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Ritratto del curatore da giovane |
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Continua il nostro viaggio nella giovane curatela. Questa volta Manuela Valentini intervista Cecilia Canziani. Toccando anche alcuni punti critici che possono generarsi dalla sovrapposizioni di ruoli e incarichi. E Cecilia risponde ... segue
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Parola d'artista |
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L'intenzione e il caso di Patrizia Cavalli
La poetessa ha da poco inaugurato una mostra presso lo studio Stefania Miscetti di Roma con, tra altre, un'installazione ricavata dai suoi appunti mattutini. Pubblichiamo il testo che ha scritto per la mostra romana ... segue
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Speciale Biennale/Parlano gli artisti del Padiglione Italia |
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Con questa intervista stiamo per chiudere il cerchio. Piero Golia è l'undicesimo artista che racconta ad Exibart idee e emozioni suscitate dall'invito di Bartolomeo Pietromarchi. La sua testimonianza è raccolta da Silvia Simoncelli ... segue
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Scacco alla crisi |
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Seconda tappa del nostro viaggio alla ricerca di realtà che provano a non farsi inghiottire dal buco nero della crisi. Questa volta la contromossa è di Eventi-Arte-Venezia. Ascoltiamo da Matteo Efrem Rossi, fondatore dell'associazione, come reagiscono all'impasse attuale di Elisa Decet ... segue
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La Lavagna |
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Autocommiserazione, cultura ed economia in Italia di Raffaele Gavarro Ma davvero il nostro è un problema di autocommiserazione? ... segue
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Mentre la primavera si attarda, l’evento più atteso di maggio arriva puntuale e pare condividere con la stagione la volontà di rinnovarsi ancora e confermare il suo format vincente, con qualcosa in più. Stiamo parlando di MIA di Luca Piatto ... segue
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ultimo post del blog 
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ERNESTO TERLIZZI, Derive / GALLERIA DEL CARBONE - FERRARA
Mostra personale 4 – 19 maggio 2013 Galleria del Carbone - via del Carbone 18/A Ferrara Tel.3939546489 Email: galleriadelcarbone@gmail.com … vai al suo blog>>
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le mie foto  |
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-small.jpg) | -small.jpg) | -small.jpg) | | Spazio Ophen Virtual Art Gallery -La Galleria Tutta Virtuale- http://www.ophenvirtualart.it/ |
| BONGIANI OPHEN ART MUSEUM di SALERNO http://www.collezionebongianiartmuseum.it/ |
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LA MOSTRA IN CORSO:
2012 – Progetto Internazionale di Arte Contemporanea: “In Forma di Francobollo: 70 Years di Marcello Diotallevi” – Collettiva Internazionale di Artistamps organizzata dal 22 dicembre 2012 al 31 marzo 2013 presso lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno con la partecipazione di 88 artisti contemporanei. Rassegna a cura di Giovanni Bonanno
Artisti presenti a questa Rassegna Internazionale: Marcello Diotallevi, Michel Della Vedova, Giancarlo Pucci, Francesco Mandrino, Ruggero Maggi, Emilio Morandi, Paolo Scirpa, Clemente Padin, Anna Boschi, Alexander Limarev, Vittore Baroni, Andrea Bonanno, Carlo Iacomucci, Lancillotto Bellini, Rosanna Boraso, Ezio Ferrari, Alberto Vitacchio, Giovanni Bonanno, Lamberto Pignotti, Guido Bondioli, Fulgor C. Silvi, Giuseppe Denti, Domenico Severino, Willie Marlowe, Carla Bertola, Gian Paolo Roffi, Carmela Corsitto, Serse Luigetti, Salvatore Anelli, Claudio Grandinetti, Bruno e Liliana Tonucci, John Held JR, Simone Affabris, Darlene Altschul, Greta Schodl, Antonio Di Gaspero, Sergio Poddighe, Rolando Zucchini, Ernesto Terlizzi, Francesco Aprile, M. P. Fanna Roncoroni, Stathis Chrissicopulos, Tarcisio Pingitore, Teo De Palma, Giuliano Mammoli, Jean-Noel Laszlo, Daniel Daligand, Franco Massanova, Eugenio Giannì, Irma Blank, Mauro Molinari, Oh Boy Mailart, Keith Bates, Christine Tarantino, Roberto Scala, Adriano Bonari, Giorgio Regnicoli, Rosanna Veronesi, Michele Caldarelli, Fernando Andolcetti, Oliviero Olivieri, Roberto Vincenzo Zito, Guglielmo Girolimini, Gianni Ottaviani, Anna Alessandroni, Enzo Mula, Francesco Guerrieri, Lucia Marcucci, Davide Argnani, Franco Gordano, Maryse Aspart Cena, Cosimo Cimino, Rossella Izzo, Giordano Bruno Galli, Sergio Cena, Sophia Martinou, Adriano Di Giacomo, Anna Cochetti, Gabriella Maramieri, Angela Noya Villa, Paolo Carnevale, Lillo Giuliana, Angela Caporaso, Anna Seccia, Lucio Del Gobbo, Dino Sileoni, Franco Spena, Patrizia Battaglia.
