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arte contemporanea, collettiva PALAZZO MEDICI RICCARDI ​ Via Camillo Benso Conte Di Cavour 3 Firenze 50129

Firenze - dal 24 marzo al 26 aprile 2010

Omar Ronda - Metamorfosi di primavera

Omar Ronda - Metamorfosi di primavera
PALAZZO MEDICI RICCARDI
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Via Camillo Benso Conte Di Cavour 3 (50129)
+39 0552760340
www.palazzo-medici.it
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Omar Ronda, che da anni lavora al ciclo dei Frozen Portraits prelevando simulacri e immagini direttamente dalla realtà o dagli archivi iconografici più vari, ha estrapolato dal vasto repertorio dell’arte le Veneri e le Madonne di Botticelli, la Cleopatra di Piero di Cosimo, le immagini bellissime in cui si è voluto riconoscere Simonetta Vespucci, le ha fuse con le foto di Marilyn, le ha rese inalterabili entro gli strati delle sue resine sintetiche.
orario: tutti i giorni 9.00-19.00, chiuso mercoledì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 24 marzo 2010. ore 16.30. Alle ore 18,00 inagurazione della mostra nella adiacente Galleria dei Medici
catalogo: testi di Giovanna Lazzi e Francesco Santaniello
editore: SKIRA
ufficio stampa: LUCIA CRESPI
autori: Omar Ronda
note: Courtesy Tornabuoni Arte
genere: arte contemporanea, personale
email: l.rinaldi@fondazionepalazzostrozzi.it
web: www.tornabuoniarte.it

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comunicato stampa
Nella seconda metà del XX secolo una donna bionda e bellissima ha fatto sognare il mondo, è diventata un simbolo e il suo fascino nel ricordo e nel mito non accenna a tramontare: Marylin Monroe (1926 -1962) non era solo un’attrice bensì è stata uno dei protagonisti del nostro tempo, regina non solo dello schermo ma anche delle cronache, poiché si diceva che avesse fatto innamorare, tra gli altri, il presidente degli Stati Uniti John Kennedy e suo fratello Robert. Tanto tempo fa, nella seconda metà del XV secolo, una donna bionda e bellissima aveva fatto sognare Firenze ed era diventata un simbolo: si chiamava Simonetta Vespucci, si diceva che avesse fatto innamorare, tra gli altri, Giuliano de’ Medici e suo fratello, passato alla storia come Lorenzo il Magnifico. E apparso assai suggestivo mettere a confronto questi due ideali femminili così diversi eppure, per uno strano corso del destino, tanto simili.

Due bellissime donne bionde: di una si conosce bene l’aspetto, dell’altra si dice che fu la modella ideale di Sandro Botticelli; una è morta a trentasei anni in circostanze misteriose, l’altra di tisi a soli ventitrè anni il 26 aprile 1476. La scomparsa precoce di entrambi ha contribuito a costruire un alone di mito e mistero intorno a loro. La suggestiva somiglianza fisica, la suggestiva somiglianza biografica, persino la suggestione dei numeri, con quel ricorrente 2 e 6, bastano e avanzano per influenzare la fantasia e indurre ad altrettanto suggestivi paragoni. Non meraviglia dunque se queste due splendide donne vengono in qualche modo poste a confronto tra mito e realtà, unificate dalla fantasia e dall’interpretazione personale di un artista contemporaneo. E non importa quale delle due fosse più bella; nel momento in cui sono vissute entrambe incarnavano un omologo ideale di bellezza.

Simonetta diventa il raffinato testimonial di un’abile campagna pubblicitaria che i Medici mettono in atto nel momento cruciale della loro presa di potere. Intorno a lei si crea quello che oggi sarebbe un fenomeno mediatico: i poeti la cantano, i pittori la ritraggono, la città ne parla sotto la spinta dell’incalzare degli avvenimenti che mutano lo scenario politico e gli equilibri sociali. E’ la bellezza morale e intellettuale, la rinascita dell’età dell’oro che solo




un buon governo, quello dei Medici, avrebbe potuto assicurare garantendo alla città e al popolo pace, prosperità, egemonia. Marilyn è la bellezza frutto della società che, dopo la

fine della guerra, sogna successo e potere, è la donna dei campioni dello sport, della letteratura, della politica; è comunque la donna del vincitore. Frutto di società necessariamente diverse, di culture profondamente diverse, il destino ha riservato loro convergenze e somiglianze, di sorte e di aspetto.

Omar Ronda, che da anni lavora al ciclo dei Frozen Portraits prelevando simulacri e immagini direttamente dalla realtà o dagli archivi iconografici più vari, ha estrapolato dal vasto repertorio dell’arte le Veneri e le Madonne di Botticelli, la Cleopatra di Piero di Cosimo, le immagini bellissime in cui si è voluto riconoscere Simonetta Vespucci, le ha fuse con le foto di Marilyn, le ha rese inalterabili entro gli strati delle sue resine sintetiche. Dopo aver notato la straordinaria somiglianza non solo fisica ma anche nelle vicende personali, le ha poste di fronte, unite nel sogno collettivo e nel ruolo di mito che la società ha loro assegnato.

