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arte contemporanea, collettiva MARCA - MUSEO DELLE ARTI CATANZARO ​ Via Alessandro Turco 63 Catanzaro 88100

Catanzaro - dall'otto al 29 giugno 2010

Effetti Collaterali

Effetti Collaterali

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MARCA - MUSEO DELLE ARTI CATANZARO
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Via Alessandro Turco 63 (88100)
+39 0961746797
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una rassegna cinematografica realizzata da Andrea La Porta, docente di Teoria della Comunicazione all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, che ha lo scopo d'indagare il cinema sperimentale italiano tra arte, architettura e design.
orario: Ogni martedì alle ore 21
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 8 giugno 2010. ore 21
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Andrea La Porta
autori: Alberto Fiz, Matteo Giacomelli, Andrea La Porta, Andrea Piccardo
genere: incontro - conferenza, serata - evento

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comunicato stampa
In occasione della mostra di Alessandro Mendini. Alchimie Dal Controdesign alle Nuove Utopie, a cura di Alberto Fiz, aperta sino al 25 luglio, il MARCA di Catanzaro propone, dall'8 al 29 giugno, Effetti Collaterali una rassegna cinematografica realizzata da Andrea La Porta, docente di Teoria della Comunicazione all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, che ha lo scopo d'indagare il cinema sperimentale italiano tra arte, architettura e design. Ogni martedì alle ore 21 il cortile interno del MARCA si trasforma in un cineforum dove vengono proiettati preziosi documenti che hanno coinvolto alcuni degli esponenti più significativi della cultura artistica e progettuale italiana come Gianni Pettena, Davide Mosconi, Bruno Munari, Marcello Piccardo, Ugo la Pietra e, naturalmente, Alessandro Mendini.
Effetti collaterali, realizzata in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, intende porre l'accento sul dialogo tanto prolifico quanto spesso sottovalutato tra le arti della progettazione - l'architettura e il design - e la progettazione come arte - la musica, le arti figurative e il cinema. "Con questa iniziativa", spiega Wanda Ferro Presidente della Provincia di Catanzaro, "il MARCA sottolinea il proprio ruolo propulsivo come spazio attento alla cultura contemporanea nelle sue differenti declinazioni. Il cinema sperimentale è certamente uno di questi". Anche Alberto Fiz, direttore artistico del MARCA ribadisce "lo stretto legame esistente tra il progetto di Mendini e le alchimie in celluloide". Quelli che verranno proposti sono opere estremamente rare come La mia Casa all'Elba di Gianni Pettena, l'unica abitazione che rappresenta in maniera compiuta la ricerca del controdesign, o i 13 Concerti di Davide Mosconi da cui emerge la vena sperimentale e dadaista del geniale performer. Non manca, poi, un prezioso documento sulla relazione artistica tra Bruno Munari e Luciano Berio e Tempo nel Tempo, il film di Bruno Munari e Marcello Piccardo che vinse la medaglia d'oro alla Triennale di Milano ponendosi come opera in grado di anticipare talune soluzioni di Bill Viola. Una serata è, poi, dedicata a Ugo La Pietra di cui viene proposto, tra l'altro, La riappropriazione della città, un film ironico e dissacrante che svela la realtà e la condizione dell'uomo urbanizzato. "Abitare è essere ovunque a casa propria", afferma La Pietra. Di Alessandro Mendini viene messo in scena Il Mobile Infinito, oggetto della performance realizzata da Magazzini Criminali nel 1981 ed esposto nella mostra Alchimie. "L'oggetto deve produrre primariamente un pensiero ancor prima di una funzione in una progressiva ipotesi utopica destinata al raggiungimento di una sintesi possibile", afferma Mendini che ha concepito il Mobile Infinito come un continuum spazio-temporale che procede indefinitamente sia nella tipologia sia nel numero di autori coinvolti. A questo grande progetto formato da tavolo, comodino, credenza, letto, hanno partecipato 21 artisti ( tra questi Mimmo Paladino, Francesco Clemente, Sandro Chia, Nicola De Maria, Denis Santachiara, Gio Ponti, Bruno Munari e Luigi Veronesi) in una sorta di io collettivo che si misura con la complessità.
Non manca, infine, Frank Gehry Creatore di Sogni, l'importante fim che Sidney Pollack ha dedicato all'architetto che ha realizzato, tra l'altro il Guggenheim Museum di Bilbao e il Walt Disney Concert Hall di Los Angeles.
Le proiezioni saranno preceduti da una serie d'interventi di Andrea La Porta, Alberto Fiz, Andrea Piccardo e Matteo Giacomelli.


Per informazioni:

Uffici stampa: Studio ESSECI - tel. 049.663499 referente Stefania Bertelli gestione1@studioesseci.net
Ufficio Mostre-Settore Cultura Provincia di Catanzaro cultura@provincia.catanzaro.it tel. 0961.84721-0961.84724


PROGRAMMA PROIEZIONI E INTERVENTI MUSEO MARCA


Martedì 8 giugno
Ore 21.00

Interventi

Wanda Ferro
Presidente della Provincia Wanda Ferro

Andrea La Porta
La poetica delle forme e degli spazi.
Cinema sperimentale italiano tra arte, architettura e design

Alberto Fiz
Cinema e controdesign

Proiezioni
Gianni Pettena

LA MIA CASA ALL'ELBA (2010, 6')
L'architettura, per Pettena, non è solo l'evento costruttivo, ma è parte di una ricerca più ampia, focalizzata sulla relazione osmotica con il contesto ambientale, con lo spazio e con la qualità e la natura dei materiali, un mezzo per verificare continuamente la molteplicità di significati possibili che la disciplina architettonica può assumere.

Davide Mosconi

13 CONCERTI DA 60" (1987, 15')
Un progetto per la RAI, che esalta la genialità musicale e di performer di Davide Mosconi, intrisa di minimalismo, stilemi fluxus e ironia dadaista.

CHITARRE TRAFITTE DA STARNUTI (1989, 6')
Esempio fulminante di musica e performance art.

ARITMIE MECCANICHE (1951-1986, 5')
Un video musicale sul lavoro di Bruno Munari.

Alessandro Mendini

IL MOBILE INFINITO (1981, 24')
Il "Mobile Infinito" è il mobile progettato da Alessandro Mendini e studio Alchimia per la performance di Magazzini Criminali Zone calde, prodotta nel 1981 dal Centro Documentazione Facoltà di Architettura Milano.

Martedì 15 giugno
Ore 21.00

Intervento

Andrea Piccardo
La collina del cinema


Proiezioni
I film di ricerca di Monte Olimpino di Bruno Munari e Marcello Piccardo
(1962-1972, 60' circa)

I COLORI DELLA LUCE (1963, 10' circa)
Soggetto di Bruno Munari. Regia di Bruno Munari e Marcello Piccardo.
Munari in questo film sperimentale (primo premio al Festival del cinema di animazione di Knokke-le-Zoute), confrontandosi con un brano elettroacustico di Luciano Berio, ci mostra come si può trasformare, per mezzo di un filtro polaroid, un materiale inerte e banale, come la plastica trasparente ed incolore, in composizioni dinamiche e complesse, in cui lo spettro cromatico cambia senza soluzione di continuità nel tempo. Munari: ovvero, fare dal nulla.

TEMPO NEL TEMPO (1964, 3')
Soggetto e regia di Bruno Munari e Marcello Piccardo.
Questo film ottenne la medaglia d'oro dalla Triennale di Milano. Anticipa di molti anni la video-art di Bill Viola dilatando un evento della durata di un secondo in tre minuti. Si osservi la tuta dell'acrobata, che sul fianco riporta un accenno di struttura ossea, quasi un rimando a certi studi sul movimento del periodo futurista. Realizzato al Vigorelli di Milano, in una assolata giornata d'estate, grazie alla cinepresa "microscopio temporale" del Politecnico di Milano, è possibile "strappare" tutta la pellicola di tre minuti in un solo secondo.

MOIRE' (1964, 3')
Soggetto di Bruno Munari. Regia di Marcello Piccardo.
Si tratta di un breve estratto senza sonoro recentemente ritrovato; l'originale ha invece nella colonna sonora musiche del compositore fiorentino Pietro Grossi. Ricorda gli effetti di sovrapposizione e di riverbero prodotti dall'opera Concavo-convesso (1947), un ambiente di luci ed ombre ottenuto per mezzo di una rete metallica; richiama anche il portaritratti (produzione danese, 1967) Moirè, un oggetto di uso comune che diventa a suo modo un'opera d'arte.

SULLE SCALE MOBILI (1964, 13')
Soggetto di Bruno Munari. Regia di Marcello Piccardo.
Questo film è stato realizzato per i grandi magazzini La Rinascente di Milano. Il ritmo, quasi ossessivo, dei sali e dei scendi ha una cura ed una asciuttezza estetica che rimanda al clima ed alla poetica di molti capolavori del grande regista Michelangelo Antonioni.

INOX (1964, 12')
Soggetto di Bruno Munari e Marcello Piccardo. Regia di Marcello Piccardo.
La versione recentemente ritrovata e ricostruita non ha sonoro. E' uno dei film più astratti dove si realizzano composizioni con la luce attraverso l'utilizzo di lastre di acciaio inossidabile.

SCACCO MATTO (1965, 6')
Soggetto di Bruno Munari. Regia di Marcello Piccardo.
Una partita a scacchi, una sperimentazione sui diversi procedimenti di stampa di una pellicola cinematografica.

I FRATELLI CASTIGLIONI (1967, 9')
Soggetto di Bruno Munari. Regia di Marcello Piccardo.
Film di ricerca per un ritratto dei due designer architetti Castiglioni. Accorgimenti di ripresa: teleobiettivo per le persone, "fish-eye" per gli ambienti, leggero rallentamento.

AFTER EFFECTS (1969, 3')
Soggetto di Bruno Munari. Collaborazione scientifica di Gaetano Kanizsa.
Un film, per la cui realizzazione Munari chiama a collaborare lo psicologo della Gestalt Gaetano Kanizsa, sulle impressioni retiniche, ovvero sui "colori che nascono negli occhi degli spettatori". Un film dove solo metà dei colori sono nella pellicola, l'altra metà li vede il pubblico. Una forma semplice riempie lo spazio della visione: un disco sfumato di colore rosso (poi verde, poi giallo, poi blu) su sfondo grigio neutro, con al centro un piccolo disco nero che si trasforma ciclicamente in triangolo e poi quadrato in modo sempre più accelerato per catturare l'attenzione dello spettatore; la forma principale scompare di colpo e lo spettatore continua a vedere un disco colorato di colore complementare che nella pellicola invece non c'è.

Martedì 22 giugno
Ore 21.00

Intervento

Matteo Giacomelli
Dal sistema disequilibrante alla riappropriazione della città.
Ritratto della figura e dell'opera di Ugo La Pietra

Proiezioni
I film d'artista di Ugo La Pietra
(1973-1979, 97')

LA GRANDE OCCASIONE (Edizione Triennale di Milano, Milano 1973, 15')
Il film intende essere "una critica alle strutture culturali e produttive incapaci di creare uno stato continuo di ricerca e di progressivo reale miglioramento dei rapporti che dovrebbero esistere tra la progettazione e la produzione stessa" (Ugo La Pietra).

IL MONUMENTALISMO (Edizione Jabik e Colophon, Milano 1974, 12')
Ne "Il Monumentalismo, le contraddizioni tra lo spazio architettonico e l'uso quotidiano che di questo viene fatto esplodono con uno stacco netto e violento: la selva di altorilievi classici, di sfingi silenziose e di austere colonne e lesene non è un antico mausoleo abbandonato, ma la Stazione Centrale di Milano con il suo flusso di vita inarrestabile e continuo".

PER OGGI BASTA! (Edizione Jabik e Colophon, Milano 1974, 12')
Il film, mentre ipotizza una fuga dalla città, una fuga dallo spazio di relazione, una fuga in assoluto, ricorda il contrasto città-campagna, il lavoro dell'artista calato in una dialettica dalla quale è impossibile (inutile) fuggire.

LA RIAPPROPRIAZIONE DELLA CITTA' (Edizione Centre Georges Pompidou, Parigi 1977, 45')
Ugo La Pietra inquadrato in primo piano di spalle mentre si rade. Voltandosi e guardando in camera recita: "Abitare è essere ovunque a casa propria". Ironico e dissacrante, La Pietra in questo film, unanimemente considerato un capolavoro da artisti visivi e da architetti, da cineasti e da urbanisti, da designers e da fotografi, svela la realtà e la condizione dell'uomo urbanizzato. La Pietra indica come potersi riappropriare in maniera creativa della città attraverso la costruzione di mappe personali che si definiscono in: città dell'informazione, degli itinerari, della mente, e dei monumenti.

INTERVENTI PUBBLICI PER LA CITTA' DI MILANO (Edizione Triennale di Milano, Milano 1979, 13')
Registrazione divertita e rilevazione della inadeguata progettazione di elementi urbani distribuiti sui percorsi stradali della città, sottolineata dalla cronaca dei telegiornali che descrivono l'intervento come un utile e importante progetto. La frase "abitare è essere ovunque a casa propria" apre e chiude il film.

Marted' 29 giugno
Ore 21.00

Intervento

Andrea La Porta
Cinema e architettura, oltre i confini dello sguardo


Proiezione
Sydney Pollack

FRANK GEHRY CREATORE DI SOGNI (USA 2005, 83' circa)
Un ritratto informale della vita e dell'opera di Frank Owen Gehry, uno dei più conosciuti e importanti architetti moderni, creatore tra l'altro del Guggenheim Museum di Bilbao e del Walt Disney Concert Hall di Los Angeles. Pollack, forte dell'amicizia con Frank Gehry, racconta l'artista e l'uomo ricorrendo a parole, immagini, didascalie, lavori. Per questo il regista ha dichiarato, alla fine delle riprese: "ho imparato molto girando questo film; parlando con Frank ho scoperto che il mio mestiere e il suo sono un mosaico di altre discipline. E ovviamente, entrambi abbiamo a che fare con la luce". Un documentario sull'architettura e sul processo creativo.






 
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