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WORK IN PROGRESS
Progetto Internazionale di Arte Contemporanea (Sala 1 - 45 / Collezione in corso) - Senza Scadenza "ARTISTI A RACCOLTA PER UN MUSEO DELLA GRAFICA CONTEMPORANEA" Il Bongiani Ophen Art Museum nella fase attuale ha lo scopo di valorizzare le diverse personalità presenti nel panorama internazionale dell’Arte Contemporanea. La richiesta: Gli artisti di tutto il mondo sono invitati ad inviare un lavoro originale di grafica per il Museo d’arte Contemporanea Italiano (Raccolta Bongiani).
Supporto e tecnica: matita, penna, carboncino, china, pastello, incisione, collage, fotomontaggio, fotografia e tecniche miste. Misure: libere ma di preferenza lavori originali del formato A4, da cm 21x29 a misure superiori. Nessuna tassa, restituzione o vendita dei lavori. Le opere donate dagli artisti saranno archiviate e inserite nelle rispettive 45 sale del Museo Bongiani e faranno parte permanentemente della Collezione Bongiani Ophen Art Museum di Salerno.
A Conclusione definitiva della raccolta dei lavori si cercherà di donarli a qualche Museo di Arte Contemporanea Italiano con lo scopo finale di conservarli ed esporli in modo duraturo e permanente.
Si chiede gentilmente agli artisti di inviare preferibilmente opere originali e firmare l’opera inviata indicando sul retro il nome, l’ indirizzo, il codice postale, titolo del lavoro, tecnica, sito web ed e-mail personale. Inoltre desideriamo ricevere una breve biografia personale dell’artista partecipante a tale Progetto internazionale di grafica Contemporanea. Documentazione: Tutti i lavori ricevuti saranno visibili in modo permanente presso il Bongiani Ophen Art Museum: ttp://www.collezionebongianiartmuseum.it/home.php e successivamente presso il Museo Contemporaneo Italiano di destinazione prescelto. Visita: http://www.collezionebongianiartmuseum.it/contemporary_graphics.php Per contattare Sandro Bongiani e Giovanni Bonanno, Info:bongiani@libero.it
W O R K IN P R O G R E S S (Senza scadenza) Spedire a: GIOVANNI BONANNO VIA S: CALENDA 105/D I – 84126 SALERNO ITALIA
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"ARTISTS IN COLLECTION FOR A MUSEUM OF CONTEMPORARY GRAPHICS" International Contemporary Art Project (Room 1 to 45 /Collection in progress)
The Request: Artists from around the world are invited to submit original work for a graphic Italian Contemporary Art Museum (Collection Bongiani). Technical Support: pencil, pen, charcoal, ink, pastel, etching, collage, photomontage, photography and mixed media. Measurements: free but preferably original papers of A4 size, from 21x29 cm to larger sizes. No fee, surrender or sale of the work. The works donated by artists will be archived and included in their 45 rooms and will be part of the Museum Bongiani permantemente Bongiani Ophen Collection Art Museum in Salerno. Conclusion definitive collection of the works we will try to give them some Italian Museum of Contemporary Art with the ultimate goal to preserve them and present them in a sustainable and permanent. You are kindly asked artists to submit original works and instead sent the work to sign on the back indicating the name, 'address, zip code, job title, technical, website and e-mail address. We also want to receive a brief personal biography of the artist participating in the international contemporary graphic design. Documentation: All received works will be permanently visible at the Bongiani Ophen Art Museum: http://www.collezionebongianiartmuseum.it/home.php and then at the Museum of Contemporary Italian destination chosen. Visit: http://www.collezionebongianiartmuseum.it/contemporary_graphics.php To contact Sandro Bongiani and Giovanni Bonanno, Info: bongiani@libero.it send to: GIOVANNI BONANNO VIA S CALENDA 105 / D I - 84126 SALERNO ITALY
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LA NUOVA GALLERIA VIRTUALE ITALIANA CON L'ARTE A PORTATA di MOUSE
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Movement: Contemporary Art | Art Moderne | Photography | Video Artist | Mail Art
Salerno, Italy Address: Giovanni Bonanno, Via S. Calenda 105/D 84126 Salerno (Italia).