Ha creato, così per Firenze questo doppio binario al femminile, che costituisce un ponte tra epoche e personaggi diversi, ma uniti da dettagli isolati nel corso degli eventi e brandelli di strana fatalità. La Galleria di Palazzo Medici Riccardi costituisce non tanto una cornice quanto un suggestivo percorso nella storia e nel destino; nel cuore della città e soprattutto del quartiere mediceo per eccellenza Simonetta Vespucci ritrova una specie di “via di casa” tornando nel luogo dove si è deciso non tanto la sua sorte terrena quanto la sua gloria futura. E all’icona del nostro tempo, alla donna più bella del mondo, Firenze offre, attraverso le creazioni di un artista contemporaneo, la suggestione della storia, laddove tanta parte dell’arte del momento d’oro del nostro Rinascimento ha conosciuto le sue origini e le sue giustificazioni.

La mostra, che inaugura alla vigilia dell’inizio dell’anno fiorentino, termina il 26 aprile, in un omaggio a Simonetta Vespucci ricordandone la data di morte. Per un mese la galleria sarà non solo un veloce e comodo passaggio nel centro della città ma il luogo della bellezza, dove grazie ad un allestimento essenziale ma importante sarà possibile fermarsi ad osservare questa lunga carrellata di opere brillanti di colori e suggestive nella loro originale realizzazione.

Breve Biografia

Omar Ronda nasce a Portula (Biella) Italia il 11 settembre 1947. Nel 1967 conosce Gian Enzo Sperone e Lucio Amelio e con loro organizza una serie di grandi mostre di Pistoletto, Kounellis, Penone, Zorio, Merz, Boetti, Paolini, Calzolari e più tardi di Paladino, De Maria, Chia. Nel 1973/74 passa un intero anno a New York dove conosce Leo Castelli ed Eleana Sonnabend, e tramite loro Rauschenberg, Warhol, Dine, Wesselmann, Twombly, Lichtenstein, Indiana, Oldemburg, fino ai minimalisti Sol LeWitt, Carl Andre, Bob Morris ed altri. A New York in seguito conosce e frequenta Basquiat e Heit Haring con il quale si lega in un rapporto di vera amicizia. Collabora assiduamente con Giorgio Marconi a Milano e con Lucrezia De Domizio Durini a Pescara con lei organizza alcune conferenze e mostre di Joseph Beuys. Nel 1990/91 realizza installazioni estreme sulla vetta del Monte Bianco e nelle grotte di Is Zuddas in Sardegna e vive sei giorni e sei notti in una piramide vegetale sotto al reattore del Cracking Catalitico della raffineria Saras Petroli di Moratti. Nel 1993 fonda un gruppo con altri artisti e con questi organizza mostre e installazioni utilizzando animali in plastica: Epocale a Milano nel 1993, curata di Tommaso Trini e Luca Beatrice, 1994 Chiostro del Brunelleschi, Santa Maria degli Angeli (Firenze ). - S.O.S. Maremuore, Mole Vanvitelliana (Ancona ). - 1996 Mille delfini a Milano, Piazza del Duomo, Arengario di Palazzo Reale, Assessore alla Cultura Philippe Daverio. - 1998 La Posteria (Milano ) e Galleria Pananti (Firenze ). - 1999 Galleria Pananti ( Firenze ). - 2001 Invito ufficiale e partecipazione alla 49° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, curatore Harald Szeemann, cataloghi a cura di Lucrezia De Domizio Durini, Maurizio Sciaccaluga e Alessandro Riva - Città di Arezzo per il Twin Tower Found di Rudolph Giuliani, Ambasciata Americana in Italia. - Tutto l’odio del mondo, Palazzo Reale (Milano ) a cura di Alessandro Riva. - Città di Vilnius, Istituto Italiano di Cultura (Lituania ). – 2002 Iinaugurazione del Centro Studi e Documentazioni ( Biella ). - Denaro e Valori (Bienne – Svizzera) a cura di Harald Szeemann. - 2003 Beaufort – Triennale D’arte del Belgio, a cura di Willy Van den Bussche, Klaus Bussmann, Rudi Fuchs, Jean-Hubert Martin. Plastica d’Artista, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica ( Milano ) a cura di Tommaso Trini. - Guy Pieters Gallery, a cura di Willy Van den Bussche. - 2004 Arte stupefacente, edizioni Mazzotta, testi di Philippe Daverio. 2005 Sul filo della lana (Biella ) a cura di Philippe Daverio - Museo di Santa Apollonia ( Venezia ) in occasione della 51° Biennale di Venezia, catalogo Mazzotta a cura di Martina Corgnati ed Elena Forin – Galleria Civica d’Arte Contemporanea Palazzo Collicola (Spoleto ) a cura di Martina Corgnati – Fondazione delle Stelline ( Milano ) a cura di Martina Corgnati – Museo d’Arte Moderna di Louisville Ketucky Centre d’Art Villa Tamaris, La Sein sur Mer ( Tolon ) – Beaufort 2006, UFO Gallery ( Ostenda ) 2007 SOMA Museum, ( Seul – Korea ) - Chiostro del Bramante ( Roma ) - Arte Tornabuoni (Firenze) - Fondazione Antonio Mazzotta (Milano ) Catalogo a cura di Piero Adorno, Claude Lorent e Francesco Santaniello - Una Mostra Bestiale, (Orio al Serio, Bergamo) interventi di Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi - Old Port Sea (Tel Aviv – Israele).

Decine sono i libri e cataloghi pubblicati dai principali editori Italiani e migliaia i testi critici e gli articoli divulgati in tutto il mondo.
 
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