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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA - GALLERIA DI PIAZZA SAN MARCO ​ Piazza San Marco 71c Venezia 30124

Venezia - dall'otto ottobre al 6 dicembre 2009

Migropolis. Venice / Atlas of a Global Situation
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FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA - GALLERIA DI PIAZZA SAN MARCO
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Piazza San Marco 71c (30124)
+39 0415237819
info@bevilacqualamasa.it
www.bevilacqualamasa.it
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Migropolis è un progetto di grandi proporzioni riguardante la trasversalità di un territorio urbano sottoposto alle condizioni della globalizzazione. La prima fase del progetto è iniziata nell’inverno del 2006, e ha stabilito i fondamenti teorici di questo progetto attraverso la produzione di più di 1300 pagine, una composizione variegata di sistemi notazionali e di grafici, case studies e archivi fotografici. La seconda fase del progetto nel 2008 è consistita nell’affinamento di una struttura per organizzare e mostrare i risultati in un sintagma di visualizzazione di dati e immagini.
orario: dal mercoledì alla domenica dalle 10.30 alle 17.30
lunedì e martedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 4 intero | € 3 ridotto
vernissage: 8 ottobre 2009. ore 18.30
catalogo: Hatje Cantz Con prefazione di Angela Vettese
ufficio stampa: STUDIO PESCI
curatori: Veronica Bellei, Katerina Dolejsova, Nera Kelava, Wolfgang Scheppe
note: Progetto editoriale
Hatje Cantz Verlag
Prefazione di Angela Vettese, saggi di Giorgio Agamben, Valeria Burgio, Wolfgang Scheppe
Lingua inglese, pp. 1344, 2100 ill.
2 volumi in cofanetto, 17 x 24 cm
genere: documentaria, fotografia, arte contemporanea
email: press@bevilacqualamasa.it

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comunicato stampa
Si inaugura giovedì 8 ottobre 2009, nella sede di Piazza San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa, la mostra MIGROPOLIS, un originale progetto che esplora la dinamica della globalizzazione attraverso il CASO - VENEZIA: mille immagini "non-da-cartolina" e molte inconsuete statistiche compongono una indagine minuziosa di un territorio urbano delimitato. La città si mostra nei suoi drammatici opposti, tra ricchezza e miseria, turismo insostenibile e fuga degli abitanti.

Come scrive Angela Vettese nella premessa al catalogo: "Il sogno di una chimica a Marghera, come quello di una manifattura alla Giudecca, sono andati perduti. Ma seguendo un sogno diverso e della cui realizzabilità c’è già traccia, Venezia potrebbe usare il suo immenso potenziale simbolico, internazionale e globale per vocazione, diventando o piuttosto ritornando un incubatore di attività del conoscere. La città ha nello sviluppo delle attività culturali l’unico antidoto al soffocamento da turismo. E’ inutile lagnarsi che le famiglie residenti diminuiscano, che il sito cambi natura, che il modo di stendere i panni dal più piccolo al più grande, dal più chiaro al più scuro, tra i palazzi delle calli di Castello, vada perdendosi irrimediabilmente. Si possono guadagnare altre cose. Se solo si prova a credere che la trasformazione di un luogo, soprattutto di questo luogo in questo tempo, non significa affatto la sua morte ma piuttosto un’occasione di rinascita".

Avviata nel 2006 da Wolfgang Scheppe come esperienza didattica per gli studenti internazionali del Corso di Laurea specialistica in Comunicazioni visive e multimediali dell’Università IUAV di Venezia, l’idea di studiare i gruppi di migranti e di tracciarne i percorsi sul territorio della città lagunare si è ben presto trasformata nella realizzazione di un progetto più ampio, articolato in un libro di oltre 1300 pagine e 2100 fotografie, dedicato alle conseguenze sociali e geografiche della globalizzazione nella città, e in una mostra prodotta dalla Fondazione Bevilacqua La Masa che si svolgerà dal 9 ottobre al 6 dicembre 2009.

L’area metropolitana di una delle città maggiormente spettacolarizzate del mondo viene dunque indagata come paradigma urbano complesso e paradossale, in quanto esposto eccezionalmente al cambiamento dovuto alla connettività mondiale e all’interdipendenza dei valori predominanti dell’economia e della cultura in una società in cui l’immagine mediatica esercita una egemonia quasi assoluta.
L’analisi delle tracce di varie forme di migrazione registrate nel suo contesto si basa principalmente su quattro strumenti di indagine: sistemi notazionali per mostrare dati statistici, mappe e cartografie per tracciare i percorsi di movimento delle merci e delle persone, fotografia di soggetti e ambienti per mostrare dati qualitativi e case studies, e infine una rielaborazione grafica per rappresentare analisi psicogeografiche del territorio in questione.

Lo scopo di MIGROPOLIS coinvolge almeno tre categorie di entità migratorie riscontrate nell’area urbana della ricerca. La prima riguarda la migrazione come campo di un conflitto socio-economico dove si incontrano due forme di mobilità, una basata sul benessere, l’altra sulla povertà, che si materializzano da una parte nel flusso dei turisti, dall’altra nella presenza di immigrati legali, ma soprattutto illegali.
La seconda considera la migrazione di merci, prodotti e servizi come risultato della liberalizzazione e della deregolamentazione del commercio internazionale, del movimento di capitali e dell’integrazione dei mercati finanziari, e infine la terza categoria analizza la migrazione dell’immagine, come si può osservare nella distribuzione globale, nella dislocazione e nello spostamento dei tropi iconografici della Venezia storica. L’iperbole di Baudrillard della perdita dell’originale attraverso le sue copie è dimostrata nella tendenza della città a riprodursi in repliche multiple, con il risultato di apparire anch’essa alla fine come una pura copia.

La ricerca condotta dal progetto coordinato da Wolfgang Scheppe contribuisce a porre in modo ancora più stringente la sfida del futuro di una città minacciata da fenomeni di declino demografico e spopolamento residenziale che appaiono irreversibili, e da una mercificazione selvaggia del suo patrimonio artistico ad uso e consumo di enormi flussi turistici.


 
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