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arte contemporanea, collettiva WOLFSONIANA ​ Via Serra Gropallo 4 Genova 16167

Genova - dal 4 dicembre 2009 al 2 maggio 2010

Pubblicità e propaganda. Ceramica e grafica futuriste

Pubblicità e propaganda. Ceramica e grafica futuriste

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WOLFSONIANA
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Via Serra Gropallo 4 (16167)
+39 0103231329
info@wolfsoniana.it
www.wolfsoniana.it
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La mostra si concentra sulla presenza della persuasione pubblicitaria e politica all'interno della produzione ceramica e grafica futuriste degli anni Venti e Trenta.
orario: martedì - domenica 10.00 - 19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero euro 5, ridotto euro 4, scuole euro 2,80. Sono previsti programmi e laboratori didattici per le scuole.
vernissage: 4 dicembre 2009. ore 18
catalogo: in mostra
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Silvia Barisione, Matteo Fochessati, Gianni Franzone, Maria Teresa Orengo
autori: Giovanni Acquaviva, Corrado Cagli, Tullio Crali, Fortunato Depero, Nicolaj Diulgheroff, Farfa, Fillia, Alf Gaudenzi, Tullio Mazzotti, Tato
note: organizzata dalla Wolfsoniana - Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo di Genova e dalla Regione Liguria in occasione del centenario del manifesto di fondazione del movimento futurista
genere: arte contemporanea, collettiva, disegno e grafica, arti decorative e industriali
web: www.fondazionecultura-liguria.it

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comunicato stampa
Nell'ormai immenso elenco di mostre dedicate al futurismo, eccone una di realmente originale. È quella dedicata a Pubblicità e propaganda. Ceramica e grafica futuriste proposta dalla Wolfsoniana dal 5 dicembre all'11 aprile.
Sempre nel filone della ricerca sulle arti applicate propria del Museo genovese, dal prossimo febbraio la mostra sarà affiancata da una seconda esposizione dedicata alla produzione dell'argentiere Arrigo Finzi e, in particolare, al nucleo contrassegnato dal marchio "Sant'Elia".

La mostra Pubblicità e propaganda. Ceramica e grafica futuriste - curata da Silvia Barisione, Matteo Fochessati, Gianni Franzone e Maria Teresa Orengo e organizzata dalla Wolfsoniana - Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo di Genova e dalla Regione Liguria in occasione del centenario del manifesto di fondazione del movimento futurista - si concentra sulla presenza della persuasione pubblicitaria e politica all'interno della produzione ceramica e grafica futuriste degli anni Venti e Trenta.

La straordinaria stagione della ceramica e della grafica futuriste verrà analizzata mettendo in rilievo come, attraverso le sue peculiari e innovative sperimentazioni linguistiche e iconografiche, queste specifiche ricerche contribuirono alla diffusione di messaggi pubblicitari e alla celebrazione di quei motivi propagandistici che, peraltro, la retorica del regime elaborò in parte attraverso gli stessi modelli poetici del movimento futurista.
L'esposizione, oltre a documentare in maniera originale la molteplicità delle esperienze formali che si svilupparono in questo ambito di ricerca, rappresenta un momento di riflessione sulle dinamiche espressive di quella sottile linea di demarcazione che separa la persuasione pubblicitaria e la propaganda politica, a cui i principali esponenti del movimento adattarono i temi precipui della loro originaria poetica: il culto della velocità e della modernità, dell'aggressività e della guerra, l'idolatria della macchina, l'ideale di un uomo nuovo, sportivo e ardimentoso.





Non a caso la mostra si svolge a Genova. La Liguria giocò, infatti, un ruolo di primo piano nell'avventura della ceramica futurista.
Se è vero che esempi di ceramica futurista vennero prodotti a Faenza negli anni Dieci, una vera produzione fu per così dire istituzionalizzata solo intorno al 1927 all'interno della Casa Giuseppe Mazzotti di Albisola, diretta dal celebre Tullio che nel 1938 firmò con F.T. Marinetti il manifesto Ceramica e aeropittura.

Accanto al primato abisolese con opere degli artisti più noti (Nicolay Diulgheroff, Farfa, Fillia, Tato, Alf Gaudenzi, Giovanni Acquaviva e lo stesso Tullio), la mostra propone anche esperienze che, pur non potendo essere definite futuriste, presentano tangenze, soprattutto linguistiche, con le creazioni del movimento marinettiano.
Come certa produzione delle Ceramiche Rometti di Umbertide (Perugia), nel momento in cui vi fu attivo un artista del calibro di Corrado Cagli, o quella poco conosciuta della FACI (Fabbrica Artistica Ceramiche Italiane) di Civita Castellana nel viterbese.

Relativamente alla grafica, compaiono, oltre agli artisti già citati, i nomi di Fortunato Depero e Tullio Crali, mentre alcune opere rappresentano l'inizio dell'immagine promozionale coordinata per prodotti e aziende di livello nazionale, come Fernet Branca, Amaro Cora, Campari e Cinzano.

Come evento collaterale alla mostra, a febbraio, verrà presentata una significativa selezione di argenti del milanese Arrigo Finzi (Venezia 1890 - Milano 1973) che la figlia Olga Finzi Baldi ha affidato in comodato alla Wolfsoniana. Una parte della produzione di Arrigo Finzi fu infatti contrassegnata dal marchio "Sant'Elia", depositato nel 1933, e riprendeva in chiave déco i modelli disegnati prima della guerra dal celebre architetto futurista Antonio Sant'Elia, con cui Finzi aveva stretto amicizia a Milano nel 1909.
 
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