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Verona - dal 27 novembre 2010 al 12 febbraio 2011
Luigi Carboni - L'occhio si nasconde
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STUDIO LA CITTA'
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Grandi tele annegate nel colore e una serie di sculture inedite in vetro, legno e resina definiscono un racconto espositivo dominato dall’ambiguità e giocato sulla relazione tra casualità e opera d’arte, metafora implicita sulla contiguità tra vedente, veggente e visionario.
orario: da martedì a sabato 9-13 e 15.30-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: free admittance
vernissage: 27 novembre 2010. ore 11.30
catalogo: in galleria.
curatori: Ludovico Pratesi
autori: Luigi Carboni
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
L’occhio si nasconde
Luigi Carboni
A cura di Ludovico Pratesi

Grandi tele annegate nel colore e una serie di sculture inedite in vetro, legno e resina definiscono un racconto espositivo dominato dall’ambiguità e giocato sulla relazione tra casualità e opera d’arte,
metafora implicita sulla contiguità tra vedente, veggente e visionario.
Nei dipinti una trama intricatissima di segni e decori si addensano sulla superficie, l’opera accoglie e racconta una porzione di mondo attraverso una grafia instabile e indelebile, costruendo un tessuto complesso di immagini in cui la riconoscibilità figurativa si disperde nell’indefinizione dei piani prospettici e nella totale assenza di una spazialità tradizionale.
L’attenzione dell’artista è rivolta a mettere in discussione il confine tra astrazione lirica e figurazione del quotidiano, tra stile decorativo e risultato intimista portando l’oggetto pittorico all’essenza profonda del suo essere: tutto è li sotto i nostri occhi, perfettamente dispiegato in quella superficie satura di immagini, di segni fino al limite dell’impenetrabilità.
Nelle sculture l’attenzione si concentra sulla contrapposizione tra l’oggetto scelto e la sua trasformazione, tra formalismo scultoreo ed estetica del design, richiamandosi alla logica della differenza e segnalando l’approdo della ricerca al linguaggio.
“Classicità e sperimentazione sono il paradosso di una dialettica reciproca e simultanea, la bellezza contemporanea è percepita e concepita come una composizione di parti in contesa tra loro, dove il piacere visivo può trasformarsi in qualsiasi momento in abuso e dove l’oggetto più silenzioso può diventare molesto senza che ne capiamo i perché” spiega Carboni.
La natura frammentaria e unitaria dell’opera, ritrae perfettamente quella della nostra epoca, un’unione di opposti che convivono nella loro diversità con tutte le incertezze e le contraddizioni.
 
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