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RUGGERO MAGGI / Non Solo Libri, Galleria di Arti Visive - Gallarate







DAL 19 OTTOBRE AL 17 NOVEMBRE 2017


PRESSO LA GALLERIA DI ARTI VISIVE DEL IL MELO


LA MOSTRA DI RUGGERO MAGGI 
NON SOLO LIBRI












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GIOVANNI BONANNO
Spazio Ophen Virtual Art Gallery
-La Galleria Tutta Virtuale-
http://www.ophenvirtualart.it/
BONGIANI OPHEN ART MUSEUM di SALERNO
http://www.collezionebongianiartmuseum.it/
**************************************************


--- LA MOSTRA IN CORSO:
Fino al 26 novembre 2017

Comunicato stampa
SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

PAVILION LAUTANIA VIRTUAL VALLEY / 1887 - Kurt Schwitters & Marcel Duchamp “UNIVERSI POSSIBILI / Verso La Globalità Intelligente” a cura di Giovanni Bonanno.

Dal 6 maggio 2017 al 26 novembre 2017– Due proposte internazionali presentate in contemporanea con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017.

MARCEL DUCHAMP / 1887 – Area di Confine Porta Duchamp
Mostra collettiva internazionale dedicata a Marcel Duchamp

a cura di Giovanni Bonanno / Secondo evento contemporaneo ed indipendente progettato in concomitanza con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017

Dal 28 agosto al 26 novembre 2017
Inaugurazione: lunedì 28 agosto 2017, ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it

Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it

Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

Per i 130 anni dalla nascita di Marcel Duchamp (Blainville-Crevon, 28 luglio 1887 – Neuilly-sur-Seine, 2 ottobre 1968), lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery in occasione della 57° Biennale di Venezia 2017, intende dedicare l’attenzione come evento indipendente e contemporaneo presso il “Pavilion Lautania Virtual Valley” a Marcel Duchamp e Kurt Schwitters che riassumono compiutamente il concetto di indagine intesa come il luogo privilegiato per rilevare i sogni e le utopie che nella dimensione metafisica e mentale suggeriscono mondi e immaginari collettivi. Nell’assemblage tridimensionale “Etant Donnés” Duchamp lavora in gran segreto nell'ultimo ventennio della sua vita. Nel 1968, al momento di lasciare New York per andare a trascorrere l'estate in Europa, il lavoro è ormai ultimato e Marcel prima di morire si preoccupa di organizzare la sua presentazione finale preparando un manuale di istruzioni per il montaggio della costruzione, accludendo fotografie, note e un modellino in scala. L’opera ancora assai poco conosciuta nasce nel bisogno di porsi al di là, di definire e mettere in forma totale una possibile estensione dell’altro, nella necessità ulteriore di metabolizzare la realtà. Un’invenzione giocata a tutto campo su proiezioni di frammenti e“universi possibili”, tra la libertà della creazione e la globalità intelligente del fare arte. In questa seconda collettiva internazionale sono presenti 72 opere di altrettanti importanti artisti che hanno voluto condividere tale proposta come artisti di frontiera a margine di un possibile confine e spartiacque al sistema omologato dell’arte ufficiale.

Artisti:
Marcel Duchamp, Francia I Ruggero Maggi, Italia I John M. Bennett, Usa I Luisa Bergamini, Italia I Vittore Baroni, Italia I Fernanda Fedi, Italia I Emilio Morandi, Italia I Pier Roberto Bassi, Italia I Mauro Molinari, Italia I Rosa Gravino, Argentina I Leonor Arnao, Argentina I Linda Paoli, Italia I Lancillotto Bellini, Italia I Anna Boschi, Italia I Stathis Chrissicopulos, Grecia I Rosalie Gancie, Usa I Daniele Virgilio, Italia I Antonio De Marchi Gherini, Italia I Claudio Grandinetti, Italia I Carmela Corsitto, Italia I Alfonso Caccavale, Italia I Maya Lopez Muro, Italia I Franco Altobelli, Italia I Lucia Spagnuolo, Italia I Clemente Padin, Uruguay I Renata e Giovanni Strada, Italia I Willemien Visser, Germania I Bruno Cassaglia, Italia I Lamberto Caravita, Italia I C. Mehrl Bennett, Usa I Borderline Grafix, Usa I Daniel Daligand, Francia I Carlo Iacomucci, Italia I Mabi Col, Italia I Guido Capuano, Italia I Francesco Aprile, Italia I Gino Gini, Italia I Pascal Lenoir, Francia I Adolfina De Stefani, Italia I Carl Baker, Canada I Virginia Milici, Italia I Oronzo Liuzzi, Italia I Giovanni Bonanno, Italia I Marcello Diotallevi, Italia I Donjon Evans, Usa I Maria Josè Silva - MIZE', Portugal I Laura Agostini, Italia I David Drum, Usa I Lilian Pacheco, Brasile I Antonio Sassu, Italia I Jacob de Chirico, Italia I Cesar Reglero Campos, Spagna I Domenico Severino, Italia I Roberto Scala, Italia I Angela Caporaso, Italia I Claudio Romeo, Italia I Cinzia Farina, Italia I Marina Salmaso, Danimarca I Maribel Martinez, Argentina I Rosanna Veronesi, Italia I Remy Penard, Francia I Fulgor C. Silvi, Italia I Mighel Jimenez, Spagna I Ramona Palmisani, Italia I G. Franco Brambati, Italia I Rossana Bucci, Italia I Rolando Zucchini, Italia I Cecilia Bossi, Italia I Maria Teresa Cazzaro, Italia I Mauro Dal Fior, Italia I Joey Patrickt, Usa I Josè Luis Alcalde Soberanes, Mexico.

BIOGRAFIA
MARCEL DUCHAMP (1887-1968) Biografia Henri-Robert-Marcel Duchamp nasce il 28 luglio 1887 nei pressi di Blainville, in Francia. Nel 1904 frequenta i corsi di pittura all'Académie Julian fino al 1905. Le sue prime opere sono di stile postimpressionista. Espone per la prima volta nel 1909 al Salon des Indépendants e al Salon d'Automne di Parigi. I suoi dipinti del 1911, in stretto rapporto con il cubismo, tendono tuttavia a rappresentare immagini successive di un corpo in movimento. Nel 1912 dipinge la versione definitiva di Nudo che scende le scale: l'opera viene esposta al Salon de la Section d'Or dello stesso anno e in seguito, nel 1913, all'Armory Show di New York, dove susciterà grande scalpore. Le idee iconoclastiche e radicali di Duchamp precorrono la nascita del movimento Dada, che avverrà a Zurigo nel 1916. Dal 1913, abbandonati la pittura e il disegno tradizionali, si dedica a forme d'arte sperimentali elaborando disegni meccanici, studi e annotazioni che verranno inclusi nella sua grande opera degli anni 1915-23, La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche. Nel 1914 realizza i primi “readymade” (oggetti di uso comune, a volte modificati, presentati come opere d'arte) destinati ad avere effetti rivoluzionari per molti pittori e scultori. Nel 1915 Duchamp soggiorna per la prima volta a New York. Dalla metà degli anni '30 collabora con i surrealisti e partecipa alle loro mostre. Si stabilisce in modo definitivo a New York nel 1942 e diviene cittadino statunitense nel 1955. Negli anni '40 è in contatto con i surrealisti emigrati a New York e con essi espone varie volte. Nel 1946 comincia a realizzare Etant donnés, un grande assemblage al quale lavorerà segretamente per i successivi vent'anni. Muore a Neuilly-sur-Seine, nei pressi di Parigi, il 2 ottobre 1968.



--- LA MOSTRA SVOLTA:
Fino al 13 agosto 2017

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
PAVILION LAUTANIA VIRTUAL VALLEY / 1887 - Kurt Schwitters & Marcel Duchamp “UNIVERSI POSSIBILI / Verso La Globalità Intelligente” a cura di Giovanni Bonanno. Dal 6 maggio 2017 al 26 novembre 2017– Due proposte internazionali presentate in contemporanea con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017.

KURT SCHWITTERS / 1887- Kurt Merz/Ecology
Mostra collettiva internazionale dedicata a Kurt Schwitters
a cura di Giovanni Bonanno
Primo evento contemporaneo ed indipendente progettato in concomitanza con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017
Dal 6 maggio 2017 al 13 agosto 2017
Inaugurazione: sabato 6 maggio 2017, ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it
Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00


KURT SCHWITTERS / 1887 - Kurt Merz/Ecology
Per i 130 anni dalla nascita di Kurt Schwitters (Hannover, 20 giugno 1887 – Kendal, 8 gennaio 1948), lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery in occasione della 57° Biennale di Venezia 2017, intende dedicare l’attenzione come evento indipendente e contemporaneo presso il “Pavilion Lautania Virtual Valley” a Kurt Schwitters e Marcel Duchamp che riassumono egregiamente il concetto di indagine intesa come il luogo privilegiato per rilevare i sogni e le utopie che nella dimensione metafisica e mentale suggeriscono mondi e immaginari collettivi. Lo studio abitazione dell’artista, nella dimensione creativa, temporale e spaziale definisce l’estensione verso l’altro, nella necessità di metabolizzare e trasformare la realtà. Una invenzione a tutto campo giocata su “universi possibili”, tra la libertà della creazione e la globalità intelligente del fare arte. In questa prima collettiva internazionale dedicata a Kurt Schwitters a cura di Giovanni Bonanno sono presenti 66 opere di altrettanti importanti artisti che hanno voluto condividere tale proposta come artisti di frontiera a margine di un possibile confine e spartiacque al sistema ufficiale dell’arte.

Artisti presenti:
Kurt Schwitters, Germania I Marcello Diotallevi, Italia I Lars Schumacher, Germania I Ruggero Maggi, Italia I Anna Boschi, Italia I Clemente Padin, Uruguay I Vittore Baroni, Italia I Luisa Bergamini, Italia I John M. Bennett, Usa I Gino Gini, Italia I Cesar Reglero Campos, Spagna I G. Franco Brambati, Italia I Rolando Zucchini, Italia I C. Mehrl Bennett, Usa I Antonio Sassu, Italia I Mauro Molinari, Italia I Willemien Visser, Germania I Ramona Palmisani, Italia I Emilio Morandi, Italia I Borderline Grafix, Usa I Carlo Iacomucci, Italia I Daniel Daligand, Francia I Domenico Ferrara Foria, Italia I Fernanda Fedi, Italia I Remy Penard, Francia I Lancillotto Bellini, Italia I Marina Salmaso, Danimarca I Pier Roberto Bassi, Italia I Rosa Gravino, Argentina I Giancarlo Pucci, Italia I Mighel Jimenez, Spagna I Patrizia Battaglia, Italia I Pascal Lenoir, Francia I Renata e Giovanni Strada I Italia, Stathis Chrissicopulos, Grecia I Rosanna Veronesi, Italia I Gruppo Sinestetico, Italia I Leonor Arnao, Argentina I Giovanni Bonanno, Italia I Domenico Severino, Italia I Bruno Cassaglia, Italia I Luc Fierens, Belgio I Lamberto Caravita, Italia I Angela Caporaso, Italia I Mabi Col, Italia I Claudio Romeo, Italia I Daniele Virgilio, Italia I Cinzia Farina, Italia I Fulgor C. Silvi, Italia I Maria Josè Silva – Mizè, Portogallo I Roberto Scala, Italia I Linda Paoli, Italia I Guido Capuano, Italia I Francesco Aprile, Italia I Carl Baker, Canada I Adriano Bonari, Italia I Oronzo Liuzzi, Italia I Mauro Dal Fior, Italia I Andrea Bonanno, Italia I Rossana Bucci, Italia I Russell Manning, USA I Willemien Visser, Germania I Alfonso Caccavale, Italia I Rosalie Gancie, Usa I Maribel Martinez, Argentina I Susanne Schumacher, Germania.


BIOGRAFIA
Herman Edward Karl Julius Schwitters (Hannover, 20 giugno 1887 – Kendal, 8 gennaio 1948), dal 1908 al 1909 frequenta la Kunstgewerbeschule ad Hannover e dal 1909 al 1914 studia alla Kunstakademie Dresden. Dopo aver servito nell’esercito come disegnatore nel 1917, avvia le sue prime esperienze in ambito cubista ed espressionista. Vicino alla corrente dada berlinese fondò un proprio principio artistico chiamato Merz che adotterà per tutte le sue attività creative, dalla poesia, al collage, alle strutture. I suoi primi Merzbilder risalgono al 1919, l’anno della sua prima mostra alla galleria Der Sturm di Berlino e della prima pubblicazione dei suoi scritti sul periodico “Der Sturm”. Nel 1920 espone alla Société Anonyme di New York.
E’ stato un artista tedesco attivo in diverse correnti del suo tempo, tra cui il dadaismo, il costruttivismo, il cubismo, e meglio ricordato per l'utilizzo di mezzi d'avanguardia come il suono, il collage e il dattiloscritto. Le sue opere sono generalmente considerate precorritrici delle moderne installazioni e delle ricerche ambientali. L’artista tedesco, inoltre, può essere considerato come uno dei maggiori esponenti della cosiddetta arte dei rifiuti un'arte basata sull'assemblaggio di materiali di recupero, oggetti ricercati nello scarto della quotidianità, e soprattutto inutili. Questi oggetti, apparentemente destinati ad una fine, sono rivalutati da Schwitters, che dà vita a composizioni del tutto complete e originali, sia da un punto di vista formale, sia per l'innovativo riuso, a discapito di una inutile apparenza. Schwitters è stato anche un prolifico scrittore, noto soprattutto per la poesia provocatoria An Anna Blume, è autore di liriche, tra cui esempi di poesia concreta, di prose brevi e satiriche, di scritti e manifesti di critica d'arte.



--- LA MOSTRA SVOLTA:
Fino al 2 aprile 2017

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda, 105/D – Salerno

“EXPERIMENTAL VISUAL POETRY”
Mostra Personale di JOHN M. BENNETT

Opere 2014 - 2016
a cura di Giovanni Bonanno
Dal 12 Gennaio al 2 aprile 2017

Inaugurazione: Giovedì 12 Gennaio 2017, ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it
Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

S’inaugura giovedì 12 gennaio 2017, alle ore 18.00, la mostra personale dal titolo: “EXPERIMENTAL VISUAL POETRY” che lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista John M. Bennett con 71 poems poetry realizzati in un arco di tempo che va dal 2014 al 2016. L’esposizione e accompagnata da una presentazione critica di Giovanni Bonanno.
John M. Bennett (b. 1942, Chicago) è un poeta visuale americano sperimentale in cui la scrittura, il suono, la poesia fonetica e la performance si relazionano in una sorta di poetica “asemic” in cui il consueto concetto di poesia lineare si evolve e viene sovvertito in direzione di una visione sperimentale, accogliendo di fatto umori e ricerche nuove nell’ambito della scrittura, del suono e della parola. John M. Bennett appartiene a una e particolare area di ricerca in cui la libertà e la metafora multi-strutturata di significato si condensa in lacerti di senso ambiguo dandogli una presenza apparentemente in forma di scrittura, di immagine o di parola. In 50 anni di attività poetica, ha saputo rigenerarsi con una sorprendente varietà di proposte in grado di relazionarsi proficuamente con le avanguardie storiche del novecento e con personaggi interessanti come per esempio André Masson, Max Ernst, Henri Michaux, Paul Klee, fino ad rigenerarsi nelle “asemic writings” con una scrittura “universale” capace di suggerire nuove e diverse interpretazioni possibili. La sua è una scrittura che considero “d’interferenza relazionale” con l’intenzione ben precisa di annullarne la completa leggibilità e per definirsi come lettura autonoma, proprio perché riposta in profondità nelle nostre menti inconsce. Una scrittura creativa, quindi, che fonde testo e segno grafico per divenire in definitiva anche lacerto d’immagine al limite della figurazione o della scrittura grafica. Perché, scrive Giovanni Bonanno, “è nel caso e solo nella dimensione aperta del fare che l’espressione poetica può esistere e manifestarsi scavalcando la comprensione univoca della lettura linguistica decodificata; così, solo così un testo poetico può essere interpretato in modo personale, liberando la mente e rincorrendo a diversi significati plurimi che derivano da ciascun accordo e simbolismo grafico”. Diretto discendente del Dadaismo e della scrittura sperimentale, viene presentata in questa mostra personale la poetica di ricerca di questo importante autore americano con una serie di lavori degli ultimi tre anni (2014 - 2016). L’evento vuole essere anche un doveroso omaggio alla visione del non-sense e dell’objet trouvé diffusa dal Dadaismo di cui nel 2016 è ricorso il centenario, (1916-2016).


Biografia di JOHN M. BENNETT
John M. Bennett [JMB] è nato a Chicago, Illinois, il 12 ottobre 1942. poeta sperimentale, ha iniziato a far conoscere il suo lavoro già nel 1970. Ha lavorato in una grande varietà di generi, tra poesia visiva, grafica, suono, mail art, cinema collaborando con scrittori e artisti da tutto il mondo. E 'stato anche editore della rivista letteraria internazionale Lost and Found Times, 1975-2005. Richard Kostelanetz ha scritto che “John M. Bennett è stato il poeta americano fondamentale della mia generazione, perché ha prodotto tanti lavori interessanti in una complessa varietà di modalità sperimentali”. Attraverso una piccola casa editrice “Luna Bisonte Prods” fondata nel 1974, Bennett si propone prima nella veste di editore di se stesso e poi anche di altri poeti. In tanti anni ha pubblicato migliaia di opere di scrittori in edizione limitata che fanno parte del mondo della poesia visiva, parola arte e arte /poesia, compresi i 30 anni della rivista "Lost & Found Times", raccolti in diverse importanti istituzioni, tra cui Washington University di St. Louis , SUNY Buffalo , The Ohio State University e il Museum of Modern Art . Bennett stesso è anche il curatore del "Avant Writing Collection", "The William S. Burroughs Collection", e "The Cervantes Collection" ai Ohio State University Libraries.

Vive e lavora a Columbus, Ohio (USA).
Home Page: http://www.johnmbennett.net/


“EXPERIMENTAL VISUAL POETRY”
JOHN M. BENNETT
Opere 2014 - 2016
SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY Via S. Calenda, 105/D - Salerno
12 gennaio – 2 aprile 2017
Inaugurazione: giovedì 12 gennaio, ore 18.00
Orario: tutti i giorni ore 00.00 - 24.00 e-mail: bongiani@alice.it
Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it




--- LA MOSTRA SVOLTA:
(fino 8 Gennaio 2017)

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda, 105/D – Salerno


“L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE”

Mostra Personale di ALESSANDRA ANGELINI

Opere 2000 - 2016
a cura di Giovanni Bonanno

Dal 20 ottobre al 8 gennaio 2017

Inaugurazione: Giovedì 20 ottobre 2016, ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery 2.0, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it

Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00


S’inaugura giovedì 20 ottobre 2016, alle ore 18.00, la mostra personale dal titolo: “L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE” che lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0 di Salerno dedica all’artista Alessandra Angelini con 41 opere tra dipinti, interventi su metacrilato e libri d’artista realizzati in un arco di tempo che va dal 2000 al 2016. L’esposizione è accompagnata da una presentazione critica di Giovanni Bonanno.

La visione poetica dell’artista Alessandra Angelini si colloca sul crinale della sperimentazione tra musica e universo. Nel corso di diversi decenni di ricerca l’artista pavese ha sperimentato un procedimento di analisi del tutto nuovo che fa affidamento sulla sperimentazione in divenire. Una particolare weltanschauung strettamente legata alla scienza e alla tecnologia con un conseguente rapporto prioritario tra musica, luce e colore, elementi da sempre presenti nella sua ricerca secondo criteri di contaminazione tra sperimentazione tecnica e cognizione scientifica. Attraverso le grafica, la pittura e le opere fotografiche e plastiche, l’artista stabilisce un rapporto prioritario tra il tempo musicale e quello del colore-luce, in uno spazio “immaginato”. Una visione intesa come momento fondante d’indagine conoscitiva ed emozionale alla ricerca del senso e del limite.


BIOGRAFIA
Alessandra Angelini nasce a Parma nel 1953. Condotti gli studi classici, si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Da qui inizia il suo percorso artistico, dettato da un’estrema curiosità che la conduce verso la sperimentazione di tecniche e materiali, con una ricerca costante rivolta ai valori della luminosità cromatica. Il percorso formale intrapreso è collegato all’espressione dell’interiorità, intesa come tessuto primo sul quale si costruisce il pensiero critico nei confronti del reale. L’artista si dedica a diversi linguaggi espressivi dalla pittura all’incisione, dalla grafica alla scultura, dalla fotografia alla realizzazione di libri d’artista. Di ogni tecnica approfondisce lo studio e le possibili associazioni, creando contaminazioni tra procedimenti e opere ibride. Da ricordare è “Foto+Grafie”, il ciclo di lezioni tenuto nel 2003 presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, incentrato sull’ibridazione tra stampa e fotografia. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e nel mondo in quattro continenti, le sue opere sono presenti nelle collezioni di importanti musei nazionali e internazionali. Dal 2005 è titolare della cattedra di Grafica e Tecniche dell’Incisione all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Fa parte di Visarte società delle Arti Visive Svizzera.

Attualmente vive e lavora tra Milano e Pavia.
www.alessandraangelini.org








--- LA MOSTRA SVOLTA:
(fino al 27 agosto 2016)

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0
Via S. Calenda, 105/D - Salerno

WHAT WOULD YOU PUT IN THE HAT
OF JOSEPH BEUYS
Collettiva Internazionale con la partecipazione
di 119 artisti contemporanei di cinque continenti
a cura di Giovanni Bonanno

Presentazione critica di Marcello Francolini

Progetto in collaborazione con l’Archivio Ophen Virtual Art
e la Collezione Bongiani Ophen Art Museum di Salerno.

Dal 29 aprile 2016 al 27 agosto 2016

Inaugurazione: venerdì 29 aprile 2016, ore 18.00
Salerno Tel/Fax 089 5648159 e-mail: bongiani@alice.it
Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

S’inaugura venerdì 29 aprile 2016, alle ore 18.00, la mostra collettiva internazionale a cura di Giovanni Bonanno dal titolo: “WHAT WOULD YOU PUT IN THE HAT OF JOSEPH BEUYS” che lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista tedesco Joseph Beuys in concomitanza con la ricorrenza dei 30 anni dalla scomparsa, (Dusseldorf, 23 gennaio 1986), proponendo una importante mostra collettiva con 119 artisti di diversa nazionalità. Nella sua attività (oggetti, azioni, installazioni, interviste, multipli, ecc.) lo ha visto protagonista indiscusso, sulla scena internazionale. Negli ultimi anni tra il Settanta e gli anni Ottanta, l'esigenza di dialogo, diventa prioritario, connotata spesso le performances come occasioni per esporre verbalmente la propria concezione politico-religiosa, fondata sulla coincidenza tra autodeterminazione, libertà individuale e creatività. Un’arte intesa come processo catartico e liberatorio svincolato dai tradizionali media che fa affidamento sul nesso tra arte-vita-politica alla ricerca di una nuova possibilità creativa e organizzativa dell'uomo tra spiritualismo mistico e scientismo sperimentale.