Phone: 089 56 48 159 Fax: 089 56 48 159
Contact-Directors/Staff Giovanni Bonanno - Director Sandro Bongiani - Co-Director e-mail: bongiani@alice.it / bongiani@libero.it
PIANETA MAIL ART: http://www.ophenvirtualart.it/mail_art.php
URL DI RIFERIMENTO:
Ophen Art Gallery di Salerno
http://ophenartgallery.exibart.com
http://www.collezionebongianiartmuseum.it/home.php
http://ophenartecontemporanea.wordpress.com/
http://bongiani.artsteps.com/exhibitions/1839/Permanent_collection
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OPHEN VIRTUAL ART GALLERY LA GALLERIA D'ARTE CONTEMPORANEA TUTTA VIRTUALE Ophen Virtual Art Gallery è la nuova galleria on-line di Arte Contemporanea. Un nuovo spazio espositivo in continua evoluzione che propone un’ampia scelta di artisti in “Permanenza Virtuale Con/Temporanea”, è un’opportunità unica per tutti coloro che vogliono godere l’emozione dell’arte contemporanea.
Lo spazio di Ophen Virtual Art Gallery, è dinamico e in continuo aggiornamento, di alta qualità in grado di garantire valore artistico ed estetico, con la presenza assidua degli artisti contemporanei selezionati nel web, intende offrire un nuovo modo e una risposta concreta ad una esigenza sempre più avvertita dal pubblico dell’arte, colmando, altresì, il divario e lo spazio esistente tra la presentazione museale dell’opera d’arte e la presenza personale in galleria.
, Ruggero Maggi,Emilio Morandi, Franco Massanova, Anna Boschi, Guglielmo Achille Cavellini, Shozo Shimamoto, Marcello Diotallevi, Caterina Davinio, Vittore Baroni, Andrea Bonanno, Omar Galliani, Vincenzo Nucci, Roberta Fanti, Paolo Scirpa, Luciano Caruso, Vittorio Baccelli, Ray Johnson, Clemente Padin, Guillermo Deisler, Franco Longo, Bruno Cassaglia, Bruno Sapiente, Giuliano Mauri, Giovanni Bonanno, Gabriele Jardini, Giuseppe Celi, Raffaella Formenti, Lancillotto Bellini, Giuseppe Modica.
Artisti affermati insieme a selezionati artisti emergenti si ritrovano in Ophen Virtual Art Gallery: nuovo spazio espositivo on-line che propone un’ampia scelta di opere di qualità. Attraverso un accurato lavoro di ricerca, selezione e coinvolgimento degli artisti, la nostra galleria on-line punta sia sui giovani emergenti che possono trovare una seria opportunità di lancio e visibilità, sia sui grandi nomi dell’Arte Contemporanea che credono nel progetto Ophen e desiderano condividere le loro emozioni con un pubblico più ampio e sensibile. Fruibile in qualsiasi momento e luogo, Ophen Virtual Art Gallery diviene un’opportunità unica per tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo dell’arte in un modo nuovo, e condividere l’emozione dell’arte contemporanea di oggi. Nasce una nuova Galleria on-line con l'Arte Contemporanea a portata di mouse. L’Archivio Ophen Documentazione d’Arte Contemporanea è stato creato nel 1989 a Como da Giovanni Bonanno, artista e critico d’arte.
