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arte contemporanea, collettiva TEATRO INDIA ​ Lungotevere Dei Papareschi Roma 00146

Roma - dal 28 settembre al 7 novembre 2010

Giovanni Frangi - La règle du jeu

Giovanni Frangi - La règle du jeu

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TEATRO INDIA
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Lungotevere Dei Papareschi (00146)
+39 0655300961
ufficiostampa@teatrodiroma.net
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Un'installazione di sei grandi dipinti ispirati alla visione di un parco con le luci e le ombre della sera che delineano la forma di un paesaggio inquietante. Cosa può essere accaduto? O cosa deve accadere? Sono le domande che queste opere di Frangi suscitano in chi le osserva.
orario: tutti i giorni dalle 16 alle 22 lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 28 settembre 2010. ore 18
catalogo: in mostra
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Massimo Recalcati
autori: Giovanni Frangi
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Giovanni Frangi (Milano, 1959) inaugura il 28 settembre nello spazio suggestivo del Teatro India «La règle du jeu», installazione di sei grandi dipinti ispirati alla visione di un parco con le luci e le ombre della sera che delineano la forma di un paesaggio inquietante. Cosa può essere accaduto? O cosa deve accadere?
Sono le domande che queste opere di Frangi suscitano in chi le osserva.

Un'atmosfera di sospetto contraddistingue «La règle du jeu»: tutti i sei quadri, che hanno le stesse dimensioni (misurano 4,20 per 2,60 m.) e rappresentano la stessa immagine, ripetuta secondo una scansione diversa.
Sono stati realizzati quest'estate e costituiscono l'evoluzione di «Giardini pubblici», un lavoro presentato a giugno al Mart di Rovereto, nella mostra «La scelta del museo» (imperniata sulla riflessione attorno a un solo quadro, accompagnato da tutti gli studi preparatori). La mostra di Rovereto si chiuderà il 10 ottobre, in occasione della giornata del contemporaneo, con un confronto tra Giovanni Agosti e Lea Vergine attorno a questo dipinto e dunque alla possibilità del medium della pittura di essere moderno.
Per Frangi la risposta sta già nel suo lavoro e nella sua ostinata ricerca.
Inseguendo un percorso creativo assolutamente particolare e anomalo e cercando all'interno delle proprie ossessioni le ragioni e la necessità del suo lavoro, Frangi rappresenta un punto di riferimento preciso nel panorama dell'arte italiana contemporanea. Questo grazie anche al ricorso a tecniche molto particolari, alla sperimentazione in ambienti e all'analisi insistita di diversi temi della natura.

Massimo Recalcati (Milano 1959), uno dei più noti psicoanalisti italiani, è il curatore della mostra ed autore del saggio nel catalogo.

Nel suo recente volume «Il miracolo della forma. Per un'estetica psicoanalitica» (Bruno Mondadori, 2009), Recalcati scrive fra l'altro: «Nel confronto avvincente di Frangi con il nero non è tanto il richiamo alla materia già presente del resto nel primo tempo della produzione, a rafforzarsi, ma è il corpo a corpo con il limite e la risorsa del colore a venire in primo piano. Egli insegue il colore sino al punto di inabissamento, lo accompagna appunto verso la sua notte, prova a cercare la luce nel suo momento di affermazione inaugurale, nel suo provenire dalla notte».
 
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