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arte contemporanea, collettiva CENTRO MATTEUCCI PER L'ARTE MODERNA ​ Via Gabriele D'annunzio 28 Viareggio 55049

Viareggio (LU) - dal 25 giugno al 12 settembre 2010

Da Fattori a Casorati. Capolavori dalla Collezione Ojetti
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Felice Casorati: Daphne


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CENTRO MATTEUCCI PER L'ARTE MODERNA
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Via Gabriele D'Annunzio 28 (55049)
+39 0584430614 , +39 058454977 (fax)
info@centromatteucciartemoderna.it
www.centromatteucciartemoderna.it
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Per la prima volta a distanza di quasi mezzo secolo, il Centro Matteucci riunisce i pezzi più preziosi e rappresentativi del corpus moderno - e dunque essenziale - della collezione.
orario: lunedì-venerdì: 17.30-23.30 (chiusura biglietteria ore 23.00)
sabato e domenica: 10.00-13.00 (chiusura biglietteria ore 12.30); 17.00-23.30 (chiusura biglietteria ore 23.00)
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero 8 euro, ridotto 5 euro, biglietto family 4,50 euro.
Dal 5 luglio al 12 settembre 2010 in collegamento con la mostra "Il Liberty a Viareggio" GAMC, p.zza Mazzini.. Convenzione Touring Club
vernissage: 25 giugno 2010. ore 18
catalogo: edito Centro Matteucci per l'Arte Moderna
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Giovanna De Lorenzi
autori: Libero Andreotti, Felice Casorati, Pellizza da Volpedo, Giovanni Fattori, Marino Marini, Telemaco Signorini
note: Mostra promossa dal Centro Matteucci per l'Arte Moderna con il patrocinio del Comune di Viareggio, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona. Mostra a cura di Giovanna De Lorenzi con la collaborazione di Graziella Battaglia, Silvestra Bietoletti e Rossella Campana.
genere: collettiva, arte moderna

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comunicato stampa
Per molti versi quella che prende il via il 25 giugno al Centro Matteucci per l'Arte Modena di Viareggio è una mostra-manifesto dell'attività della nuova associazione culturale fondata e voluta da Giuliano Matteucci, conoscitore della pittura italiana dell'Ottocento. Tra i principali obiettivi del Centro: indagare, documentare e presentare l'arte moderna, in particolare il momento tra Otto e Novecento, valorizzando il collezionismo d'epoca.

Banco di prova, davvero complesso, è il tentativo di ricomporre un'importante collezioni, quella del noto scrittore e critico Ugo Ojetti, per trent'anni responsabile delle pagine culturali del Corriere. Un'impresa ai limiti dell'impossibile in ragione dell'impegno necessario per ricostruire uno spaccato il più possibile rappresentativo di quanto egli aveva riunito nella magnifica villa Il Salviatino sui colli di Settignano.
Si è trattato di andare a ritroso, alla ricerca di ciò che lo scrittore, giornalista e critico acquistò, molto oculatamente, in decenni di ricerche e frequentazioni di artisti e galleristi. Già all'indomani della morte, infatti, il suo patrimonio fu oggetto di una dispersione che si completò con la cessione della villa, trasformata in albergo. Arredi, opere d'arte, ma anche il grande archivio, vennero ceduti in momenti e ad acquirenti diversi, rendendo difficile risalire all'intero compendio artistico-documentario.

Le ricerche condotte in previsione della mostra hanno consentito di ridare innanzitutto forma ai documenti d'archivio (molti dei quali inediti e inesplorati) e, grazie a questi, risalire all'ingente collezione. Il lungo lavoro ha evidenziato come i nuclei originari e fondanti risultino le ricche raccolte dell'Ottocento e del primo Novecento, in cui trovavano posto sezioni monografiche dedicate ai Macchiaioli tra cui Giovanni Fattori, a Oscar Ghiglia e Libero Andreotti. Le raccolte di pittura e scultura erano arricchite da un'imponente corpus di grafica, prevalentemente otto e novecentesca.

Sulla base delle testimonianze fotografiche e d'archivio è cominciata quindi la ricerca delle opere, spesso passate più volte di mano e quindi difficilmente rintracciabili.

Il risultato di questo lungo lavoro è godibile nella mostra "Da Fattori a Casorati. Capolavori dalla Collezione Ojetti" dal 25 giugno al 12 settembre, nelle sale restaurate della palazzina liberty sede del Centro Matteucci e, dal 25 settembre al 28 novembre nella Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona.

Per la prima volta a distanza di quasi mezzo secolo, il Centro Matteucci riunisce i pezzi più preziosi e rappresentativi del corpus moderno - e dunque essenziale - della collezione: da Fattori a Borrani, da Signorini a Pellizza da Volpedo, da Ghiglia a Felice Casorati, insieme a sculture di Libero Andreotti e Marino Marini.

I risultati del lungo scavo negli archivi privati del critico consentono, finalmente, di tracciare la fisionomia di una delle più prestigiose e rappresentative raccolte d'arte italiana della prima metà del Novecento. Rivelando un'esperienza collezionistica unica, non solo perché puntuale riflesso di quei principi del classicismo neo-tradizionalista che guidavano la disposizione critica di Ojetti, ma soprattutto perché proiezione del suo rapporto elettivo con gli artisti prediletti, conseguenza dell'alta e assolutamente nuova concezione del ruolo del critico d'arte.

La storia delle opere selezionate offre così l'occasione per ricostruire la vera portata, le dinamiche e le implicazioni del ruolo di mecenate, di protettore, di guida teorica e committente svolto da Ojetti anche attraverso l'attività pubblica. Ripercorrere da vicino la genesi e gli svolgimenti di rapporti intensi e, spesso, assai controversi, come quelli con Ghiglia e Andreotti; tessere la rete articolata delle relazioni intrattenute con i colleghi giornalisti e critici, con galleristi, antiquari e collezionisti, per meglio valutarne la sua funzione di guida.
La mostra pone, dunque, all'attenzione e alla memoria storica una vicenda culturale e umana che non trova termini di confronto nel panorama del tempo, aggiungendo un contributo importante all'arte e al collezionismo italiano del primo Novecento.
 
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