Dopo 20 anni nasce "Ophen Virtual Art Gallery" “La Galleria tutta Virtuale” di OPHEN VIRTUAL ART GALLERY è un vero spazio virtuale, che permette al visitatore di godere delle opere esposte; uno dei primi spazi di arte contemporanea digitali al mondo che apre ora le sue porte virtuali con un vero vernissage online, con l’ obiettivo essenziale di promuovere e valorizzare ipotesi ed esperienze di lavoro di un certo interesse nella varietà delle loro forme espressive.
La "Galleria Virtuale" è uno spazio sempre aperto, non ha una superficie fisica è solo virtuale, si trova idealmente a Salerno ed è visibile 24 ore su 24. Secretary : http://www.ophenvirtualart.it/contatti.php bongiani@alice.it bongiani@libero.it Artisti in permanenza virtuale dell'Archivio Ophen Virtual Art Gallery: • Ruggero Maggi • Anna Boschi • Marcello Diotallevi • Guglielmo Achille Cavellini • Giuliano Mauri • Shozo Shimamoto • Caterina Davinio • Roberta Fanti • Giovanni Bonanno • Franco Massanova • Gabriele Jardini • Andrea Bonanno • Emilio Morandi • Franco Longo • Luciano Caruso • Vittorio Baccelli • Ray Johnson • Clemente Padin • Guillermo Deisler • Giuseppe Celi • Bruno Sapiente • Vittore Baroni • Bruno Cassaglia • Lancillotto Bellini • Raffaella Formenti • Vincenzo Nucci • Omar Galliani • Paolo Scirpa • Giuseppe Modica
Visita : http://www.ophenvirtualart.it/artisti.php **************************************************
MOSTRA IN CORSO:
IN FORMA DI FRANCOBOLLO:70 Years di Marcello Diotallevi
LINK:
http://www.ophenvirtualart.it/mostra.php
http://www.ophenvirtualart.it/presentazione.php
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le mie foto  |
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-small.jpg) | -small.jpg) | -small.jpg) | Giovanni Bonanno - Occupatio X Foto manipolata con intervento grafico a china, 2008
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| | - Giovanni Bonanno, Post Humain, 2011- |
| GIOVANNI BONANNO, 2011 - “PROGETTO Inviso” - PADIGLIONE ITALIA - 54° BIENNALE DI VENEZIA, Spazi PADIGLIONE TIBET - PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI SALA NERVI. A cura di Ruggero Maggi
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le mie foto  |
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-small.jpg) 2 messaggi | -small.jpg) | -small.jpg) | Giovanni Bonanno - Dittico, Occupatio X Foto manipolata con intervento grafico a china, 2008
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| | Giovanni Bonanno - D'APRES PASOLINI - opera Grafica, 2010 |
| | Giovanni Bonanno - OCCUPATIO X - foto con intervento grafico a china, 2008 |
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ARCHIVIO OPHEN DOCUMENTAZIONE D’ARTE CONTEMPORANEA E DI MAIL ART Via S. Calenda 105/D 84126 SALERNO (Italy).
L’Archivio Ophen Documentazione d’arte Contemporanea e di Mail Art è stato creato nel 1989 a Mozzate in provincia di Como.
Giovanni Bonanno, artista e saggista di arte contemporanea, per diversi anni ha curato le pagine dell'arte della rivista "Dialogo" di Olgiate Comasco con saggi e studi su i più importanti artisti contemporanei.
Inoltre, ha coordinato dal 1996 l'attività espositiva dello Spazio Media Immagine di Turate (CO), con esposizioni personali e collettive di artisti contemporanei e anche con diversi progetti internazionali di Mail Art.
