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arte contemporanea, collettiva MARCA - MUSEO DELLE ARTI CATANZARO ā€‹ Via Alessandro Turco 63 Catanzaro 88100

Catanzaro - dal 12 dicembre 2009 al 14 marzo 2010

Antoni Tàpies - Materia e Tempo
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MARCA - MUSEO DELLE ARTI CATANZARO
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Via Alessandro Turco 63 (88100)
+39 0961746797
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La rassegna presenta un gruppo di lavori monumentali, in gran parte mai visti in Italia, focalizzati sull'indagine degli ultimi tre decenni.
orario: da martedì a domenica 9,30-13; 16-20,30; chiuso lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: 3 euro
vernissage: 12 dicembre 2009. ore 18
catalogo: in mostra
editore: ELECTA
ufficio stampa: STUDIO ESSECI, ELECTA
curatori: Alberto Fiz
autori: Antoni Tàpies
patrocini: promossa dalla Provincia di Catanzaro - Assessorato alla Cultura con il patrocinio della Regione Calabria, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria. Catalogo Electa.
telefono evento: +39 096184721
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dopo il successo ottenuto dalla personale di Alex Katz, il MARCA, Museo delle Arti Catanzaro, apre la stagione invernale con un nuovo importante appuntamento espositivo che ha l'obiettivo d'indagare l'opera di uno dei maggiori protagonisti dell'arte europea.
Sabato12 dicembre alle ore 18 s'inaugura la personale di Antoni Tąpies Materia e Tempo che si articola come un vero e proprio omaggio all'ottantaseienne maestro spagnolo.
La rassegna, che si potrą visitare sino al 14 marzo 2010, presenta un gruppo di lavori monumentali, in gran parte mai visti in Italia, focalizzati sull'indagine degli ultimi tre decenni. Sono opere che dimostrano l'attualitą di una ricerca (a questo proposito non č casuale l'omaggio che a Tąpies č stato dedicato, nella primavera 2009, dalla Dia:Beacon di New York) che, rinnovandosi, ha attraversato tutta l'arte del dopoguerra ponendosi come elemento di costante autocoscienza.
In tal senso appare emblematica la straordinaria serie di "muri" degli anni ottanta nati dalla riflessione sugli antichi graffiti.
E' parte integrante della mostra un'ampia introduzione storica con rilevanti testimonianze degli anni cinquanta e sessanta.
L'esposizione, curata da Alberto Fiz, direttore artistico del MARCA, č promossa dalla Provincia di Catanzaro Assessorato alla Cultura con il patrocinio della Regione Calabria, del Ministero per i Beni e le Attivitą Culturali e della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria.
"Il MARCA č ormai una realtą di primo piano nel panorama artistico italiano e dopo essersi occupato dell'arte americana con la mostra di Alex Katz e aver collaborato al progetto Intersezioni con la presenza di Dennis Oppenheim, oggi affronta la ricerca di Tąpies che, meglio di ogni altro, riflette lo spirito dell'arte europea", afferma Wanda Ferro, Presidente della Provincia di Catanzaro con delega alla Cultura. "Si tratta di un'ulteriore conferma di quanto la cultura rappresenti un fondamentale strumento di crescita per il nostro territorio".
La ricerca di una delle figure centrali del dopoguerra che ha avuto un forte influsso sulle esperienze di artisti quali Joseph Beuys e Jannis Kounellis, viene indagata da una mostra che affronta la permanenza del gesto attraverso una rigorosa selezione di opere sottese da una presenza silenziosa, quanto ineludibile del tempo.
"L'idea essenziale che mi viene in mente, č trovare un'arte che stimoli una visione in profonditą, che ci avvicini alla realtą autentica, alla vera natura dell'uomo. Con un approccio il pił intenso possibile, si puņ entrare nel centro dell'universo", ha affermato Tąpies.
Sono oltre 50 le opere esposte negli spazi del MARCA tra dipinti, sculture, muri, disegni, composizioni grafiche e libri illustrati provenienti da importanti collezioni pubbliche e private italiane e straniere, a testimoniare la straordinaria vitalitą dell'artista che ha saputo manipolare i materiali e le forme giungendo ad un risultato di assoluto equilibrio, per certi aspetti visionario, dove il quadro č esso stesso l'oggetto della rappresentazione e non pił la finestra sul mondo.
Silenziose tensioni caratterizzano le opere di Tąpies, come emerge osservando Creu i copa, una grande composizione del 2003 di 200x340 centimetri, Diptic amb fusta del 1983 che misura 275x400 centimetri o Homenatge a la materia (195x130) del 2006. "L'opera di Tąpies sconvolge l'ordine tradizionale delle cose per affermare una cosmogonia caratterizzata da improvvise deflagrazioni", afferma Alberto Fiz, "I materiali sono infiniti in relazione ad un'assoluta libertą creativa dove dal fango al cartone, dai detriti alla paglia, tutto č sottoposto a verifica di fronte ad un'esistenza in continua metamorfosi".
Ampio lo spazio dedicata alla scultura, un settore generalmente meno noto della ricerca di Tąpies, con una serie di opere in terracotta tra cui Divan del 1987 che pur evocando il triclinio della Roma antica, diventa elemento di arredo quotidiano nell'orizzontalitą della storia dal momento che viene contaminato con una forma pittorica bianca simile all'impronta di un piede. O T tombada dello stesso anno che afferma la presenza del segno sottraendosi ad una visione politica o religiosa.
Nell'ambito della mostra, le opere recenti vengono poste in relazione con una serie di composizioni storiche come accade con Figura Pajsage en gris del 1956 proveniente dal Mart di Rovereto, dove la componente monocromatica accentua la presenza di esili segni o graffiti che evocano vere e proprie forme archetipali. O con Terre sur marron foncé del 1956, una composizione di forte drammaticitą, che nel 1957 ha vinto il Premio Lissone.
Tra le peculiaritą della rassegna va segnalata la presenza dei "muri", una serie di grandi opere degli anni ottanta dove l'artista interviene su lastre di lava smaltate.
Tali lavori installativi sono stati esposti una sola volta nel 2004 durante una retrospettiva al Museo Reina Sofia di Madrid. Sono opere dallo straordinario potere evocativo dove la terra, come materia prima, diventa luogo di riflessione cosmico ma anche campo di battaglia, giardino e terreno di gioco in base ad una riflessione sulla materia che caratterizza, sin dalla metą degli anni quaranta, tutta l'indagine del maestro spagnolo.
Tąpies, del resto, č espressione catalana per designare i muri. Lui stesso lo ricorda: "Curioso destino iscritto nel mio nome! Era come se si compisse lo strambo presagio che, anni addietro, avevo ascoltato da un seguace dell'occultismo che credeva nell'influenza strana esercitata da ognuno di noi dal nome che porta sul proprio carattere e sul proprio destino".
Particolarmente significativa anche la riflessione di Jannis Kounellis che di Tąpies ha sempre riconosciuto il magistero. Il protagonista dell'arte povera afferma: "Parlare di Antoni Tąpies č come guardare la sabbia desertica che si alza nel cielo tempestoso e, ricadendo con furia, dipinge tutto ciņ che trova, di sabbia".