Scrive Marcello Francolini nella presentazione: “perché un cappello per ricordare Joseph Beuys?
Non poteva che esserci immagine più fedele di quella di un cappello per essere sicuri di esprimere parole-immagini intorno alla figura di Joseph Beuys. Considerandolo come il cappello, e non tanto un cappello, allora si potrebbe convenire che è proprio quel cappello che indossava sempre e ora non più. È ciò che resta oggi, come l’ultimo è più vero luogo del suo corpo. “Ricoprirono il mio corpo di grasso per rigenerare il calore e l’avvolsero nel feltro per conservarlo”. Fu così, che i Tartari lo raccolsero, accogliendolo nella loro natura medicinale, lo resuscitarono, rialzandolo a nuova vita, il 16 marzo del 1944.
Così scriveva l’artista nel suo Curriculum vitae/Curriculum delle opere, con il quale, in una sorta di mito delle origini, ricostruì una sua seconda vita, a partire dall’istante in cui tutto aveva avuto inizio. Portò da allora sempre con sé, feltro e grasso. Ora quello stesso feltro è materiale del suo cappello, protegge il capo come protesse il corpo. Lo stesso cappello che ora mantiene in caldo i pensieri, rilascia quello stesso odore di feltro che annusò in Crimea nascendo daccapo. È così che il cappello a Beuys servì per ricordarsi di sé ovunque, qualcosa come un peso sul capo per tenerlo radicato alla terra, la sua terra propria. La sua Heimat”.

Artisti presenti: Joseph Beuys, Ryosuke Cohen, Dorian Ribas Marhino, Marcello Diotallevi, Nicolò D'Alessandro, Maya Lopez Muro, John M. Bennett, Santini del Prete, Virginia Milici, Gino Gini, Mauro Molinari, Nicolas de La Casiniere, Antonio Sassu, Domenico Ferrara Foria, Meral Agar, BuZ Blurr, Horst Tress, Tomaso Binga, Miguel Jimenez, Maria José Silva-Mizé, Leonor Arnao, Melahat Yagci, Sinasi Gunes, Turikan Elci, Atelier Stiliachus, Daniel de Cullà, Giancarlo Pucci, Angela Behrendt, Wolfgang Faller, Alexander Limarev, Rosanna Veronesi, Robert Lewis, Bruno Cassaglia, RCBz, Paolo Scirpa, Carmela Corsitto, Oronzo Liuzzi, Rossana Bucci, Ernesto Terlizzi, Linda Paoli, Remy Penard, Rolando Zucchini, Andre Pace, Giovanni Bonanno, Pascal Lenoir, Stathis Chrissicopulos, Claudio Grandinetti, Alfonso Caccavale, Fernanda Fedi, Daniel Daligand, Rosa Gravino, Pedro Bericat, Francesco Aprile, Lamberto Caravita, Simon Warren, Fabiana Pereira, Ruggero Maggi, Otto D Sherman, Renata e Giovanni Stradada, C. Mehrl Bennett, Picasso Gaglione, Anna Boschi, Lorenzo Lome Menguzzato, Maria Credidio, Eugenio Giannì, Emilio Morandi, Maria Teresa Cazzaro, Gianfranco Brambati, Monika Mori, Fernando Andolcetti, Caranovic Predrag, Pier Roberto Bassi, Patrizio Rossi, Connie Jeans, David Drum, Giovanni Fontana, Vittore Baroni, Luc Fierens, Elena Marini, Mabi Col, Matthew Rose, Fulgor C. Silvi, John Held J.R., Dimitry Babenko, Lia Franza, Gian Paolo Roffi, Umberto Basso, Mirta Caccaro, Marina Salmaso, Lars Schumacher, Ludo Winkelman, Francesco Mandrino, Oznur Kepce, Roland Halbritter, Serse Luigetti, Keichi Nakamura, Adriano Bonari, Alessio Guano, Carlo Iacomucci, Cinzia Farina, Domenico Severino, Maurizio Follin, Claudio Romeo, Lancillotto Bellini, Silvana Alliri, Angela Caporaso, Michel Della Vedova, Susanne Schumacher, Clemente Padin, Malte Sonnenfeld, Kateina Nikeltsou, Claudia Garcia, Roberto Scala, Josè Luis Alcalde Soberanes, Julien Blaine, Judy Skolnick, Tricia Schriefer, Cernjul Viviana, Gianni Romizi, Ayse Sidika Ugur.

WHAT WOULD YOU PUT IN THE HAT
OF JOSEPH BEUYS

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0
Via S. Calenda, 105/D - Salerno
29 aprile 2016 – 27 agosto 2016
Inaugurazione: venerdì 29 aprile 2016, ore 18.00
Orario: tutti i giorni ore 00.00 - 24.00

e-mail: bongiani@alice.it
Web Gallery 2.0: http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Press: bongiani@libero.it






-- LA MOSTRA SVOLTA:
(fino al 28 novembre 2015)

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0
Via S. Calenda, 105/D - Salerno


-- OTTANTA BEN VAUTIER
Collettiva Internazionale con la partecipazione
di 102 artisti contemporanei

a cura di Giovanni Bonanno

Dal 21 dicembre 2015 al 27 marzo 2016

Inaugurazione: lunedì 21 dicembre 2015, ore 18.00
Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it

Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00


S’inaugura lunedì 21 dicembre 2015, alle ore 18.00, la mostra collettiva internazionale “Add & Return” a cura di Giovanni Bonanno dal titolo: “OTTANTA BEN VAUTIER” che lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista francese, in concomitanza con la ricorrenza del suo ottantesimo compleanno, proponendo una importante mostra collettiva con 102 artisti di diversa nazionalità in contemporanea alla retrospettiva del Museum Tinguely di Basilea in Svizzera.

Ben Vautier è nato a Napoli nel 1935, ha trascorso la giovinezza tra Napoli, Francia, Turchia, Egitto, Grecia e Svizzera, per poi approdare definitivamente a Nizza nel 1949. Inizia il suo percorso artistico all'inizio degli anni cinquanta con una serie di lavori astratti, per poi, nei primi anni Sessanta condividere la poetica dadaista di Marcel Duchamp. Alla fine degli anni Cinquanta è in contatto con il gruppo dei Nouveaux Réalistes e con gli artisti dell’École de Nice - César, Arman, Yves Klein. Verso il 62’ conosce Gorge Maciunas e si avvicina al movimento neodadaista Fluxus condividendo la poetica e diventando ben presto un esponente di primo piano di questo interessante movimento artistico. Proprio negli anni 60’, l’artista francese teorizza il concetto "per cambiare l'arte bisogna cambiare l'ego", una riflessione estetica, critica ed autocritica condotta principalmente attraverso i suoi "lavori ed (anche) con i testi teorici, le performances e le conferenze.
Un “enfant terrible” che utilizza e si appropria di tutto quello che trova; da questo momento in poi, Vautier incomincerà a firmare qualsiasi cosa e ben presto approderà ad una sorta di pittura ad acrilico su fondi neri unendo assieme scrittura infantile e disegni fumettistici. Gli anni Novanta sono determinati da una serie di lavori all'insegna della contraddizione e della provocazione sviluppando il concetto di “arte totale” inteso come atto creativo che sconfina volutamente nella vita. Infatti, con le opere scritte l’artista intuisce che la parola è il fulcro della propria ricerca artistica, di un’idea che si fa parola e anche dubbio e riflessione. Brevi frasi con una grafia dal tratto infantile e apparentemente elementare sono essenziali per suscitare nel fruitore una sorta di riflessione, resa ancora più significativa perché immessa nel circuito dell’arte ufficiale; il gesto dell’artista e la sua firma, sono determinanti per rendere importante qualsiasi azione banale e consueta come la scrittura. Una scrittura dal tratto decisamente ingenuo, deprivata dall'eleganza e dalla propria fisicità. Un pensiero “apparentemente privo di limiti che si posiziona sempre sull’azzardo, sul crinale pericoloso del completo azzeramento dei valori”, come giustamente ci suggerisce Georges Braque: «Occorre avere sempre due idee, una per distruggere l’altra». Di certo, quella di Ben è la poetica infame “dell’attrito e della riflessione” in cui parole, aforismi, scritte, metafore, frasi apparentemente senza senso, ci spingono a dubitare delle nostre certezze che in un attimo possono trasformarsi in cenere.

Artisti presenti:
Ben Vautier, Mirella Bentivoglio, Luc Fierens, Rosa Gravino, Pascal Lenoir, Clemente Padin, Karl - Friedrich Haker, Linda Paoli, Michel Della Vedova, C. Mehrl Bennett, Ruggero Maggi, Fernanda Fedi, Rolando Zucchini, Carla Bertola, Sophia Martinou, Julien Blaine, Stathis Chrissicopulos, Antonio Sassu, Masayuki Koorida, Ever Arts, Jacob de Chirico, G. Galantai, Katerina Nikoltsou, Jurgen O. Olbrich, Serse Luigetti, Giovanni Bonanno, Lancillotto Bellini, Vittore Baroni, Giuseppe Luca Torraco, Gian Paolo Roffi, Mauro Molinari, Reid Wood, Marina Salmaso, Ko de Jonge, Dimitry Babenko, Gino Gini, Nicolò D'Alessandro, Carlo Iacomucci, David Dellafiora, Linda Pelati, Debora Bernardi, M. P. Fanna Roncoroni Lilian Pacheco, Rémy Pénard, Daniel Daligand, Pedro Bericat, Antonio Conte, Miguel Jimenez, Ana Garcia, Daniel De Culla', Lorenzo Lome Menguzzato, Francesco Aprile, Fernando Andolcetti, Antonio Amato, Claudio Parentela, Lucia Spagnuolo, Fulgor C. Silvi, Juan Lopez De Ael, Pier Roberto Bassi, Santini Del Prete, Roberto Formigoni, Giancarlo Pucci, Emilio Morandi, Alfonso Caccavale, Gabriella Gallo, Domenico Ferrara Foria, Guido Capuano, Marta Caccaro, John Held Jr., Michal Bycko, Bruno Cassaglia, Eugenio Giannì, Claudio Grandinetti, Fausto Paci, Angela Caporaso, G. Franco Brambati, Francesco Mandrino, Borderline Grafix, Cecilia Bossi, Claudio Romeo, Rosanna Veronesi, Renata e Giovanni Stradada, Roberto Scala, Waster Paper Co, Mike Dyar - Eat art, Domenico Severino, Maurizio Follin, Horst Tress, Inêz Oludé Da Silva, Maria Josè Silva – Mize, Cesar Reglero, Monica Michelotti, Rossella Ricci, Adriano Bonari, Arturo Fallico, Manuel Ruiz Ruiz, Walter Pennacchi, Massimo Medola, Stiliachus, Antonio Monsinho, Bruno Sayao, Roberto Zito.



“OTTANTA BEN VAUTIER”

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0
Via S. Calenda, 105/D - Salerno
21 dicembre 2015 – 27 marzo 2016
Inaugurazione: lunedì 21 dicembre 2015, ore 18.00
Orario: tutti i giorni ore 00.00 - 24.00

e-mail: bongiani@alice.it
Web Gallery 2.0: http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Press: bongiani@libero.it


PRESENTAZIONE:

BEN VAUTIER: Les limites de la veritè
«Occorre avere sempre due idee, una per distruggere l’altra». Georges Braque

Nel 2015, per l’ottantesimo compleanno di Ben Vautier (18 luglio 1935), lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0 di Salerno gli organizza un progetto internazionale a cura di Giovanni Bonanno, con una importante mostra collettiva dal titolo “Ottanta Ben Vautier” presentando 102 artisti contemporanei di diversa nazionalità, mentre il Museum Tinguely di Basilea, quasi contemporaneamente, gli dedica la sua più importante retrospettiva in Svizzera.
Ben Vautier è nato a Napoli nel 1935, ha trascorso la giovinezza tra Napoli, Francia, Turchia, Egitto, Grecia e Svizzera, per poi approdare e stabilirsi definitivamente a Nizza nel 1949. Inizia il suo percorso artistico all'inizio degli anni cinquanta con una serie di lavori astratti per poi, nei primi anni Sessanta condividere la poetica dadaista di Marcel Duchamp. Alla fine degli anni Cinquanta è in contatto con il gruppo dei Nouveaux Réalistes e con gli artisti dell’École de Nice - César, Arman, Yves Klein. Verso il 62’ conosce Gorge Maciunas e si avvicina al movimento neodadaista Fluxus, condividendo la poetica e diventando ben presto un esponente di primo piano di questo interessante movimento artistico. Proprio negli anni 60’ l’artista francese teorizza il concetto "per cambiare l'arte bisogna cambiare l'ego", una riflessione estetica, critica ed autocritica condotta principalmente attraverso i suoi "lavori ed (anche) con i testi teorici, performances conferenze, ecc. Un “enfant terrible” che utilizza e si appropria di tutto quello che trova; da questo momento in poi Ben incomincerà a firmare qualsiasi cosa approdando ben presto ad una sorta di pittura ad acrilico su fondi neri, combinando scrittura infantile e disegni fumettistici.
Negli anni 80, superata l'ondata concettuale, Ben Vautier inventa per la nuova tendenza pittorica il termine "Figuration Libre", introducendo nei suoi lavori la componente figurativa. Gli anni Novanta sono determinati da una serie di lavori all'insegna della contraddizione e della provocazione sviluppando il concetto di “arte totale” inteso come atto creativo che sconfina volutamente nella vita. Infatti, con le opere scritte l’artista intuisce che la parola è il fulcro di un’idea che si fa dubbio e anche riflessione. Brevi frasi con una grafia dal tratto infantile e apparentemente elementare sono essenziali per suscitare nel fruitore una sorta di riflessione, resa ancora più significativa perché immessa nel circuito dell’arte ufficiale; pertanto, il gesto dell’artista e la sua firma, sono determinanti per rendere importante qualsiasi azione consueta come la scrittura. Una scrittura dal tratto decisamente ingenuo, deprivata dall’eleganza e dalla propria fisicità. Una poetica in cui parole, aforismi, scritte, metafore, ci spingono per un attimo a pensare. In ciò, Ben mette in discussione ogni possibile confine riguardo a cosa s’intende per opera d’arte, perché - secondo lui - non c'è differenza tra ciò che è e non è arte. Tutto è arte e la vita è arte, per cui, tutti possono fare arte. Per l’ultimo esponente dell’Ecole de Nice, tutta la sua intera produzione ruota attorno al non detto, al rebus ancora da decifrare, alla cosa non completamente svelata. Compila concetti in cui manca sempre una parte, un pezzo necessario che il fruitore deve aggiungere per dare un senso e un significato al concetto espresso. Praticamente, è la messa in forma di un flusso diarroico e incessante di parole rese con una semplice grafia su tutto ciò che trova; quasi delle riflessioni personali e dei commenti tra scrittura ed elementi fumettistici. Un pensiero “ apparentemente privo di limiti che si posiziona sempre sull’azzardo, sul crinale provvisorio del completo azzeramento dei valori”, come giustamente ci suggerisce Georges Braque: «Occorre avere sempre due idee, una per distruggere l’altra», non accettando a priori alcuna certezza.
I continui sconfinamenti del linguaggio artistico, le sue improvvisate e spericolate scorribande e provocazioni, I suoi assemblages trasformano e dissacrano spesso gli oggetti comuni in una sorta di horror vacui carico di ironia e di non-sense. Ben, mette in discussione ogni limite, ogni confine, in un gioco spericolato e pericoloso, innescando possibilità nuove alla parola. Frasi come: “crèer c'est douter e douter c'est crèer…”, ("creare è dubbio e dubbio è creare ..."), oppure, "Tout est possible", "tout est ego" arrivando, persino, a rifiutare anche questo suo stesso compleanno, scrivendo: “Je hais les anniversaires”, ci fanno capire che tutto è ribaltamento, “senso del non senso” e anche casualità e improvvisazione. L’oggetto manipolato dall’artista alla fine diventa testimonianza di un pensiero apparentemente privo di confini, perché – secondo Ben - “non esiste limite all’arte, perché non c’è né inizio né fine, né dentro, né fuori, né vuoto, né pieno né tempo, né spazio… il limite dell’arte è l’artista che lo decide..”

Ben Vautier ci appare oggi come “l’enfant terrible”, perché come dice Max Ernst: “L'art est un jeu d'enfant », nel gioco sistematico e incessante dell’azzeramento dei valori, di tutto ciò che sembrerebbe essere collocato fuori dalla porta e non può far parte dal mondo dell’arte. Secondo Ben Vautier “il valore” è qualcosa che nasce dalla relazione tra un oggetto e il soggetto che lo esamina. Pertanto, la “creazione di valore” è tutto ciò che ha una relazione con la vita umana. Scoprire il valore vuol significare dare rilievo a cose che non erano mai state notate prima e renderli evidenti secondo l’accadimento della contraddittorietà; la cosa formulata un secondo prima, un attimo dopo viene completamente negata e contraddetta. E’ questo che Ben Vautier ha inteso fare per tanti lunghi anni, coinvolgendoci con la sua visione poetica infame “dell’attrito e della riflessione” in cui parole, aforismi, scritte, metafore e frasi apparentemente senza senso, immesse all’interno del sistema ufficiale dell’arte, ci spingono a riflettere e anche a dubitare delle nostre certezze che in un attimo possono trasformarsi in cenere.
5 dic. 2015 Giovanni Bonanno



BIOGRAFIA/ Biografia di Ben Vautier
“Non amo le biografie. La biografia è un ego. Il sogno è di essere un artista senza biografia, ma
è quasi impossibile visto che l’arte è sempre ego. La biografia è: io sono..io…” BEN 1970

Ben Vautier nasce nel 1935 a Napoli da madre occitano-irlandese e padre svizzero-francese e, dopo aver vissuto in diversi paesi, nel 1949 si trasferisce a Nizza. Negli anni ’50 prende corpo il suo lavoro d’artista, legato alla tradizione dell’astrattismo. Ispirato da Yves Klein, Marcel Duchamp e i Nouveaux Rèalistes, Vautier sviluppa un personale stile distintivo con declinazioni Dada. Durante l’ultima metà degli anni ’50, l’artista lavora a composizioni che richiamano le macchine celibatarie di Jean Tinguely. Nei primi anni ’60 entra a far parte del Nouveau-Rèalisme dell’ambiente nizzardo, stabilendo stretti rapporti con Arman e Spoerri. Nel 1962 conosce e inizia a frequentare George Maciunas, fondatore di Fluxus, movimento radicale nell’arte di ispirazione Neo-Dada, di cui condivide filosofia e poetica che si identificano con l’equazione: arte uguale vita. Diviene in breve, tra il 1962 e il 1970, parte attiva del movimento, partecipa ai Fluxus Festivals nel mondo e alle performances pubbliche, sviluppando un ruolo importante nella diffusione delle idee dell’arte radicale. Gli anni Settanta ed il decennio successivo vedono Ben protagonista di innumerevoli mostre personali, molte delle quali in gallerie private, non solo in Francia (Daniel Templon, 1970; 1971; 1973; Beaubourg; Lara Vincy; Duran; La Hune, Parigi, 1983) ma anche in Germania (Denise Rene' Hans Mayer, Dusseldorf, 1970; Rene' Block, Berlino, 1971), Svizzera (Bruno Bischofberger, Zurigo, 1971; Pierre Huber, Ginevra, 1986), Italia (Rinaldo Rotta, 1978, Genova) e - oltre Oceano - New York (Gibson, 1975; Castelli Graphics, 1982). L’ininterrotto successo di Ben dagli anni novanta ad oggi è confermato dalle molteplici esposizioni e retrospettive in spazi pubblici e privati in Francia (Centre Pompidou, 1991; Rive Gauche, 2003, Parigi; Kahn, Strasburgo, 2000; Mamac, Nizza, 2001; Musée de l’Objet, Blois, 2003; Musée d’Art et de Provence, Grasse, 2004; MAC, Lione, 2004; Maison de la culture, Malakoff, 2005; Musée Chagall, Nizza, 2005; Musée de la Céramique, Vallauris, 2006) e all’estero (Gan, Tokyo, 1997; Zabriskie, New York, 1998; Ludwig Museum, Coblenza; National Museum of Contemporary Art, Seoul, 2002; Maison de la culture Malakoff
Manif d’art, 2005; Galerie Caja Negra, Madrid; Galerie Marlborough, Monaco, 2006; Galleria Il Ponte, Firenze, 2007; Galerie Guy Pieters, Knokke, Studio d’Arte Fioretti, Bergamo, Galerie Templon, Paris 2009; Associazione Mara Coccia, Roma 2011. E’ del
2010 la prima ampia retrospettiva al Musée d’Art Contemporain, Lyon. Nel 2015, per il suo ottantesimo compleanno, (18 luglio 1935), il Museum Tinguely di Basilea dedica a Ben Vautier la sua più importante retrospettiva in Svizzera, mentre lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0 di Salerno gli organizza un progetto internazionale a cura di Giovanni Bonanno, con una importante mostra collettiva dal titolo “Ottanta Ben Vautier” presentando 102 artisti contemporanei di diversa nazionalità. Anche la Fondazione Mudima di Milano ha partecipato a questa importante ricorrenza di Ben Vautier ospitando un’installazione dell’artista francese del 1989 dal titolo “N’import quoi est musique”, presentando un pianoforte verticale con una miriade di oggetti assemblati che trasformano e dissacrano lo strumento musicale per eccellenza in una sorta di horror vacui del non-sense.