Ha scritto saggi critici su: Kengiro Azuma, Francis Bacon, Paolo Barrile, Carlo Carrà, Marc Chagall, Paolo Scirpa, Giuliano Mauri, Jean Dubuffet, Franco Francese, Antonio Freiles, Max Huber, Gabriele Jardini, Osvaldo Licini, Ruggero Maggi , Kazimir Malevic, Mattia Moreni, Idetoshi Nagasawa, Emil Nolde, Mimmo Paladino, Pino Pascali, Mario Raciti, Roberto Sanesi, Francesco Somaini, Chaim Soutine, Graham Sutherland, Jorrit Tornquist, Willy Varlin, Wols,Vincenzo Nucci e importanti interviste ad artisti Contemporanei come Ruggero Maggi, Paolo Scirpa e Francesco Somaini.
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le mie foto  |
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-small.jpg) | -small.jpg) 1 messaggio | -small.jpg) | Giovanni Bonanno - SUPERFICIE Metallo colorato cm. 65x45x8 - 1978 |
| Giovanni Bonanno - ROTANTE poliestere colorato cm. 40x40x25 - 1980 |
| Giovanni Bonanno - TERRITOIRE/22548 poliestere colorato base cm. 60x80 - 1981 |
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CHI E' GIOVANNI BONANNO
1954 -Nasce a Menfi (AG) 1969 -Sciacca /Studia all'Istituto Statale d'Arte. 1974 -Milano / Conosce Arnaldo Pomodoro 1976 -Milano / Incomincia a definire le sue ricerche a carattere ambientale. 1976 -Termoli / E’ invitato alla ”XXI Mostra d'Arte Contemporanea Castello Svevo”. 1978 -Milano / Conosce Carlo Ramous, Francesco Somaini e Bruno Munari. 1978 -Soggiorna a Parigi. 1978 -Allo studio La Ruota di Como conosce Ico Parisi,l’architetto dell’utopia praticabile che gli presenta il suo progetto “Operazione Arcevia” e lo sollecita vivamente a lavorare in quella direzione di ricerca. 1979 -Como / Mostra Personale “Che succede? ” - Galleria La Colonna (Testo di F. Gualdoni). 1980 -Milano / Mostra Personale "I Percorsi della natura" - Galleria d'Arte Porta Ticinese (Testo di F. Gualdoni). 1980 -Milano / Conosce Pierre Restany e Guido Le Noci della Galleria Apollinaire di Milano. 1980 -Nuova fase di ricerca lavora in direzione del “Naturalismo Integrale”. 1981 -Como / Mostra Personale “Percorsi per un Atlante Im / Possibile” - Galleria La Colonna (Testo di C. Strano). 1983 - Fa parte del Collettivo Artisti di Porta Ticinese e gestisce per qualche anno lo spazio espositivo “NSM- Nuovospaziometropolitano” dentro la stazione metropolitana MM Gioia/linea 2 di Milano. 1984 -Milano / Mostra Personale “Le Tracce della Memoria” –Galleria NuovoSpazioMetropolitano). (Testo di F. Legrottaglie). 1984 -Nuova fase di ricerca esegue le "Nature Alterate". 1985 -Inizia a lavorare nell’ambito della Mail Art. 1985 -A Milano conosce e instaura una profonda amicizia con il poeta visivo Ruggero Maggi, con lui collabora attivamente a diversi progetti internazionali di Mail Art. 1985 -Milano / Mostra Personale “I Germogli dell'attesa” - Galleria Centro Lavoro Arte (Testo di A. Veca ). 1988 -Milano / Primo Manifesto Tecnico della Nuova Non Oggettìvità. 1989 -Mozzate/ Crea L’Archivio Ophen di Documentazione d’arte Contemporanea e di Mail Art 1989 -Mozzate / Mostra Personale “Oltre il Muro” -Archivio Ophen (Testo Personale). 1990 -Milano / Secondo Manifesto Tecnico del Tempo Inoggettuale. 