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arte contemporanea, collettiva PALAZZO VENEZIA ​ Via Del Plebiscito 118 Roma 00186

Roma - dal 23 giugno al 26 luglio 2009

Cipro e l'Italia al tempo di Bisanzio. L'Icona Grande di San Nicola tis Stégis del XIII secolo restaurata a Roma
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PALAZZO VENEZIA
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Occasione dell'esposizione è il restauro, recentemente concluso dall'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma (ISCR), della grande icona tardo duecentesca di San Nicola tis Stégis (del Tetto) raffigurante il santo, scene della sua vita e donatori.
orario: da martedì a domenica 8.30-19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero € 4; ridotto € 2
vernissage: 23 giugno 2009. ore 11
catalogo: A cura di Ioannis Eliades, Edizioni Vivliotechnia - Atene
ufficio stampa: Antonella Stancati, Anna Valerio
Tel 06.69994219-8
artirm.uffstampa@arti.beniculturali.it
curatori: Ioannis Eliades
patrocini: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
note: Testi di: Giorgio Accardo, Fabio Aramini, Domenico Artioli, Giuseppe Basile, Anna Biazzo, Charalampos Chotzakoglou, Massimo Corsetti, Anna Di Majo, Daniele Ferrara, Ioannis Eliades, Elisabetta Giani, Maria Rita Giuliani, Pietro Moioli, Costanza Mora, Angela Negro, Silvia Pedone, Gianni Pittiglio, Gianfranco Priori, Beatrice Provinciali, Ferdinando Provera, Manuela Romagnoli, Mara Sarlatto, Claudio Santangelo, Claudio Seccaroni, Giancarlo Sidoti, Albertina Soavi, Maria Stavrou, Fabio Talarico, Mauro Torre, Demetrios Triantaphyllopoulos, Carolina Vigliarolo.
genere: arte antica
email: artirm.uffstampa@arti.beniculturali.it

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comunicato stampa
La mostra Cipro e l'Italia al tempo di Bisanzio. L'Icona Grande di San Nicola tis Stégis del XIII secolo restaurata a Roma nasce con l'intento di mettere in luce i legami tra Cipro e l'Italia in età bizantina.

Occasione dell'esposizione è il restauro, recentemente concluso dall'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma (ISCR), della grande icona tardo duecentesca di San Nicola tis Stégis (del Tetto) raffigurante il santo, scene della sua vita e donatori.

L'evento, promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, è stato realizzato grazie alla sinergia di diversi istituti italiani e ciprioti e soprattutto per merito della lunga e proficua collaborazione tra l'ISCR e il Museo Bizantino della Fondazione Arcivescovo Makarios III di Nicosia.

L'icona proviene dall'omonima chiesa di Kakopetrià, a sud ovest della capitale cipriota, ed è oggi conservata nel Museo Bizantino della stessa città. Il dipinto si distingue dalla produzione pittorica presente nell'isola in virtù dell'applicazione sulla tavola di una preparazione di tela ricoperta di gesso, sotto la quale è una pergamena fissata con colle animali. Questa particolarità tecnica, probabilmente adottata per garantire una migliore conservazione, e i richiami all'iconografia occidentale nella figura del Santo e soprattutto negli episodi della sua vita, riconducono all'ambiente multiculturale della Cipro del XIII secolo, in cui tra gli abitanti greci e le minoranze dei latino-ciprioti e dei siro-ciprioti si instaurò un rapporto di reciproco scambio culturale, che diede vita ad un'arte capace di soddisfare le esigenze di una popolazione multietnica. Un importante canale di diffusione della maniera “cipriota” in Occidente è costituito da artisti occidentali che, dopo aver lavorato a Cipro, diffusero il nuovo stile nell'Italia meridionale, testimoniato ad esempio negli affreschi della cripta di San Vito a Gravina di Puglia (XIII-XIV sec.).



L'esposizione della bellissima tavola, dalle imponenti dimensioni (203 x 158 cm), è corredata da una serie di pannelli didattici, relativi alle diverse fasi del restauro, alla storia del Museo Bizantino e ai contatti tra Cipro e l'Italia. Particolare rilievo viene riservato alla riproduzione dell'icona "gemella" raffigurante la Madonna dei Carmelitani, nata per la chiesa di San Cassiano a Nicosia, conservata nello stesso museo e attribuita alla stessa bottega della tavola restaurata dall'ISCR.

Nel catalogo un fil rouge collega l'icona di San Nicola alle opere custodite in tre musei nazionali del Polo Museale della Città di Roma (Palazzo Venezia, Palazzo Barberini, Palazzo Corsini) aventi un legame con Bisanzio o segnate dal suo influsso: dagli avori bizantini, ai marmi di IX-XIV sec., fino ai dipinti su tavola di artisti che aprirono la strada al Rinascimento italiano, quali Paolo Veneziano, Giovanni Baronzio, Giovanni da Rimini, Beato Angelico e altri. Una serie di saggi, infine, rende conto dei risultati delle indagini scientifiche e del complesso intervento di restauro ad opera dell'ISCR.
 
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