(Biografia aggiornata da Sandro Bongiani Arte Contemporanea a dicembre del 2015)

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-- LA MOSTRA SVOLTA:
(fino al 28 novembre 2015)

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0
Via S. Calenda, 105/D - Salerno

RYOSUKE COHEN / “FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2001-2015”
Retrospettiva dedicata all’artista giapponese Ryosuke Cohen a cura di Giovanni Bonanno

Dal 13 settembre al 28 novembre 2015
Inaugurazione: Domenica 13 settembre 2015, ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery 2.0, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it

Web Gallery 2.0: - http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

S’inaugura Domenica 13 settembre 2015, alle ore 18.00, la grande retrospettiva a cura di Giovanni Bonanno dal titolo: “FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2001-2015” che lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0 di Salerno dedica all’artista giapponese Ryosuke Cohen, a celebrare il 30° anniversario del progetto “Brian Cell” "1985-2015" e come evento contemporaneo ed indipendente progettato in concomitanza con la 56th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2015. Proprio per questa particolare occasione la galleria ha voluto dedicare l’attenzione a due artisti giapponesi come Shozo Shimamoto e Ryosuke Cohen, che riassumono magnificamente il concetto del The World's Futures / “Inside and outside the body”, (dentro e fuori il corpo). Tra il 31 maggio e il 29 agosto 2015 sono state presentate le opere di 97 artisti in due rispettive mostre con una serie di opere scelte di Shozo Shimamoto, (24 opere) a margine del progetto di Mail Art “Head”. Dal 13 settembre fino al 28 novembre saranno presenti in questa importante mostra retrospettiva (la prima retrospettiva in assoluto dedicata al lavoro di Ryosuke Cohen), presso lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0 di Salerno, 72 lavori del progetto “Fractal Portrait” realizzate da Cohen tra il 2001 e il 2015. Una seconda mostra con altre 80 immagini viene presentata contemporaneamente nello spazio virtuale, www.ophenvirtualart.it, con una particolare sezione didattica dal titolo “INSIDE AND OUTSIDE THE BODY”, (dentro e fuori il corpo), comprendente l’analisi “Fractal Portrait” svolta da Cohen nel campo della performance tra Face, Body e Work.


Biografia:
Nato nel 1948, Osaka, in Giappone, Ryosuke è il più longevo artista giapponese attivo nel network internazionale per la diffusione capillare della Mail Art. Dopo il progetto “Brian Cell” (Cervello Cellula), iniziato nel 1985 che ha visto Ryosuke Cohen coinvolto per 30 lunghi anni, assieme a migliaia di membri sparsi in oltre 80 paesi. Nell'agosto 2001 ha iniziato il progetto chiamato “Fractal Portrait Project”, allo scopo di realizzare più proficuamente il concetto di “Brain Cell”, facendo una serie di ritratti e Silhouette del corpo agli amici artisti incontrati in questi anni (15 anni) nei diversi incontri (Meetings) in tutto il mondo. Cohen è oggi l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. I lavori “Fractal Portrait Project” presenti in questa retrospettiva e le immagini concernenti la performance visibili contemporaneamente in www.ophenvirtualart.it, a corollario del lavoro svolto da Cohen in questi 15 anni di lavoro, sono il doveroso e concreto contributo che noi abbiamo voluto fare per il suo 30° anniversario.


SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0
Via S. Calenda, 105/D - Salerno

13 settembre 2015 – 28 Novembre 2015
Inaugurazione: Domenica 13 Settembre 2015, ore 18.00
Orario: tutti i giorni ore 00.00 - 24.00

Web Gallery 2.0:
“FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2001-2015” - http://www.collezionebongianiartmuseum.it

“INSIDE AND OUTSIDE THE BODY” - www.ophenvirtualart.it
Ufficio stampa: - bongiani@libero.it


BIOGRAFIA COMPLETA E AGGIORNATA DI RYOSUKE COHEN:

Biografia / RYOSUKE COHEN
Ryosuke Cohen, nato nel 1948, Osaka, in Giappone, è un Mail Artista. Il nome della famiglia è Kouen ma su consiglio di Byron Black, ha adottato il nome inglese 'Cohen' come in ebraico.Cohen scoprì la mail art in Canadà. Ryosuke è il figlio di un noto scrittore di haiku in Giappone, Jyunichi Koen. I primi lavori da Cohen è il risultato di un misto di tradizione e immaginario giapponese, numeri e icone contemporanee così com’è la sua firma, la lettera "C". Ha condiviso l’esperienza Dada e Fluxus ed è stato in contatto con l’artista Shozo Shimamoto e con i membri del gruppo Gutai condividendo in modo spontaneo e naturale un nuovo modo di fare arte contemporanea. Ryosuke non è il primo artista postale giapponese, ma sicuramente è l’autore giapponese più longevo nel network internazionale Dopo Ray Johnson e Gugliemo Achille Cavellini, anche Ryosuke Cohen rimette ancora una volta in gioco le carte della sperimentazione,in un sistema culturale antiquato che preferisce l’opera creata appositamente per essere commercializzata. Lo fa proponendo un particolare suo progetto “Brian Cell” (Cervello Cellula), iniziato nel giugno 1985 con migliaia di membri sparsi in oltre 80 paesi. un lavoro che raccoglie ogni 10 giorni le immagini di tanti Mail artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori provenienti da alcuni paesi quindici per opera. che lo ha visto coinvolto per 30 lunghi anni assieme a migliaia di membri sparsi in oltre 80 paesi, rifiutando l’opera unica e concetti consueti come l’originalità e quindi, preferendo maggiormente il gioco, la ricerca e la libertà concreta dell’artista volutamente collocato ai margini di un sistema culturale passatista. Un importante progetto ancora attivo che accoglie ogni 10 giorni le immagini di tanti Mail artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori provenienti da alcuni paesi (quindici per opera). Per questo modo di fare, egli è forse il più interessante e attivo nella rete di chiunque altro per la capacità organizzativa del progetto e per diffusione della Mail Art. Nell'agosto 2001 ha iniziato il progetto “Fractal Portrait”, facendo ritratti e Silhouette del corpo ai suoi amici artisti in occasione dei Meeting svolti in diverse parti del mondo; Stati Uniti, Canadà, Inghilterra, Irlanda del Nord, Spagna, Jugoslavia, Germania, Olanda, Corea, Italia e Francia. Cohen è l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. Praticamente, egli si fa promotore di un “fare” diventando regista di un intervento provvisorio, che nasce dal contributo degli altri e si materializza insieme nella collaborazione collettiva In cui tutti possono partecipare ed essere positivamente e appassionatamente coinvolti nella creazione dell’opera. In trent’anni di lavoro ha esposto con mostre e partecipazione a progetti in diverse are geografiche del mondo. Suoi lavori sono presenti in diverse Biblioteche pubbliche e in numerosi Archivi privati.
Vive e lavora a Yagumokitacho Moriguchi, City Osaka.
(Biografia redatta da Sandro Bongiani)


Ryosuke Cohen c/o Brain Cell
3-76-1-A-613 Yagumokitacho Moriguchi City Osaka 570 Japan
TEL&FAX +81.6.6991.1507
E-mail : braincell@k6.dion.ne.jp


Official site / Sito Web: http://www.ryosukecohen.com/
http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/info/italy.htm
http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/info/english.htm
https://www.facebook.com/ryosuke.cohen

FRACTAL PORTRAIT PROJECT:
www.h5.dion.ne.jp/~cohen/
-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2001/2002
http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/0102.htm
-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2003/2004
http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/0304.htm
-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2005/2006/2007 http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/050607.htm
-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2008/2009/2010 http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/080910.htm

Intervista di John Held J. 2012
http://www.sfaqonline.com/2012/10/19/interview-with-ryosuke-cohen-from-the-national-art-center-in-tokyo-japan/ (Interview with John Held, Jr. 2012)

7- 8 August, 2004 – Artpool Studio, Budapest
ARTPOOL 2004 http://www.artpool.hu/events04.html
Budapest: 2004.08.8. http://www.artpool.hu/2004/4D/Cohen.html
Budapest: 2004.08.9 http://www.artpool.hu/MailArt/Brain/budapest.html
Pálfa: 2004.08.10 http://www.artpool.hu/MailArt/Brain/palfa.html
Szolnok: 2004.08.11 http://www.artpool.hu/MailArt/Brain/szolnok.html




VIDEO:

-MEETING FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2015
Venezia 9 agosto 2015 Ryosuke Cohen incontra al Padiglione Tibet a Venezia Sandro Bongiani.
(RYOSUKE COHEN DISEGNA UN FRACTAL PORTRAIT A SANDRO BONGIANI)
Visit: https://www.youtube.com/watch?v=HIAQpLEHuhg durata 0:50


- Ryosuke Cohen ( Japan ) - wednesday 25 juli 25th 2007, Gent ( Ghent ) Belgium
Video: https://www.youtube.com/watch?v=M9NIPVIIEIs&feature=youtu.be
https://youtu.be/M9NIPVIIEIs durata 1:21

-braincell fractal portrait project - meeting with frips and other mailartists - July 2007 Ghent ( Gent ) Belgium.
Video: https://www.youtube.com/watch?v=ygbod-zCBfo&feature=youtu.be
durata 18 minuti

Collezione Bongiani Ophen Art Museum di Salerno (Italy).
-RYOSUKE COHEN, Room 9 Brain Cell - (Works of various periods)
http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=9

-RYOSUKE COHEN, ROOM 39 Brain Cell - (Works 1989 – 2015)
http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=84


Other Links:
http://baccelli1.interfree.it/ryosuke.htm
http://iuoma-network.ning.com/group/brain-cell-ryosuke-cohen-compilation
http://brain-cell-compilation.blogspot.it/







-- LA MOSTRA SVOLTA:
SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0
Via S. Calenda, 105/D - Salerno

“VIRTUAL FLUXUS POETRY”
SHOZO SHIMAMOTO
1928 - 2013

Progetto Internazionale dedicato a Shozo Shimamoto
a cura di Giovanni Bonanno
(Prima parte)


Dal 31 maggio 2015 al 12 luglio 2015

Inaugurazione: Domenica 31 maggio 2015, ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it

Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

Evento indipendente progettato in concomitanza con la 56th Esposizione Internazionale d'Arte - la Biennale di Venezia


S’inaugura Domenica 31 maggio 2015, alle ore 18.00, la mostra collettiva internazionale “Add & Return” a cura di Giovanni Bonanno dal titolo: “VIRTUAL FLUXUS POETRY” che lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista giapponese Shozo Shimamoto come evento contemporaneo ed indipendente progettato in concomitanza con la 56th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2015. Proprio per questa particolare occasione la galleria intende dedicare l’attenzione a due artisti giapponesi come Shozo Shimamoto e Ryosuke Cohen, che riassumono molto bene il concetto del The World's Futures / “Inside and outside the body”, (dentro e fuori il corpo). Tra il 31 maggio e il 29 agosto 2015 verranno presentate presso lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno, le opere di 97 artisti in due rispettive mostre con una serie di opere scelte di Shozo Shimamoto, (24 opere) a margine del progetto di Mail Art “Head” progetto concretizzato proficuamente tra gli anni 80 e 90. In questa “prima fase” della Rassegna Internazionale sono presenti 48 opere di altrettanti importanti autori internazionali che hanno voluto essere presenti a questo particolare evento.


Artisti presenti:
Shozo Shimamoto, Ruggero Maggi, Mirella Bentivoglio, Monica Rex, BuZ Blurr, Jurgen O. Olbrich, Jan Theuninck, Vittore Baroni, Rora & Dobrica Kamperelic, Pascal Lenoir, Ambassade d'Utopia, Eugenio Giannì, Anna Boschi, Clemente Padin, Fernanda Fedi, C. Mehrl Bennett, Emilio Morandi, G. Galantai, Bruno Cassaglia, Julien Blaine, Ko de Jonge, Stathis Chrissicopulos, Luc Fierens, Giovanni Bonanno, Mirta Caccaro, Antonio Sassu, Ever Arts, M. P. Fanna Roncoroni, Cesar Reglero, Jacob de Chirico, Marina Salmaso, Lancillotto Bellini, Lamberto Caravita, Gino Gini, Rosa Gravino, Francesco Aprile, Alicia Malerba, Rolando Zucchini, Mauro Molinari, Francesco Mandrino, Santini Del Prete, Claudio Grandinetti, Karl Fridrich Hacker, Renata e Giovanni Stradada, Roberto Formigoni, Juan Lopez De Ael, Leonor Arnao, Roberto Zito.


BIOGRAFIA
Shozo Shimamoto (Osaka, 22 gennaio 1928 – 25 gennaio 2013) è stato un importante artista contemporaneo giapponese. Nei primi anni 50 è stato con Jiro Yoshihara il fondatore del Movimento Gutai per l’Arte Concreta. Gutai è il movimento artistico che meglio ha rappresentato l’esigenza di creare un ponte culturale, un luogo di sintesi tra due modelli artistici. I suoi lavori si basano sul fatto di liberare l’arte dalle convenzioni della tradizione,. anticipando così fenomeni quali Fluxus e l’Arte Concettuale, istaurando proficui rapporti con il movimento Fluxus, e lo Spazialismo italiano di Lucio Fontana. Nel manifesto del movimento artistico si parla di messa al bando del pennello. Dopo lo scioglimento del movimento Gutai, Shozo Shimamoto scopre la Mail Art che utilizza per le straordinarie possibilità attive e collettive di partecipazione. Negli anni novanta ricrea la Bottle Art. Shozo Shimamoto ha fatto delle performance in tutto il mondo con la sua visione pacifista. Nel ’1996 Ben Porter, il fisico nucleare responsabile del Manhattan Project, lo propone per il Premio Nobel per la Pace. Shozo Shimamoto è stato anche uno dei pionieri principali della Mail Art. Nel 1975-1976, aderisce alle iniziative dell'Unione degli Artisti (Artists' Union Group), del quale diventa uno dei massimi rappresentanti della Mail Art, sviluppando una nuova e personalissima concezione dell'uomo-artista come prodotto di un lavoro sociale e collettivo che si riflette in un preciso progetto: ogni volta che Shozo Shimamoto incontra un artista o una personalità politica importante lo invita a intervenire con scritte, disegni e oggetti sulla sua testa rasata, conservando la documentazione fotografica dell'azione. Inoltre, dal 1986 in poi, continuerà incessantemente a utilizzare la sua testa rasata come mezzo per le sue attività di mail art partecipando alla Peace Run attraverso l'Europa continuando a portare e a diffondere, attraverso le sue performance, messaggi di pace. Nel 1987, invitato dal Museo di Dallas mette in scena una performance sul centenario della nascita di Marcel Duchamp: messaggi di pace e spezzoni di film vengono proiettati sulla sua testa rasata. Il critico del New York Times Roberta Smith lo ha definito come uno degli sperimentatori più audaci e indipendenti della scena dell'arte del dopoguerra negli Anni Cinquanta. Suoi lavori sono in collezioni di musei come la Tate Gallery e la Tate Modern (a Londra e a Liverpool) e il Hyogo Prefectural Museum of Art a Kobe, Giappone e in importanti collezioni e raccolte private.


“VIRTUAL FLUXUS POETRY”
SHOZO SHIMAMOTO
1928 - 2013

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda, 105/D - Salerno
31 maggio 2015 – 12 luglio 2015
Inaugurazione: domenica 31 Maggio 2015, ore 18.00
Orario: tutti i giorni ore 00.00 - 24.00

e-mail: bongiani@alice.it
Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it




-- LA MOSTRA ARCHIVIATA:
Christine Anne Tarantino

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda, 105 – Salerno

"MISE EN BOITE / Quasi un’opera collettiva"
MOSTRA COLLETTIVA INTERNAZIONALE
dedicata a Christine Tarantino
a cura di Giovanni Bonanno
Testo critico
di Douglas Dawson

7 dicembre 2014 – 27 marzo 2015
Inaugurazione: domenica 7 dicembre 2014, ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105 – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it – Web Gallery: per visitare la mostra connettersi a: http://www.ophenvirtualart.it/
Orario: tutti i giorni su appuntamento dalle 17.00 alle 20.30

Si inaugura domenica 7 dicembre 2014, alle ore 18.00, la mostra collettiva internazionale dal titolo: “MISE EN BOITE / Quasi un’opera collettiva" a cura di Giovanni Bonanno, che lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista Christine Anne Tarantino a due anni esatti dalla sua scomparsa (7 dicembre 2012). Sono presenti 87 opere di altrettanti importanti autori internazionali che hanno voluto essere presenti a questa particolare ricorrenza dell’artista americana.
A due anni esatti dalla morte dell’artista americana (7 dicembre 2012), viene organizzata la prima collettiva internazionale a lei dedicata con la partecipazione di diversi amici artisti internazionali in cui era da tempo in contatto.

Christine Anne Tarantino è nata nel Bronx il 3 dicembre 1948, La sua famiglia si trasferì presto a Framingham Massachusetts. Ha frequentato il Fitchburg State College. Christine ha preferito vivere una vita a contatto con la natura guidata da motivazioni essenzialmente spirituali. L’artista americana ha creduto fortemente nel potere di trasformazione delle parole, sia parlate che scritte. In considerazione di ciò ha creato per diversi decenni opere “Fluxus” tra immagine e parola, tra oggettualità e poesia visiva; una sorta di contaminazione tra scrittura e collage con materiali organici trovati, e soprattutto, la partecipazione attiva a tanti progetti internazionali in una rete artistica globale in cui l'arte si concretizza attraverso la partecipazione collettiva e corale degli artisti, realizzando interessanti opere in edizioni uniche, libri d'artista e diversi testi scritti. Le sue performance in arte consistevano in eventi e azioni artistici spesso a contatto con la natura. Nel solo 2012, prima di morire, Christine è stata presente in diverse importanti rassegne in Germania, Italia, Paesi Bassi, Irlanda, Nepal, e negli Stati Uniti. La solitudine e la bellezza naturale della sua fattoria a Wendell ha ispirato la sua creatività e il rispetto della natura. Amava camminare nella Quabbin e guidare attraverso il Berkshires, soprattutto andare per i musei d'arte a North Adams e Williamstown. Christine Tarantino di Wendell, (Massachusetts), a soli 64 anni cessò di vivere il 7 dicembre 2012 presso Hospice della Fisher Casa a Nord Amherst, Massachusetts.

Per questa particolare occasione sono presenti 87 artisti con oltre 135 opere e diverse poesie di vari autori dedicate a Christine Anne Tarantino e una presentazione critica dal titolo (My soul is a poem in bloom) dell’amico Douglas Dawson.

Artisti presenti a questa Rassegna Internazionale: Christine Anne Tarantino, Anna Boschi, Paolo Scirpa, Ruggero Maggi, C. Mehrl Bennett, Simon Warren, Clemente Padin, Giovanni Bonanno, Carlo Iacomucci, Daniel Daligand, Pier Roberto Bassi, Lamberto Pignotti, Stathis Chrissicopulos, Marcello Diotallevi, Fernanda Fedi, Bruno Cassaglia, Eugenio Giannì, Alfonso Caccavale, Luc Fierens, Mauro Molinari, Rosa Gravino, Marina Salmaso, Lancillotto Bellini, Tomaso Binga, Roland Halbritter, Paolo Carnevale, Rolando Zucchini, Fulgor C. Silvi, Fernando Andolcetti, Emilio Morandi, Carl Baker, Claudio Parentela, Guido Capuano, Claudio Grandinetti, Giancarlo Pucci, Mabi Col, Antonio Sassu, Maurizio Follin, Carmela Corsitto, Adolfina De Stefani, G. Franco Brambati, Claudio Romeo, Gino Gini, Gianni Romeo, Giovanni Fontana, I Santini Del Prete, Ernesto Terlizzi, Roberto Scala, Jacob de Chirico, Francesco Mandrino, Mario Manzoni Sala, Vittore Baroni, Luisa Bergamini, Virginia Milici, Fernando Aquiar, Walter Festuccia, Rosanna Veronesi, Buz Blurr, Mariano Bellarosa, Fausto Paci, Angela Caporaso, Renata e Giovanni Strada, Salvatore Starace, Elisa Battistella, Lamberto Caravita, Pierpaolo Limongelli, Patrizia Battaglia, Domenico Severino, Antonio Baglivo, Pasquale Riccardi, Domenico Ferrara Foria, M. P. Fanna Roncoroni, Francesco Aprile, Marta Caccaro, Piero Barducci, Serse Luigetti, Roberto Zito, Gabriella Gallo, Maria Teresa Cazzaro, Miguel Zavarof, Rosa Biagi, Silvana Alliri, Jan Theuninck, Carolina Bsquets, Lorenzo Cleffi, Artista anonimo, Connie Jean.


I MESSAGGERI DEL TEMPO
Poema visivo di Giovanni Bonanno
dedicato a Christine Tarantino

la vita è fatta di incubi
e di strane certezze,
di desideri
e di profonde cadute,
in cui il tempo passato
svanisce veloce all’orizzonte
e macchia una intera stagione.

Esseri mutanti
cavalcano orgogliosi il vento
e non si accorgono
che le orme del passato
marciscono ataviche all’intemperie.

Sono cadaveri nati dal nulla
che lasciano bave mucose
e tracce di fuoco rappreso
sopra vecchie lastre di pietra abbandonate.

Vivere è svelare gli strani intrecci
tra la provvisorietà
e l’inconsistenza di un momento.


L’ultima ora,
è ancora più sfuggente,
ha la leggerezza dell’apparire
in un succedersi di strani
eventi in divenire.

Solo i profeti
condividono l’oscurità,
e sanno trasformare i dubbi
in arcane memorie private.

Lasciati uscire ancora un sorriso
che possa diventare certezza
per chi vorrà carpire qualcosa di più
di ciò che eravamo e siamo diventati.

© Giovanni Bonanno 2013


Biografia di Christine Anne Tarantino
(1948 - 2012)
“La mia anima è una poesia in fiore”
(My soul is a poem in bloom).

Christine Anne Tarantino è nata nel Bronx il 3 dicembre 1948, da Francesca Rita Russo e Anthony Thomas Tarantino. La sua famiglia si trasferì a Framingham Massachusetts, mentre Christine era ancora giovane, ha conservato bei ricordi di quel particolare periodo con la sua grande famiglia italo-americana. Christine nella tarda infanzia ha vissuto nella zona di Framingham e Cape Cod. Ha frequentato il Fitchburg State College, dove ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento dell’Arte, diventando, dopo la laurea, insegnante a Westminster. Christine è sopravvissuta ad una esperienza di pre-morte avuta da una reazione allergica. Ha preferito vivere una vita naturale guidata da una consapevolezza spirituale. Negli ultimi trent'anni della sua vita il suo obiettivo primario è stato quello di dedicarsi completamente all’arte. Christine ha creduto fortemente nel potere di trasformazione delle parole, sia parlate che scritte. In considerazione di tutto ciò ha creato opere “Fluxus” tra immagine e parola, tra oggettualità e poesia visiva; collage con materiali organici trovati e soprattutto la partecipazione a tanti progetti internazionali di Mail Art; una rete artistica globale in cui l'arte si concretizza attraverso l’uso dell’invio postale ed elettronico, realizzando libri d'artista, edizioni uniche e importanti testi scritti. Le sue performance art consistevano in eventi e azioni artistici spesso a contatto con la natura. Nel solo 2012, prima di morire, Christine è stata presente in diverse importanti rassegne in Germania, Italia, Paesi Bassi, Irlanda, Nepal, e negli Stati Uniti. Ha tenuto diversi blog legati all'arte che avevano centinaia di visitatori ogni giorno da molti paesi diversi del mondo. Christine ha vissuto gli ultimi anni della sua vita con il suo compagno, Douglas Dawson. La solitudine e la bellezza naturale della sua fattoria a Wendell ha ispirato la sua creatività e il rispetto della natura. Era appassionata di giardinaggio, e difensore attento di qualsiasi animale che poteva essere maltrattato. Amava camminare nella Quabbin e guidare attraverso il Berkshires, soprattutto andare per i musei d'arte a North Adams e Williamstown. Christine Tarantino di Wendell, (Massachusetts), a 64 anni cessò di vivere il 7 dicembre 2012 presso Hospice della Fisher Casa a Nord Amherst, Massachusetts.