1991 -Milano / Mostra Personale “Condizione Dissipatio” - Galleria Centro Lavoro Arte. 1991 -Olgiate Comasco / Mostra Antologica “Natura-L-Mente”-Villa Camilla (Testo di C. Strano). 1992 -Dopo l'antologica del 1991 si dedica con più insistenza all'attività di Mail artista e di saggista di arte contemporanea curando le pagine dell'arte della rivista "Dialogo" di Olgiate Comasco con saggi e studi su diversi artisti contemporanei. 1996 -Coordina l'attività espositiva dello Spazio Media Immagine di Turate (CO), con esposizioni personali e collettive di artisti contemporanei e anche con progetti internazionali di mail art. 2002 -Si trasferisce a Salerno. 2008 -Nuova serie di lavori sulla condizione Post-Humain 2009 -Salerno/Mostra Personale "Occupatio-Dissipatio" - Spazio Brancaccio (testo di Sandro Bongiani). 2009 -Inizia l'attività virtuale con lo spazio "OPHEN VIRTUAL ART GALLERY", presente on-line su ArtSland, Artweek e The Saatchi Gallery di Londra. 2010/Alcune opere dell’artista siciliano sono presenti in permanenza presso Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna. 2011/Inizia l'attività il Bongiani Ophen Art Museum, Museo Virtuale di Arte Contemporanea. 2012 / Partecipa al “PROGETTO Inviso” - PADIGLIONE ITALIA - 54° BIENNALE DI VENEZIA, Spazi PADIGLIONE TIBET - PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI SALA NERVI. A cura di Ruggero Maggi
Siciliano di nascita, da sempre interessato al Naturalismo Integrale, Giovanni Bonanno ha operato insistentemente ai confini delle soglie disciplinari, in una sorta di fertile e felice contaminazione poetica incentrata sul dato progettuale e utopistico avviato precedentemente a Como da artisti di grande interesse come Antonio Sant’Elia, Francesco Somaini e Ico Parisi. Docente Ordinario di Storia dell’Arte, ha vissuto dal 1977 al 2002 in provincia di Como, attualmente vive e opera a Salerno.Scrive per vari Blog d'arte contemporanea e moderna.
MOSTRE 1976 Termoli - XXIª Rassegna Castello Svevo - Castello Svevo.
1980 Milano - “ Scultura / Giovani “ - Galleria San Fedele.
1981 Barcellona - XXº Premi Internacional De Dibuix “Joan Mirò” (Spagna).
1981 Parigi - Nouveau Salon De Paris - Galerie d'Art Z.L. (Francia).
1982 Milano - “Appunti” - Galleria Nuovo Spazio Metropolitano.
1982 Bilbao - Muestra Internacional De Arte Grafico “Arteder 82 ”.
1982 Milano - “Mise en Boìte” - Galleria Nuovo Spazio Metropolitano.
1983 Parigi - “34º Salon de la Jeune Peinture” - Gran Palais (Francia).
1983 Salsomaggiore Terme - “ Cronache e Indagine “-3ª Biennale d'Arte Città Della Spezia.
1983 Barcellona - XXIIº Premi Internacional De Dibuix “Joan Mirò” (Spagna).
1983 Torino - I Segnalati della Biennale - Promotrice Belle Arti.
1983 Tokyo - XXXª Rassegna Internazionale “ Maestri Italiani del disegno e della grafica “ Contemporanea “ (Giappone). 1983 Acquasparta - 1º Premio Nazionale “Acquasparta “ -Palazzo Cesi .
1983 Rho - 11º Premio Internazionale di Grafica del Pomero. 1983 Burlada, Estella,Tudela, Sanguesa - “Seleccion de Dibuix del XXIIº Premi Internacional Joan Mirò” (Spagna). 1984 Los Angeles - Rassegna Internazionale “ Maestri Italiani del disegno e della Grafica Contemporanea” (Usa). 1985 Villa Di Serio - “ Shadow Project ” - 3ª Biennale d’arte Villa Di Serio.
