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arte contemporanea, collettiva CENTRO CULTURALE SAINT-LOUIS DE FRANCE ​ Largo Giuseppe Toniolo 22 Roma 00186

Roma - dal 16 al 24 aprile 2010

Vivere di periferia

Vivere di periferia
Benedetta Saccomano, Io non sono qui
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CENTRO CULTURALE SAINT-LOUIS DE FRANCE
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Largo Giuseppe Toniolo 22 (00186)
servicepresse@saintlouisdefrance.it
www.saintlouisdefrance.it
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Sguardi incrociati tra Italia e Francia
orario: dalle ore 12:00 alle ore 18:00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance - con iscrizione presso l’ambasciata
vernissage: 16 aprile 2010. ore 14 Iscrizione pubblico obbligatoria via mail a stagiaire-blrome@france-italia.it entro giovedi' 15/04 fino ad esaurimento posti.
genere: fotografia, arte contemporanea, performance - happening, inaugurazione, collettiva
email: stagiaire-blrome@france-italia.it
web: www.viverediperiferia.it

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comunicato stampa
Venerdì 16 aprile si terrà presso il Centro Culturale San Luigi di Francia a Roma (Largo Toniolo 21/22), dalle 9:30 alle 15:30, il festival e la cerimonia di premiazione nazionale del concorso Vivere di Periferia / Vivre de banlieue, sotto l’egida di Jean-Marc de La Sablière, Ambasciatore di Francia in Italia, al quale hanno partecipato più di 600 giovani dai 12 ai 20 anni da tutta Italia e dalla Francia. Sono 3 le sezioni (video, soggetto e fotografia) in concorso, per le quali la giuria ha selezionato i vincitori, ispirati quest’anno da due percorsi: “Periferie, come sono, come le vorrei” e “Seconde generazioni: mio padre, lui non è italiano”.



Durante la giornata del 16 aprile, verranno proiettati i migliori filmati e le migliori sequenze fotografiche, con un ampio spazio dedicato al dialogo con fotografi e registi e alle testimonianze sulla vitalità pulsante del vivere urbano. In questa occasione, si potrà anche visitare la mostra allestita presso il Centro Culturale San Luigi di Francia aperta al pubblico fino al 24 aprile dalle ore 12:00 alle ore 18:00. Così come il sito www.viverediperiferia.it, le creazioni sono state realizzate in due lingue, italiana e francese, perché il plurilinguismo è un modo concreto per uscire dall’enclave creata dall’abitudine, semplicemente per poter rivolgere la propria parola agli altri.



Diversi gli approcci dei ragazzi al tema della periferia: alcuni l’hanno interpretato nel senso più letterale del termine, proponendo inediti scorci urbani, esperienze di vita vissuta, filmati documentari o giornalistici ; altri, invece, hanno identificato le aree periferiche come dimensioni astratte, stati mentali e dell’anima, mostrando che, in fondo, «tutte le città possono essere considerate periferia di qualcosa» (Carmine Cerasuolo, 17 anni).

 
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