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arte contemporanea, collettiva CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA ​ Via Di San Francesco Di Sales 5 Roma 00165

Roma - dal 7 al 30 aprile 2010

Jack Sal - De/Portees

Jack Sal - De/Portees
CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA
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Via Di San Francesco Di Sales 5 (00165)
+39 066876543
www.casadellamemoria.culturaroma.it
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Il progetto “De/Portees” consiste in una videoproiezione multiscreen in memoria degli Italiani deportati realizzata dal noto artista statunitense Jack Sal (Waterbury, Connecticut 1954, vive tra New York e l'Italia) e ideata per la Giornata della Memoria 2010.
orario: da lunedì a sabato 9 – 19, domenica chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 7 aprile 2010. ore 18
ufficio stampa: ZETEMA
autori: Jack Sal
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Il progetto “De/Portees” consiste in una videoproiezione multiscreen in memoria degli Italiani deportati realizzata dal noto artista statunitense Jack Sal (Waterbury, Connecticut 1954, vive tra New York e l'Italia) e ideata per la Giornata della Memoria 2010. Presentato in anteprima all’Istituto Italiano di Cultura di New York lo scorso gennaio, ora arriva alla Casa della Memoria e della Storia di Roma, dal 7 al 30 aprile 2010. L’iniziativa è organizzata dall’ANED Sezione di Roma e promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione Dipartimento Cultura in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Americano un pò italiano, l'artista concettuale minimalista Jack Sal presenta in questo lavoro tre diversi elenchi che illustrano l’entità numerica delle persone e dei luoghi coinvolti dalla deportazione nazista in Italia: i campi sul territorio italiano, le persone deportate e i luoghi in cui sono state arrestate. Usando colori primari - associati alla proiezione video su schermi di dimensione ridotta – più una ripresa video dell'elenco dei deportati e la lettura di un testo di Primo Levi “lo spettatore entra nello spazio buio, in cui i punti di luce, le immagini e informazioni operano una dislocazione da un tipo di informazione all'altra”, spiega Sal.

Il binomio Arte e memoria è alla base di questo progetto artistico che collega proiezioni video con l’elenco di coloro che furono deportati dall’Italia nei campi di concentramento nazisti. Molti non sanno, infatti, che furono un centinaio i campi di raccolta per la deportazione sparsi su tutto il territorio italiano e che, pur non essendo campi di sterminio, la destinazione delle persone che vi transitavano era comunque Auschwitz. Questi “campi sotto casa” sono luoghi di cui si è perso il ricordo e che il progetto artistico De/Portees vuole restituire alla memoria collettiva sottolineando l’inattendibilità del mito popolare di un’Italia innocente dell’orrore della deportazione, costretta solo a collaborare con i suoi alleati tedeschi/nazisti. La notevole quantità dei campi italiani e di persone deportate e arrestate smentisce drasticamente l’idea della mancanza di responsabilità. Oltre al campo più conosciuto di Fossoli-Carpi, in Emilia Romagna, furono centinaia i luoghi, parte di una catena all’interno del meccanismo di rastrellare, arrestare e deportare cittadini italiani e non, e mandarli al loro destino.

Jack Sal, artista concettuale minimalista, nel 1976 ha conseguito il Bachelor of Fine Arts al Philadelphia College of Art e nel 1978 il Master of Fine Arts presso l’Art Institute di Chicago. Nel suo lavoro c’è un riferimento costante alla storia e preistoria della fotografia, in particolare alla tecnica del cliché-verre. “Il suo uso creativo e idiosincratico della carta fotografica assieme alla sua tecnica di mark making sono le coordinate attraverso cui introduce nel suo lavoro i concetti di luogo e tempo.” - scrive di lui Alessandro Cassin - “Le sue site specific insallations testimoniano il suo interesse nell’interazione tra opera d’arte e contesto architettonico, psicologico e sociale. Per Sal l’opera d’arte è la manifestazione tangibile di un’azione. I suoi oggetti, sculture, pitture e installazioni, sovvertono i presupposti tradizionali dell’arte, forzando lo spettatore a espandere le proprie aspettative su cosa sia e come funziona il processo di fruizione di un’opera d’arte”.

Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti di numerosi musei, tra cui: Museum of Modern Art di New York; Ludwig Museum di Köln; Museum moderner Kunst di Vienna; Detroit Institute of Art; Yale University Art Gallery di New Haven; International Center of Photography/ICP di New York; Haags Gemeentemuseum The Hague (Olanda); Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo; Museum of Contemporary Photography di Chicago; Stedelijk Museum di Amsterdam; Bibliotheque Nationale di Parigi; Israel Museum di Gerusalemme; Baltimore Museum of Art di Baltimora; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato; International Museum of Photography/GEH di Rochester (Usa); American Academy di Roma; Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, e in tanti altri musei privati e pubblici soprattutto negli Stati Uniti, Germania e Italia.

Dal 2009 espone alla Zone Contemporary Art di New York.
 
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