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arte contemporanea, collettiva EX CONVENTO DI SAN FRANCESCO ​ Via San Francesco Pordenone 33170

Pordenone - dal 28 novembre 2009 al 31 gennaio 2010

Elio Ciol - Il volto e la parola

Elio Ciol - Il volto e la parola
EX CONVENTO DI SAN FRANCESCO
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Via San Francesco (33170)
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Una serie di mostre realizzate a Villa Manin di Passariano, a Casarsa della Delizia e a Pordenone, celebra gli ottant’anni di Elio Ciol, uno dei paesaggisti italiani più noti nel mondo, e i sessant’anni di professione del maestro.
biglietti: free admittance
vernissage: 28 novembre 2009.
catalogo: con un saggio introduttivo di Silvia Paoli.
editore: ALLEMANDI
autori: Elio Ciol
genere: fotografia, personale
email: fabio.amodeo@gmail.com

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comunicato stampa
Elio Ciol a Villa Manin Una serie di mostre realizzate a Villa Manin di Passariano, a Casarsa della Delizia e a Pordenone, celebra gli ottant’anni di Elio Ciol, uno dei paesaggisti italiani più noti nel mondo, e i sessant’anni di professione del maestro. Elio Ciol è conosciuto soprattutto per la sua interpretazione fotografica del paesaggio italiano e per il lavoro di documentazione del patrimonio artistico. La mostra di Villa Manin affronta uno risvolto poco noto dell’opera del fotografo friulano, quello degli anni della formazione, tra il 1950 e il 1964. L’Italia appena uscita dalla guerra e immersa, nelle zone più avanzate, nella grande opera di industrializzazione del Paese, viveva una stagione di grande fervore creativo in tutti i campi, dal cinema alla letteratura, dall’arte alla fotografia. Il clima del neorealismo portava a sguardi innovativi su queste società in trasformazione, con messaggi che per la prima volta penetravano in profondità nella società grazie alla diffusione del cinema e della stampa illustrata. Elio Ciol, esordiente, partecipe al dibattito di quegli anni, ad esempio con la frequentazione del circolo La Gondola di Venezia, uno dei punti focali della creatività fotografica del tempo, raccontava con le sue immagini il clima fervido della trasformazione sociale, ma anche l’apparente immutabilità delle campagne e delle montagne del Friuli e del Veneto, in quel periodo ancorate ad ancestrali modi di vita e di produzione, e il fascino di un Mezzogiorno d’Italia che in quel periodo era ancora lo stesso che aveva affascinato i viaggiatori del Grand Tour a partire dal Settecento. Il suo racconto mostrava però Elio Ciol – Bambini a Chioggia, 1959. già i segni di un linguaggio raffinato, costruito attraverso una ricerca formale tutta interna al bianco e nero. Vita ed estetica si intrecciano nelle immagini di quegli anni, e trovano la loro sintesi nelle straordinarie immagini scattate poche ore dopo la tragedia del Vajont. Merita una citazione a parte il lavoro di fotografo di scena per il film Gli Ultimi ideato da padre David Maria Turoldo e diretto nel 1962 da Vito Pandolfi. La ricostruzione del Friuli degli anni Trenta, immerso nella miseria, consentì a padre Turoldo di disegnare un’elegia dei valori della vita contadina che è forse più attuale e più interessante oggi che nell’Italia del miracolo economico (il film fu uno straordinario insuccesso commerciale). De Gli Ultimi Elio Ciol fu fotografo di scena, e le sue immagini sono una “storia nella storia”, racconto di momenti della produzione, di espressioni di protagonisti e tecnici, di presenza di quel Elio Ciol – Giorno di sagra, San Salvatore di Maiano, 1960. paesaggio friulano che era ormai una costante del suo sguardo. La mostra presenta però anche altri momenti che oggi sembrano provenire da un passato remoto. Visioni di Venezia, di Assisi, delle campagne attorno a Milano; e momenti di quella vita di montagna che pareva destinata all’immobilità, tutte realtà che nel giro di pochi anni avrebbero subito l’attacco della modernità. In quel mondo in trasformazione si trasforma progressivamente anche lo sguardo di Elio Ciol, che lentamente