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arte contemporanea, collettiva GALLERIA CREDITO VALTELLINESE - PALAZZO SERTOLI ​ Piazza Quadrivio 8 Sondrio 23100

Sondrio - dal 7 ottobre al 28 novembre 2010

Giovanni Chiaramonte - L'altro nei volti nei luoghi

Giovanni Chiaramonte - L'altro nei volti nei luoghi

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GALLERIA CREDITO VALTELLINESE - PALAZZO SERTOLI
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Piazza Quadrivio 8 (23100)
+39 0342522738
creval@creval.it
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Una grande mostra su un tema di fortissima attualità, ma è anche una proposta di analisi che, grazie alla mediazione del mezzo fotografico sapientemente interpretato da Giovanni Chiaramonte, invita a guardare oltre l'emergenza sociale, per aprire in ognuno di noi un nuovo modo di vivere e custodire tutti quelli che vivono accanto a noi nei nostri paesi e nelle nostre città.
orario: da martedì a venerdì 10-12 / 14.30-18.30
sabato e festivi 14.30-18.30
chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 7 ottobre 2010. ore 18.30
catalogo: in mostra
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
autori: Giovanni Chiaramonte
note: realizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, in collaborazione con Ultreya. Anche presso Palazzo Pretorio
Piazza Campello, 3 - Sondrio
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
"L'ALTRO_NEI VOLTI NEI LUOGHI" è una grande mostra su un tema di fortissima attualità, ma è anche una proposta di analisi che, grazie alla mediazione del mezzo fotografico sapientemente interpretato da Giovanni Chiaramonte, invita a guardare oltre l'emergenza sociale, per aprire in ognuno di noi un nuovo modo di vivere e custodire tutti quelli che vivono accanto a noi nei nostri paesi e nelle nostre città.
"L'ALTRO_NEI VOLTI NEI LUOGHI" è una mostra realizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, in collaborazione con Ultreya, che dopo l'anteprima di Acireale presso la Galleria Credito Siciliano risale l'Italia per essere allestita a Sondrio, presso la Galleria Credito Valtellinese e Palazzo Pretorio.
I volti dell'altro Chiaramonte li ha intravisti, cercati, incrociati e rappresentati in due città simbolo dell'Italia: Palermo e Milano, realtà apparentemente lontanissime, eppure accomunate dalla presenza, attività, vitalità di uomini e donne del mondo.
Proprio per la assoluta unicità della realtà multietnica di Palermo e per la complessità di ciò che sta avvenendo a Milano, le immagini de L'altro si pongono come contemplazione della dignità e della grandezza del fenomeno umano e sono in grado di prefigurare la condizione presente e futura della civiltà europea.
Palermo ha uno dei centri storici più straordinari dell'intero mondo occidentale. Negli ultimi dieci anni, all'esodo verso i nuovi quartieri residenziali da parte dei residenti siciliani, ha fatto seguito un sempre più irresistibile inurbamento da parte degli immigrati provenienti dall'Asia e dall'Africa. Oggi nei più importanti quartieri simbolo di Palermo e della Sicilia, Vucciria e Ballarò, abitano e vivono il loro destino una decina di etnie non europee che formano ormai la stragrande maggioranza della popolazione.
Milano conosce il fenomeno dell'immigrazione in maniera profondamente diversa ma altrettanto significativa. In molti quartieri che hanno caratterizzato storicamente l'identità della città, la presenza di culture di altri paesi è notevole e ha contribuito a cambiare il volto della città.
Una dimensione assolutamente nuova dell'abitare sta quindi emergendo o è già emersa in queste due città che sono l'emblema del nord e del sud dell'Italia. Gli antichi palazzi, le strette vie e i vicoli di Palermo, come gli isolati popolari e i viali di circonvallazione, che hanno generato alcuni tra i più straordinari racconti del Novecento italiano, tra Bufalino e Testori, sono diventati oggi lo scenario di nuovi e ancora sconosciuti racconti provenienti da lingue spazi e tempi irriducibilmente diversi, ma destinati a svilupparsi insieme nel presente e nel futuro.

L'interesse per l'altro nasce dallo stupore del maestro Giovanni Chiaramonte di fronte a questi profili architettonici costituenti l'identità italiana, animati da attori antropologicamente e culturalmente stranieri e destinati a contribuire alla costruzione della nuova identità italiana.
La mostra procede per moduli di 4 immagini: la prima, dedicata alla veduta urbana esterna, seguita da un trittico dedicato al volto e alla figura dei protagonisti di questa ricerca. Le immagini singole si propongono di comunicare una nuova percezione della città e si focalizzano sulle architetture. I trittici, invece, svelano i personaggi della storia che sta iniziando adesso, secondo una rappresentazione epica, con la centralità del volto e con il drammatico contrappunto laterale tra le memorie etniche e le memorie architettoniche interne ed esterne della loro nuova città.
In occasione della mostra viene pubblicato un volume speciale con testi e contributi di Pierluigi Nicolin, Umberto Fiori e Kurt Walter Forster.
 
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