-- LA MOSTRA SVOLTA: Gugliemo Achille Cavellini

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda, 105 - Salerno

MOSTRA RETROSPETTIVA
Palazzo Virtuale
“GACONCETTUAL POETRY”
G.A.CAVELLINI
1914 - 2014

Dal 7 settembre 2014 al 27 ottobre 2014
Inaugurazione: Domenica 7 Settembre 2014, ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105 – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it – Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/
Orario continuato: tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.30

Retrospettiva dedicata a Guglielmo Achille Cavellini in occasione del Centenario della nascita con una presentazione di Piero Cavellini,
un poema visuale e un saggio critico di Giovanni Bonanno.

S’inaugura sabato 7 settembre 2014, alle ore 18.00, la mostra Retrospettiva a cura di Giovanni Bonanno in collaborazione con l’Archivio Cavellini di Brescia dal titolo: “GACONCETTUAL POETRY” che lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’anniversario del Centenario di Guglielmo Achille Cavellini.

Guglielmo Achille Cavellini a compimento del Centenario (1914-2014) aveva espresso il desiderio di attuare una sorta di celebrazione postuma come completamento di una sua importante operazione artistica incentrata sull’Autostoricizzazione”. Per tale importante occasione vengono presentati 86 opere significative dell’artista lombardo. Nella prima sala sono presenti i lavori degli anni 60, dalla pittura dei primi anni sessanta alle opere oggetto, dai francobolli ad intarsio in legno alle casse che contengono opere distrutte del 1966 al 1968. Nella seconda sala vi sono i lavori degli anni 70, dalle casse che contengono opere distrutte del 1968 ai carboni, dai francobolli alle fotografie e le tele emulsionate. Nella terza sala vi sono i lavori degli anni 80, con la serie dei personaggi della storia, i francobolli, gli autoritratti, la scrittura sul corpo, la performance e gli ultimi autoritratti realizzati dall’artista nel 1990 in una clinica di Brescia prima della morte.


Per diversi decenni GAC in Italia è stato osteggiato come “un ricco eccentrico in vena di esibizionismo”, non compreso perché ritenuto soltanto un importante collezionista d’arte contemporanea e di conseguenza collocato dalla critica ufficiale nel completo isolamento. A partire dal 1970, aveva per la prima volta tentato a “scardinare” il sistema ufficiale dell’arte e di far sentire la propria voce attuando appropriate “interferenze” all’interno del sistema proponendo la sua presenza come autentico momento creativo. L’arte, dopo essere stata relegata per molto tempo al chiuso delle idee, con l’autostoricizzazione” del 1971 di GAC diveniva liberazione, apertura delle frontiere culturali, arte che si integrava nella vita. Inoltre, condividendo e abbracciando contemporaneamente più campi di ricerca trasversali e alternativi alle proposte della cultura ufficiale; dalla pittura alla poesia visiva, dall’arte di comportamento alla Body Art si collocava autonomamente ai margini di un sistema, in una zona franca, in una periferia di confine praticabile.
Artista per certi versi difficilmente classificabile per le diverse pratiche utilizzate, ma sicuramente protagonista del superamento trasversale di una logica tradizionale. Oggi, a distanza di qualche decennio di riflessione, Guglielmo Achille Cavellini appare un personaggio geniale e poliedrico. Ha vissuto l'arte contemporanea dal secondo dopoguerra fino al 1990, anno della sua morte, come battitore libero, diceva: “preferisco vivere la mia avventura, proiettata nel futuro, piuttosto di dovermi impantanare nell’intricata giungla dell’arte”, da artista non condizionato da schemi e imposizioni. Non é stata una questione di semplice eleganza o puro stile ma di una lucida operazione illuminata che ha evidenziato e messo in luce i problemi e le contraddizioni di un sistema culturale che non lascia niente al caso e che quasi sempre tratta l’opera e l’artista come mera merce di scambio.




“ Carboni accesi ”
(Poema visuale dedicato a Guglielmo
Achille Cavellini in occasione del Centenario
del 2014)


Muri caduti,
arie sottili aleggiano vivide nel buio cupo della notte,
inseguono curiose primavere andate
prima di svanire all’improvviso.
Ho attraversato labirinti oscuri che non mi fanno più dormire.
Solo i ricordi non hanno peso.


Camminare a passi stretti,
cerco invano tracce di senso da dare alla mia esistenza,
mi trascino i miei cinquantacinque chili di ossa
annegati dentro una casacca di carne.
Tutt’intorno il silenzio.


L’arte è la mia vita,
buste bianche, timbri, francobolli
e un vecchio orologio appeso a scandire le mie ore.
Bisogna raccontarsi per frammenti
da conservare dentro anonime casse di legno.
L’occhio del ribelle non ha più voglia di vedere.


L’eco della mia voce rimbomba sorda,
a ferragosto ho strisciato lungo i margini senza uscita di un ascensore
e ho raccolto i miei pensieri che sembravano ortiche disseccate al sole.
Non mi guardo più allo specchio per non vedere la mia faccia.


Camera 61,
anche i sogni hanno finito di calpestare la putrida melma,
sono come macigni appesi che si consumano all’improvviso.
Ho accarezzato persino il nulla per non udire la vanità degli uomini
e mi sono trovato solo dentro un letto a S. Orsola.
Il sistema mi ha messo in croce.


Camminare stanca.
Ormai i ricordi sono come carboni spenti
in una triste giornata di dicembre,
ti accarezzano e poi fugaci svettano via lontano.
Se ti lasci andare puoi vedere anche tu la bava del tiranno disseccarsi al sole.
Tento invano di toccare la mia carne.
Capisco di essere solo.

© Giovanni Bonanno
31 luglio 2014


- BREVE BIOGRAFIA di GUGLIEMO ACHILLE CAVELLINI (GAC)
GAC (Guglielmo Achille Cavellini) è stato un importante studioso e collezionista dell'arte astratta europea. Dalla metà degli Anni '40 esordisce con disegni e ritratti. Nel '60, si dedica invece alla sperimentazione: alcuni esempi del suo lavoro sono spesso legati a citazioni, vere e proprie elaborazioni di celebri opere che ne fanno un autentico attore nella messa in scena dell'arte. GAC mette in pratica la sua teoria dell'autostoricizzazione: il fare da sé nel costruirsi attorno l'alone del successo, mettendo in disparte i processi canonici che il sistema utilizza a tale scopo. Non è un atto di megalomane autorappresentazione, bensì l'innescarsi di una procedura alternativa: una rivoluzione all'interno della comunicazione artistica. Andy Warhol si mette a ritrarre Cavellini, e il geniaccio GAC rende omaggio a Andy con il francobollo "Le Marilyn di Warhol" (1984). L’utilizzo dei materiali di recupero (negli oggetti assemblati, negli intarsi in legno, nei carboni), è lo strumento del suo operare. Nascono i Teatrini e i francobolli d’artista attraverso i quali viene reso omaggio ai geni della pittura: Picasso, Lèger, Matisse, Braque e nasce, anche, l’amore per la Mail Art, movimento libero e democratico che permette a GAC di avere contatti e confronti importanti con tanti artisti sparsi su tutto il pianeta.
Disparte i processi canonici che il sistema utilizza a tale scopo. Non è un atto di megalomane autorappresentazione, bensì l'innescarsi di una procedura alternativa: una rivoluzione all'interno della comunicazione artistica. Andy Warhol si mette a ritrarre Cavellini, e il geniaccio GAC rende omaggio a Andy con il francobollo "Le Marilyn di Warhol" (1984). L’utilizzo dei materiali di recupero (negli oggetti assemblati, negli intarsi in legno, nei carboni), è lo strumento del suo operare. Nascono i Teatrini e i francobolli d’artista attraverso i quali viene reso omaggio ai geni della pittura: Picasso, Lèger, Matisse, Braque e nasce, anche, l’amore per la Mail Art, movimento libero e democratico che permette a GAC di avere contatti e confronti importanti con tanti artisti sparsi su tutto il pianeta.

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WORK IN PROGRESS

Progetto Internazionale di Arte Contemporanea
(Sala 1 - 45 / Collezione in corso) - Senza Scadenza
"ARTISTI A RACCOLTA PER UN MUSEO DELLA GRAFICA CONTEMPORANEA"

Il Bongiani Ophen Art Museum nella fase attuale ha lo scopo di valorizzare le diverse personalità presenti nel panorama internazionale dell’Arte Contemporanea.

La richiesta:
Gli artisti di tutto il mondo sono invitati ad inviare un lavoro originale di grafica per il Museo d’arte Contemporanea Italiano (Raccolta Bongiani).

Supporto e tecnica: matita, penna, carboncino, china, pastello, incisione, collage, fotomontaggio, fotografia e tecniche miste.

Misure: libere ma di preferenza lavori originali del formato A4, da cm 21x29 a misure superiori.

Nessuna tassa, restituzione o vendita dei lavori. Le opere donate dagli artisti saranno archiviate e inserite nelle rispettive 45 sale del Museo Bongiani e faranno parte permanentemente della Collezione Bongiani Ophen Art Museum di Salerno.

A Conclusione definitiva della raccolta dei lavori si cercherà di donarli a qualche Museo di Arte Contemporanea Italiano con lo scopo finale di conservarli ed esporli in modo duraturo e permanente.

Si chiede gentilmente agli artisti di inviare preferibilmente opere originali e firmare l’opera inviata indicando sul retro il nome, l’ indirizzo, il codice postale, titolo del lavoro, tecnica, sito web ed e-mail personale. Inoltre desideriamo ricevere una breve biografia personale dell’artista partecipante a tale Progetto internazionale di grafica Contemporanea.

Documentazione: Tutti i lavori ricevuti saranno visibili in modo permanente presso il
Bongiani Ophen Art Museum: ttp://www.collezionebongianiartmuseum.it/home.php
e successivamente presso il Museo Contemporaneo Italiano di destinazione prescelto.
Visita: http://www.collezionebongianiartmuseum.it/contemporary_graphics.php
Per contattare Sandro Bongiani e Giovanni Bonanno, Info:bongiani@libero.it


W O R K IN P R O G R E S S
(Senza scadenza)
Spedire a: GIOVANNI BONANNO
VIA S: CALENDA 105/D
I – 84126 SALERNO
ITALIA


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"ARTISTS IN COLLECTION FOR A MUSEUM OF CONTEMPORARY GRAPHICS"
International Contemporary Art Project
(Room 1 to 45 /Collection in progress)


The Request:
Artists from around the world are invited to submit original work for a graphic Italian Contemporary Art Museum (Collection Bongiani).
Technical Support: pencil, pen, charcoal, ink, pastel, etching, collage, photomontage, photography and mixed media.
Measurements: free but preferably original papers of A4 size, from 21x29 cm to larger sizes.
No fee, surrender or sale of the work. The works donated by artists will be archived and included in their 45 rooms and will be part of the Museum Bongiani permantemente Bongiani Ophen Collection Art Museum in Salerno.
Conclusion definitive collection of the works we will try to give them some Italian Museum of Contemporary Art with the ultimate goal to preserve them and present them in a sustainable and permanent.

You are kindly asked artists to submit original works and instead sent the work to sign on the back indicating the name, 'address, zip code, job title, technical, website and e-mail address. We also want to receive a brief personal biography of the artist participating in the international contemporary graphic design.

Documentation: All received works will be permanently visible at the Bongiani Ophen Art Museum: http://www.collezionebongianiartmuseum.it/home.php and then at the Museum of Contemporary Italian destination chosen.
Visit: http://www.collezionebongianiartmuseum.it/contemporary_graphics.php
To contact Sandro Bongiani and Giovanni Bonanno, Info: bongiani@libero.it


send to: GIOVANNI BONANNO
VIA S CALENDA 105 / D
I - 84126 SALERNO
ITALY


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LA NUOVA GALLERIA VIRTUALE ITALIANA
CON L'ARTE A PORTATA di MOUSE


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Movement: Contemporary Art | Art Moderne | Photography | Video Artist | Mail Art

Salerno, Italy
Address:
Giovanni Bonanno, Via S. Calenda 105/D 84126 Salerno (Italia).

Phone: 089 56 48 159
Fax: 089 56 48 159

Contact-Directors/Staff
Giovanni Bonanno - Director
Sandro Bongiani - Co-Director
e-mail: bongiani@alice.it / bongiani@libero.it

PIANETA MAIL ART: http://www.ophenvirtualart.it/mail_art.php


URL DI RIFERIMENTO:

Ophen Art Gallery di Salerno

http://ophenartgallery.exibart.com

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/home.php

http://ophenartecontemporanea.wordpress.com/

http://bongiani.artsteps.com/exhibitions/1839/Permanent_collection


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OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
LA GALLERIA D'ARTE CONTEMPORANEA
TUTTA VIRTUALE

Ophen Virtual Art Gallery è la nuova galleria on-line di Arte Contemporanea. Un nuovo spazio espositivo in continua evoluzione che propone un’ampia scelta di artisti in “Permanenza Virtuale Con/Temporanea”, è un’opportunità unica per tutti coloro che vogliono godere l’emozione dell’arte contemporanea.

Lo spazio di Ophen Virtual Art Gallery, è dinamico e in continuo aggiornamento, di alta qualità in grado di garantire valore artistico ed estetico, con la presenza assidua degli artisti contemporanei selezionati nel web, intende offrire un nuovo modo e una risposta concreta ad una esigenza sempre più avvertita dal pubblico dell’arte, colmando, altresì, il divario e lo spazio esistente tra la presentazione museale dell’opera d’arte e la presenza personale in galleria.

, Ruggero Maggi,Emilio Morandi, Franco Massanova, Anna Boschi, Guglielmo Achille Cavellini, Shozo Shimamoto, Marcello Diotallevi, Caterina Davinio, Vittore Baroni, Andrea Bonanno, Omar Galliani, Vincenzo Nucci, Roberta Fanti, Paolo Scirpa, Luciano Caruso, Vittorio Baccelli, Ray Johnson, Clemente Padin, Guillermo Deisler, Franco Longo, Bruno Cassaglia, Bruno Sapiente, Giuliano Mauri, Giovanni Bonanno, Gabriele Jardini, Giuseppe Celi, Raffaella Formenti, Lancillotto Bellini, Giuseppe Modica.

Artisti affermati insieme a selezionati artisti emergenti si ritrovano in Ophen Virtual Art Gallery: nuovo spazio espositivo on-line che propone un’ampia scelta di opere di qualità. Attraverso un accurato lavoro di ricerca, selezione e coinvolgimento degli artisti, la nostra galleria on-line punta sia sui giovani emergenti che possono trovare una seria opportunità di lancio e visibilità, sia sui grandi nomi dell’Arte Contemporanea che credono nel progetto Ophen e desiderano condividere le loro emozioni con un pubblico più ampio e sensibile. Fruibile in qualsiasi momento e luogo, Ophen Virtual Art Gallery diviene un’opportunità unica per tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo dell’arte in un modo nuovo, e condividere l’emozione dell’arte contemporanea di oggi.


Nasce una nuova Galleria on-line
con l'Arte Contemporanea a portata di mouse.
L’Archivio Ophen Documentazione d’Arte Contemporanea è stato creato nel 1989 a Como da Giovanni Bonanno, artista e critico d’arte.

Dopo 20 anni nasce "Ophen Virtual Art Gallery"
“La Galleria tutta Virtuale” di OPHEN VIRTUAL ART GALLERY è un vero spazio virtuale, che permette al visitatore di godere delle opere esposte; uno dei primi spazi di arte contemporanea digitali al mondo che apre ora le sue porte virtuali con un vero vernissage online, con l’ obiettivo essenziale di promuovere e valorizzare ipotesi ed esperienze di lavoro di un certo interesse nella varietà delle loro forme espressive.

La "Galleria Virtuale" è uno spazio sempre aperto, non ha una superficie fisica è solo virtuale, si trova idealmente a Salerno ed è visibile 24 ore su 24.

Secretary : http://www.ophenvirtualart.it/contatti.php
bongiani@alice.it bongiani@libero.it



Artisti in permanenza virtuale
dell'Archivio Ophen Virtual Art Gallery:



• Ruggero Maggi
• Anna Boschi
• Marcello Diotallevi
• Guglielmo Achille Cavellini
• Giuliano Mauri
• Shozo Shimamoto
• Caterina Davinio
• Roberta Fanti
• Giovanni Bonanno
• Franco Massanova
• Andrea Bonanno
• Emilio Morandi
• Franco Longo
• Luciano Caruso
• Vittorio Baccelli
• Ray Johnson
• Clemente Padin
• Guillermo Deisler
• Giuseppe Celi
• Bruno Sapiente
• Vittore Baroni
• Bruno Cassaglia
• Lancillotto Bellini
• Raffaella Formenti
• Vincenzo Nucci
• Omar Galliani
• Paolo Scirpa
• Giuseppe Modica


Visita : http://www.ophenvirtualart.it/artisti.php


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le mie foto
Giovanni Bonanno - Occupatio X
Foto manipolata con intervento
grafico a china, 2008
- Giovanni Bonanno, Post Humain, 2011-
GIOVANNI BONANNO, 2011 - “PROGETTO Inviso” - PADIGLIONE ITALIA - 54° BIENNALE DI VENEZIA, Spazi PADIGLIONE TIBET - PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI SALA NERVI. A cura di Ruggero Maggi

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le mie foto

2
messaggi
Giovanni Bonanno - Dittico, Occupatio X
Foto manipolata con intervento
grafico a china, 2008

Giovanni Bonanno - D'APRES PASOLINI - opera Grafica, 2010
Giovanni Bonanno - OCCUPATIO X - foto con intervento grafico a china, 2008

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ARCHIVIO OPHEN
DOCUMENTAZIONE D’ARTE CONTEMPORANEA E DI MAIL ART
Via S. Calenda 105/D 84126 SALERNO (Italy).





L’Archivio Ophen Documentazione d’arte Contemporanea e di Mail Art è stato creato nel 1989 a Mozzate in provincia di Como.

Giovanni Bonanno, artista e saggista di arte contemporanea, per diversi anni ha curato le pagine dell'arte della rivista "Dialogo" di Olgiate Comasco con saggi e studi su i più
importanti artisti contemporanei.

Inoltre, ha coordinato dal 1996 l'attività espositiva dello Spazio Media Immagine di Turate (CO), con esposizioni personali e collettive di artisti contemporanei e anche con diversi progetti internazionali di Mail Art.


Ha scritto saggi critici su:
Kengiro Azuma, Francis Bacon, Paolo Barrile, Carlo Carrà, Marc Chagall, Paolo Scirpa, Giuliano Mauri, Jean Dubuffet, Franco Francese, Antonio Freiles, Max Huber, Gabriele Jardini, Osvaldo Licini, Ruggero Maggi , Kazimir Malevic, Mattia Moreni, Idetoshi Nagasawa, Emil Nolde, Mimmo Paladino, Pino Pascali, Mario Raciti, Roberto Sanesi, Francesco Somaini, Chaim Soutine, Graham Sutherland, Jorrit Tornquist, Willy Varlin, Wols,Vincenzo Nucci e importanti interviste ad artisti Contemporanei come Ruggero Maggi, Paolo Scirpa e Francesco Somaini.


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SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY di SALERNO
 
le mie foto

1
messaggio
Giovanni Bonanno - SUPERFICIE Metallo colorato
cm. 65x45x8 - 1978
Giovanni Bonanno - ROTANTE poliestere colorato
cm. 40x40x25 - 1980
Giovanni Bonanno - TERRITOIRE/22548
poliestere colorato
base cm. 60x80 - 1981
CHI E' GIOVANNI BONANNO

1954 -Nasce in Provincia di Agrigento

1969 -Sciacca /Studia all'Istituto Statale d'Arte.

1974 -Milano / Conosce Arnaldo Pomodoro

1976 -Milano / Incomincia a definire le sue ricerche a carattere ambientale.


1976 -Termoli / E’ invitato alla ”XXI Mostra d'Arte Contemporanea Castello Svevo”.

1978 -Milano / Conosce Carlo Ramous, Francesco Somaini e Bruno Munari.

1978 -Soggiorna a Parigi.

1978 -Allo studio La Ruota di Como conosce Ico Parisi,l’architetto dell’utopia praticabile che gli presenta il suo progetto “Operazione Arcevia” e lo sollecita vivamente a lavorare in quella direzione di ricerca.

1979 -Como / Mostra Personale “Che succede? ” - Galleria La Colonna (Testo di F. Gualdoni).

1980 -Milano / Mostra Personale "I Percorsi della natura" - Galleria d'Arte Porta Ticinese (Testo di F. Gualdoni).

1980 -Milano / Conosce Pierre Restany e Guido Le Noci della Galleria Apollinaire di Milano.

1980 -Nuova fase di ricerca lavora in direzione del “Naturalismo Integrale”.

1981 -Como / Mostra Personale “Percorsi per un Atlante Im / Possibile” - Galleria La Colonna (Testo di C. Strano).

1983 - Fa parte del Collettivo Artisti di Porta Ticinese e gestisce per qualche anno lo spazio espositivo “NSM- Nuovospaziometropolitano”dentro la stazione metropolitana MM Gioia/linea 2 di Milano.

1984 -Milano / Mostra Personale “Le Tracce della Memoria” –Galleria NuovoSpazioMetropolitano). (Testo di F. Legrottaglie).

1984 -Nuova fase di ricerca esegue le "Nature Alterate".

1985 -Inizia a lavorare nell’ambito della Mail Art.

