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arte contemporanea, collettiva CASA MASACCIO ​ Corso Italia 83 San Giovanni Valdarno 52027

San Giovanni Valdarno (AR) - dal 19 al 25 settembre 2009

L'evento immobile. Lo sguardo ostinato

L'evento immobile. Lo sguardo ostinato
Luca Rento, apparentemente nulla, 2004
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CASA MASACCIO
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Corso Italia 83 (52027)
+39 0559126283
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La mostra si propone come una vera e propria video-esposizione che scava dentro al mutevole territorio di confine, che da sempre, e in particolare negli ultimi anni, mantiene in stretta relazione cinema video e arte contemporanea: le opere video (nucleo centrale dell'esposizione) non sono infatti proposte nel corso di in un programma di proiezioni, come in un festival, ma occupano ciascuna il proprio spazio espositivo come immagini in movimento, sia in singole stanze oscurate nel caso sia prevista la proiezione, sia in ambienti illuminati quando siano originariamente pensate per schermo o monitor.
orario: feriali 16/19 festivi 10/12-16/19, lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 19 settembre 2009. ore 18
catalogo: in galleria.
ufficio stampa: AMBRA NEPI
curatori: Saretto Cincinelli, Cristiana Collu
autori: Yael Davids, Cyprien Gaillard, Carlos Garaicoa, EmanueleBecheri Grunewald, Carlo Guaita, Ane Mette Hol, Sejla Kameric, Ange Leccia, Paolo Meoni, Adrian Paci, Cristiana Palandri, Luca Rento, Guido van der Werve
patrocini: promossa da Casa Masaccio arte contemporanea e dal museo Man di Nuoro
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
La mostra L'evento immobile, (lo sguardo ostinato) promossa da Casa Masaccio arte contemporanea e dal museo Man di Nuoro, si propone come una vera e propria video-esposizione che scava dentro al mutevole territorio di confine, che da sempre, e in particolare negli ultimi anni, mantiene in stretta relazione cinema video e arte contemporanea: le opere video (nucleo centrale dell'esposizione) non sono infatti proposte nel corso di in un programma di proiezioni, come in un festival, ma occupano ciascuna il proprio spazio espositivo come immagini in movimento, sia in singole stanze oscurate nel caso sia prevista la proiezione, sia in ambienti illuminati quando siano originariamente pensate per schermo o monitor.

La mostra cerca così di circoscrivere e declinare tramite la compresenza di opere plastiche, video e cinematografiche, topoi e figure, la cui crucialità è testimoniata dalla persistenza con cui ritornano a imporsi all'attenzione in stagioni diverse e significative della ricerca contemporanea, e il cui remoto baricentro pare riconducibile all'oscillazione fra fisso e animato, movimento e immobilità che, sia pur secondo una linea carsica e segnata da profonde modificazioni, conduce dalle pionieristiche ricerche di pre-cinema ai radicali esperimenti di Andy Warhol (Empire, 1964, ecc.) di Michael di Snow (Wawelength, 1966/7) o di Chris Marker (La Jetée, 1963), e dalla nascita del video sino alle ricerche contemporanee.

L'evento immobile (lo sguardo ostinato) intende proseguire su questo fertile territorio d'indagine cercando di approfondire l'idea di un incantamento della visione che si realizza tramite la messa in primo piano di ciò che potremmo definire una dimensione in meno dell'immagine: una dimensione che, venendo a mancare, finisce per ripercuotersi après coup sulle aspettative dello spettatore e sull'espressività di opere che si sottraggono volontariamente all'eloquenza e alla prevedibilità spettacolare di gran parte del linguaggio visivo contemporaneo, ma che paradossalmente, come in un gioco in cui chi vince perde, guadagnano dall'economia che le caratterizza, un'economia che finisce per restituire loro un surplus di presenza.
 
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