elabora la sua filosofia fine art anche quando il suo obiettivo si rivolge alle persone, agli sguardi, alle posture. La mostra è composta di 140 immagini, ed occupa la barchessa di Villa Manin, il grande complesso nella campagna friulana, nel comune di Codroipo, che da molti anni costituisce una delle maggiori sedi espositive della regione Friuli Venezia Giulia. La mostra è aperta dal martedì al venerdì dalle 14 alle 19; il sabato e la domenica dalle 10 alle 19. L’ingresso è gratuito. Informazioni presso Azoenda Speciale Villa Manin, Passariano, Codroipo (Udine) allo 0432.821211 o sul sito www. villamanin-eventi.it. Accompagnerà la mostra un catalogo edito da Umberto Allemandi, con un saggio introduttivo di Silvia Paoli. La mostra viene realizzata con il contributo di Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’Azienda speciale di Villa Manin, della Provincia di Pordenone, del Comune di Pordenone e del Comune di Casarsa della Delizia, e con la collaborazione di Friuladria – Crédit Agricole. Elio Ciol – Tiro alla fune, Marano lagunare, 1958. Le altre mostre Altre due mostre, al Centro Studi Pasolini di Casarsa e a Pordenone, completeranno durante l’autunno l’omaggio a Elio Ciol. La luce incisa. Centro Studi Pasolini, Casarsa della Delizia, 26 settembre – 8 dicembre 2009 via Guidalberto Pasolini, 33072 Casarsa della Delizia (Pordenone), tel. 0434.870593, www.centrostudipasolini. it È la fotografia di paesaggio ad aver reso celebre Elio Ciol, in virtù di un lungo lavoro di affinamento svolto nel corso di moltissimi anni sui soggetti più diversi, dalle grandi superfici e dai grandi cieli della pianura friulana alla montagna alle lagune. Nel corso del tempo la visione di Ciol si è evoluta, asciugandosi, riducendo l’immagine a pochi elementi essenziali immersi in grandi linee costruttive. Inoltre, come succede in rari casi, le cose raffigurate, le pietre, le piante, il legno, le viti, il percorso dei fiumi, i cieli, sembrano rappresentare qualcosa di più della loro stessa apparenza. L’interpretazione di questo “qualcosa di più” dipende da chi guarda: a seconda dell’inclinazione vi si può leggere la mano di Dio, il respiro di madre natura, la straordinaria capacità di interpretazione dell’uomo. La luce incisa in particolare è dedicata alla visione del Friuli, filtrato attraverso una visione che si avvale di tutta la potenza espressiva ed evocativa del bianco e nero. Il volto e la parola Ex chiesa di San Francesco, Pordenone, 28 novembre 2009 – 31 gennaio 2010 Piazza della Motta, 2 - 33170 Pordenone - tel. 0434 392917 - www.comune. pordenone.it Meno nota dell’opera creativa di Elio Ciol, la sua attività di documentarista del patrimonio artistico ha rappresentato il nucleo della sua attività professionale, costituendo il nucleo portante di decine e decine di libri e pubblicazioni. Vero e proprio patrimonio culturale, l’archivio di Elio Ciol ha avuto ruoli imprevedibili: ad esempio è stato strumento fondamentale per la ricostruzione e il restauro di opere d’arte dopo il terremoto del 1976 in Friuli. Vittima di eventi sismici fu anche la Basilica di Assisi, uno dei luoghi al mondo con il più alto contenuto di opere d’arte e di valori cristiani, che fu interamente esplorata e documentata dall’obiettivo di Elio Ciol. La mostra di Pordenone non rappresenta un esempio di riproduzioni dei grandi cicli di affreschi del tempio dedicato a San Francesco, ma una vera e propria rilettura, a colori e con stampe di grandi dimensioni, di uno dei momenti più alti dell’arte tardo medievale: il fotografo esplora i volti dei protagonisti del ciclo dedicato alla vita di Gesù, nella Basilica inferiore, e di quello dedicato alla vita di San Francesco in quella superiore, ricreando attraverso i dettagli e le espressioni la spinta mistica e l’abilità artistica degli autori. Vale la pena di ricordare che molti dei dettagli che fanno parte del racconto di Ciol sono difficilmente “leggibili” dagli stessi visitatori della Basilica francescana, per le condizioni di luce e la stessa altezza da terra. Anche la mostra di Pordenone sarà accompagnata da un