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arte contemporanea, collettiva VILLA CONTARINI ​ Via Luigi Camerini 1 Piazzola Sul Brenta 35016

Piazzola Sul Brenta (PD) - dal 22 aprile al 27 giugno 2010

L'arte dentro la fabbrica. La fabbrica dentro l'arte. Creare valore con le persone

L'arte dentro la fabbrica. La fabbrica dentro l'arte. Creare valore con le persone
VILLA CONTARINI
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Via Luigi Camerini 1 (35016)
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“IN TO. Silenzioso prodigio”, è un atto creativo al femminile che vede coinvolte tre artiste: una pittrice, Erica Anesi, una fotografa, Melina Mulas ed una compositrice Paola Prestini.
vernissage: 22 aprile 2010. ore 18 presso GPS packaging - via Campania, 16 SCHIO (VI)
catalogo: in mostra
editore: MARSILIO
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Tea Gualdo
autori: Erica Anesi, Melina Mulas, Paola Prestini
note: un progetto realizzato grazie alla collaborazione di AIDP e ADECCO, nell.ambito del Festival delle Città Impresa
genere: arte contemporanea, collettiva
email: info@le5venice.com
web: www.le5venice.com

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comunicato stampa
“L’ARTE dentro LA FABBRICA, LA FABBRICA dentro L’ARTE. Creare valore con le persone” è un progetto realizzato grazie alla collaborazione di AIDP e ADECCO che, operando nel settore delle risorse umane, mirano a promuovere giovani artisti e favorire la creatività all’interno del territorio AZIENDA, facendo proprio il concetto “Creare valore con le persone” ed adottandolo come primo episodio di un format per l’arte e per l’impresa. L’intento di promuovere e valorizzare la figura umana, sia essa un artista che un operatore d’azienda, attraverso un processo di dialogo, confronto e relazione, porta alla creazione di un oggetto, un OPERA D’ARTE. L’evento specifico coinvolge GPS Packaging, un’azienda di rilievo consolidata nel territorio, che opera a livello internazionale nella trasformazione della materia prima (carta e plastica) realizzando shopping bags e labels. L’evento sarà vissuto all’interno dell’azienda dalle maestranze stesse, rispettando la storia, la cultura, la filosofia dell’azienda nel rispetto dei tempi, durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. INTERVENTO ARTISTICO Il pubblico non potrà partecipare direttamente alla creazione dell’evento artistico. L’opera d’arte nascerà in un luogo ed in un tempo “altro”, l’Azienda. Si impone all’artista un primo sopralluogo in azienda, a stretto contatto con gli operatori, successivamente una pausa di riflessione ed in un terzo momento, sarà e dovrà essere libero di utilizzare i materiali scelti, su superfici da lui individuate, che in quella specifica occasione gli daranno la forza per lasciare il segno. Segno riconducibile alle sensazioni, i colori, le dinamiche, le tensioni provocate dal luogo e dalle persone. L’opera realizzata verrà messa in mostra durante uno speciale evento multimediale in azienda durante il quale il pubblico godrà dell’opera in tutta la sua interezza fisica e sonora. L’intervento vedrà il coinvolgimento di tre artiste: Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. una pittrice che realizzerà un’opera tridimensionale, una compositrice ed una fotografa che interverranno nel momento stesso in cui avverrà l’atto artistico avendo ben chiaro lo schema del progetto precedentemente discusso con l’intero gruppo ideatore. L’intervento della compositrice e della fotografa sarà anch’esso atto artistico, in alcuni momenti anche distante dall’intervento dell’artista. L’una darà voce all’oggetto attraverso suoni, rumori, voci, sensazioni provate durante i sopralluoghi in azienda e l’altra li trasferirà nelle immagini che verranno stampate appositamente sui supporti grezzi utilizzati quotidianamente dall’azienda dando la possibilità al visitatore di “impossessarsene” liberamente durante l’esposizione. L’ARTE dentro LA FABBRICA, LA FABBRICA dentro L’ARTE Creare valore con le persone” IN TO. Silenzio prodigioso “La gabbia era finita. Baltazar l’appese fuori dalla bottega, per forza d’abitudine, e quando terminò di mangiare correva