1985 -A Milano conosce e instaura una profonda amicizia con il poeta visivo Ruggero Maggi, con lui collabora attivamente a diversi progetti internazionali di Mail Art.

1985 -Milano / Mostra Personale “I Germogli dell'attesa” - Galleria Centro Lavoro Arte (Testo di A. Veca ).

1988 -Milano / Primo Manifesto Tecnico della Nuova Non Oggettìvità.

1989 -Mozzate/ Crea L’Archivio Ophen di Documentazione d’arte Contemporanea e di Mail Art

1989 -Mozzate / Mostra Personale “Oltre il Muro” -Archivio Ophen (Testo Personale).

1990 -Milano / Secondo Manifesto Tecnico del Tempo Inoggettuale.

1991 -Milano / Mostra Personale “Condizione Dissipatio” - Galleria Centro Lavoro Arte.

1991 -Olgiate Comasco / Mostra Antologica “Natura-L-Mente”-Villa Camilla (Testo di C. Strano).

1992 -Dopo l'antologica del 1991 si dedica con più insistenza all'attività di Mail artista e di saggista di arte contemporanea curando le pagine dell'arte della rivista "Dialogo" di Olgiate Comasco con saggi e studi su diversi artisti contemporanei.

1996 -Coordina l'attività espositiva dello Spazio Media Immagine di Turate (CO), con esposizioni personali e collettive di artisti contemporanei e anche con progetti internazionali di mail art.

2002 -Si trasferisce a Salerno.

2008 -Nuova serie di lavori sulla condizione Post-Humain

2009 -Salerno/Mostra Personale "Occupatio-Dissipatio" - Spazio Brancaccio (testo di Sandro Bongiani).

2009 -Inizia l'attività virtuale con lo spazio "OPHEN VIRTUAL ART GALLERY", presente on-line su ArtSland, Artweek e The Saatchi Gallery di Londra.

2010/Alcune opere dell’artista siciliano sono presenti in permanenza presso Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna.

2011/Inizia l'attività il Bongiani Ophen Art Museum, Museo Virtuale di Arte Contemporanea.

2012/ Partecipa al “PROGETTO Inviso” - PADIGLIONE ITALIA - 54° BIENNALE DI VENEZIA, Spazi PADIGLIONE TIBET - PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI SALA NERVI. A cura di Ruggero Maggi

2014/ Partecipa alla “Biennale Del Fin Del Mundo”, IV edizione 2014/2015 . Paese invitato d'onore: Italia, con il Progetto speciale “Padiglione Tibet” a cura di Ruggero Maggi - Centro Cultural Unzue Mar del Plata, (Argentina).

2016 - Viene selezionato a partecipare come Museo indipendente a i7 Spazi Indipendenti ad Art Verona Art Project Fair 2016 con un site - specific dal titolo " Crucifixion, Una croce per Shozo Shimamoto.


Siciliano di nascita, da sempre interessato al Naturalismo Integrale, Giovanni Bonanno ha operato insistentemente ai confini delle soglie disciplinari, in una sorta di fertile e felice contaminazione poetica incentrata sul dato progettuale e utopistico avviato precedentemente a Como da artisti di grande interesse come Antonio Sant’Elia, Francesco Somaini e Ico Parisi.

Docente Ordinario di Storia dell’Arte, ha vissuto dal 1977 al 2002 in provincia di Como, attualmente vive e opera a Salerno. Scrive per vari Blog d'arte contemporanea e moderna.






MOSTRE
-1976/ Termoli - XXIª Rassegna Castello Svevo - Castello Svevo.
-1980/ Milano - “ Scultura / Giovani “ - Galleria San Fedele.
-1981/ Barcellona - XXº Premi Internacional De Dibuix “Joan Mirò” (Spagna).
-1981/ Parigi - Nouveau Salon De Paris - Galerie d'Art Z.L. (Francia).
-1982/ Milano - “Appunti” - Galleria Nuovo Spazio Metropolitano.
-1982 /Bilbao - Muestra Internacional De Arte Grafico “Arteder 82 ”.
-1982/ Milano - “Mise en Boìte” - Galleria Nuovo Spazio Metropolitano.
-1983/ Parigi - “34º Salon de la Jeune Peinture” - Gran Palais (Francia).
-1983/ Salsomaggiore Terme - “ Cronache e Indagine “-3ª Biennale d'Arte Città Della Spezia.
-1983 /Barcellona - XXIIº Premi Internacional De Dibuix “Joan Mirò” (Spagna).
-1983 /Torino - I Segnalati della Biennale - Promotrice Belle Arti.
-1983/Tokyo - XXXª Rassegna Internazionale “ Maestri Italiani del disegno e della grafica “ Contemporanea “ (Giappone).
-1983/Acquasparta - 1º Premio Nazionale “Acquasparta “ -Palazzo Cesi .
-1983/Rho - 11º Premio Internazionale di Grafica del Pomero.
-1983/Burlada, Estella,Tudela, Sanguesa - “Seleccion de Dibuix del XXIIº Premi Internacional Joan Mirò” (Spagna).
-1984/Los Angeles - Rassegna Internazionale “ Maestri Italiani del disegno e della Grafica Contemporanea” (Usa).
-1985/Villa Di Serio - “ Shadow Project ” - 3ª Biennale d’arte Villa Di Serio.
-1985/Nishinomiya - “A Bag from Italy” - Gallery Art Space (Giappone).
-1986/Tokyo - “A Bag from Italy n° 2 - Metropolitan Museum of Tokyo (Giappone). 1986Osaka - “ Italians and Japanesen Artists “ - ABC Gallery of Osaka (Giappone).
-1986/Nishinomiya - “ Cavellini Event” - Gallery Art Space (Giappone).
-1987/Bologna- Arte Fiera 87 1987/Lodi Vecchio - “ America Latina: Miti, Leggende e Magia ” - Sala della Biblioteca Civica Popolare.
-1987/Ascoli Piceno - “ Progetto Internazionale sulla Pace ” - Chiostro S. Francesco.
-1987/Salerno - “In Forma di Libro” - Laboratorio Dadodue.
-1987/Milano - “America Latina: Miti, Leggende e Magia” - Studio Bramante 39.
-1987 /Pontecagnano F. - “Atlantide ” - Comune di Pontecagnano Faiano.
-1988/Malta - “ Omaggio al Caravaggio “ - Biennale Internazionale di Malta - Museo Mystique d'Arte Moderna.
-1988/Ponte Nossa - “ Time 88 ” Mail Art Project - Galleria Artestudio.
-1988/Ferrara - “Fotocopia della Copy Art” - Centro Attività Visive della Galleria D'Arte Moderna.
-1988/Valva - “In Forma di Libro” - Castello di Valva.
-1988/Kyoto - “Progetto Ombra” - Museum Municipal of Kyoto (Giappone).
-1988/Senigallia - “Fotocopia della Copy Art” - Museo dell'Informazione.
-1989/Gabrovo - “ IXª Biennial of Humour and Satire in The Arts “ - House of Humour and Satire (Bulgaria).
-1989/Kyoto - “ Italian Contemporary Art ” - Municipal Museum of Art (Giappone).
-1989/Oldenzaal - “International Mail Art Project” - Palthehuis Museum (Olanda).
-1989/Milano - “Non solo libri” Rassegna Internazionale di libri d'artista e d'arte postale - Galleria Milan Art Center
-1989)Isbergues - “1789” International Mail Art Exhibition - Maison des Associations (Francia).
-1989/Pisa - “ 1ª Mostra Internazionale di Mail Art Pisa 89 “- Galleria Apap .
-1989/Calexico - “ The International Shadow Project “ - Art Gallery San Diego State University (Usa).
-1989/Lublin - “ Exhbition Labyrinth ” - Galeria Srodek (Polonia).


-1990/Mozzate - “ Tentativo di Appropriazione ” - Archivio Ophen Documentazione Arte Contemporanea.
-1990/Dublin - “ Gesture and Memory ” - Italian Cultural Institute (Irlanda).
-1990/Campagna - “ Fifth Stranger Exhibition ” - Museo Civico.
-1990/Pisa - “ Germany / The Dream's Wall is Open “ - International Mail Art Archive.
-1990/Milwaukee - “ The International Shadow Project “ -Woodland Pattern Gallery (Usa).
-1990/Ponsacco - “ Germany / The Dream's Wall is Open” -Biblioteca Comunale.
-1991/Milano - “ Arte da e per L’America Latina “ - Castello Sforzesco.
-1991Milano - “ Ray Johnson's bat tub” - Galleria Centro Lavoro Arte.
-1991/Hildesheim - “Mail Art Project” - Rathaushalle Hildesheim (West Germany).
-1991/Belgioioso - “La Carta dell'Artista” - Castello di Belgioioso.
-1991/Pisa - “Wish of Peace” - International exhibition - Palazzo Lanfranchi.
-1991/Stoke on Trent - “What Changes” - City Museum And Art Gallery (Great Britain)
-1991/Milano - “ Per incanto un'asta diversa “ - Nuova Brerarte S. Paolo Converso.
-1991/Mandello del Lario - “ Non solo libri “ - Galleria Gothic (Como).
-1991/Oxford - “Artweek 1991” - Templars Square (Great Britain).
-1991/Barletta - “ Non solo libri “ - Rassegna Internazionale di libri d 'artista - Galleria Teatro Curci.
-1991/Ponte Nossa - “ Message Earth 90-92 “ - Galleria Artestudio.
-1992/Firenze - “ Progetto 1992 “ - Mostra Internazionale di original Mail Art - Studio d'Arte Il Moro.
-1992/Bologna - “ 30 anni di Mail Art “ - Prima Pagina Gallery.
-1992/Pisa - “ lmages Congress Project “ - Artemisia Arte Contemporanea.
-1992/Spoleto – “ 30 anni di Mail Art” – Spazi Comunali.
-1992/Milano - “1962 -1992 / Omaggio a Ray Johnson” - Galleria d'arte Avida Dollars.
-1992/Arezzo - “ Images About Youth World “ - Ex Autostazione - Comune di Arezzo.
-1993/Milano - “ La Linea infinita di Piero Manzoni “ -Galleria Milan Art Center
-1993/Ravenna - “ Lo specchio “ - Gallery Artestudio Sumithra.
-1993/Bologna - ” Message Earth 93 “ - Centro d'arte Masaorita.
-1993/Gabrovo - “ XIª Biennial of Humour and Satire in The Arts ” - House of Humour and Satire (Bulgaria).
-1993/Stoke On Trent - “Are You a Happy Shopper? “ - City Museum and Art Gallery (Great Britain).
-1993/Milano - “Arte Amplificata “ - Centro Ponte delle Gabelle.
-1994/Pisa - “Art without limits e frontiers” - Corte San Domenico.
-1994/Pieve Di Cento - “ Pieve Di Cento e il suo Barbaspein “ - Pinacoteca Civica.
-1994/Milano - “ Erotic Mail Art “ - Spazio Espositivo Pastrengo 2.
-1994/Pordenone - “ Non solo libri / Aquarantacinquegiri ” - Quartiere Fiera.
-1995/Sisuliai - “ Amplified Art “ - Siauliai Art Gallery (Lithuania).
-1995/Roma - “ Remembering Giulietta “ - Galleria Vittoria.
-1995/Milano - “ Tracce di Milano ” - Banca Mercantile Italiana.
-1995/Carrara - “Remembering Giulietta “ - Accademia di Belle Arti (Sala delle Colonne).
-1996/Vilnius - “ Àmplified Art “ - Lietuvos Kulturos Fondas (Lithuania).
-1996/Forlì - “La Preistoria a Forlì “ - XIII Congresso dell'Unione Internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche - Comune di Forlì.
-1996/Imola - “ Guglielmo Marconi “ - Cassa di Risparmio di Imola.
-1996/Forlì - “ Mailart Preistory “ - Comune di Forlì -Sala XC Pacifici.
-1996 /Fano - “ From Cinema Archeoleogy To Mail Art “ - Palazzo Martinozzi.
-1997/Turate - “Al di là della linea di Greenwich ” - Turarte / Spazio Media Immagine ( Como ).
-1997/Pisa - “Art’s Myths “ -Accademia D'Arte di Pisa.
-1997/Spilimbergo - “ Come un Gabbiano…” - Galleria d'arte La Torre, Palazzo di Troilo.
-1997/Bologna - “ 1962/1992 “ - 30 anni di arte postale in omaggio a Ray Johnson -
-1997/Budapest - “ Boite/Box “ - Artpool (Ungheria).
-1997/Moscow - “ Mail Art Show in Moscow 97 “ - State Gallery Beljaevo ( Russia ).
-1997/Pisa - “ The Monsters “ - Palazzo Delle Poste.
-1997/Sao Paulo - “ 2ª Bienal Internacional De Arte Postal “ Colegio Universitas ( Brasile).
-1998/Roma - “ Recycling Art “ - Palazzo Delle Esposizioni.
-1998/Turate - “ Un Negativo per il Terzo Millennio “ - Turarte / Spazio Media Immagine, (Como).
-1998/Belvedere Ostrense - “ Mail Art Italia “ - Museo Internazionale dell’Immagine Postale, (Ancona).
-1998/Firenze -“Ova“ -Eart Studio/Rosa Degli Eventi.
-1998/Merida - “ Como Ves Extremadura?"-International Itinerant Exhibition of Mail Art –Istituto De Bachillerato Extremadura , (Spagna).
-1998/Pisa - “ A+R+T = Freedom of Thought “ - Saletta Kinzica.
-1998/Castel S. Pietro Terme - “ Libri D’Artista e Poesia Visiva - Sala Ex Fienile .
-1999/Torreglia - “La fantasia non ha limiti “ – Centro Polivalente .
-1999/Sasso Marconi - “ Guglielmo Marconi “ - Sala Mostre del Comune di Sasso Marconi.
-1999/Lurate Caccivio - “ Mail Art per i Diritti Umani”-Biblioteca Comunale.
-1999/Pisa - “ Abstraction: order, instinct or both? “ -Centro Esposizioni Pisa Arte.
-1999/Castel S. Pietro - “ Happy Birthday Castel S. Pietro Terme” - Sala Ex Fienile.
-1999/Jesi - “ Caro Duemila ti scrivo” - Palazzo Dei Convegni.
-1999/Oslo - “H2O”- International Mail Art Exhibition -El Djarida.
-1999/Pistoia - “ Millenium / Strange Days ”- Chiesa di San Leone.
1999/Sao Paulo - “ 3ª Bienal Internacional De Arte Postal “ Colegio Universitas ( Brasile).
-1999/Latisana , “ Caos/ Villaggio Globale”- Spazi “Attivaria Officina Culturale”,Comune di Latisana.
-1999/Moguer, (Huelva) “ 2ª Bienal Internacional De Arte Correo ” Centenario De La Publicacion De Los Primeros Libros De Juan Ramon Jimenez - Galeria De Arte Fernando Serrano, (Spagna).


-2000/Firenze,- “L’Uovo e la sorpresa, nell’avvento del III Millennio” - Eart Studio / Rosa Degli Eventi.
-2000/Cava De’ Tirreni, - “Remembering Che” – Complesso Monumentale S.Maria al Rifugio,
-2000/Castel S. Pietro – “2000: Anno Mondiale della Matematica “ – Sala Ex fienile.
-2001/Spilimbergo (PN) - " Donne sotto il Burqua" - Mail art Internazionale - Grand Hotel President.
-2002/Sondrio, - " Donne sotto il Burqa" - Mail art Internazionale - Palazzo Pretorio.
-2002/Tirano,- " Donne sotto il Burqa" - Mail art Internazionale - Ex Chiesa S. Giacomo.
-2002/Forlì – “ Contemporanea 2002” - Non solo libri / Aquarantacinquegiri a cura di R. Maggi Arte Fiera di Forlì.
-2003/Senigallia, “ Digit Art “ - Palazzo Del Duca.
-2003/Macerata, “ Im / Migrazioni, Trasformazioni, Mutamenti Sociali “ – Università di Macerata – (Auditorium S. Paolo).
-2004/Bagheria, “Le sembianze anatomiche“ – Palazzo Aragona Cutò .
-2004/Milano, “ Mail Art allo Specchio / Preview “ –(anteprima) Teatro Franco Parenti.
-2004/Ripe, -“ Nori De Nobili / Mail Art Project“- Centro Polifunzionale di Ripe.
-2004/London, “ Mail Art allo Specchio “ – London Art Biennial 2004 .
-2005/Milano, “Arte e Migrazione“ - Camera del Lavoro di Milano
-2005/Gallarate, “ Mail Art allo Specchio “ – On the road Art Gallery
-2008/Venezuela, "Iª Bienal Internacional del Pequeño Formato” -Venezuela
-2008/"(Argentina). Galería de la Casa de Los Arcos de Maracay .
-2008/Sanborn, “Senders receive” - Niagara N.C.C.C. Art Gallery (Usa) a cura di Becky Moda.
-2008/ Itami, "Your Documents Please"- Museum of Arts and Crafts - Itami-shi,-Japan ,a cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda
-2008/Parksville, "Work,Work,Work" - Mail Art Exhibition - Arrowsmith Gallery (Canada) a cura di Ed. Varney
-2008/Vernoux-en-Vivarais,"Portes et passages"-Space Office de tourisme du Pays de Vernoux,(France).
-2008/San Demetrio Corone,"Typewriter/Macchina da scrivere" Chiesa di Sant'Adriano (CS) a cura di Claudio Grandinetti.
-2008/ Yokohama,"Your Documents Please"- Museum ZAIM e Galerie Paris, Yokohama, Japan , a cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda
-2008/Arcevia,“Piticchio & the Innocent Mailart"-Ar[t]cevia International Art Festival Sala Del Teatro di Piticchio - Castello di Piticchio Arcevia(An)a cura di Massimo Nicotra.
-2008/Staincliffe, installation "A Flock Takes Flight" -Christ Church Staincliffe, Batley West YorKshire, UK. (Regno Unito) a cura di Gary Cromack
2008/Baia Mare Maramures, "Green Eyes - Mail Art Exibition"- Florean Museum (Romania)
-2008/Bandon-by-the-Sea, " Post 2 Coast:97411 " - Watermark Gallery -Oregon (USA)
-2008/Chajari "Words" - Cultural Center Costantine Caballaro - 6 Feria International Book Chiajari (Argentina), a cura di Silvia Lissa
-2008/ Lecce, “Vasi comunicanti”- Segno, scrittura, comunicazione- Accademia di Belle Arti di Lecce -Virtuale rassegna Internazionale di Mail Art (parte integrante della tesi di laurea di Andrea Piccino relatrice Prof. Donatella Stamer.
-2008/Immenstadt, "Schriftelijke-Image-Teken" Internationale Mail Art -Literaturhaus Allgau(Germania),a cura di Harald Dreher
-2008/Maldonado, 4º Muestra de Arte Correo “Homenaje a Ray Johnson”,organizada por edizione del Cementerio, primera exposición itinerante en la Ciudad de Maldonado e de Punta del Este,Uruguay. A cura di Juan Angel Italiano
-2008/Milano,"Cesare Pavese. le colline, il sole" -Mostra Internazionale Di Mail Art - Casa dell'Energia
-2008/Victoria, "Mailmania 3 Biennial Exhibition"Spaces Studio J, Victoria, British Columbia-Canada a cura di Dale Roberts, September 18-27,
-2008/ Torino, "Cesare Pavese. Le colline, Il sole" -Mostra Internazionale Di Mail Art - Palazzo Bricherasio.
-2008/ Budapest,"Your Documents Please" -2B Galéria, Hungary, a cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda
-2008/Cagliari, “Miniature d'autore” Galleria G28 -Palazzo Marini a cura di Nuria Metzil Montoya
-2008/Vila Nova de Gaia, " ART IN LOCO 2 / 1 St International Contemporary Art Exhibition - Galeria de Arte Sílvia Soares. A cura di Sílvia Soares (Portogallo).
-2009/Berlin,"Your Documents Please" – Galerie Kurt im Hirsch-Germany a cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda
-2009/ Bratislava, "Your Documents Please" – Galeria Z , Slovakia a cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda
-2009 /Victoria, “Mailmania 3 Biennial Exhibition"- Gallery at the Vancouver Island School of Art, CANADA, a cura di Dale Roberts
-2009/Cesano Maderno, " Mille Artisti a Palazzo "-Palazzo Arese Borromeo
-2009/Limbiate, "Arte e follia" -Mail art e dintorni-Spazio PD
-2009/Guadalajara, "Your Documents Please" -Galeria Ajolote Arte Contemporàneo, Mexico - A cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda-2009/Bucarest, "Tradition" - Cultural Center Mira, a cura di Ioana Enescu e Dan Tudor Truica,(Romania)
-2009/ Courtenay, "Maurworks 2009" - Cunningham Ford Gallery - Canada a cura di Varney
-2009/Maldonado, 4º Muestra de Arte Correo “Homenaje a Ray Johnson”,organizada por edizione del Cementerio, primera exposición itinerante en la Casa De La Cultura De Rocha, Uruguay. A cura di Juan Angel Italiano
-2009/Junta de Freguesia de Milheiròs, Exbition “Arte Postal/Poesia Visual” – 2° Bienal de Arte de Milheiròs
-2009/AIUD, (Transilvania) - Libertate/Liberty, 14 Edizione Internazionale di INTER-ART artcamp. A cura di Ioana Gruija Savu e Ioan Hadarig. Romania
-2009/Staincliffe, "Crossed" -International Mail Art Project -Christ Church Staincliffe, Batley West YorKshire, UK. (Regno Unito) a cura di Gary Cromack
-2009/Cervia, “Sale Nostrum”- Mail Art Project- Magazzini del Sale.
-2009/Imperia,“Resistenze"- Esposizione di Mail Art - Teatro Bajazzo
-2009/Berlin, “20 years since the Fall of the Wall” – Prenzlauer Berg-Museum a cura di Lutz Wohlrab e Uwe Warnke
-2009/Thessaloniki, “No To Violence” – Aristotle University Thessaloniki (Grecia)
-2009/Maldonado, “Utopía de la comunicación?" - 5º Muestra de Arte correo, Casa de la Cultura de la Ciudad de Maldonado. (Uruguay)
-2009/Coruna, "Radiografia Do Medo" - Biblioteca Falcultade de Ciencias da Educacion. A cura di Imma Doval
-2009/Baia Mare Maramures, “THE DRAWING SALON” - Muzeul Florean, Romania
-2009/Porto Alegre/RS, "III Mostre Internacional de Arte Postal" - Espaco Cultural da Letras & Cia Livraria (Brasil) - A cura di Nadia Poltosi
-2009/Counternay, “Mail Art Olimpix” – Comox Valley Art Gallery - Canada, a cura di Ed Varney-


