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arte contemporanea, collettiva GALLERIA GRUPPO CREDITO VALTELLINESE / REFETTORIO DELLE STELLINE ​ Corso Magenta 59 Milano 20123

Milano - dal 3 dicembre 2009 al 14 marzo 2010

Maurice Henry - Una poetique de l’humour

Maurice Henry - Una poetique de l’humour
Maurice_Henry_Hommage à Paganini, 1936,assemblage, cm 25x50x10
 [Vedi la foto originale]
GALLERIA GRUPPO CREDITO VALTELLINESE / REFETTORIO DELLE STELLINE
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Corso Magenta 59 (20123)
+39 0248008015 , +39 024814269 (fax)
galleriearte@creval.it
www.creval.it
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Una grande retrospettiva antologica di un protagonista tra i massimi del disegno umoristico con oltre trecento opere
orario: da martedì a domenica h. 10.00 - 18.00
chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 6,00 intero
€ 5,00 ridotto over 65 e under 18 anni, gruppi di minimo 25 persone, titolari
di convenzioni e coupon
€ 3,00 classi scolastiche
Gratuito per un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori
per classe, giornalisti e guide turistiche con tesserino, disabili e
accompagnatore, correntisti del Gruppo Credito Valtellin
vernissage: 3 dicembre 2009. ore 18.30
catalogo: edito da Fondazione Gruppo Credito Valtellinese
ufficio stampa: CIVITA, STUDIO ESSECI
curatori: Guido Peruz, Dominique Stella
autori: Maurice Henry
patrocini: Mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese
note: Vernice per la stampa giovedì 3 dicembre 2009, 0re 12.00
genere: personale, disegno e grafica

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comunicato stampa
La barzelletta come opera d’arte, almeno secondo Freud che al valore liberatorio, terapeutico del motto di spirito credeva molto. Grazie alla risata scatenata dalla barzelletta la nostra psiche ce la fa a liberare energie, altrimenti bloccate nell'inconscio, il che porta alla liberazione di desideri sessuali o aggressivi. Insomma ridere, si sa, fa bene a fisico e alla psiche e chi o cosa riesce a farci scaturire la liberatoria risata compie un’azione così perfetta da essere equiparabile ad un capolavoro, anzi ad esserlo. Naturale quindi che ad un protagonista tra i massimi del disegno umoristico venga dedicata una grande mostra. Lo fa la Galleria del Credito Valtellinese mettendo in calendario, dal 3 dicembre 2009 al 14 marzo 2010, “Maurice Henry”, una grande retrospettiva antologica con oltre trecento opere che si avvale di un parterre curatoriale internazionale di altissimo livello: Alain Jouffroy, George Fall, Arturo Schwarz, Daniel Abadie, François Dufrêne, Dominique Stella, con opere provenienti dal Centre Pompidou di Parigi, dal Musée Tomi Ungerer di Strasburgo, dall’Israel Museum di Gerusalemme e da collezioni straniere e italiane, da Guido Peruz e dall’Archivio Maurice Henry. Maurice Henry, surrealista per vocazione e per adesione al gruppo storico francese nel 1932, dell’umorismo ha fatto una professione parallela e coerente con la propria attività artistica. Henry "ha saputo, per primo, acclimatare al Surrealismo il disegno umoristico" (M. Boujut) giungendo per questo tramite a mostrare, secondo un'espressione di Charles Etienne, "il rovescio delle cose". La citazione delle teorie freudiane, pertinenti per l’analisi dello humour di Henry, “l’eterno bambino”, serve anche come riferimento storico, poiché i surrealisti stessi, nelle loro istanze artistiche, vi si ponevano apertamente in relazione. André Breton, che del Gruppo Surrealista fu il principale teorico, a proposito di lui scrive: L'idea immagine surrealista, in tutta la sua freschezza originaria, continua a manifestarsi in Maurice Henry. Ogni volta che, in un mattino ancora insonnolito, mi porta la primizia d'uno dei suoi disegni fatti per il giornale sono contento e penso che con i bei modi, i suoi, abbiamo capito il mondo" Pittore, scenografo, regista, ha lasciato, oltre a dipinti su tela, foto, oggetti-scultura e cortometraggi, ben 26000 vignette umoristiche eseguite per 350 giornali. La mostra – la più ampia sino ad oggi dedicatagli nel nostro Paese – da conto di tutti gli aspetti della creatività artistica di Henry e lo fa nel quarantennale dell’abbandono del disegno umoristico da parte dell’artista. Nel 1968 infatti, Henry lasciò la Francia, ed il disegno umoristico appunto, per stabilirsi a Milano dedicandosi solo alla pittura ed alla fotografia. Morì nel 1984, apprezzato e noto in tutta Europa.
 
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