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arte contemporanea, collettiva MAN - MUSEO D'ARTE DELLA PROVINCIA DI NUORO ​ Via Sebastiano Satta 15 Nuoro 08100

Nuoro - dal 15 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011

Entretiempos. Nel frattempo istanti intervalli durate
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MAN - MUSEO D'ARTE DELLA PROVINCIA DI NUORO
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Via Sebastiano Satta 15 (08100)
+39 0784252110 , +39 0784252110 (fax)
info@museoman.it
www.museoman.it
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Una mostra collettiva che riunisce 17 artisti le cui opere, secondo diverse prospettive e utilizzando metodi differenti, raccontano l'esperienza del tempo nelle sue varie accezioni e forme visive.
orario: da martedì a domenica 10-13 - 16.30-20.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 15 ottobre 2010.
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Sergio Mah
autori: Ignasi Aballi, Daniel Blaufuks, Iñaki Bonillas, David Claerbout, Tacita Dean, Ceal Floyer, Joachim Koester, Jochen Lempert, Mabel Palacín, Paul Pfeiffer, Steven Pippin, Michael Snow, Clare Strand, Hiroshi Sugimoto, Jeff Wall, Michael Wesely, Erwin Wurm
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Entretiempos Nel frattempo, istanti, intervalli, durate è una mostra collettiva che riunisce 17 artisti le cui opere, secondo diverse prospettive e utilizzando metodi differenti, raccontano l'esperienza del tempo nelle sue varie accezioni e forme visive. Prendono parte all'esposizione alcune delle figure più importanti del panorama artistico contemporaneo, presentando lavori fotografici, video e pellicole prodotti negli ultimi dieci anni. La mostra, rispettando l'estensione e la diversità, aspira a riflettere un ampio e paradigmatico spettro delle pratiche visive, partendo dal presupposto che le ipotesi di lavoro che hanno guidato la selezione delle opere si articolano intorno a diverse tematiche: la natura e gli effetti dell'interruzione fotografica, e di conseguenza ciò che questo implica nella percezione del movimento e la presunzione diegetica dell'immagine; il contingente, l'effimero e il caso come forma per mettere in rilievo l'instabilità delle opere stesse e le loro connotazioni temporali; l'analisi e la speculazione storica, passando attraverso pratiche relazionate con l'archivio, assieme all'esperienza della memoria individuale e collettiva, volontaria e involontaria; infine, l'articolazione tra la fotografia e altre modalità di immagine, definendo combinazioni e paradossi temporali che si creano in particolar modo tra immagine fissa e movimento.
Spaziando tra immagini del tempo e tempi delle immagini, la mostra si fonda sul paradosso teorico e narrativo della fotografia per delimitare uno spazio propizio per le intuizioni, le idiosincrasie e le derive temporali.
Nel terreno degli interstizi si aspira a intensificare la percezione attraverso una esperienza dell'immagine attenta e riflessiva. In un certo qual modo, ciò che si prefigura è l'urgenza dello spettatore pensieroso, diverso dallo spettatore frettoloso, disinteressato ed estraneo. Nonostante ci sia la tendenza a dare valore alla velocità e accelerazione come requisiti distintivi delle società postmoderne, risulta sconcertante (e per questo necessario) segnalare indizi di inclinazioni artistiche che tendono verso ritmi contrari, favorendo una relazione decelerata, esperienziale e dialettica con il tempo, in una sfida fatta di discontinuità e allentamento che riconcilia il lavoro della ricezione con i ritmi del pensiero e della memoria (che, come sappiamo, tendono a ritenere più l'immagine fissa che l'immagine in movimento). In definitiva l'entretiempo è il luogo dove, sia fuori che dentro, mente e corpo, fattuale, immaginario e realtà non sono più concetti dissociati. Si tratta di un luogo in cui l'immaginario diviene un teatro della memoria - grande, aleatorio, labirintico e metamorfico - la cui comprensione inizia in ogni immagine suggestiva per attivare la percezione dello spettatore attraverso la particolare trama di associazioni e stimoli che scatena.
 
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