già la voce che era la gabbia più bella del mondo. La notizia si era sparsa. Venne così tanta gente a vederla, che davanti alla casa si formò un assembramento, e Baltazar fu costretto a staccarla e a chiudere la falegnameria….Nella sala c’era molta gente. Messa in mostra sul tavolo, l’enorme cupola in fil di ferro con tre piani interni, con passaggi e scompartimenti speciali per mangiare e dormire….sembrava il modello in scala ridotta di una gigantesca fabbrica di ghiaccio”. (Gabriel Garcìa Màrquez, “La prodigiosa sera di Baltazar”, Caracas,1960) Mentre nel 1960 il giovane Màrquez raccontava la storia di una seducente gabbia per uccelli commissionata a Baltazar dal piccolo Pepe, il ventottenne suo coetaneo, Andrej Arsen'evič Tarkovskij, si diplomava in regia al VGIK di Mosca, la più celebre scuola sovietica di cinema, con il cortometraggio «Il rullo compressore e il violino», 55 minuti sceneggiati con la collaborazione del collega di corso Andrej Michalkov Konchalovskij. Nei limiti di un esperienza scolastica, costretto per di più dall' osservanza di regime, il futuro autore di «Solaris» manifestava già l’intenzione di affrontare il tema dell’incontro, del rapporto fra un bambino e un adulto, ma anche fra l’Arte e il resto del mondo, che sembra ritenerla una cosa stravagante e perfino insignificante. Sasha, un violinista di sette anni, deriso dai coetanei, viene difeso e incoraggiato da un operaio che guida un rullo compressore, che non ha istruzione ma ha una grande sensibilità personale. Sasha riesce a superare prove per lui inconsuete, come guidare il pesante automezzo o suonare il violino come mai era stato in grado di fare. Tarkovskij rivendica il valore dell’arte come strumento di conoscenza della verità. Per mezzo dell’arte, l’uomo si appropria della realtà attraverso un’esperienza soggettiva. La scoperta artistica si presenta come una rivelazione, come un desiderio appassionato di appropriarsi del mondo, per conoscerlo. Tarkovskij come Màrquez, utilizza un “Oggetto filtro” per concretare l’incontro tra gli esseri umani. Sia esso uno spartito che diventa un aeroplanino di carta, sia l’”Oceano pensante” sul quale galleggia l’isola di Solaris, campo magnetico intenso e misterioso in cui si materializzano le immagini che i protagonisti tengono nascoste in fondo alle loro anime. Non è importante sapere se l’Oggetto esiste, ma quanto e cosa può succederevi attraverso, IN, e in direzione di chi TO.IN TO. Silenzioso prodigio, è la conseguenza di un dialogo tra le persone. PROGETTO L’ARTE dentro LA FABBRICA, LA FABBRICA dentro L’ARTE. Creare valore con le persone” nasce con l’intento di promuovere e valorizzare la figura umana, sia essa un artista che un operatore di un azienda, attraverso un processo di dialogo, confronto, relazione, scambio di idee, che porti alla realizzazione di un oggetto, un OPERA D’ARTE. L’evento specifico coinvolge GPS Packaging, un’azienda di rilievo consolidata nel territorio, che opera a livello internazionale nella trasformazione della materia prima (carta e plastica) realizzando shopping bags e labels. L’evento è stato vissuto all’interno dell’azienda dalle maestranze stesse, rispettando la storia, la cultura, la filosofia dell’azienda nel rispetto dei tempi, durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. EVENTO ARTISTICO “IN TO. Silenzioso prodigio”, è un atto creativo al femminile che vede coinvolte tre artiste: una pittrice, Erica Anesi, una fotografa, Melina Mulas ed una compositrice Paola Prestini. Si è imposto alle artiste un primo sopralluogo in azienda, a stretto contatto con gli operatori, successivamente una pausa di riflessione ed in seguito un secondo e terzo sopralluogo in piena libertà dell’uso di materiali, superfici, suoni da loro individuati, che in quella specifica occasione gli avrebbero dato la forza per lasciare il segno. Segno riconducibile alle sensazioni, i colori, le dinamiche, le tensioni provocate dal luogo e dalle persone. La fruizione: il pubblico non può partecipare direttamente all’evento artistico. Negazione della performance. L’opera d’arte si rivela in un luogo ed in un tempo “altro”, l’Azienda. Nasce da una gestazione che richiede un suo