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arte contemporanea, collettiva MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA VILLA CROCE ​ Via Jacopo Ruffini 3 Genova 16128

Genova - dal 12 novembre 2009 al 7 febbraio 2010

Così vicina. Così lontana. Arte in Albania prima e dopo il 1990
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Elsa Martini, Coppia
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MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA VILLA CROCE
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Via Jacopo Ruffini 3 (16128)
+39 010580069 , +39 010532482 (fax)
museocroce@comune.genova.it
www.villacroce.org
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La mostra intende rappresentare per immagini i profondi cambiamenti che l’avvento della democrazia ha determinato sulla società e sulla vita politica e culturale albanese e i cambiamenti della vita individuale e collettiva.
orario: martedì-venerdì 9.00-19.00, sabato e domenica 10.00-19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 12 novembre 2009. ore 18
catalogo: con testi di Matteo Fochessati, Rubens Shima, Sandra Solimano
editore: SILVANA EDITORIALE
curatori: Matteo Fochessati, Rubens Shima, Sandra Solimano
autori: Kujtim Buza, Çlirim Ceka, Perikli Culi, Myrteza Fushekati, Gentian Gjkopulli, Alban Haidinaj, Oriana Kamberi, Shpetim Kercova, Vilson Kilica, Idlir Koka, Xhemal Lufta, Elsa Martini, Pandi Mele, Aristotel Papa, Alvas Papandili, Heldi Pema, Suela Qoshja, Bukurosk Seydini, Agim Shami, Sali Shijaku, Orion Shima, Gentian Shkurti, Aleidin Tabaku, Leke Tasi, Eltjon Valle, Driant Zeneli
note: organizzata dal Museo d’arte contemporanea di Villa Croce in collaborazione con la Galeria Kombetare e Arteve, Galleria Nazionale d’Arte di Tirana, e Wolfsoniana – Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo
genere: fotografia, collettiva
email: ibernardin@palazzoducale.genova.it

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comunicato stampa
Quasi in coincidenza con la Biennale di Tirana, ormai tra le più importanti manifestazioni d’arte internazionali, il Museo d’arte contemporanea di Villa Croce presenta la mostra “Così vicina così lontana. Arte in Albania prima e dopo il 1990”, organizzata in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte di Tirana, la Galeria Kombetare e Arteve, e Wolsoniana-Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo.

L’esposizione, curata da Matteo Fochessati, Rubens Shima e Sandra Solimano, intende rappresentare per immagini i profondi cambiamenti che l’avvento della democrazia ha determinato nella società, nella politica, nella cultura albanese e nella vita individuale e collettiva.

Opere di artisti emergenti, protagonisti di un contesto artistico caratterizzato dalla propensione a rapportarsi con lo scenario internazionale, dialogano e si confrontano con opere del realismo socialista provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte di Tirana.
Oltre a porre uno sguardo, seppure parziale, sulla realtà albanese e sulla sua lenta e contraddittoria uscita dai retaggi culturali ereditati dal regime, questa mostra, attraverso una comune scansione tematica, si propone dunque di innescare un cortocircuito tra le opere realizzate prima e dopo il 1991, anno della caduta del regime. Se infatti le esperienze figurative del realismo socialista albanese, come avviene in genere nelle manifestazioni artistiche dei paesi totalitari, diffondevano l’illusione di una gioiosa esistenza collettiva, le ricerche più recenti, caduta la cappa della retorica propagandistica, si propongono invece di analizzare, talvolta anche attraverso una chiave di lettura ironica, le contraddizioni della società odierna.
I temi affrontati sono la quotidianità, il lavoro, l’educazione scolastica, la città e la piazza, la condizione della donna e della vita di coppia; uno sguardo particolare è poi dedicato al ruolo dei media, al volto del potere e al ruolo dell’artista.
L’accostamento su un analogo soggetto di opere così vicine cronologicamente ma così lontane per ispirazione e sensibilità estetica è un’efficace testimonianza delle recenti trasformazioni di un paese in cerca della propria identità, ma anche esempio di un più globale cambiamento che, al di là delle diverse vicende politiche, coinvolge società e nazioni in cui è stata meno presente la continuità tra passato prossimo e presente.
Anche all’interno di una più specifica riflessione sul recente sviluppo artistico in Albania, l’antinomia glocal emerge nella persistenza, a fianco di forme espressive più recenti quali video, fotografia, installazioni, di una cultura pittorica che, al pari di queste, affronta con un approccio problematico e inquieto i temi della cronaca quotidiana.
 
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