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Kengiro Azuma / Marino Marini – Il segno condiviso
Per la prima volta in Italia vengono esposte insieme le opere incisorie del maestro, Marino Marini, e del suo allievo prediletto, Kengiro Azuma. Sarà possibile confrontare la figurazione radicalmente innovativa e articolata dell’uno con le nitide rappresentazioni di opere astratte, dalle chiare implicazioni spirituali, dell’altro. Ma si potranno anche cogliere importanti aspetti che accomunano i due artisti: l’esperienza di vita e di lavoro, la personale reinterpretazione di tecniche tradizionali e, soprattutto, un’idea “alta” dell’arte a cui ogni esperienza deve essere ricondotta.
Comunicato stampa
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Nel 1956 Kengiro Azuma, già laureato in scultura presso l’Università Nazionale di Tokio, viene in Italia per seguire, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, gli insegnamenti di Marino Marini. Nel 1960, conseguito il diploma, diventa l’assistente personale del grande scultore ma, contemporaneamente, intraprende un proprio percorso di ricerca artistica che lo porterà ad affermare le sue capacità grazie a forme espressive tutte personali e intimamente impregnate della cultura giapponese in cui si è formato. Il rapporto maestro allievo si trasforma così in un sodalizio umano e professionale duraturo, fatto di collaborazione, grande rispetto e stima reciproca.
Marino Marini è stato un importante rinnovatore, internazionalmente riconosciuto, della scultura tradizionale: le sue opere, sia scultoree che grafico-pittoriche, pur mantenendo i tratti di una figurazione identificabile sono percorse da tensioni e pulsioni tutte moderne che ne trasformano le forme e trasfigurano i contenuti profondamente legati alla cultura occidentale antica e classica. Per la prima volta in Italia vengono esposte insieme le opere incisorie del maestro, Marino Marini, e del suo allievo prediletto, Kengiro Azuma. Sarà possibile confrontare la figurazione radicalmente innovativa e articolata dell’uno con le nitide rappresentazioni di opere astratte, dalle chiare implicazioni spirituali, dell’altro. Ma si potranno anche cogliere importanti aspetti che accomunano i due artisti: l’esperienza di vita e di lavoro, la personale reinterpretazione di tecniche tradizionali e, soprattutto, un’idea “alta” dell’arte a cui ogni esperienza deve essere ricondotta.
Marino Marini è stato un importante rinnovatore, internazionalmente riconosciuto, della scultura tradizionale: le sue opere, sia scultoree che grafico-pittoriche, pur mantenendo i tratti di una figurazione identificabile sono percorse da tensioni e pulsioni tutte moderne che ne trasformano le forme e trasfigurano i contenuti profondamente legati alla cultura occidentale antica e classica. Per la prima volta in Italia vengono esposte insieme le opere incisorie del maestro, Marino Marini, e del suo allievo prediletto, Kengiro Azuma. Sarà possibile confrontare la figurazione radicalmente innovativa e articolata dell’uno con le nitide rappresentazioni di opere astratte, dalle chiare implicazioni spirituali, dell’altro. Ma si potranno anche cogliere importanti aspetti che accomunano i due artisti: l’esperienza di vita e di lavoro, la personale reinterpretazione di tecniche tradizionali e, soprattutto, un’idea “alta” dell’arte a cui ogni esperienza deve essere ricondotta.
04
luglio 2009
Kengiro Azuma / Marino Marini – Il segno condiviso
Dal 04 al 26 luglio 2009
arte contemporanea
disegno e grafica
disegno e grafica
Location
IL BRUNITOIO
Ghiffa, Corso Risorgimento, 114, (Verbano-cusio-ossola)
Ghiffa, Corso Risorgimento, 114, (Verbano-cusio-ossola)
Orario di apertura
da venerdì a domenica 16 – 19 giovedì 16 – 19 / 20.30 – 22.30
Vernissage
4 Luglio 2009, ore 17.30
Autore
Curatore



