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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE BOTTARI LATTES ​ Via Guglielmo Marconi 16 Monforte D'alba 12065

Monforte D'Alba (CN) - dal 25 settembre al 14 novembre 2010

Roberto Stelluti - Visioni di natura e città

Roberto Stelluti - Visioni di natura e città

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FONDAZIONE BOTTARI LATTES
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Via Guglielmo Marconi 16 (12065)
+39 017378202 , +39 3338685149
info@fondazionebottarilattes.it
www.fondazionebottarilattes.it
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La mostra che la Fondazione Bottari Lattes propone in occasione della edizione autunnale di Cambi di Stagione è dedicata alla produzione grafica di Roberto Stelluti.
orario: da Lunedi a Venerdi 14.30 - 17, sabato e domenica 14.30 - 18
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 25 settembre 2010. ore 17
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Enrico Crispolti
autori: Roberto Stelluti
note: Mostra promossa dalla Fondazione Bottari Lattes
genere: personale, disegno e grafica
email: info@shadaredizioni.org

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comunicato stampa
La mostra che la Fondazione Bottari Lattes propone in occasione della edizione autunnale di Cambi di Stagione è dedicata alla produzione grafica di Roberto Stelluti. L’esposizione, curata da Enrico Crispolti, sarà allestita a Manforte d’Alba, nella sede della Fondazione Bottari Lattes, dal 25 settembre al 14 novembre 2010.

Per questa mostra, ospitata nel magico mondo delle Langhe piemontesi, Stelluti ha scelto di privilegiare uno dei filoni principi della sua produzione grafica, quello della natura, mettendo però fronde, fiori, verzure vis a vis con immagini apparentemente contrapposte, quelle di paesaggi urbani e di ambienti industriali.
Ciò che nell’una e nell’altra delle tematiche risulta evidente è una straordinaria poesia unita ad una non meno straordinaria capacità tecnica. Un connubio che fa pensare ai grandi maestri del passato, da Dürer ai fiamminghi ma anche a Piranesi e a Friedrich.

Tra le tecniche incisorie, Stelluti preferisce l’acquaforte, forse la più complessa, e spiega in questo modo la sua scelta: “è quella che amo di più. Questa tecnica del bianco e nero mi permette di operare con calma e precisione. Come il bulino, l’acquaforte possiede peculiarità di analisi, di precisione estrema; come nessun’altra tecnica favorisce la possibilità di delineare ogni particolare. Io tendo all’esaltazione del particolare, esasperando la tessitura chiaroscurale».
“Come poche altre discipline, l’acquaforte richiede l’assoluto dominio di se stessi e dei mezzi. Mentre si disegna, occorre avere chiaro il risultato prefisso: sbagliare non è ammesso, pena la perdita di settimane di lavoro. Una grande pazienza è necessaria, insieme con la fantasia e la tecnica, per ottenere un indispensabile equilibrio».

Il suo approccio alle arti grafiche è stato definito “religioso”. Religioso per la dedizione assoluta che l’artista riserva alla sua arte, religioso anche per lo stupore emozionato che sa trasmettere nelle opere che, ebbe a scrivere Federico Zeri che del maestro marchigiano fu grande esitimatore, “costituiscono un’esperienza di rara profondità,di sottile, poetica suggestione”.

Enrico Crispolti, ricorda come Stelluti lavori “lentamente, impiegando circa tre mesi su una lastra (e comunque uno su un singolo disegno). E sul proprio lavoro ha un controllo personale totale, giacché stampa da sé, nel suo grande e misterioso studio di Fabriano, circa il 90% delle proprie incisioni, in tirature oscillanti fra 70 e 120 esemplari. Ma naturalmente, in un procedere così analitico e capzioso, e dilatato nel tempo, frequenti sono sia le presenze di “stati” diversi d’una medesima incisione, che processualmente portano all’immagine finale di questa, altrettanto che frequenti sono le possibili varianti sia di carta, sia di inchiostro, stampate su Bibbia Oxford”.

A proposito della genesi dei suoi “Ritratti di natura”, Stelluti scrive: “Ci sono giornate, tra maggio e giugno, incredibili: la natura raggiunge il suo più alto splendore, palpita di nuova vita, la vegetazione si fa rigogliosa, si espande, fiorisce.
E’ questa la mia stagione.
Le giornate che passano sono scandite dal profumo delle ginestre fiorite, del caprifoglio, dei grappoli di spinagaggia e di sambuco simili a galassie; nelle prime giornate di giugno ecco aprirsi, profumatissimi, i fiorellini del tiglio.
Al mattino, tra i ciuffi d’erba spontanea, si apre quella pianta meravigliosa che è il soffione o “barba di becco”. L’ho disegnata più volte, attratto dalla sua bellezza, dalla forma perfetta data dagli acheni lanosi. Sembra nata per essere disegnata da un incisore. All’interno della sua perfetta infiorescenza è qualcosa di magico, un sorta di labirinto che non mi stancherò mai di ammirare. E’ commovente, è un miracolo che si ripete ogni anno. Le mie incisioni nascono così, non è necessario che vada lontano, tutto avviene intorno a me, mi basta osservare le cose e cercare dentro me stesso. Spesso immagino subito in maniera grafica ciò che ho davanti: è il momento più puro, di serena contemplazione e di raffronto tra quello che guardo e quello che ho veduto con tutto quanto possiedo di conoscenza ed esperienza”.

Roberto Stelluti è nato nel 1951 a Fabriano, dove vive e lavora. Si è dedicato all’incisione fin da ragazzo. Ha frequentato i Corsi Internazionali di Tecniche dell’Incisione presso l’Istituto di Belle Arti di Urbino. Dal 1970 ha partecipato alle più importanti rassegne nazionali della grafica, tra cui il Premio Internazionale Biella per l’Incisione e la Biennale per l’Incisione di Acqui Terme. Dal 1978 numerose sono state le esposizioni personali organizzate in ambito nazionale.
 
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