2010/Wendell, “Green Seen Mail Art” – Wendell Free Library, a cura di Christine Tarantino e Richard Baldwin- Massachusetts USA
-2010/Penticton, “Mail Art Olimpix” – Penticton Art Gallery - Canada, a cura di Ed Varney
-2010/Vancouver, “Mail Art Olimpix” – Havana Gallery - Canada, a cura di Ed Varney
-2010/Wells, “Mail Art Olimpix” – Island Mountain Arts Public Gallery - Canada, a cura di Ed Varney
-2010/ Wendell, “Green Seen Mail Art” – Wendell Free Library, a cura di Christine Tarantino e Richard Baldwin- Massachusetts USA
-2010/Greenfield, “Green Seen Mail Art” – Baystate Franklin Medical Center, a cura di Christine Tarantino e Richard Baldwin - Massachusetts USA
-2010/ Pontevedra, "Radiografia Do Medo"- Biblioteca Centrale Campus de Pontevedra. A cura di I. Doval
-2010/Bologna, "C'era una volta Pasolini..." - Collettiva, Galleria TERRE RARE.Progetto a cura di Rosa Biagi.
2010/ San Demetrio Corone,“The Owl/Il Gufo” - IV. Biennale Internazionale Mail Art - Chiesa di Sant'Adriano (CS), a cura di Claudio Grandinetti
-2010/ Scampia, 2° Simposio Internazionale d’Arte Contemporanea di Scampia, “Occhiaperti: guardare, osare, sognare” – Spazio Casarcobaleno
-2010/ Buenos Aires, " Mi lugar en el Mundo". (Argentina). A cura di Claudia Ligorria.
-2010 / Vado Ligure, “Io Ti Video”, Museo Civico di Villa Groppallo, a cura di Spaces - ArteContemporanea.
-2010/ Tigre, “ Objetos Imposibles” - Espacio Klee, a cura di Luis Morado (Argentina).
-2010/ Gallarate, “GenerAction” - Galleria di Arti Visive dell'Università del Melo di Gallarate (VA) a cura di Ruggero Maggi
-2010/ Buenos Aires, “La Mejor Flor” - Palacio Barceló, Avellaneda.(Argentina)
-2010/-Victoria, “Mailmania 4 Biennial Exhibition"- Gallery at the Vancouver Island School of Art, CANADA, a cura di Dale Roberts
-2010/- Buenos Aires, Mostra Internazionale "10 x 15 Spazio di libertà", Gallery Palermo H . Organizzato dal Dipartimento Universitario di Arti Visive, IUNA di Buenos Aires, a cura di Clemente Padin.
-2010/- New York, "Your Documents Please" - Alma in Manhattan Fine Light Inc. - A cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda
-2010/ Sarajevo, “ Art Show Universal Langage”- Centro de Estudios Hispánicos). A cura di Nataša Stanišić.
-2010/ Yaroslavl, "Yaroslavl is a glorious city!" - Modern Art Center (ARS-Forum). A cura di Katerina Zmejeva.
-2010/ Weilheim, "Blick aus dem fenster" - Stadtmuseum Weilheim (Germania).
-2011/ Modesto, “Airmail 100 Mail Art Exhibition”- Modesto Art Museum.
-2011/ Eindhoven, “Collecting Mail Art Project” - Stedelijk Van Abbemuseum di Eindhoven (NL) a cura di Miranda Vissers & Diana Franssen.
-2011/ Arcevia, "Tutto un Museo su una parete" - Palazzo Dei Priori (AN).-2011/ Venezia Mestre, "No Commercial Potential phaze II, the Show" - Garage N.3 Gallery. A cura di Maurizio Follin e Giancarlo Da Lio.
-2011/ Barcellona, “Use a Book” IV Festival Del LLibre d’artista i la petita Edicio’ - Artesania Catalunya. A cura di Elisa Pellacani.
-2011/ Bad Kissingen, "Post Fur Otto" - Bismarck Museum Obere Saline - Germany
-2011/ Venezia Mestre,“No Commercial Potential phaze II, the Show” - Sale espositive Centro Culturale Candiani, a cura di Maurizio Follin e Giancarlo Da Lio.
-2011/ Chaam, "Lists" - The Museum Of Instant Images. QS Gallery. (Pays Bas).
-2011 Lönsboda, "Hommage to Harry Martinson“ - Gylsboda Art-Center, Swede. A cura di Ottmar Bergmann.
-2011/Milano, “ Micro² - Collettiva –Circuiti Dinamici Spazio 2. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno.-2011/12 - Savona, “Arte di frontiera,armonia dei contrari”, Pinacoteca Civica di Savona - Palazzo Gavotti, a cura di Bruno Cassaglia.
-2012 / Milano, “ Micro² - Collettiva –Galleria L’Acanto, A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno.
-2012/Bologna,“No Commercial Potential phaze II, the Show” – Galleria Terre Rare a cura di Maurizio Follin e presentazione critica di Giancarlo Da Lio.
-2012/ Bologna, “Nice to meet you. How to tell that you are pleased to meet them” – Progetto di Loredana Galante, Arte Fiera stand 35 Espoarte. A cura di Olivia Spatola.
2012 /Milano, “ Micro² - Collettiva – Auditorium del PIME. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno.
-2012/ Torino, “PROGETTO Inviso” - Padiglione Italia - 54° Biennale di Venezia, Spazi Padiglione TIBET - Palazzo delle esposizioni Sala Nervi. A cura di Ruggero Maggi.
-2012/ Padiglione Tibet, Progetto di Mail Art INviso, a cura di Ruggero Maggi - Associazione SalViana, Pianello del Lario (CO).
-2012/ Milano, “ Micro² - Collettiva – Centro Diurno Ospedale San Carlo Borromeo. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno.
-2012/ Montecarotto, Mostra Internazionale “1962-2012 – 50 Anni di Mail Art”, in omaggio a RAY JOHNSON - Civico Museo della Mail Art, Comune di Montecarotto. A cura di Anna Boschi.
-2012/ Cassino, “Diritti Umani – Il mondo siamo noi” – Spazio "L. G. Pellecchia”. A cura di Mariano Filippetta.
-2012/ Quiliano (SV, "Im[m]agine",Objet d’art - SACS / Spazio Arte Contemporanea Sperimentale, Sala Polivalente, - a cura di Renato Cerisola e Cristina Sosio.
-2012/ Roma, Premio Terna, Mostra online.
-2012/Milano, Micro² - Collettiva internazionale di opere di piccolo formato, Rocco Basciano Art Gallery. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno.
-2012/ Chaam, "Scooldays in Artlife" - The Museum Of Instant Images. QS Gallery. (Pays Bas).
-2012/ Ponte Nossa, “1992 / 2012 DECENTRALIZED WORLD WIDE NETWORKER CONGRESS AND INTERACTIVITY” - Artestudio Morandi. A cura di Emilio Morandi.
-2012/ Roanoke, “1992 / 2012 DECENTRALIZED WORLD WIDE NETWORKER CONGRESS AND INTERACTIVITY” - A cura di Jim Leftwich Keith Buchholz. (USA).
-2012/ Odzaci, “1992 / 2012 DECENTRALIZED WORLD WIDE NETWORKER CONGRESS AND INTERACTIVITY” - Multimedial Art Studio / MAS Gallery. A cura di Nenad Bogdanovic (Serbia).
-2012 / Cornwall, “1992 / 2012 DECENTRALIZED WORLD WIDE NETWORKER CONGRESS AND INTERACTIVITY” - The Exchange Gallery. A cura di Rebecca Weeks Regno Unito.
-2012/ Caiazzo, "John Cage Mail Art …. Supposing" mostra internazionale di mail art realizzata per il primo centenario della nascita di John Cage – Palazzo Mazziotti (CE), a cura di Angela Caporaso.
-2012/ Milano, MICRO & BOOK - Circuiti Dinamici, Spazio 2. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno
-2012/ Montegrotto Terme (PD), “Biennale Internazionale del libro d’artista”, Museo Internazionale del Vetro - Queenartstudio di Padova, a cura di Maria Grazia Todaro.
-2012/ Milano, “Giordano Bruno”, M a i l A r t P r o j e c t - Tufanostudio25. A cura di Rosanna Veronesi con la collaborazione di Gretel Fehr e Ornella Garbin.
-2012/ Vancouver Island, "Mayworks 2012 - Festival of Labour & The Arts - Nanaimo Art Gallery. A cura di Ed Varney.
-2012/ Milano, Mostra Collettiva "Economia Mistica" - Teatro Filodrammatici - A cura di Patrizia Gioia.
-2012-13/ Buenos Aires, “No a la violencia contra las mujeres” - Espacio de arte Umbral, Mayo, Museo de la Mujer, Caba, Plataforma de arte contemporáneo, Quito, Ecuador.
-2012 - 2013/ Salerno, “ In Forma di Francobollo/ 70 Years di Marcello Diotallevi” – Spazio Ophen Virtual Art Gallery. A cura di Giovanni Bonanno.
-2013/ Milano,” Inviso” progetto di Mail Art - Spazio Mantegna, a cura di R. Maggi
-2013 Milano, Micro2 I Micro&Book, Atelier Chagall. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno
-2013/Rivarolo Canavese . “International Mail Art 2012-13” - Areacreativa42, Casa Toesca. A cura di Giulia Chiono.
-2013/ San Francisco, "Gutai" - San Francisco Art Institute Walter And Mcbean Galleries - A cura di John Held Jr, and Andrew McClintock.
-2013/ Salerno, “Wunderkammer Artistamps And Cabinet Of Curiosities” – Spazio Ophen Virtual Art Gallery. A cura di Giovanni Bonanno
-2013/ Sesto San Giovanni, “Micro2 - Micro&Book. Collettiva internazionale itinerante di opere di piccolo formato e libri d’artista - Spazio Contemporaneo Carlo Talamucci. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno
-2013/ Darmstadt, “Friede den Hütten“ – Krieg den Palästen. A cura di Norbert Koczorski,2013
-2013 / Stella Cilento, "Segni d’automazione” - 10° Rassegna d’Arte Contemporanea - Spazio “Rosa Niglio Itri”. A cura di Marcello Francolini.
-2013/ Olgiate Comasco, “Arte sotto le stelle” – Spazio Medioevo. A cura di Roberto Crimeni
-2013 / Venezia, “Padiglione Tibet” - 55° Biennale di Venezia 2013, Santa Marta - SpazioPorto. A cura di Ruggero Maggi.
-2013/ Torino, “Il gesto creativo e la parola” seconda edizione della mostra internazionale sul libro d'artista, esposizione del progetto AMACI, Giornata Del Contemporaneo. Biblioteca Civica Villa Amoretti – A cura di Mariella Loro.
-2013/ Venda Nova, “ A Day Like This” International Mail Art Exhibition 1- Galeria Espaço Artever, Portogallo.
-2013, Caracas, "Francobolli d'artista: Aviazione Civile" Circulo Militar de Caracas - A cura di Guroga & Enzo Correnti.
-2013/ Milano, “Micro2 - Micro&Book" - Collettiva internazionale itinerante di opere di piccolo formato e libri d’artista – Spazio Circuiti Dinamici. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno.
-2013/ Chaam, "Visions of Bosch" - Jherinimus Bosch Art Center. A cura di C. Gijsen & E. Honders.(Olanda)
-2014/ Milano, Mostra Collettiva Internazionale Micro2 - Palazzo Isimbardi. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno
-2014/ Venezia Mestre, Collettiva “Il Mito di Lord Byron”, 3D Gallery - A cura di Adolfina De Stefani, Daniele Sartori, Giulia Pistone.
-2014, Viareggio, “G.A. CAVELLINI 1914-2014 - I FRANCOBOLLI DEL CENTENARIO” Palazzo Paolina. A cura di Vittore Baroni
-2014,Salerno, Collettiva Internazionale “Virtual Underground” - Spazio Ophen Virtual Art Gallery. a cura di Giovanni Bonanno. Aprile 2014
-2014/ Ponte Nossa, “Cavellini Centenary” – ARTESTUDIO MORANDI. A cura di Emilio e Franca Morandi.
-2014/ Comune di San Donato Milanese,“Micro&Book" Libri d’artista Reali e Virtuali/ Collettiva internazionale itinerante di opere di piccolo formato e libri d’artista – Spazio Circuiti Dinamici. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno. Cascina Roma.
-2014/Salerno, "Ibridi Fogli" - Pinacoteca Provinciale di Salerno. A cura di Antonio Baglivo e Vito Pinto.
-2014/ Cairo Montenotte - "GAC/NEXT/CENTURY", Mostra del Centenario di GAC - Biblioteca Civica di Cairo Montenotte.
-2014/ Victoria - Mailmania 5, International exhibition,- Slide Room Gallery. A cura di Dale Roberts. (Canada)
-2014/ Arizona - “I BELONG, Who´s handicapped – you or me?“ - Phoenix Art Museum, Usa. A cura di Vanessa Davidson e John Held, Jr
-2014/ Rosignano Marittimo, “Videoterrazza per Gac” - A cura di I Santini Del Prete.
2014/Juminkeko,Kuhmo "Kalevala Progect" - a cura di Miranda Vissers(Fillandia).
-2014/ Napoli, "Olè 01/Big Splash" - Palazzo Reale- A cura di Caterina Davinio.
-2014/Verona, "Progetto Interference", 10° Ed. di ArtVerona - A cura di Add-Art.
-2014/ Capua, Suoni e Visioni/Tecnologia Creativa con l'installazione “Artisticamente una partitura mail art” - Palazzo Fazio. A cura di Angela Caporaso.
-2014/ Torino, “Krowten” omaggio ad Alfio Fiorentino - THE ROOM. A cura di Carla Bertola e Alberto Vitacchio.
-2014 - Phoenix, “Focus Latin America: Art Is Our Last Hope”, Phoenix Art Museum, Arizona. A cura di Vanessa Davidson e Jhn Held Jr.
-2014/ Victoria, "Rainbow" - Slide Room Gallery. A cura di Mailarta.
-2014/ Salerno, "Mise en Boite / Quasi un’opera collettiva" - Spazio Ophen Virtual Art Gallery A cura di Giovanni Bonanno
2014/-Victoria, “Mailmania 5 Biennial Exhibition"- Gallery at the Vancouver Island School of Art, CANADA, a cura di Dale Roberts
-2014/ Mar del Plata, “Biennale Del Fin Del Mundo”, IV edizione 2014/2015 . Paese invitato d'onore: Italia, con il Progetto speciale “Padiglione Tibet” a cura di Ruggero Maggi - Centro Cultural Unzue (Argentina).
-2015/ Roma, "Madonnina Social Pop" - Studio . Ra Contemporary Art. A cura di Raffaella Losapio.
-2015/ Ljubljana, "Mail Art Disruption" Galerija Skuc e MMSU - Museum of Modern and Contemporary Art, Rijeka, Ljubljana, Slovenia, A cura di Tatiana Bazzichelli e Vittore Baroni.
-2015/ Casalmaggiore, Mille saluti da Casalmaggiore, Dalle cartoline storiche alla Mail Art. Museo Diotti. A cura di Ruggero Maggi e da Tiziana Priori
-2015/ Napoli, Terza Biennale del libro d’artista PAN Palazzo delle Arti. A cura di Giovanna Donnarumma, Gennaro Ippolito e Ruggero Maggi
-2015/ Venezia Mestre, "La Via" - Way Pavilion International - Garace n° 3 Gallery. A cura di Maurizio Follin.
-2015 - Phoenix, “Focus Latin America: Art Is Our Last Hope”, MonOrchid Gallery, Arizona. A cura di Vanessa Davidson e Jhn Held Jr.
-2015/ Salerno, “ Ibridi & Simili” - Mostra internazionale di libri d’artista e della piccola editoria a cura di Antonio Baglivo e Vito Pinto - Biblioteca Provinciale di Salerno
-2015, Salerno/ "Virtual Fluxus Poetry" - Shozo Shimamoto 1928-2013. Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0 - A cura di Giovanni Bonanno.
-2015/ Ljubljana, "Mail Art Disruption" Galerija Skuc, Ljubljana e MMSU - Museum of Modern and Contemporary Art, Rijeka, Slovenia, A cura di Tatiana Bazzichelli e Vittore Baroni.
-2015/ Imperia, “Resistenze” – Teatro dell’Attrito
- 2015/ La Spezia, "LIGHT MATTERS. Questioni di Luce" - Palazzo Delle Arti della Spezia. A cura di Tiziana Clara Luisi e Alessio Guano.
-2015 / “Dal cartaceo al digitale per EXPO 2015” - Spazio Filatelia di Milano. A cura di Monica Scardecchia.
-2015, Salerno/ "Virtual Fluxus Two" - Shozo Shimamoto 1928-2013. Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0 - A cura di Giovanni Bonanno.
-2015/ Quiliano, "Diffusa", Collettiva virtuale con Giovanni Bonanno - Bruno Cassaglia - Renato Cerisola - Ruggero Maggi - Cristina Sosio (Biblioteca Civica A. Aonzo) - Spazio espositivo virtuale del SACS - A cura di Cristina Bosio.
-2015, Salerno/ "Collettiva Internazionale “Ottanta Ben Vautier” - Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0 -. A cura di Giovanni Bonanno
-2015, Canada de Gomez / 4° Evento Internacional de Arte Correo - Museo de Arte Canadense- A cura di Rosa Gravino.
-2015, Scafati / "Pompei, L’Archeologia e il Vesuvio” – Real Polverificio Borbonico. – A cura di Domenico Severino.
-2016, Pavia/ "Padiglione Tibet" . Castello Visconteo - A cura di Ruggero Maggi.
-2016, Enna/ "No Muos Mail Art". Galleria Civica di Enna - a cura di Cinzia Farina
- 2016, Salerno / “What would you put in the hat of Joseph Beuys”, Spazio Ophen Virtual Art Gallery - a cura di Giovanni Bonanno con Presentazione critica di Marcello Francolini.
-2016, San Demetrio Corone (CS) / "LA GUERRA - THE WAR" - VIIª Biennale Internazionale Mail Art 2016 - Collegio Chiesa di Sant’Adriano - A cura di Claudio Grandinetti
-2016, Genova / Ben Patterson's Memorial Day – Galleria UnimediaModern, Palazzo Squarciafico - A cura di Caterina Guasco
-2016, Verona / Crucifixion, Una croce per Shozo Shimamoto / Art Verona, Art Project Fair 2016. Site-specific a cura di Giovanni Bonanno
-2016, Marcianise / “Tossica” - Palazzo della cultura. A cura di Angelo Coppola
- 2016, Gallarate / TERRA | materiaprima - Galleria Arti Visive dell'Università del Melo di Gallarate. A cura di Ruggero Maggi
-2016, Castel S. Pietro Terme / "Homage Pig Dada" - Remembering Baudhuin Simon, (XII Edizione Giornata del Contemporaneo) a cura di Anna Boschi.
-2016, Caiazzo / "Sugli alberi le foglie" - Palazzo Mazziotti. A cura di Angela Caporaso.
-2017, Gallarate / "GenerAtion" , Museo MA*GA - A cura di Ruggero Maggi
-2017, Brescia / "Dadaclub.online" , Spazio Contemporanea - A cura di Fabio Paris, con presentazione di Domenico Quaranta e Piero Cavellini.
-2017, Kurt Schwitters 1887- Kurt Merz Ecology, Spazio Ophen Virual Art Gallery, a cura di Giovanni Bonanno.
-2017, Prima Biennale di Arte Postale a Venezia, Palazzo Zenobio, A cura di Ruggero Maggi. 57° Biennale Internazionale di Venezia.
 
le mie foto

1
messaggio
Giovanni Bonanno - TERRITOIRE/10247
poliestere colorato
base cm. 60x80 - 1981
Giovanni Bonanno - PERCORSO foto manipolata
cm. 50x60 - 1979
Giovanni Bonanno - PERCORSO foto manipolata
cm. 50x50 - 1979
GIOVANNI BONANNO

LE OPERE E LA CRITICA
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I PERCORSI DELLA NATURA 1978
di Giovanni BONANNO



“Non c’è un’opera, ma soltanto un agire: Le DIS-AMBIENTAZIONI

La mia costante e seria preoccupazione è sempre stata diretta alla realizzazione di un evento. Per questo, credo, che l’opera non dovrebbe rappresentare, ma piuttosto significare; il valore è nell’operazione e non nel solo prodotto. L’arte per molto tempo è stata concepita come prodotto, come oggetto staccato e separato da investire sia di un valore merceologico, sia di un valore culturale da conservare religiosamente. Ormai, non credo più alla scultura, o almeno al concetto di scultura che si aveva un tempo, è inutile concepire ancora dei tralicci; strutture isolate dal contesto reale, frammenti di realtà nella realtà. Il paesaggio, quindi, è il luogo delegato a registrare e ad accogliere gli interventi dell’artista. Per me è impossibile un’attività artistica senza una presa di coscienza con la natura, con lo spazio, con la terra, Per documentare ciò mi sono servito della fotografia, tuttavia, rimasto deluso di alcune foto (avevano documentato pochissimo) ho sentito la necessità di operarvi sopra, manipolarle. La manipolazione, per me, non è un ritocco per aggiustamento, bensì una modificazione negativa della natura. Per me, agire nello spazio (spazio fotografico) è pur sempre un segnare la natura, un percorrerla mentalmente, per sperimentare l’oggettività. Credo che l’oggetto separato dall’agire è inutilmente reale, ha un grado minore di esistenza e di durata, quindi conta solo l’atto vitale.Attualmente mi interessa agire su una superficie(la superficie fotografica della natura)ed associare le due nozioni essenziali della mia ricerca: Spazio reale (reperto fotografico) e potenziale distruttivo (liquido in espansione).Ogni volta constato che le due nozioni vengono ad interferire tra loro e a stabilire scontri urti e attriti. Infatti la superficie,la natura, quasi sempre viene modificata da misteriose presenze,(potenziale distruttivo)da colate di materia liquida in espansione.Queste misteriose presenze sono segnali di allarme,che percorrono la natura segnandola definitivamente, cercando così di violentare un ordine prestabilito e accettato che passa per armonico. Questi eventi nascono dal basso,dalla terra,perchè adoperano il percorso come luogo,campo e corpo dell'evento.La cosa che più m'interessa,per ora,è quella di occupare anche mentalmente vaste superfici.Questo bisogno incontenibile di fisicità, di fluidificazione spaziale,mi spinge ad abbracciare la "noosfera",la sfera delle nozioni impalpabili.A questo punto,non mi resta che ricorrere al disegno, alla manipolazione come tecnica manuale di espressione per progettare spazi e campi vasti di grande dimensione,per acquisire una libertà di comportamento che con la scultura (intesa in senso tradizionale) mi era negata.Secondo me, c'è una scultura che diventa oggetto, c'è una scultura che si può realizzare solo estemporaneamente per il gusto di farla e subito distruggerla(Cristo Javacheff),c'è infine,la scultura che si può solo pensare;la mia. Quindi non sono interventi realizzati e neanche progetti da realizzare,sono progetti realizzati, eventi dove qualcosa si è lo stesso rivelato e manifestato: il liquido scende e automaticamente annulla la natura, la vita.Tutto questo per me è segnale di minaccia, di morte. Il fare resta irrazionale,un atto di vita esposto alla negazione.Del resto vivo e lavoro nel dubbio, il senso della distruzione, della morte,sono i motivi primari che mi spingono a progettare,a creare,a manipolare.Quindi ciò che faccio non è un duplicato ridotto dell'universo reale,è tuttaltro che decorativo,elegante,mimetico; è l'espressione di una ossessione,uno straniamento,un momento irrazionale,un Blow op mentale che ci riconduce alle origini.In definitiva è un evento di tipo vitalistico ed esistenziale,dove il gesto del manipolare determina un tramite tra noi e la realtà,un gesto capace di instaurare relazioni,rivelare e soprattutto mettere in dubbio certezze che sembrano verità.




