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arte contemporanea, collettiva MAS - MUSEO D'ARTE E SCIENZA ​ Via Quintino Sella 4 Milano 20121

Milano - dal 12 novembre all'undici dicembre 2009

L’Arte Contemporanea nelle antiche dimore 2009

L’Arte Contemporanea nelle antiche dimore 2009
MAS - MUSEO D'ARTE E SCIENZA
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Via Quintino Sella 4 (20121)
+39 0272022488
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26. Rassegna
orario: dal lunedì al venerdì, 10 – 18
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 12 novembre 2009.
catalogo: in mostra
editore: MAZZOTTA
genere: arte contemporanea, presentazione, collettiva

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comunicato stampa
PRESENTAZIONE DEL CATALOGO MAZZOTTA CHE CORREDA LA 26A RASSEGNA D’ARTE CONTEMPORANEA DEL CICLO Giulia Sillato è l’autore: 1. del Progetto “L’Arte Contemporanea nelle antiche dimore” ©1994 2. della strutturazione del Catalogo 3. del saggio storico, relativo al monumento ospitante 4. della selezione artistica contemporanea e relativa bibliografia 5. della realizzazione di ciascuna Edizione Questo non è solo un catalogo d’Arte Contemporanea, sulle cui pagine scorrono in sequenza le opere esposte in mostra con le doverose informazioni sugli artisti, ma anche un libro d’arte che tratta in primo luogo il profilo storico-architettonico del monumento ospitante la mostra. Alla base di ogni saggio vi è un lavoro di ricerca che dura mesi, poiché l’autore, nell’elaborazione di eventuali nuove tesi, si avvale comunque della bibliografia esistente e della consulenza degli esperti del luogo per dare avvio ad una trattazione che si ponga innovativa nei contenuti e nelle immagini, curate, queste, dal fotografo d’arte Carlo Bruschieri, il quale a sua volta può esibire in curriculum collaborazioni con case editrici di chiara fama. Nel caso di Palazzo Bonacossa in Foro Bonaparte l’autore ha dovuto interamente costruire lo sviluppo dell’argomento, poiché su quel palazzo, che sta di fronte al Castello Sforzesco, non esisteva alcuna documentazione, fatta eccezione per alcune generiche notizie. È pur vero che il Foro Bonaparte è stato oggetto di disamine plurime da parte di studiosi e ricercatori, tutte rientranti nella bibliografia ufficiale, ma dei singoli palazzi che ne compongono l’assetto urbanistico non vi è molto; soprattutto scarseggiano dati su quegli architetti ingegneri che, pur partecipando a questa impresa edilizia di fine secolo XIX, per il fatto di essere comunque rimasti al di fuori della cosiddetta “grande” committenza, non hanno meritato grande fama storica. L’archivio di famiglia non è venuto fuori e questo ha reso l’indagine molto più difficile, poiché prezioso sarebbe stato il suo contributo alla conoscenza delle numerose maestranze intervenute alla costruzione e alla decorazione dell’intero fabbricato: un “percorso al buio” quello dell’autore, sorretto solamente dalle personali conoscenze in ambito storico-artistico. La breve consulenza con Rosanna Pavoni, che ha diretto per molti anni la Casa Museo Bagatti Valsecchi, l’ha portata su una strada costruttiva, quindi utile, ma, in assenza degli elementi ricercati, questi sono stati ricostruiti in linea d’ipotesi. La consulenza, altresì, con Amedeo Bellini, professore ordinario di Restauro al Politecnico di Milano, ha fatto significativa luce su alcuni restauri ottocenteschi del Castello Sforzesco, opera di Luca Beltrami, che l’autore ha messo in relazione con la progettualità di Palazzo Bonacossa, l’unico fabbricato in Foro Bonaparte che legge come modello il Castello Sforzesco. Il palazzo ospita in parte il Museo d’Arte e Scienza, anch’esso oggetto dell’analisi dell’autore, trattandosi di una realtà espositiva, a carattere mistilineo, che trae origine da una cultura museale di tipo didattico-analitico, non molto frequente in Italia; maggiormente avvertita invece nei paesi di lingua tedesca, da cui appunto il fondatore, Gottfried Matthaes, proviene. Ne sono state quindi considerate le origini in Dresda, terra d’avanguardia agli inizi del Novecento, da una scuola di pittura che ha seguito uno sviluppo autonomo rispetto al processo di unificazione delle scuole d’arte nella storica Bauhaus, mantenendo essa complete ed integre, a fini didattici, le collezioni africane, di proprietà della famiglia Matthaes, nelle quali piuttosto si ravvedono le mode, le passioni e le tendenze che stavano motivando le prime rivoluzioni artistiche del secolo XX. Accanto a questo percorso “extraeuropeo” una serie di laboratori scientifici per l’accertamento di autenticità degli oggetti d’Arte e più di una sala dedicata all’esame didattico dei capolavori della Storia dell’Arte, tra cui Leonardo da Vinci, artifex prediletto degli Sforza, completano il volto sfaccettato di questo insolito Museo. Segue la sequenza fotografica delle opere d’Arte Contemporanea, di cui sono autori personaggi della Contemporaneità che vivono pienamente la dimensione dell’Arte, ad essa applicandosi quotidianamente. Tutti hanno trovato il proprio equilibrio creativo in espressioni astrattoinformali, in cui l’autore riconosce un flusso, continuo e ininterrotto, di potenziale espressivo che si pone al di là delle mode, delle correnti e delle scelte museali. Tutti rigorosamente di buona fattura e qualità – tra di essi qualcuno di fama storica – gli artisti presenti in questa e altre Edizioni rappresentano l’eredità contemporanea italiana dell’Arte del Passato. L’autore ha volutamente scelto di orientarsi verso espressioni artistiche nazionali seguendo una personale teoria secondo cui, in Italia più che in altri paesi europei, Antico e Moderno interagiscono a livelli consci. Nel nostro paese, infatti, l’influsso sul linguaggio artistico nazionale delle correnti europee del Novecento si è manifestato tardi e non ha prodotto un naturale processo di crescita: valicato l’argine delle due guerre, ha conosciuto picchi immediati di ascesa negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta per poi ricadere su esempi di produzione molto modesta e ciò spiegherebbe in parte l’attenzione rivolta a performance straniere. Ma nel frattempo la creatività di degni maestri italiani ha ripreso a muoversi e, direbbe l’autore, secondo direttrici ispirative assolutamente in linea con i tempi, ma altrettanto in dissonanza con il drammatico scenario della recessione economica. Questa, dunque, vuole essere una piacevole soluzione culturale per divulgare non solo i lineamenti di un monumento storico, ma anche per sottoporre all’attenzione del pubblico aspetti d’Arte Italiana Contemporanea che, secondo l’autore, sono meritevoli di essere valutati. Il volume si chiude con l’excursus biografico-critico degli artisti e con il percorso monumentale delle 25 Rassegne finora celebrate, portando la firma editoriale di una Casa Editrice di classe e sempre vicina alle vicende dell’Arte Contemporanea: Gabriele Mazzotta Editore
 
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