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arte contemporanea, collettiva OSART GALLERY ​ Corso Plebisciti 12 Milano 20129

Milano - dal 24 settembre al 13 novembre 2009

Minor White

Minor White
Minor White, Moon & Wall Encrustations - Pultneyville, New York, 1964, stampa ai sali d'argento, cm 20,2 x 25
 [Vedi la foto originale]
OSART GALLERY
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Mostra personale del grande fotografo americano Minor White. In galleria saranno presenti più di venti fotografie vintage, che permetteranno al visitatore di ripercorrere la carriera e la storia di questo grande maestro.
orario: Da lunedì a venerdì ore 14.30-19.00
sabato, domenica e mattine su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 24 settembre 2009. ore 19.00-21.00
autori: Minor White
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
MINOR WHITE

Minor White è uno dei maestri della fotografia del XX secolo. Fotografo straordinario, è riuscito a legare la tradizione della scuola californiana, basata sulla rappresentazione della natura selvaggia ed avventurosa, con la fotografia concettuale.

“Things for what else they are” - Minor White. Mirrors Messages Manifestations, 1969. Questa citazione, tratta dalla monografia più importante mai realizzata sull'opera di Minor White, meglio di tutte riesce ad esprimere l'opera del grande maestro americano. Ansel Adams ed Edward Weston, suoi amici e colleghi, hanno sempre guardato il mondo esaltandone e rappresentandone la grandiosità e l'immensità; Minor White ha sempre guardato il mondo sentendo e respirando la sua maestosità. In questo Minor White è stato fortemente influenzato dall'idea di Equivalent di Alfred Stieglitz, ovvero: “equivalenti alla mia visione di vita”, ovvero “il caos del mondo e la sua relazione con questo caos”.

Minor White ha creato un linguaggio personalissimo ricco di poesia, di magia e di continua trasformazione. Le sue immagini non vanno solo guardate e studiate, ma più di tutto vanno sentite e interpretate. Ciascun soggetto da lui fotografato: un muro incrostato (“Moon and Wall Encrustations”), una cascata (“Waterfall”), delle foglie (“Moencopi Strata”), perde il suo significato oggettivo e diventa un'opera d'arte che trascende la realtà, rendendo l'ordinario, straordinario. Le opere in mostra, tutte stampe vintage che raccolgono gran parte delle sue foto più famose, ben rappresentano l'arte di Minor White, spaziando nell'universo dei suoi soggetti.

La profondità e l'intensità delle immagini di Minor White riflettono la sua storia personale, fatta sì di tormenti e profonda solitudine, ma soprattutto di estrema creatività, spiritualità e poesia. E proprio questa inquietudine di fondo, che trovava riposo solo nei momenti di lavoro, ha portato Minor White ad un vita dedita alla propria arte e alla diffusione della fotografia nel mondo. Minor White, infatti, non si è accontentato di essere solo fotografo ma è stato editore, critico ed insegnante. Nel 1952 insieme a Dorothea Lange, Ansel Adams, Barbara Morgan, Beaumont e Nancy Newhall ha fondato la rivista “Aperture”, di cui è stato direttore ed editore dall'anno di fondazione fino alla sua morte. Attraverso questa attività editoriale, Minor White ha potuto non solo presentare al mondo gran parte delle sue opere più significative, ma soprattutto ha saputo istituire un continuo contatto con i più grandi maestri della storia della fotografia, pubblicando e diffondendo quelle che ad oggi vengono considerate le opere più significative di quest'arte.

In parallelo Minor White ha sempre reputato fondamentale continuare la sua attività di insegnante, traendone grande soddisfazione. E' stato il primo professore di fotografia del M.I.T (Massachussets Institute of Technology), che ha deciso di inaugurare questa cattedra proprio per lui. Grazie alla sua generosità ed alla sua totale disponibilità nei confronti dei suoi studenti, è stato in grado di formare e coinvolgere le generazioni successive, comunicandogli il significato ed il potere della sua arte.

Minor White ha creato immagini straordinarie, una selezione delle quali è presente in mostra, andando a toccare l'anima dell'osservatore. Michael Hoffman, suo studente a Rochester e suo successore alla direzione di “Aperture”, scrive: “It was his refusal to separate his personal life from his work, or his work from the rest of his existence, that gave him such extraordinary power to change people's lives” - Minor White. Rites & Passages, 1978.
 
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