Flaminio Gualdoni ( Presentazione Cat. ed. Galleria La Colonna -Como) Gennaio 1979

I connotati fondamentali delle operazioni di Bonanno inseriscono l’artista siciliano in quell’area di ricerca, viva e vitale, che affonda le sue radici nell’environment e, innervata degli stimoli di minimal e land art, costituisce uno dei settori più fertili del concettuale. L’intervento nella/sulla natura, nello/sullo spazio non si motiva per Bonanno nella necessità di verificare asetticamente la polarità tra l’artefatto e il naturale come normale articolazione dialettica entro cui si produce progresso, ma come violenta mozione disequilibrante e destabilizzante all’interno di un ordine stabilito e accettato per armonico: al di fuori di qualsiasi metafora sulla virtualità dell’operazione artistica, anzi rivendicandone l’effettualità all’interno di uno spazio reale, fisico e vissuto. Atto di negazione profondamente consapevole, gesto provocatoriamente arbitrario, l’operazione di Bonanno frantuma in realtà un ordine apparente o quantomeno relativo e recupera ad una diversa dimensione cognitiva quegli stessi elementi primari che lo costituivano. Scevre da qualsiasi suggestione di tipo edonistico e estetico, le dis-ambientazioni di Bonanno negano il normale nella loro prepotente carica liberatoria: dietro ad esse emerge, utopica, la volontà di un nuovo equilibrio.



Flaminio Gualdoni (Dello spazio di natura, Bollettino n° 1 ed. Galleria P.ta Ticinese-. Milano novembre 1980)

A partire dal 1976 Giovanni Bonanno ha definito in maniera chiara e inequivocabile le sue ricerche come indagini trasgressive a carattere ambientale. I’environment, il progetto, il fotomontaggio (pratiche, tutte, che abbiamo ritrovato presenti pariteticamente nella mostra “Che succede?”, a Como) sono altrettanti strumenti attraverso cui egli ha dato vita al suo intervento nella/sulla natura, nello/sullo spazio, con una gamma di riferimenti che andava, negli anni passati, dalla minimal, alla land art, da certe esperienze ‘povere’ alla scultura urbana. Alla radice delle sue dis-ambientazioni era la necessità non di verificare asetticamente, nella virtualità della pratica estetica, la polarità tra l’artefatto e il naturale, ma piuttosto di produrre violente mozioni disequilibranti e destabilizzanti all’interno di un paesaggio fisico biecamente ‘normale’ . Sotto questa tensione liberatoria e, per certi versi, utopica, correva tuttavia il filo di un’ambiguità irrisolta. Certo, era già ben evidente che, nonostante le diverse e atipiche modalità di intervento, Bonanno intendeva collocarsi entro i margini dello specifico della scultura, verso il quale formulare sì eccezioni di tipo disciplinare, ma solo per rigenerarne quell’intima tensione di partecipazione storica che la mera attività di formazione plastica sembra avere perduto. Tuttavia, lo svariare in chiave sperimentale dalla scultura solo progettata a quella effettivamente realizzata entro i margini angusti dello spazio espositivo, e da questa ancora al fotomontaggio, in cui recuperare effettivamente l’ambiente storico di vita, lasciava ancora aperta la porta a dubbi sui connotati e sulla portata reale degli interventi. Ora, con l’ultima serie di lavori, Bonanno ha sciolto anche questo residuo nodo di lettura, assumendo come pratica esclusiva quella della manipolazione fotografica. Una scelta, questa, che non comporta riduzioni o restringimenti nel suo orizzonte concettuale, ma anzi una lucida puntualizzazione di quell’eversione ambientale che rappresenta il nucleo motore della sua ricerca. In queste ipotesi di macrointerventi naturali 1’artista si misura direttamente, senza filtri metaforici, con il paesaggio, la sua fisionomia e le sue intime componenti costitutive: e la fotografia non ha più l’angusta e precaria dimensione intellettuale del progetto, ma piuttosto l’immediatezza provocatoria del documento, che la manipolazione sovraccarica di una quota di comunicazione ideologica che fa leva sulle corde risonanti dell’immaginazione. Letto in questa logica, il gesto di Bonanno non è più in alcun modo un evento comunque strutturante ma, nella sua impraticabilità concreta, si presenta come manifestazione assoluta di un impulso eversivo: è, il suo, un gesto clamoroso su uno dei grandi temi esistenziali dell’uomo.




C. Strano (come trasgredire la land art , “Natura Integrale”, Milano n° 13-14 1981


La land art per Giovanni Bonanno opera virtualmente. Il giovane artista siciliano non “interviene” con segni, indicazioni, percorsi in maniera diretta sulla natura, bensì sul reperto ambientale. Una sorta di metalinguaggio della land art, dove ha molto gioco il frammento dell’immagine, della memoria. Non c’è parodia del comportamento, giacchè il suo comportamento è “freddo” e trascende la fisicità per avvicinarsi a posizioni concettuali.Sennonché, ’immagine “naturalistica” ch’egli offre diventa elastica: oltre che come oggetto di transfert del comportamento, può essere assunta come valore oggettuale.


Franco Legrottaglie, Presentazione Cat. ed. Galleria Nuovospaziometropolitano- Milano Gennaio 1984

Tutto può rientrare nella sfera delle umane possibilità di “protezione” e di “garanzia”,e Christo ce lo dimostra attraverso le sue operazioni di impacchettamento di ogni sorta di “dimensione esistenziale” (il Colosseo, l’intero territorio di uno stato americano ecc.). Allora il mondo è ancora esperibile? Giovanni Bonanno ne è convinto e integra il concetto di ”protezione” e di “garanzia” con quello del “recupero” organico (che non è “riappropriazione”) de la dimensione stessa. Analizza la sua storia e, ponendola al confronto critico del mondo contemporaneo, ne ricava una sorta di coscientizzazione del “negletto” da cui contemporaneamente emergono le contraddizioni dell’uomo e la rivincita del tempo sullo stesso. Bonanno, quindi, vitalizza e rende fruibile. Scopre “ruderi” parlanti, che implorano sopravvivenza, ne capisce il linguaggio e, come Christo impacchetta la struttura dimensionale perchè crede nella “capacità del mondo”, Bonanno ne traduce il messaggio in termini di progetto culturale conseguendo la prova inequivocabile della sua esperibilità.



Milano, marzo 1985
Alberto Veca


Quando Giovanni Bonanno ha iniziato a disporre sul pavimento i disegni della sua recente produzione, che costituiscono la parte principale delle opere esposte in questa occasione, avevo, nella memoria e nell’archivio dei documenti, minuziosi interventi, sempre grafici, sul paesaggio (disegni, fotomontaggi) e oggetti tridimensionali in poliestere colorato, anch’essi “mimesi” di un landscape naturale in cui emergevano o venivano segnalate tracce, percorsi ambiguamente allusivi a un intervento umano o a una sedimentazione vegetale. Ora appunto il paesaggio da lontano si offriva vicino, dall’indefinito di una porzione del piano e del orizzonte a uno spazio ridotto, mentale, al suo rapporto subordinato con una figura e un piedistallo colto nel la freddezza della rappresentazione assonometrica. E la figura ha assunto il contorno ambiguo del riferimento contemporaneo all’universo dell’organico come dell’artificiale. Cercare di puntualizzare allora l’attuale fase di lavoro di Bonanno parte proprio da alcune limitate considerazioni sulle tappe immediatamente precedenti e che risultano sinteticamente esemplificate nella pubblicazione “Le tracce e i reperti” edita nel 1983. In quella occasione il processo ambientale della stanza veniva messo a paragone con quello del territorio, colto significativamente nella opposizione fra un piano e un alzato, fra il rilievo e la pianura. L’immagine “ovvia” del paesaggio veniva aggredita con un intervento grafico, un segnale o una figura che alternativamente potevano travolgere o evidenziare i “segnali” naturali: il cambiare della materia, i disegni dei rilievi, le fratture e le forme che gli agenti atmosferici avevano determinato. Gli interventi grafici tendevano a significare ulteriormente queste trasformazioni, potevano anche giungere a uno stravolgimento dell’immagine di partenza, della realtà. Il secondo aspetto dell’intervento di Bonanno conosceva una divaricante soluzione : da una parte la realizzazione di un modello in scala ridotta del “paesaggio”, allora una miniaturizzazione in tridimensione, un modello su cui le tracce lasciate, i percorsi evidenziati, potessero materialmente assumere il ruolo protagonista rispetto al volume; dall’altra una ricerca grafica, ai limiti dell’illusionismo, della contraffattura, in cui l’uso del carboncino permetteva sul piano l’illustrazione della depressione, del piano e del rilievo. E proprio da quest’ultimo strumento discendono i recenti lavori, in cui vengono esaltati l’aspetto progettuale del disegno e la sua capacità sostitutiva del modello tridimensionale, o della realtà. Del progetto sono rimaste la sicurezza dell’impianto, la grafia del piedistallo e del volume, dell’architettura contenitore, o del semplice zoccolo — base del reperto. Disegno pensato come replica dell’ architettura allora, nella verità mentale dell’assenza di un punto di fuga: ma l’attenzione si è spostata dal paesaggio al tavolo di studio, al piano di lavoro, conoscendo un brusco spostamento l’esterno all’interno, dall’infinitamente lontano al vicino, manipolabile, all’universo confrontabile dimensionalmente con l’uomo. Alla certezza della capacità di riprodurre, o di alludere a spazio, corrisponde l’incertezza, l’insicurezza della figura presentata, che assume l’inequivoca fisionomia del reperto, quasi l’ingigamento di un frammento del paesaggio, mantenendo di quello gli stessi riferimenti al volume, la medesima plasticità. Una presentazione “certa” allora, della tridimensionalità come delle dimensioni relative rispetto al campo, ma anche l’incertezza - è segnale certamente significativo della fisionomia stessa l’oggetto studiato e proposto. Come se le classificazioni tradizionali con cui può essere suddiviso l’ambiente conoscessero l’ambiguità, la contaminazione, forse anche la metamorfosi, la trasformazione. E in effetti la figura proposta da Bonanno suggerisce alternamente un riferimento al mondo organico, al vivente che si sviluppa e si modifica, ma anche al mondo dell’artificiale, dell’aggregazione meccanica, dell’incastro o dell’innesto. Il “corpo” che allora si dispone sul piano può alternativamente conoscere la “continuità’ organica dell’anatomia, dove le singole parti conoscono un innesto omogeneo, senza traumi e senza immediate. distinzioni, e la “discontinuità dell’arto diverso, fisionomicamente estraneo. Contaminazione, trasformazione, metamorfosi: Bonanno sembra cogliere, in questo ribaltamento fra verosimile e .immaginazione, un “istante” del processo: la stessa figura viene sospesa nella posa ambigua fra stasi e movimento: e le soluzioni, lo sviluppo si i seguono da tavola a tavola senza un ordine prefissato, ma nella costanza, nell’omogeneità del punto di vista da cui osservare il fenomeno, La trasformazione è momento dell’instabilità, appunto del cambiamento da uno stadio cognito: a uno sconosciuto o presupposto: Bonanno sembra illustrarla nella sicurezza dell’osservazione distante, probabilmente sorpreso del risultato che di volta in volta emerge.


Tutto Montanari, “Carte” Giovanni Bonanno al Centro Lavoro Arte di Milano 1985


Sono ricordi di avvenimenti lontani, mutazioni che sorgono da memoria atavica da inizio della vita, uniti da un filo che si interrompe dove inizia l’altro brano di racconto. Forme che possono essere disturbatrici perché rinnovano le preoccupazioni delle domande prive di risposte. L’allegoria, se allegoria si vuole intendere, permette una interpretazione individuale dove ognuno riesce a trovare una dimensione richiamata, un’evoluzione non ancora completa. Il solo colore delle tavole che preludono alla proposta del trittico finale è il nero, colore non colore, di deciso impasto, che aumenta la sensazione di fase iniziale. Immagini gonfie di umori, personaggi che cercano una dimensione, una motivazione per cambiare, per definirsi, per trasformare l’embrione alludendo a una forma futura non ancora possibile. L’uscita dalle prigioni lineari avviene per gradi, per tentativi, viene solo imitata, quasi trattenuta dalla paura del cambiamento. Cordoni vitali che finiscono nel nulla che cercano di attaccarsi a se stessi, volendo risolvere in se stessi la loro esistenza. E si arriva alla momentanea conclusione: le forme si definiscono assumendo aspetto antropomorfico. I voli o le cadute, altro modo di volare, narrano di paurosi vuoti, di incombenti minacce, di ambigue maschere necessarie per la sopravvivenza, di prigioni finestrate, di cieli corrotti da presenze indefinibilmente terrificanti. L’unione temporanea dei tre pezzi ha il gusto del provvisorio, dell’intercambiabile, e contemporaneamente del definitivo, dell’unica soluzione possibile. Cassola scriveva nel 1975: “La fantasia, o immaginazione che dir si voglia, non esula dalla realtà. Al contrario si esercita sulla realtà; è il solo scandaglio che vada a fondo della realtà. La fantasia non è necessaria solo agli artisti...” e il messaggio che Bonanno ci fa arrivare si può misurare su tale affermazione.



N. 14 -Comunicazioni /A R T E
A. Boni 1985


Di contro alle pur motivate operazioni della Land Art, risoltesi però in ameni e sofisticati esiti estetizzanti, mostranti l’impotenza della sola esperienza sensoria a voler decifrare il fenomeno, Giovanni Bonanno, nel suo fare post-concettualista, demanda tale compito alle facoltà intuitive ed immaginative dell ‘uomo. Tant’è che, senza infingimenti di sorta e con chiara lucidità mentale, ha iniziato a lavorare sul “reperto ambientale” e non in maniera diretta sulla natura (in una sorta di metalinguaggio della Land Art) come ha annotato Carmelo Strano. Ai reperti di ieri studiati in gigantometrie per studiare da vicino la spettrale radiografia di una natura toccata da deturpazioni sempre più aberranti, oggi, con la sua personale al “Centro Lavoro Arte”, l’artista propone delle iconografie ancor più acute, tese a proiettare, in un atto conoscitivo brevi manu, dei segnali inavvertiti di processi incogniti ed impronte emblematiche di eventi strazianti. Con la certosina disposizione mentale di uno scienziato si accosta ad un fenomeno naturale per coglierne le ragioni dei, suo essere. La sua arte si propone, allora, come disciplina seria della ricognizione e ricostruzione del fenomeno con la mente ormai libera ed estranea ad ogni sorta di stimmung umanistico-romantica, ormai inerte e deviante con il suo voler risolvere l’arte in un’attività pedissequamente ‘ricopiatrice’ della pelle del reale. Così, l’artista a se stesso ed a noi restituisce una intatta capacità di osservazione del reale con una metodica costanza degna di un appassionato biologo. Così, la parte attiva del suo fare immaginativo si sposa in lui ad acuti stimoli e conoscenze che affondano nei significati più validi della Land Art e del Concettualismo in genere per trovare il punto focale in un’inedita sintesi rinvenibile nelle sue attuali iconografie vertenti sulle metamorfosi strazianti di una natura e sostanza antropomorfa che declina sempre più in un martirio di agonia orrida e sconcertante. Bonanno, invero, abbandona per una genuina esplorazione del fenomeno, ogni idea preconcetta ed ogni metafora azzardata e con il fare di un santo laico si accosta alla natura e ne nomina i martirya irriferibili. Ne segue l’aberrante crescita mista ad un’orrida segnaletica: ancora la natura segue i suoi ritmi? O nell’osmosi della crescita frammenti insoliti ne travolgono l’iter? Certo è che le sue iconografie presentano una struttura vegetale che lascia aperti spiragli alla commistione con frammenti dell’organico che solcano i territori di una figurazione lacerata e lacerante per lo spasimo consapevole che destina il tutto ad un habitat abnorme e senza senso, impietosamente sgorgato dalla consapevolezza dei nostri misfatti. Alla fine, la sua inimaginazione affondata nelle viscere della sostanza organico-vegetale, si ritrae sbigottita insieme alla nostra ragione irrazionale. Già, “I GERMOGLI DELL’ATTESA”! Ora, nella incapacità della previsione certa del ritmo futuro della natura, i germogli sembrano abitare gli spazi di una acconsentita speranza? O’sono le spie più laceranti e d’incubo di una natura che si aliena e degenera sempre più? Al di là, comunque, di questo pseudo dilemma. interrogativo, ci sembra che l’operazione post-concettuale di Giovanni Bonanno traccia, con ironica saggezza, la mappa dei nostri attuali turbamenti ed inquietudini, nell’intuizione che si incammina a divenire certezza, che nell’uomo e nella natura, la componente biomorfa, ssessivamente ormai, si snoda e fluisce secondo ritmi e vie sempre più allucinati ed incontrollabili.




Carmelo Strano Milano, settembre 1991

La ricerca linguistica e iconografica di Giovanni Bonanno si è sempre basata sull’improbabile, sul virtuale. Non un referente eminentemente fantastico, semmai immaginativo. In sintesi: non l’impossibile, ma l’improbabile, appunto. Così è stato per le “Espansioni” (disegni), per i “Percorsi” (foto manipolate), per i “Territoires” (il suo segno grafico e pittorico lasciato sul poliestere, ad esempio). Il corsaro della traccia grafico-estetica: questo ha fatto Bonanno. Sostanzialmente, ha disegnato mappe, segni sul territorio, e il fruitore s’è mosso alla ricerca di un tesoro improbabile, il tesoro di una provocazione in senso naturalistico e ambientalistico. E’ accaduto allora che l’utopia ideologia ha coinciso con l’utopia dell‘immaginazione creativa. Ciò è stato possibile anche perchè nei suoi territori improbabili Bonanno ha giocato ampiamente con la memoria come reperto. Questa assenza di vincolo da un referente realistico, e persino naturalistico-realistico, ha ardimentato la successiva, e ultima, ricerca dell’artista lombardo Il segno grafico, pur rispettando per così dire il canone dell’improbabile, ha perso l’approssimazione e ha definito figure, animali, spazi: un’iconografia di per sè originalissima. Ma non si tratta soltanto del fatto che gli ambienti improbabili si sono popolati di esseri improbabili sulla base dì un’atmosfera generale di piglio surrealista. L’autore ha puntato sostanzialmente la sua attenzione al problema dello spazio. Per quanto fondamentalmente euclideo esso si complica con connotazioni relativistiche. Principalmente vengono contraddette la forza di gravità e la centralità prospettica. Si tratta di un regime spaziale pluricentrico quale si accompagna, come dice il titolo di un testo-manifesto dell’artista, un tempo inoggettuale. Se con le precedenti esperienze Bonanno aveva stabilito la propria distanza dal mero concettuale e dalla pura land-art, sulla base di un “metacomportamento”, adesso egli precisa con coraggio e convincente logica un suo mondo iconografico e spaziale non più negativo, bensì positivo e propositivo. Ho fatto cenno a un certo piglio surrealista. E’ bene precisare che in questo mondo improbabile non vi è traccia dell’automatismo psichico puro millantato da Breton e compagni. L’improbabile di Bonanno può essere semmai ricondotto a un terreno di ricerca patrocinato da Escher e dalle matematiche relativistiche. Tutto questo non penalizza affatto il fruitore: le qualità tecniche di laboratorio sono tali da catturare l’intelligenza e la commozione.




A. Boni, 1992

Una "condizione negata" all'uomo è lo stimolo primo che attiva l'operare di Giovanni Bonanno che affronta lo sfaldarsi incessante della soggettività in uno spazio solcato da frammenti della memoria e da lacerti dell'oggettività delle cose. La verifica dell'accorata condizione dell'umano si dispone in lui in vista di un possibile riscatto della vitale poeticità dell'uomo.


