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arte contemporanea, collettiva PALAZZO MINUCCI ​ Via Martiri Della Libertà 35 Vittorio Veneto 31029

Vittorio Veneto (TV) - dall'undici settembre al 25 ottobre 2009

Limite alla rovescia
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PALAZZO MINUCCI
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Via Martiri Della Libertà 35 (31029)
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Mostra che raccoglie l'opera di sei autori (Giancarlo dell'Antonia, Ulrich Egger, Igor Eskinja, Chris Gilmour, Sergio Scabar, Serse) che si misurano sulle dinamiche di superamento della visione e richiedono all'osservatore un approccio decisamente slow.
orario: da martedì a sabato ore 9-12 con prenotazione obbligatoria domenica 14-18
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: 5.50, ridotto euro 3.50 (comprensivo della mostra e della visita al palazzo)
vernissage: 11 settembre 2009.
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Daniele Capra, Elena Forin
autori: Giancarlo Dell'Antonia, Ulrich Egger, Igor Eškinja, Chris Gilmour, Sergio Scabar, Serse
telefono evento: +39 043857193
genere: arte contemporanea, collettiva
web: www.limiteallarovescia.com

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comunicato stampa
Nata e sviluppata in occasione del festival di cultura contemporanea Comodamente - che ha ospitato nel contro murato di Vittorio Veneto oltre cento tra scrittori, giornalisti, filosofi ed artisti invitati a confrontarsi sul tema del superamento del limite - è visibile fino a fine ottobre Limite alla rovescia, mostra che raccoglie l'opera di sei autori (Giancarlo dell'Antonia, Ulrich Egger, Igor Eskinja, Chris Gilmour, Sergio Scabar, Serse) che si misurano sulle dinamiche di superamento della visione e richiedono all'osservatore un approccio decisamente slow.
La velocità è stata la chiave di volta dell'epoca moderna ed ha subito un'accelerazione inimmaginabile dopo l'avvento della società dell'informazione e di internet. Tutto scorre e avviene in forma cinetica, in una continua locomozione che pervade tanto il nostro corpo quanto il nostro pensiero: ormai, all'uomo di strada, il mondo pare srotolarsi ai propri occhi in una bulimica sequenza ininterrotta di immagini, continuamente in movimento come i mezzi sui quali esso stesso si sposta.
A questa incalzante rapidità sembrano invece opporsi questi artisti, che più di ogni altri hanno sviluppato una dinamica concettuale di superamento del limite di visione, sia esso declinato nell'azione di conoscenza diretta del modo che nella pratica artistica come fondamentale protesi visiva e strumento di esplorazione del reale. Con dinamiche del tutto eterogenee, interrogano l'osservatore chiedendogli di fermarsi, di ri-vedere, ri-guardare, forse anche di ridere. Il gioco è chiaro: proporre una visione pacata, distesa, che richieda di impiegare il tempo perdendolo. Così solo aspettando che le pupille scoprano i grigi nell'oscurità è infatti possibile leggere le fotografie di Sergio Scabar, e ugualmente i disegni a matita di Serse richiedono all'osservatore di perdersi nei dettagli e nella contemplazione degli elementi naturali realizzati con una tecnica prodigiosa. Ulrich Egger ed Igor Eskinja portano altrove il limite, nella finzione dei materiali che si confondono con la realtà, e nella rappresentazione fotografica che sceglie di essere programmaticamente antiprospettica e spiazzante. Per Dell'Antonia il paesaggio urbano scompare invece nelle sue continue trasformazioni che lo rendono irriconoscibile, mentre nelle opere di Chris Gilmour il limite è presto denunciato in una improbabile e straniante copia del reale nella versione antispettacolare del cartone.
L'opera risulta pertanto il baluardo estremo per la comprensione di un mondo che, nella sua stessa sostanza e nelle ambiguità interpretative, sempre più spesso gioca non solo a dadi, come già enunciava Eraclito, ma perfino a nascondino.
La mostra si svolge nella sede di Palazzo Minucci, una residenza patronale dai suntuosi arredamenti che custodisce opere d'arte di grande valore e manufatti di culture diverse, raccolti con gusto eclettico dall'ultimo proprietario Giacomo Camillo De Carlo, patriota amico di Gabriele D'Annunzio. La suntuosità della mobilia e dalle suppellettili contrassegnano il luogo con un'atmosfera decadente fin de siècle, nella quale le opere contemporanee intessono uno scandito contrappunto visivo ed emozionale.
 
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