Un'intera sezione della mostra č dedicata al disegno, all'opera grafica e ai libri d'artista, ambiti fondamentali nella ricerca di Tąpies che ha sempre affrontato queste forme espressive con assoluta autonomia rispetto alla pittura evidenziando l'aspetto segnico e calligrafico.

L'esposizione č accompagnata da un ampio catalogo monografico in italiano e inglese edito da Electa.

Nel mese di febbraio 2010, durante il periodo di esposizione della mostra, verrą organizzato un importante convegno internazionale dal titolo: "Oltre la pittura. Il destino della materia", che coinvolgerą la Fondazione Alberto Burri, la Fondazione Mimmo Rotella, la Fondazione Robert Rauschenberg e la Fondazione Antoni Tąpies.


Antoni Tąpies nasce a Barcellona nel 1923. Č tra i fondatori della rivista e del gruppo "Dau al Set" (La settima faccia del dado), di impronta neo-dadaista. Nel 1950 tiene la prima personale alla Galeria Layetanas di Barcellona e compie il primo viaggio a Parigi, dove incontra Pablo Picasso. Nei primi anni cinquanta la pittura di Tąpies si volge verso l'art autre. Si susseguono mostre importanti: nel 1952 partecipa alla Biennale di Venezia, dove espone pił volte negli anni, e nel 1993 ottiene il premio per la pittura. Tra la fine degli anni cinquanta e sessanta si colloca una lunga serie di importanti mostre. Nel 1959 Tąpies partecipa per la prima volta a Documenta di Kassel, mentre l'anno successivo presenta le sue opere al Museu de Arte di Bilbao. Nel 1962 espone al Kestner Gesellschaft di Hannover, al Guggenheim di New York e al Kunsthaus di Zurigo. Nel 1964 č ancora a Kassel, nel 1965 a Londra, all'Insitute of Contemporary Arts, nel 1967 a San Gallo, al Kunstmuseum, nel 1968 a Vienna, al Museum des XX Jahrhunderts, ad Amburgo e Colonia, al Kunstverein. Nel 1973 Parigi gli rende omaggio con una retrospettiva al Musée d'Art Moderne. Nel 1977 espone all'Albright-Knox Art Gallery di Buffalo. Nel 1980 č la volta del Museo Espańol de Arte Contemporanea di Madrid e dello Stedelijk Museum di Amsterdam. Nel 1981 Tąpies riceve altri premi e onorificenze: la medaglia d'oro per le Belle Arti da re Juan Carlos I e la laurea honoris causa del Royal College of Art di Londra.
Nel 1984 inizia a lavorare al progetto della Fundació Antoni Tąpies di Barcellona che viene inaugurata nel 1990. Nel 1985 č il Guggenheim di New York a dedicargli una retrospettiva a cui segue nel 2004 l'ampio omaggio del MACBA di Barcellona. Nel 2009 Tąpies viene accolto con una personale dalla Dia:Beacon di New York (16 maggio-19 ottobre). Tra le recenti mostre pubbliche in Italia vanno segnalate la retrospettiva al Museo Pecci di Prato nel 1997 e quella del 2005 al Museo di Lissone.
 
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