Sandro Bongiani,“Occupatio/Dissipatio” 2008
(Una situazione tutta Post-Humain)

Viviamo in una società globale piena di contraddizioni, l’uomo non ha perso soltanto i naturali riferimenti che aveva con la natura ma persino il desiderio di sognare. Da sempre l’uomo ha cercato di essere creatore d’immagini, talvolta sforzandosi di imitare la natura, fino a decidere di contraffarla e di sostituirla nell’artificiale. Di certo, non esistono più limiti, ormai si vive una situazione complessa e deviata. Voler assumere “la diversità del reale”, l’uomo vive una situazione decisamente “anomala”; questa è la realtà della “simulazione significante”, una realtà in cui gli eventi naturali vengono attraversati da accorgimenti che ne alterano le componenti temporali-spaziali, dandoci l’illusione di una verità. In questa condizione, la realtà viene spesso sostituita con quella “virtuale, quasi una seconda realtà simulata e immateriale. La produzione creativa, oggi, vive la dimensione conoscitiva di diverse ricerche e scoperte che vengono “filtrate” dall’artista, confrontate e sublimate in una cosa che chiamiamo “immaginazione”. La produzione artistica risente di questi nuovi fattori; ne è altamente condizionata. L’artista di oggi deve per forza di cose leggere in profondità, dentro una complessità ormai “Post-Humain”. Ormai, i progressi nella biotecnologia stanno variando i confini in corrispondenza dei quali si celebra la fine dell’uomo e l’inizio del post-umano. Secondo tale ipotesi le nuove problematiche in atto contribuiranno a ridefinire “una nuova costruzione dell’io” determinata dall’applicazione consueta di tecniche di trasformazione fisica; la chirurgia plastica, gli interventi a livello celebrale, l’inseminazione artificiale diventeranno una prassi comune per cui bisognerà reinventare se stessi. Si dovrà necessariamente ridefinire i parametri dell’esistenza stessa in un regno evolutivo artificiale. In arte, oggi, emerge un rinnovato interesse verso la natura e il corpo umano, alcuni artisti come G. Bonanno dimostrano di essere molto interessati a tali problematiche, tentando in tutti i modi di rispondere a questi nuovi interrogativi. Già, qualche anno fa C. Strano scriveva: “La ricerca linguistica e iconografica di Giovanni Bonanno si è sempre basata sull’improbabile, sul virtuale. Non un referente eminentemente fantastico, semmai immaginativo. In sintesi: non l’impossibile, ma l’improbabile, appunto. Così è stato per le “Espansioni” (disegni), per i “Percorsi” (foto manipolate), per i “Territoires” (il suo segno grafico e pittorico lasciato sul poliestere, ad esempio). Il corsaro della traccia grafico-estetica: questo ha fatto Bonanno. Sostanzialmente, ha disegnato mappe, segni sul territorio, e il fruitore s’è mosso alla ricerca di un tesoro improbabile, il tesoro di una provocazione in senso naturalistico e ambientalistico. E’ accaduto allora che l’utopia ideologia ha coinciso con l’utopia dell‘immaginazione creativa. Ciò è stato possibile anche perché nei suoi territori improbabili Bonanno ha giocato ampiamente con la memoria”. L’artista, con queste ultime l’opere presenta una serie di lavori incentrati sulla perdita dell’identità dell’uomo contemporaneo, in particolare, è interessato a definire una visione alternativa, un nuovo immaginario. Da sempre, l’artista ha lavorato sulle “dis-nature” immettendo nell’opera, come scrive Flaminio Gualdoni, “una violenta mozione disequilibrante e destabilizzante all’interno di un ordine stabilito e accettato per armonico; atto di negazione profondamente consapevole, gesto provocatoriamente arbitrario, l’operazione di Bonanno frantuma la realtà un ordine apparente o quantomeno normale recuperando una diversa dimensione cognitiva e immaginativa con ciò si nega il normale nella loro prepotente carica liberatoria: dietro ad esse emerge, utopica, la volontà di un nuovo e possibile equilibrio”. In una società carica di profondi cambiamenti culturali, sociali, segnata dall’alterità e dai nuovi modi nella costruzione dell’io, i consueti concetti tradizionali vengono ripetutamente smantellati e sostituiti da nuove e provvisorie percezioni e dal nuovo modo di relazionarsi con l’io. Bonanno, da bravo analista, mette l’uomo a nudo di fronte a se stesso, al suo specchio culturale e sociale facendo intendere come la tecnologia odierna abbia sconvolto definitivamente il nostro io. Con ciò non vuole rappresentare l’io come registrazione del bello, bensì come possibilità per accedere ad un livello più profondo di conoscenza.Con l’ultima serie di opere “Occupatio H.X.”, l’artista tenta di definire un modello di rappresentazione, molto più espressivo e idoneo, in cui le fattezze esteriori del volto e del corpo, gli orifizi degli occhi, del naso, delle orecchie, della bocca e persino dei genitali vengono occupate ossessivamente da una miriade di formiche disegnate a china direttamente sulla fotografia digitalizzata. Ne vengono fuori esseri profondamente mutati, senza una loro chiara identità; esseri caratterizzati da certi stereotipi della società attuale, come quelli imposti attraverso la pubblicità commerciale di massa; non a caso l’artista preferisce lavorare spesso direttamente sopra foto anonime e impersonali, volutamente scelte per il dato asettico e anestetizzato’, in questo modo, si misura direttamente senza filtri metaforici con il corpo umano, la fotografia non ha più l’angusta e precaria dimensione documentaria del ritratto , ma piuttosto l’immediatezza provocatoria che la manipolazione grafica sovraccarica di una quota di comunicazione che fa leva sull’immaginazione. I corpi ripresi dalla realtà più oggettiva, “caricati” di accumuli di formiche occupano ossessivamente parti di corpo umano, creando stati d’animo e situazioni emotive da cortocircuito, decisamente destabilizzanti di un ordine apparentemente normale. Inoltre è da segnalare anche la rappresentazione di presenze inconsistenti e apparizioni apparentemente illogiche che si condensano in modo assai nascosto e velato, ma che hanno la capacità di trasformare l’opera dal puro reperto documentario verso una dimensione “altra”,assai più complicata e pregnante rispetto quella che noi comunemente percepiamo. Condividiamo appieno tali proposte incentrate ad una definizione nuova dell’io, attraverso la commistione di fantasia, finzione e ossessione. Da tali proposte, l’artista perviene ad una riformulazione decisamente “schioccante” dell’umanità, che trasmette una impressione inquietante della condizione post-umana verso la quale ci stiamo avviando. Il lavoro di Bonanno diventa, in definitiva, il promemoria della fragilità psicologica dell’uomo moderno: il ritratto abbandona la similitudine, la ripetitività e la somiglianza della copia reale, la “mimesi” per divenire presa di coscienza e di conoscenza di un’io che non riesce a definirsi e a consolidarsi in forme più stabili. Di certo, queste apparizioni precarie e negate di accumuli incontrollati di formiche smantellano i luoghi comuni e i modelli certi della pseudo-identità. La dissoluzione della nozione d’identità viene esibita nel tentativo estremo di recupero dell’unità persa, come l’unica condizione possibile per trovare se stesso. L’emozione alla vista di questi lavori è molto forte, nonostante l’evidenza fotografica dell’immagini, dandoci un certo fastidio nel sentirci smarriti e indifesi, forse perché siamo costretti a scrutarci allo specchio del nostro “io impersonale”,che definisce un’identità anonima, sterilizzata, ma perfettamente aderente alla precarietà di come siamo diventati.



A. Boni, 2009

"Nei suoi interventi l'artista raffigura una miriade di formiche che invadono ed occupano ossessivamente un'estesa parte dei volti e corpi estrapolati dal circuito mass-mediale di una società anonima ed omologata, creando inattese situazioni emotive da cortocircuito nello spettatore e, nel contempo, destabilizzando un contesto antecedente di apparente e spersonalizzata bellezza che si offriva rassicurante e armonica".


Alberto Sandron
(Da “Mail Art Service”, n. 65, febbraio 2009
ARTIFICIALITA' E RICERCA DELL'IDENTITA' NELLE OPERE DI GIOVANNI BONANNO


Ad un primo e veloce approccio, le immagini di Giovanni Bonanno possono presentarsi come delle rappresentazioni sconvolgenti e spaesanti, tessute su un fraseggio ironico e surreale, dato come un trasgressivo ludus originante un marcato ed acre senso di sbigottimento, anche perchè i volti e le fisionomie anonime e stereotipate, desunti dai circuiti massmediali della pubblicità commerciale, invasi ed occupati da una scia brulicante di piccole formiche, sono in realtà del tutto stravolti, in modo ossessivo e lancinante, nelle loro fattezze e nella loro identità. Il rilevamento ironico da parte dell'artista ed il suo sondare siffatte planimetrie, dove l'artificialità dei volti viene a stridere con la naturalità dei piccoli animaletti, si pongono in direzione di una ricognizione volta alla scoperta di una verità "rimossa", di una evocazione a livello oggettivo di una identità forse ancora possibile. Il processo della visualizzazione e della rappresentazione si offre a valenza fortemente metaforica con uno spessore poetico notevole, in quanto l'intervento dell'artista sulle fotografie digitalizzate, nel sondare le raffigurazioni rassicuranti della pubblicità commerciale, le scopre come effetti di coercitive manipolazioni dell'umano e come alterazioni imposte all'identità dell'uomo. Sono i risultati di una riduzione operata da una omologazione sequenziale e feroce che li ha resi come dei vuoti involucri e come delle forme inautentiche. L'artista, così, sottoponendo ad una incisiva analisi e problematizzazione volti e fisionomie oleografici e anonimi della pubblicità commerciale, ne scardina l'apparente e fredda loro bellezza imposta su schemi precostituiti con un'invasione di qualcosa di inaspettato e di dirompente per romperne la loro serialità e clonabilità secondo un modello monopolizzato sempre identico. L'irruzione del naturale, a valenza fortemente metaforica, nel contesto di forme artificiali e ideologicamente imposte, nelle opere, si configura come possibilità di accesso all' "imprevisto" e al "non pianificato" contro un potere tecnologico onnivoro e disumano, che con l'avvenuto avvento del "villaggio globale" ha reso di fatto gli esseri umani massificati e dalle perdute identità. Bonanno ha il pregio, per via intuitiva ed artistica, di puntare lo sguardo sul massimo problema che riguarda l'uomo di oggi: la ricerca della sua vera identità e anche delle sue possibili potenzialità poetiche, come essere umano che interroghi incessantemente la sua interiorità nei riguardi delle tematiche metafisiche più assillanti e promozioni la sua vera umanità, nell'accertata "totale rimozione della storicità", per dirla con il Vattimo. Dunque, un'arte, quella di Giovanni Bonanno, che accende e promoziona di continuo la speranza di aprire un varco, magari uno spiraglio, che ci faccia accedere alla luce di un definitivo riscatto della nostra umanità nei confronti dei disegni di alterazione e di morte che hanno consentito agli orribili tecnocrati di sostituire il mondo della realtà con un mondo apparente di glaciali forme narcisistiche dell'assenza, svuotate per sempre di anima e di un benchè esile barlume di spiritualità.


Marcello Francolini, Luglio 2013
Catalogo "Segni d'automazione", 10a Rassegna Stella Cilento

Tavole pittografiche a metà tra moda e pubblicità. La ripetizione del segno è quasi l’appropriarsi di una tecnica comics svuotandola dal significato che dà la striscia e quindi dando al fruitore il compito di immaginarsi quale potrebbe essere la seconda tavola e poi la terza.
Il rimando alla traccia che compone la figura, che ha anch’essa i connotati di essere una traccia, ci pone il dubbio che quella figura sia in realtà un archetipo plasmato da un dio che forse non ha un nome ma incute su di noi dandoci la vita.

 
le mie foto

1
messaggio
Giovanni Bonanno - PERCORSO foto manipolata
cm. 50x60 - 1979
Giovanni Bonanno - PERCORSO foto manipolata
cm. 50x50 - 1979
Giovanni Bonanno - TERRITOIRE: una traccia lunga m.4348
carboncino cm.35x46 - 1982
I Manifesti Tecnici

Manifesto Tecnico Della Nuova Non Oggettività: il tempo e lo spazio
Giovanni Bonanno - Milano, I Dicembre 1988



Mai prima d’oggi l’uomo si era trovato di fronte a una situazione di s-naturalizzazione totale come ai nostri giorni. La civiltà tecnologica ha per la prima volta sconvolto il normale rapporto uomo-natura, frantumato definitivamente il consueto concetto di spazio oggettivo, e consolidato il senso della perdita e dell’assenza. Queste iniziali considerazioni ci impongono un cambiamento sostanziale, una presa di coscienza sul modi di pensare, nel creare o produrre arte. Da questo nuovo stato della coscienza nasce un’arte nuova, profondamente inoggettiva, spazialmente impalpabile e sospesa, una realtà particolarmente visionaria che rifiuta totalmente l’immagine oggettiva e consueta del reale,visto che ha perso i connotati definitivi di fisicità.Dopo secoli di ricerche sull’oggetto, finalmente,l’arte come linguaggio sintetico della società dei consumi si de-materializza e va verso una realtà “altra”, inoggettiva, essenzialista, sotterranea, trasgressiva, fortemente polemica nei confronti di una società che ha perso i punti di riferimento e che crea la costrizione, il grande vuoto dell’uomo contemporaneo. Bisogna costruire una visione che sia complessa e adeguata alla complessità della società. Ormai, non c’è più scenario, il cielo e la terra si sono fatti lontani. La tirannide dell’attualità ha contratto a tal punto la dilatazione del tempo e dello spazio da rendere difficile il vivere. L’esplorazione di zone oltre la stratosfera della terra hanno rivoluzionato i concetti normali di spazio, di spazio prospettico,di spazio reale. Lo spazio non è più un vuoto che aspetta di essere colmato e vitalizzato. L’esplorazione dello spazio cosmico ha creato una contrazione dello spazio infinito. Guidare l’automobile lungo una autostrada è diventato sinonimo di un andare in “nessun luogo” verso il “non spazio”. I nuovi satelliti che vengono lanciati nello spazio, visti in televisione sembrano, una volta in orbita, ghiacciati, girano attorno alla terra secondo orbite prestabilite,si muovono in un vuoto congelato senza andare in nessun luogo. Lo spazio stratosferico fa galleggiare e allo stesso tempo travolge gli uomini senza gravità, fa apparire l’uomo inutile. L’aumento di velocità nella nostra vita e nei nostri scambi ha generato una concezione spaziale tutta proiettata nel vuoto spaziale e nell’assenza dell’essere. In questa prospettiva deviata, attraverso il nuovo concetto di “non spazio” si produce una contrazione, una accelerazione del tempo, una deformazione nuova che somiglia alla compressione che subiscono le immagini inviate via satellite. Nasce così, una dimensione totalmente nuova, che rifiuta il consueto concetto di spazio tradizionale, che preferisce abitare nei meandri oscuri e ignoti dell’ assenza delle cose, che tenta, in definitiva, di proiettarsi in uno spazio mentale che ha poco che fare con la visione ottica e prospettica delta tradizione. Ciò che è mutato il modo di vivere, occorre che l’arte si pensi in relazione al tempo. il tempo non è una realtà, ma una metamorfosi di figure,e ogni intreccio può diventare una costruzione, quando, però, la proposizione aurea perde 1a giusta misura, il campo tra presente e futuro si dilata s-misuratamente, così, il reale si trasforma in essenza dei. visibile e assenza come perdita del puro oggettivo. Ornai nulla è misurabile, non esistono più neanche modelli stabili. In questa condizione disumana dell’esistenza, leggere angosce e uno strisciante malessere velato di silenzio, generano una visione nuova che trasforma il veduto in visionario inoggettivo; una visione fortemente allusiva e metaforica che tenta di strappare, almeno qualche briciola di senso, di identità. negata. Si va formulando una nuova estetica, non pia semplicemente realistica o astratta; una realtà “non reale”, una nuova dimensione esistenziale a livello energetico che porta a visualizzare l’energia come presenza immateriale/materializzata delle cose. L’energia intesa come metafora della vita esistenziale, diventa motivo poetico dell’impossibilità oggi,di cogliere l’essenza vera del reale che continua a sfuggire,così, la vera immagine del tempo e dello spazio in sottile tensione, si tuffa nel buio, ‘vaga come flusso cosmico oltre il mero visibile e verso il non oggettivo, tentando di liberare le sue qualità più segrete. Un universo energetico, quindi, che vive dentro i luoghi “Geometrici” del flusso cosmico. In questa nuova dimensione si consolida il principio della mutabilità e della relatività spaziale. Ormai la visione di tipo prospettico non ha più senso, dal momento che non esiste un centro e neanche una messa a fuoco del reale.La nuova arte consiste nel dare il sentimento di profondità. spaziale e immaginativa con quasi niente. Siamo per il non racconto e per la crisi del realismo narrativo come per la pura astrazione geometrica o concettuale. Siamo convinti che possono coabitare, benissimo, forme riconoscibili con forme deformate o non riconoscibili, che variamente combinate, creano la nuova dimensione inoggettiva del reale, tra presenza e assenza, tra essenza e zona non cosciente, tra senso logico e vertigine. Questa nuova concezione porta ad una figurazione di una situazione o di un momento utilizzando forme frammentate secondo associazioni che scandagliano i diversi livelli della memoria, in uno spazio disarticolato senza vie d’uscita. Forme, ormai irreparabilmente straniate,che si dissolvono o emergono come ossessive apparizioni, in un contesto che non ha più niente di oggettivo. Una condizione “negata”, dove ad addensamenti si contrappongono allontanamenti all’infinito e, quindi, a lacerti di oggettività; zone apparentemente vuote, ma intese come forme dissolte di cose, in una situazione alienata, carica di troppi intrecci di memoria non controllati.




Manifesto Tecnico del tempo Inoggettuale:la realtà artificiale
Giovanni Bonanno - Milano, Maggio 1990


La rapidità e l’accelerazione della nostra esistenza ha condizionato negativamente tutta la civiltà moderna. L’isolamento del nostro tempo da quello della natura, il movimento continuo e nomade dei nostri spostamenti è diventato un elemento essenzialmente “artificiale”, non più legato a quei ritmi (respiro, fasi delle stagioni etc.).
Una volta si partiva per un viaggio, si percorreva un itinerario e si arrivava in un predeterminato luogo con una esperienza ben precisa dello spazio e del tempo, in una dimensione temporale che implicava la durata come elemento fondamentale per meglio conoscere il tempo. Ora con i nuovi satelliti in volo, con i mezzi di comunicazione come la televisione e i sistemi computerizzati si è assistito ad una contrazione totale di questi momenti. La dimensione spazio-tempo della terra e dell’universo si è contratta a tal punto da cedere il passo alla velocità della trasmissione televisiva in tempo reale. La velocità come nuovo assoluto dell’uomo contemporaneo ha modificato definitivamente la realtà e consolidato questo spostamento dalla materia alla luce, in una dimensione “immateriale” e inoggettiva, materializzata solo nel media della luce. Inoltre, la nuova mobilità sociale caratteristica dell’età post-industriale ha contribuito, decisamente,alla caduta dei valori estetici e allo sviluppo di un nuovo modo di vedere. Infatti, con gli sviluppi dell’informatica o delle telecomunicazioni si sta assistendo alla modificazione del nostro consueto senso del tempo. Sicuramente la “realtà artificiale” sta cambiando la percezione del mondo per una visione nuova dell’arte, un nuovo modo di vedere tutto improntato ad una realtà rimossa dalla materialità dell’oggetto che frequenta il concetto di assenza in un frenetico movimento di frammenti che con leggerezza e semplicità emergono e si dissolvono all’interno del campo visivo. Una visione che rifiuta la dimensione statica o la forma definita delle cose come punto di arrivo e che preferisce vivere una fase transitoria proprio perchè si presenta in conclusa come esatta rispondenza alla logica della natura. Una realtà che simula emozioni, analogie e movimenti in una frammentazione dello spazio carico di energia che si mostra nel suo transito veloce,come colta di sorpresa. In questa situazione lo spazio si forma e si trasforma in immagini nella immediatezza delle situazioni, attraverso le sue componenti variabili, possibili e nuove. La rappresentazione oggettiva del reale come unico scopo di rappresentazione non ha più niente a che fare con l’arte. Siamo contro la distribuzione univoca di elementi in uno spazio univoco. Siamo per un ritorno dell’immagine in frammenti, per la dislocazione, l’ingrandimento, il capovolgimento, la condensazione e lo spostamento del dato visivo. Non potendo comprendere il mondo e raggiungere una visione chiara del reale ci si avvia a sondare il luogo senza luogo, la natura senza materialità, lo spazio senza limitazioni, il tempo come pura essenza, l’oggetto come apparenza inoggettiva del reale. Siamo per un’opera priva di centro, senza l’adozione del soggetto al centro del mondo ma dentro uno spazio che va in frammenti, dove piccoli segnali sparsi si inseguono senza depositarsi in modo certo e risultano dislocati in modo da creare varie catene associative. In questa nuova visione, non più unitaria, ogni elemento può essere un centro. Una visione tutta impregnata di immaterialità lievitante che dilaga secondo una logica interna, costretta a vivere di soli riferimenti e frammenti senza peso che cercano accuratamente di evitare un carattere definitivo. Ne risulta un’accumulo di immagini frantumate e disseminate che definiscono un sistema che si sfalda e si ricompone continuamente, lasciando al passaggio segnali, tracce, frammenti di cose gonfie di mistero che tendono verso una contraddizione continua delle apparenze, in un gioco sfuggente di figure trascorrenti dentro una temporaneità che approda al silenzio dell’assenza. Una ternporanietà1che prolifera e si accumula in catene associative continuamente contraddette, che si fa spazio e senso di rappresentazione.












 
le mie foto
Giovanni Bonanno - Percorso,carboncino 42x42, 1980
Giovanni Bonanno - Percorso,carboncino 42x42, 1980
Giovanni Bonanno - Percorso,carboncino 42x42, 1980








 
le mie foto
0pera di Giovanni Bonanno 2014 libro natura
Giovanni Bonanno, Occupation 2015 Tecnica mista con rete metallica. cm 38x62x12. Collezione Bongiani
Ritratto R. Cohen, Collezione Ryosuke Cohen Osaka 2015
 
la mia descrizione

L’ARTE CONTEMPORANEA A PORTATA DI MOUSE

APPUNTI DI VIAGGIO

Amo l’arte, trovo ancora interessante visitare le mostre e le rassegne in galleria, ma soprattutto amo il web, tutto ciò che vi è dentro, ormai è una condizione irrinunciabile a chi si occupa e cerca di diffondere l’arte. Non essendo succube del diritto d’autore e delle funeree biblioteche intese come archivi statici di conservazione della cultura ufficiale, sono attratto immensamente dalla comunicazione in tempo reale dentro e fuori il villaggio globale. Da qui nasce l’interesse profondo alla dimensione virtuale con la creazione e la “messa in opera” dello Spazio Ophen Art Gallery e del Bongiani Ophen Art Museum.

Ecco chiarita la realizzazione delle mostre interattive progettate via Web che io faccio e anche la conseguente presentazione di una raccolta che seppur incompleta di testi critici e recensioni scritti in più di un ventennio di lavoro che oltretutto risultano ancora attuali e profetici. Testi che ho formulato nel tempo, suddivisi per autori, per dibattito e anche per strategia poetica. Poi vi sono i testi recenti al fuori di una inutile classificazione di tendenza e di parrocchia, dedicati ai più importanti artisti contemporanei, i miei artisti, quelli che io amo, i miei compagni di strada e di vita, Insomma, quasi una raccolta e una collezione ideale dei desideri che si trasforma nel web da archivio privato dei miei pensieri a straordinario archivio globale libero e profondamente democratico.

Per caso o forse per necessità mi ritrovo ad essere oggi un interlocutore scomodo e autosufficiente, direi un pò artista e un pò blogger, un pò poeta e un pò gallerista, e forse, lucido osservatore del nostro presente.


BONGIANI OPHEN ART MUSEUM

Segretery:
Francesca Bonanno/

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/


 
trovamostre
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