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arte contemporanea, collettiva CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI ​ Viale Della Repubblica 277 Prato 59100

Prato - dal 21 febbraio al 9 maggio 2004

Domenico Gnoli / Francesco Lo Savio
[leggi la recensione]

Domenico Gnoli / Francesco Lo Savio
[leggi la recensione]
DOMENICO GNOLI
Cravate
1967
Acrilico e sabbia su tela
174 x 90 cm
Courtesy Fundaciòn Yannick y Ben Jakober
 [Vedi la foto originale]
CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI
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Viale Della Repubblica 277 (59100)
+39 05745317 , +39 0574531901 (fax)
info@centropecci.it
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Il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci inaugura dopo la riapertura il suo secondo grande appuntamento nelle sale espositive con due mostre parallele che presentano il lavoro di due grandi artisti italiani degli anni Cinquanta e Sessanta: Domenico Gnoli e Francesco Lo Savio.
orario: lunedì - venerdì dalle 12.00 alle 21.00; sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.00.
lunedì - venerdì dalle 9.00 alle 12.00 solo per visite guidate gruppi scolastici e non.
chiusura: tutti i martedì, 1 maggio, 24 dicembre pomeriggio, 25 dicembre, 1 gennaio mattina
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero: 7,00 € (biglietto unico Sale Espositive + Collezione Permanente)
ridotto: 5,00 € (ragazzi sotto 18 anni, adulti oltre 65 anni, studenti, militari di leva, convenzionati)
gruppi min. 15 persone: 5,00 € cad.
abbonamento annuale al Centro: 15,00 € intero, 12,00 € ridotto
vernissage: 21 febbraio 2004. dalle ore 17 alle ore 20
ufficio stampa: ROSI FONTANA
curatori: Bruno Corà, stefano pezzato, Daniel Soutif
autori: Domenico Gnoli, Francesco Lo Savio
genere: arte contemporanea, doppia personale

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comunicato stampa
Il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci inaugura dopo la riapertura il suo secondo grande appuntamento nelle sale espositive con due mostre parallele che presentano il lavoro di due grandi artisti italiani degli anni Cinquanta e Sessanta: Domenico Gnoli e Francesco Lo Savio. Le esposizioni, l’una curata da Stefano Pezzato e Daniel Soutif, l’altra da Bruno Corà, costituiranno le più grandi retrospettive italiane degli ultimi anni a loro dedicate.
Il motivo sostanziale che ha portato a questa scelta è stato lo straordinario percorso di Gnoli e Lo Savio, appartenenti alla stessa generazione e assimilabili per la loro assoluta individualità ma antitetici per le caratteristiche specifiche delle loro produzioni.
A questo proposito, il direttore del Centro, Daniel Soutif, sottolinea come "la dialettica tra queste due originali figure di altissimo livello non inscrivibili a nessuna corrente nazionale ed internazionale, sia un’ulteriore testimonianza della creatività italiana."
Di Domenico Gnoli, saranno in mostra oltre 220 opere che ripercorreranno tutte le fasi della sua produzione: dai disegni, di cui molti inediti, alle scenografie e bozzetti teatrali, alle numerose illustrazioni per riviste, dai primi dipinti alle rare sperimentazioni astratte di fine anni ’50, dalla serie di sculture eseguite nel 1968 ai più noti dipinti degli anni 1966-69. Sarà inoltre riunito, dopo la mostra di Madrid del 1990, il dittico dipinto nel ’67 composto dai due piccolissimi e preziosi Giuditta e Oloferne e Split Personality.
Il catalogo, pubblicato dal Centro, conterrà saggi critici di Daniel Soutif, Stefano Pezzato, Marco Bazzini e una biografia di Claudio Zambianchi.
Di Francesco Lo Savio, saranno esposte oltre 50 opere appartenenti a tutte le fasi della sua breve carriera: i lavori astratti dei primi anni, alcuni esempi di Spazio-luce, Filtri, Metalli, Articolazione Totale, i modelli architettonici d’unità abitative degli ultimi anni e, infine, numerosi documenti inediti (fotografie, scritti e progetti) che permetteranno per la prima volta di avere una visione completa della carriera di questo artista che, lo ricordiamo, ispirò il lavoro dei minimalisti americani, tra i quali Richard Serra che gli dedicò un’opera dopo aver conosciuto il suo lavoro alla Galleria La Salita di Roma.
Questa retrospettiva, che riunirà più della metà dell’opera completa dell’artista, sarà anche l’occasione per realizzare dopo molti anni una nuova campagna fotografica che darà vita ad un catalogo con materiale iconografico aggiornato che, per questa ragione, sarà pubblicato dopo l’inaugurazione della mostra e conterrà, tra gli altri, anche un saggio introduttivo di Bruno Corà, un testo critico di Udo Kultermann e una biografia di Silvia Lucchesi.

 
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