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arte contemporanea, collettiva GALLERIA IL SEGNO ​ Via Di Capo Le Case 4 Roma 00187

Roma - dal 27 aprile al 30 giugno 2010

Segni di/versi

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GALLERIA IL SEGNO
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Via Di Capo Le Case 4 (00187)
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Sette artisti che lavorano con continuità con la galleria sono stati invitati a realizzare un’opera che avesse come punto di partenza un verso, una parola, una pagina scritta. Nello stesso tempo è stato chiesto loro di invitare a partecipare un artista diverso.
orario: ore 10.30-13.00 / 17.00-19.30
chiusura: sabato pomeriggio, domenica e lunedì mattina
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 27 aprile 2010. dopo le 18:00
catalogo: in galleria. a cura di Francesca Antonini e Giovanna Caterina De Feo
autori: Francesco Bocchini, Silvano Bonaguri, Nicola Cicognani, Alessandra Giovannoni, Donatella Landi, Leoncillo Leonardi, Osvaldo Licini, Gastone Novelli, Paolo Picozza, Hiroshi Sugimoto, Gianluigi Toccafondo, Antonello Viola, Alexandra Wolframm, Alberto Zamboni
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Francesco Bocchini – Silvano Bonaguri – John Berger
Alessandra Giovannoni – Leoncillo Leonardi – Valentino Zeichen
Paolo Picozza – Gastone Novelli – Antonin Artaud
Gianluigi Toccafondo – Osvaldo Licini – William Shakespeare
Alexandra Wolframm – Donatella Landi – Alberto Savinio
Antonello Viola – Hiroshi Sugimoto – Federico Garcia Lorca
Alberto Zamboni – Nicola Cicognani – Samuel Taylor Coleridge

Alla galleria il Segno si inaugura il 27 aprile e resterà aperta fino al 30 giugno la mostra Segni di/versi curata da Lea Mattarella
Sette artisti che lavorano con continuità con la galleria sono stati invitati a realizzare un’opera che avesse come punto di partenza un verso, una parola, una pagina scritta. Nello stesso tempo è stato chiesto loro, di invitare a partecipare alla mostra un artista diverso da loro, con cui suggerire uno scambio, per affinità oppure per contrasto, per divergenza. Ognuno di loro ha indicato liberamente il ‘compagno di strada’ che lo affianca nella mostra.
Pittori e scultori della galleria hanno così rivelano in questa esposizione due tipi di predilezioni: una letteraria e l’altra visiva.

Francesco Bocchini (nato a Cesena nel 1969) ha realizzato un’opera nata da una pagina del poeta, critico, romanziere, pittore John Berger e ha invitato a esporre, accanto al suo meccanismo, un fotografo come Silvano Bonaguri (nato a Forlì nel 1944) che, proprio come succede nella scultura di Bocchini, suggerisce, nelle sue stampe, una forte ispirazione pittorica.

Una poesia di Valentino Zeichen ha riportato Alessandra Giovannoni (nata a Roma nel 1954) al centro di Piazza del Popolo, dove l’artista aveva eseguito alcune opere diversi anni fa. Alessandra ha poi voluto confrontarsi con la materia scultorea di Leocillo (Spoleto, 1915 - Roma, 1968) rivelando la vocazione plastica del suo sguardo assoluto e assolato.

Quello tra Paolo Picozza (nato a Latina nel 1970) e Gastone Novelli (Vienna 1925 – Milano 1968) è un colpo di fulmine che dura da molti anni. Già nel 1993 Picozza aveva dedicato un piccolo quadro a Dio è nemico dei prati, una celebre opera di Novelli. Era quasi inevitabile che fosse lui il suo interlocutore. Li accompagna la furia iconoclasta e “crudele” di Antonin Artaud.

I volti cangianti, mascherati, cancellati di Gianluigi Toccafondo (nato a San Marino nel 1965) assumono ancora una nuova forma e una diversa identità grazie a un sonetto di William Shakespeare. Il suo mondo visionario trova un compagno ideale in un navigatore in mondi sospesi come Osvaldo Licini (Monte Vidon Corrado 1894 - 1958).

Il “desiderio di eterno limite” di Federico Garcia Lorca chiamato in causa da Antonello Viola (nato a Roma nel 1966) è la chiave di lettura della sua opera in cui la stratificazione di segni e colori termina con la vittoria di un turchese deciso e imperativo. Forse un’evocazione del mare che invece per Hiroshi Sugimoto (nato a Tokyo 1948) è rigorosamente in bianco e nero.

La prosa folgorante di Alberto Savinio è la scelta letteraria di Alexandra Wolframm (nata a Braunschweig in Germania nel 1971) che ha appena chiuso in galleria la sua personale di dipinti e video. È la ragione per cui in questa occasione ha deciso di mostrare un altro aspetto del suo lavoro: il disegno. Dialoga con lei l’opera di frammenti Donatella Landi (nata a Roma nel 1958) a formare una coppia al femminile ispirata dagli elementi naturali.

Alberto Zamboni (nato a Bologna nel 1971) ha scelto del fotografo Nicola Cicognani (nato a Bologna nel 1968) uno scatto nato da un omaggio a Valerio Zurlini. Non stupisce che ci sia un quasi involontario riferimento al cinema nella sua indicazione, perché nella sua opera c’è una forte suggestione poetica che deriva dal grande schermo. Il dialogo tra le due opere è intenso e i versi di Coleridge appaiono come un’efficace didascalia per entrambi.

 
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