dibattito non marginale né
estemporaneo giacchè poderosa è la potenzialità della
comunicazione estetica oggi frantumata e piegata a
funzionalità improprie legate al contingente di un
consumismo attento a provocare il degrado nella maggioranza
dei consumatori-sudditi.
Questo, purtroppo, non è un fenomeno solo italiano, e
corrisponde a modelli che hanno prodotto vere e proprie
catastrofi. Allora? Allora bisogna continuare a cogliere le
occasioni positive come questa , nella quale operatori,
attingendo a linguaggi diversi, evidenziano la persistenza,
l’approfondimento e la personale interpretazione di alcune
grandi lezioni delle tecniche della comunicazione visiva del
XX secolo dimostrandoad un tempo la qualità e la
disciplina del fare, quando la tecnologia sembra illudere
delle capacità di intervento e rischia di appiattirne in
un caos babelico, in un magma di effimero, la fruizione o
di ridurla a prodotto esclusivamente mercificato negandone
così proprio la specificità. Non a caso La Pergola Arte
ha promosso,e propo-ne ,l’incontro con la comunicazione
verbale della poesia o la riflessione su personalità
centrali del XX secolo come di recente ha fatto con
l’omaggio a Alberto Magnelli. Così esperienze maturate
in ambienti diversi permettono sia di apprezzare la coerenza
delle tecniche prescelte, funzionali alla restituzione di
emozioni che stabiliscono un dia-logo fondato sul saper
vedere, sia di cogliere la traduzione del pensiero come
della suggestione di una situazione, di un luogo o di una
memoria, o di un sogno, nella materia cromatica fino a
percepire il segno connotativo dei vari artisti e quindi la
sincera dedizione al mistero laico dell’arte in un clima
di gioiosa partecipazione collettiva. La tela può essere
accarezzata dal pennello quasi a farne percepire la
consistenza dell’ali di una farfalla o addensare la luce e
l’ombra con sontuosi effetti di raggrumata materia, densa
di echi . A volte viene ritmata l’armonia di una musica
suggerita dalla distribuzione delle pennellate da un ductus
elegante o un po’ “sprezzante”. Il disegno, come
processo mentale, può inseguire le innumerevoli indagini
dell’immaginare . La raffinatezza di una composizione di
sapore tra Preraffaellita e Jugendstil evoca significative
presenze internazionali, negli anni della formazione di
Firenze come mito. La visualizzazione dei moti interiori,
secondo una vibrante tensione espressionista non manca di
una tavolozza di impatto solarmente mediterraneo. Si
assestano campiture articolate in superfici distribuite
secondo proporzioni dimensionali da Section d’or.
L’immagine fotografica è inserita e rifunzionalizzata
nell’ossimoro del bianco e nero che carica il crudo
fascino del vero dell’istantanea all’arbitrarietà del
colore giocato come veicolo dell’astrazione. Così tra
denuncia e elegia, epos, tragedia e canto le pareti della
Galleria di Via Larga assolvono alla loro missione .
Prezioso è quanto ci viene donato, la bellezza filtrata
attraverso il vissuto e l’ironia dell’intelligenza, e ci
rattrista la consapevolezza che tanto generoso impegno non
sempre trova una disponibilità di attenzione adeguata.
L’informazione spesso è distratta o, paradossalmente ,
è condizionata da ”filtri“ poche volte legati alla
competenza: la creatività è un argomento delicato che
coinvolge le motivazioni più profonde , non conformiste,
originali e autenticamente libere quanto sensibili
all’eroica solidarietà che Leopardi cantò nella
ginestra, tutte cose pericolosissime per il potere,
qualunque esso sia, e molti pennivendoli lo sanno benissimo.

Ugo Barlozzetti
 
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