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arte contemporanea, collettiva ANTIRUGGINE ​ Borgo Treviso 158 Castelfranco Veneto 31033

Castelfranco Veneto (TV) - dal 21 novembre 2009 al 30 gennaio 2010

Bob Noto - Piatti Ritratti

Bob Noto - Piatti Ritratti

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ANTIRUGGINE
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Borgo Treviso 158 (31033)
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Mario Brunello e Bob Noto cucina, fotografia e musica
orario: tutti i pomeriggi dalle 15 alle 18 (lunedì, Natale e Capodanno esclusi)
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 21 novembre 2009. ore 18
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
autori: Bob Noto
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
Mario Brunello e Bob Noto, due personaggi che più diversi non si può: massimo virtuoso del violoncello il primo, virtuoso della cucina assaggiata e raccontata, il secondo. Eppure è stata simpatia al primo, occasionale incontro ed ecco che Noto è ospite di Mario e Arianna Brunello ad Antiruggine, il "capanon" di Castelfranco Veneto che in appena due anni di apertura ha visto passare artisti di ogni genere e di molti Paesi venuti a Castelfranco per raccontarsi in modo del tutto informale ad un pubblico qui condotto dal solo passa-parola.
Per i Brunello ad Antiruggine Bon Noto si presenta non come gourmet, grafico, designer ma come fotografo.
Ed è la sua prima mostra al mondo: sue foto hanno accompagnato i suoi articoli sulle riviste di cucina italiane, spagnole e di altri paesi, sono state pubblicate nei volumi dove Noto ha raccontato le creazioni di grandi cuochi, ma mai, sino ad ora, erano state presentate in una mostra, proposte fuori contesto, fuori luogo, in un luogo-non luogo com'è Antiruggine. Il capanon dei Brunello non è segnalato in alcun modo, non è pubblicizzato in alcun modo, lo si trova solo col passa-parola, eppure è perfettamente noto a chi vuole rivelarsi al di fuori di schemi e di palchi, confrontandosi con un pubblico amichevolmente esigente che con l'ospite di turno tratta alla pari, trasformando ogni serata in uno stimolante incontro tra amici

Una filosofia che è piaciuta a Bon Noto che per il Capanon di Antiruggine ha scelto una quarantina di sue creazioni, le ha riprodotte a grande dimensione e, dal 21 novembre al 31 gennaio, le offre al giudizio del pubblico.

Poiché tutto è affidato ai tempi di Mario e Arianna Brunello e di loro amici, l'apertura della mostra sarà anch'essa inconsueta: la si potrà ammirare tutti i fine settimana, dalle 15 alle 19, le domeniche anche di mattino, dalle 10 alle 13, nonché nelle serate di Antiruggine (http://brunelloantiruggine.blogspot.com/) e ogni qual volta sia necessario negli altri giorni: si tratti di visite di scuole (molto gradite), di gruppetti e persino di singoli, impegni permettendo. Di qui l'invito a telefonare preventivamente al 347.2273406 o mandare una comunicazione a antiruggine@gmail.com, ovviamente solo per chi voglia recarsi a Castelfranco non nei fine settimana, quando la mostra è sempre aperta, ma negli altri giorni. Nessun biglietto: Arianna, Mario e i loro amici saranno felici di incontrare ancora nuovi amici.

La mostra, dopo Antiruggine, approderà ad Arte Sella in Valsugana, un altro dei luoghi culturali "alternativi" di un circuito nazionale che si sta sempre più ampliando e che offre grande cultura, proposte nuove, assolutamente "fuori cartellone", a pubblici nuovi.
Senza, com'è il caso di Antiruggine, un solo euro di finanziamento pubblico, con i problemi ma anche con la libertà e la creatività che l'autofinanziamento comporta e consente.

Come quelli che vanno nell'orto o nei boschi col coltellino svizzero, Bob porta sempre con sé un minuscolo cavalletto. Lui è Noto, e non solo di cognome. Ormai da alcuni anni è il fotografo per eccellenza dei piatti culinari.
Bob Noto, torinese, cinquantenne di ottima stazza, quattro libri all'attivo, da trentasei anni appassionato di fotografie e da ventisette di gastronomia, mette subito le cose in chiaro: «Il peccato di gola non esiste». Perché? «Il piacere di mangiare è l'affinamento dell'istinto primario di sopravvivenza, ma non solo, è sempre un approfondimento culturale». Alla base della gola c'è un processo di conoscenza anche nella scelte più semplici: «Al bar - precisa - tra due panini devo sapere quale tra i due potrei preferire». Già in questa risposta si capisce come l'ironia sia uno dei suoi tratti distintivi. Il gioco è una componente fondamentale del suo lavoro, che per la precisione rimane sempre un hobby. Infatti, Bob continua a stare dietro al bancone nel negozio di utensileria di corso Bramante.
Il suo studio fotografico è a portata di mano, non ha bisogno di grandi fari o di abili assistenti, in una tasca tiene il cavalletto e nell'altra la macchina fotografica, rigorosamente digitale, una Casio 12.1 megapixel. Lo scatto avviene entro i due minuti e mezzo, «prima che il piatto si raffreddi» ama precisare: più istinto che messa in scena quindi, ma ogni volta problemi diversi da risolvere. Il risultato però non sono delle semplici still life, ma veri e propri ritratti. La giovane scrittrice Serena Guidobaldi lo ha definito il ritrattista della haute cuisine. Isolato dal contesto, il cibo è sospeso in un limbo bianco, che infonde una carica metafisica alla composizione.
E anche a proposito di effetti digitali Bob Noto non è per nulla un purista: «Fotoritocco a manetta. Il digitale è un formato veloce e flessibile. Finalmente, a differenza che con l'analogico, si ha un controllo totale dell'opera».
Gli intransigenti non considerano fotografia il suo lavoro. A lui va bene, e dice: «Se preferiscono, la chiamino pure illustrazione». Nessuna pietà, nemmeno per l'oggetto delle sue opere: prima scatta e poi divora. Ogni piatto che fotografa poi lo mangia. «Tra un buon piatto e un bel piatto - precisa - non c'è nesso, estetica e gusto non sempre combaciano».
Se si considera l'arte come forma di comunicazione la ristorazione per Bob Noto è la più completa ed esclusiva espressione artistica esistente. «In sala si può assistere ogni sera ad una messa in scena diversa, è come andare a teatro con il vantaggio che dopo lo spettacolo non devi preoccuparti di trovare una pizzeria aperta».
 
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