Leandro Agostini - Stella Bianca 3090 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
25/06/2019
Un manifesto per l’arte attiva. Al MAXXI, la prima bozza di Art Thinking
25/06/2019
Quattro residenze per il nuovo bando di CURA 2020
25/06/2019
Bill Murray riceverà da Wes Anderson il Premio alla carriera alla Festa del Cinema di Roma
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva STAZIONE FERROVIARIA ​ Piazza Giacomo Matteotti Domodossola 28845

Domodossola (VB) - dal 21 novembre 2009 al 10 gennaio 2010

Leandro Agostini - Stella Bianca

Leandro Agostini - Stella Bianca

 [Vedi la foto originale]
STAZIONE FERROVIARIA
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Piazza Giacomo Matteotti (28845)
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

L’installazione “Stella Bianca” di Leandro Agostini si sviluppa in una sequenza di sei pannelli 60x60: su ciascuno si aprono galassia, costellazioni astratte di vinavil, carte e grafite.
orario: tutti i giorni dalle 5:00 alle 21:00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 21 novembre 2009. ore 18
catalogo: Alla fine tutta l’operazione sarà documentata da un catalogo Allemandi editore
editore: ALLEMANDI
curatori: Olga Gambari
autori: Leandro Agostini
telefono evento: +39 3357357840
note: nell’ambito del progetto “Sottopasso. Arte in volo”
genere: arte contemporanea, personale
email: info@ingremiomatris.com
web: www.ingremiomatris.com

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Sottopasso

Arte in volo

a cura di Olga Gambari e Massimo Fiumanò

da maggio 2009 a settembre 2010

sede: binario 1, stazione ferroviaria di Domodossola


Nella Stazione Ferroviaria Vigezzina di Domodossola, che collega due culture, due confini, tra la Svizzera e l’Italia, passano ogni anno due milioni di

persone.

L’associazione Ingremiomatris ha scelto una postazione nel cuore di questa stazione, per aprire una galleria fuori dal comune. Una storica carrozza degli inizi del '900, dagli elegantissimi e spartani interni in ciliegio, recentemente restaurata e tenuta come un'opera d'arte in sé, ferma sul Binario 1, diventa spazio d’arte dove per 17 mesi sfileranno artisti e opere.

Osserveranno la gente e proveranno a dialogare, a far fermare qualcuno, a raccontare comunque le loro storie. Useranno il linguaggio visivo, quello del colore, delle emozioni, delle forme, del movimento.

Se le gallerie di tutto il mondo lamentano che ormai, dopo la serata dell’inaugurazione, nessuno passa più, quale migliore possibilità di avere un pubblico continuo, ricco, quotidiano, affezionato? La carrozza, ferma sul suo binario, diventerà una galleria a statuto speciale, un esemplare unico. Dai sei grandi finestrini illuminati e orientati verso il marciapiede, le opere saranno visibili dall'esterno, osservabili solo da fuori, da chi passa lì vicino.

Il corpo del vagone sarà chiuso, un luogo a sé un po’ magico. Una galleria come una vetrina, che si protende per cercare il contatto, l’incontro tra opera e spettatore, lo scambio e il contatto tra arte e pubblico.

Una creatività multiforme che abiterà la stazione di Domodossola fino a settembre 2010, con un susseguirsi di mostre, tra personali e collettive, che spazieranno dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla videoinstallazione.

La carrozza sarà insomma un piccolo laboratorio in ebollizione, che andrà a cercarsi il suo pubblico sottoterra, partendo dal sottopasso di una stazione per uscire nel mondo.


Il 21 novembre 2009 alle 18 si inaugurerà una personale di Leandro Agostini, a cura di Olga Gambari

L’installazione “Stella Bianca” di Leandro Agostini si sviluppa in una sequenza di sei pannelli 60x60: su ciascuno si aprono galassia, costellazioni astratte di vinavil, carte e grafite.

L’artista torinese ha dato corpo all’idea del disegno come dimensione simbolica e demiurgica del fare artistico. Su colate di colla Vinavil NPC da 1 Kg Agostini ha fatto volare grafite a bastoncino intero, spezzata e temperata, e poi anche frammenti di carte diverse, di recupero. Ogni materiale è precipitato da altezze diverse, voli multipli che si sono depositati in libere composizioni, secondo leggi creative e fisiche sovrapposte. È una visione concettuale e pura del disegno, da cui si arriva a una visione rarefatta dell’arte, eppure i lavori hanno un aspetto organico e materico. Sono corpi che dichiarano una metamorfosi in corso, una stazionaria condizione definita, aperta a un divenire mutevole e vivo. È un’instabilità che comincia dalla precarietà stessa dei materiali e del gesto artistico. Sono sei visioni caleidoscopiche nate da voli, bloccate in un istante temporale della loro evoluzione aerea, come insetti in una goccia d’ambra.




Tutta la rassegna è idealmente ispirata alll’idea stessa di volo, di partenza, di nomadismo concettuale. Il volo è una perfetta metafora dell’esperienza artistica. Voli che si compiono in ogni opera, sperimentazioni che partono da terreni conosciuti per esplorare altri mondi e altri cieli. Ogni tensione artistica è così, un volo, che porta l’artista stesso ma anche il pubblico, nel momento del contatto. L’arte è un insieme di tentativi, esperienze, approcci a tentare il salto, comunque, verso qualcosa.

Nelle mostre che si susseguiranno la figura di Geo Chavez è un’eco, una texture che tiene insieme e su cui si sviluppa, come un orizzonte, la struttura del progetto. Chavez sarà una sorta di compagno di volo.

Geo Chàvez, aviatore di origini peruviane che per primo trasvolò le Alpi nel 1910 perdendo la vita, a soli 27 anni, morì in un tragico incidente proprio a Domodossola.

Il 27 settembre 2010, la città celebrerà infatti il centenario della morte di questo personaggio che incantò e commosse il mondo sacrificandosi per il suo sogno.


Un comitato scientifico composto da Olga Gambari e Max Fiumanò sceglierà artisti e lavori, con un’operazione dal sapore avanguardistico e situazionista che connota da sempre lo spirito dell’Ingremiomatris.

Alla fine tutta l’operazione sarà documentata da un catalogo Allemandi editore, una sorta di diario di bordo di un lungo viaggio d’arte compiuto a bordo di un treno.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram