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arte contemporanea, collettiva LA PILLOLA ​ Via Castiglione 25 Bologna 40124

Bologna - dal 12 al 19 giugno 2010

Esteban Ayala Hidalgo - Idolatrias

Esteban Ayala Hidalgo - Idolatrias

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LA PILLOLA
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Via Castiglione 25 (40124)
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Tutti gli oggetti hanno una vita. Siamo noi a fingere che siano morti, con l'uso.Siamo noi a scartarli, quando perdono la loro funzione originaria. Essi riacquistano un valore solo all’occhio e nelle mani di chi ne riconosce l’anima. Le sculture di Idolatrias disvelano gli oggetti e le loro anime.
orario: da lunedì a venerdì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 12 giugno 2010. ore 19:00
curatori: Ludovico Pensato
autori: Esteban Ayala Hidalgo
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Idolatrias è un’esposizione scultorea. Il concetto religioso-pagano di “idolo” viene interpretato attraverso una chiave di lettura animista che lo allontana anche dalla sua natura deistica per assegnargli una funzione contraddittoria di “umanamente spirituale”. L’oggetto in sé ha una propria anima, non è la rappresentazione di una divinità, non una sua emanazione né una sua transustanziazione, possiede un suo spirito, negatogli dallo sguardo comunemente materiale dell’uomo. Le sculture di Esteban Ayala prendono la forma dell’idolo, si elevano a soggetto narrativo animato per raccontarci la propria origine materiale. L’oggetto che viene scartato non perde la sua anima, perde un fruitore ed una funzione, ma ne riacquista immediatamente un’altra nel momento in cui viene raccolto da chi vi riconosce l’anima.
Il lavoro di Ayala è fatto di scarti, assemblaggi, di nuovo scarti e ri-assemblaggi continui. L’artista sa dell’anima della materia che di volta in volta ha tra le mani, percepisce la vita negli oggetti, li studia, li combina assieme, li assembla e li ri-assembla in una continua ricerca della combinazione formale e materica che consenta loro la massima capacità espressiva.
Questi idoli sono in grado di raccontare la loro storia perché Ayala, riconosciuta la loro anima, gli ha donato la parola e li ha salvati dalla loro condizione non di inerti, ma di inespressi.
La musica del compositore, sassofonista e multi-strumentista contemporaneo John Zorn accompagnerà l’intera durata dell’esposizione, allestita con una particolare attenzione alla luce, che avrà, nel contesto, una funzione meta-narrativa importante.
 
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