tempo, processi naturali cadenzati dallo scorrere del tempo. Erica Anesi, artista ben consolidata nel mondo dell’arte pittorica internazionale realizza un’opera tridimensionale, “I/O”, convogliando in essa una grande capacità di impossessarsi delle tecniche e dell’uso dei materiali che ha caratterizzato fino ad oggi l’intero suo percorso artistico. L’opera di questa giovane artista è fortemente caratterizzata dalla presenza della MATERIA. La scelta dei materiali è essenziale, fonte di ispirazione, concentrazione che, dal colore ad olio tradizionale, allo scarto di lavorazione industriale, porta l’artista a prendere possesso in modo lucido ed immediato dello spazio. Il risultato è sempre un OGGETTO da leggere in prospettiva tridimensionale. La singolarità dell’opera di Erica Anesi è quella di regalare allo spettatore un’esperienza visiva originale, basata sulla lettura a distanze diverse della visione. “I/O”, è costituita da venti elementi primi. Ogni elemento primo rappresenta un ritorno alle origini del prodotto finale, la carta. Carta ritorta e nastro di carta. La forma dell'opera è mutante così come mutante è il rapporto tra le persone. Il fruitore dell’opera sarà libero di vederla o di ignorarla, di entrarci o di rimanervi fuori, di leggerla in funzione di accadimenti che hanno portato alla sua realizzazione o semplicemente di ascoltarla. Paola Prestini, affermata compositrice italo-americana, cofondatrice di VisionIntoArt (VIA) gruppo multidisciplinare all’interno del Whitney Museum di New York, specializzata nella creazione di collaborazioni che derivano da una continua sperimentazione musicale, darà voce all’oggetto attraverso suoni, rumori, voci, sensazioni provate durante i sopralluoghi in azienda. La fotografa Melina Mulas, con “GPS. PRIMO GIORNO” le trasferirà in tre serie di immagini, una per ogni sopralluogo, sui supporti grezzi utilizzati quotidianamente dall’azienda dando la possibilità al visitatore di “impossessarsene” liberamente durante l’esposizione. BIOGRAFIE Erica Anesi Nasce a Trento. Vive e lavora tra Padova e New York. Il forte legame con la tradizione dello Spazialismo italiano e con le correnti prettamente statunitensi come l’Action Painting e l’Informale caratterizzano la sua opera con la presenza della MATERIA dove la scelta dei materiali è essenziale fonte di ispirazione, che, dal colore ad olio, allo scarto di lavorazione industriale porta l’artista a prendere possesso in modo lucido dello spazio.L’ambiente culturale Newyorkese rafforza questa ricerca nel progetto Sounds, di VisionIntoArt al Whitney Museum of American Art. Tra le sue principali mostre “Erica Anesi. La materia di un mondo emozionale” 2009, Villa Valmarana ai nani Vicenza. Melina Mulas Nasce a Milano nel 1960 dove vive e lavora. Figlia d’arte si è formata a Milano, Parigi e New York. Lavora nell’ambito della fotografia di arte, architettura e teatro. Collabora con Abitare, Harper’s Bazaar, Condè Nast. Impegnata da anni in uno stretto dialogo con il Dalai Lama, ha di recente attratto l’attenzione nazionale con “Il terzo Occhio”(2005): mostra curata da Angela Vettese nella Galleria Civica di Modena. Nel 2006 prosegue l’esperienza nel mondo dell’arte contemporanea con “Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte Modena. Nel 2009 cura la collettiva “Clear Light” Reggio Emilia, Galleria Parmeggiani opere di 55 noti fotografi italiani per ricordare i 50 anni di esilio del Dalai Lama. Paola Prestini Nasce a Trento, vive e lavora a New York. Compositrice italo-americana laureata alla Julliard School, è direttore co-fondatore di VisionIntoArt (VIA) al Whitney Museum di New York. Le sue composizioni sono state commissionate dalla Carangie Hall, dal Concert Artist Guild, da WNYC e dai Kronos Quartet e rappresentate alla Carnagie Zankel Hall, al Whitney live, al The Stone e al Joes Pub di New York. Ha composto colonne sonore per numerosi films presentati al Sundance Film Festival e il Festival del Cinema di Austin, insegnato e creato programmi per l'American Composers Orchestra, la New York Philharmonic, la New York City Opera, e l'American Symphony Orchestra League.
 
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