catalogo edito da Allemandi. Elio Ciol – Venditore di lana _ Amalfi, 1957 Biografia di Elio Ciol Elio Ciol è nato a Casarsa della Delizia (PN), dove tuttora risiede e lavora. Ha iniziato a lavorare fin da giovane nel laboratorio fotografico del padre. Ha acquisito una vasta esperienza tecnica e ha maturato un suo modo di leggere le opere d’arte e di esprimersi attraverso la fotografia, segnatamente nel paesaggio. Nella ricerca costante di nuove tecniche e di nuove forme di linguaggio per immagini ha fatto parte dal 1955 al 1965 del cineclub di Udine. Ha realizzato vari documentari, a passo ridotto, premiati al Concorso Nazionale del Cineamatore di Montecatini e al Concorso Internazionale del Cineamatore di Salerno. Dal 1955 al 1960 ha fatto parte del circolo fotografico “La Gondola” di Venezia. Nel 1962 ha partecipato come fotografo di scena al film Gli ultimi di Vito Pandolfi e P.D.M. Turoldo. Nel 1963, a Milano, ha collaborato con Luigi Crocenzi alla realizzazione della “Fondazione Arnaldo e Fernando Altimani per lo studio e la sperimentazione sul linguaggio per immagini”. Nello stesso anno ha esposto all’Ambrosianeum di Milano le foto di un suo servizio sull’attività di Gioventù Studentesca nella Bassa Milanese. Numerose le sue mostre fotografiche in Italia e all’estero. Molto significative l’antologica del 1999 voluta dai Civici Musei e dal Comune di Udine nel grandioso spazio espositivo della Chiesa di S. Francesco e quella promossa dal Comune di Padova, nel 2002, nel Palazzo del Monte di Pietà. Nel 2004 la Provincia di Pordenone e il Comune di Casarsa Della Delizia hanno promosso una mostra di sue nuove fotografie raccolte in dittici e trittici, e per l’occasione è stato realizzato il convegno sul collezionismo fotografico: La memoria ambigua. Nel 2006 è stato invitato a esporre nel Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo a Udine. Nel 2006 la Cohen Amador Gallery di New York ha esposto una sua mostra personale. Nel 2007 è stato invitato al “Meeting per l’amicizia tra i popoli” di Rimini, assieme a Pepi Merisio, per un’antologica. Nel 2009 è stato invitato dal Centro Culturale Candiani di Mestre-Venezia a esporre un’antologica dal titolo Elio Ciol. Terre di poesia. Nello stesso anno, in occasione del conferimento del titolo “Uomo di Confine” a Claudio Magris, è stato invitato a esporre a Sejny, in Polonia, nella Galleria della Sinagoga Bianca, la mostra La luce incisa. Ha ottenuto premi e riconoscimenti, tra i quali, limitando la citazione ai più recenti: 1991, Casarsa, Cittadino dell’anno; 1992, Londra, Premio Kraszna Krausz per il fotolibro Assisi, a pari merito con i libri di Sebastião Salgado, Paul Strand e Irving Penn; 1993, Pordenone, Premio S.Marco; 1995, Spilimbergo, C.R.A.F. Premio Speciale Friuli-Venezia Giulia Fotografia; 1996, Londra, Premio Kraszna Krausz per il fotolibro Venezia, a pari merito con i libri di R. Doisneau, E. Hartmann e N. Rosenblum; 1997, Amsterdam, World Press Photo, terzo premio nella categoria “Natura e Ambiente”; 1999, Buia, Premio Nadal Furlan 1999, XXI edizione; 2001, Padova, “Dietro l’obiettivo: una vita” Foto Padova 2001; 2003, Padova, “Premio Foto Padova 2003 per il migliore fotolibro” Ascoltare la luce. Sue fotografie sono presenti nel: Metropolitan Museum of Art, New York; International Museum of Photography, Rochester, New York; Centre for Creative Photography Tucson, Arizona; Humanities Research Centre, University of Texas, Austin; The Art Museum, Princeton University, New Jersey; Centre Canadian d’Architecture, Montreal, Canada; The Art Institute of Chicago; The University College of Wales, Aberystwyth; Victoria & Albert Museum, Londra; Musèe de la Photographie, Charleroi; Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte, Udine; Galleria di Arte Contemporanea Pro Civitate Christiana, Assisi; Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo, Udine; e in numerose gallerie private. Collabora con importanti case editrici e ha contribuito con le sue fotografie alla realizzazione di oltre duecento libri.
 
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