1985 Nishinomiya - “A Bag from Italy” - Gallery Art Space (Giappone).
1986 Tokyo - “A Bag from Italy n° 2 - Metropolitan Museum of Tokyo (Giappone).
1986 Osaka - “ Italians and Japanesen Artists “ - ABC Gallery of Osaka (Giappone).
1986 Nishinomiya - “ Cavellini Event” - Gallery Art Space (Giappone).
1987 Bologna- Arte Fiera 87
1987 Lodi Vecchio - “ America Latina: Miti, Leggende e Magia ” - Sala della Biblioteca Civica Popolare. 1987 Ascoli Piceno - “ Progetto Internazionale sulla Pace ” - Chiostro S. Francesco.
1987 Salerno - “In Forma di Libro” - Laboratorio Dadodue.
1987 Milano - “America Latina: Miti, Leggende e Magia” - Studio Bramante 39.
1987 Pontecagnano F. - “Atlantide ” - Comune di Pontecagnano Faiano.
1988 Malta - “ Omaggio al Caravaggio “ - Biennale Internazionale di Malta - Museo Mystique d'Arte Moderna.
1988 Ponte Nossa - “ Time 88 ” Mail Art Project - Galleria Artestudio.
1988 Ferrara - “Fotocopia della Copy Art” - Centro Attività Visive della Galleria D'Arte Moderna.
1988 Valva - “In Forma di Libro” - Castello di Valva.
1988 Kyoto - “Progetto Ombra” - Museum Municipal of Kyoto (Giappone).
1988 Senigallia - “Fotocopia della Copy Art” - Museo dell'Informazione.
1989 Gabrovo - “ IXª Biennial of Humour and Satire in The Arts “ - House of Humour and Satire (Bulgaria).
1989 Kyoto - “ Italian Contemporary Art ” - Municipal Museum of Art (Giappone).
1989 Oldenzaal - “International Mail Art Project” - Palthehuis Museum (Olanda).
1989 Milano - “Non solo libri” Rassegna Internazionale di libri d'artista e d'arte postale - Galleria Milan Art Center
1989 Isbergues - “1789” International Mail Art Exhibition - Maison des Associations (Francia).
1989 Pisa - “ 1ª Mostra Internazionale di Mail Art Pisa 89 “- Galleria Apap . 1989 Calexico - “ The International Shadow Project “ - Art Gallery San Diego State University (Usa).
1989 Lublin - “ Exhbition Labyrinth ” - Galeria Srodek (Polonia).
1990 Mozzate - “ Tentativo di Appropriazione ” - Archivio Ophen Documentazione Arte Contemporanea. 1990 Dublin - “ Gesture and Memory ” - Italian Cultural Institute (Irlanda).
1990 Campagna - “ Fifth Stranger Exhibition ” - Museo Civico.
1990 Pisa - “ Germany / The Dream's Wall is Open “ - International Mail Art Archive.
1990 Milwaukee - “ The International Shadow Project “ -Woodland Pattern Gallery (Usa).
1990 Ponsacco - “ Germany / The Dream's Wall is Open” -Biblioteca Comunale.
1991 Milano - “ Arte da e per L’America Latina “ - Castello Sforzesco.
1991 Milano - “ Ray Johnson's bat tub” - Galleria Centro Lavoro Arte.
1991 Hildesheim - “Mail Art Project” - Rathaushalle Hildesheim (West Germany).
1991 Belgioioso - “La Carta dell'Artista” - Castello di Belgioioso.
1991 Pisa - “Wish of Peace” - International exhibition - Palazzo Lanfranchi.
1991 Stoke on Trent - “What Changes” - City Museum And Art Gallery (Great Britain) 1991 Milano - “ Per incanto un'asta diversa “ - Nuova Brerarte S. Paolo Converso.
1991 Mandello del Lario - “ Non solo libri “ - Galleria Gothic (Como).
1991 Oxford - “Artweek 1991” - Templars Square (Great Britain).
1991 Barletta - “ Non solo libri “ - Rassegna Internazionale di libri d 'artista - Galleria Teatro Curci. 1991 Ponte Nossa - “ Message Earth 90-92 “ - Galleria Artestudio.
1992 Firenze - “ Progetto 1992 “ - Mostra Internazionale di original Mail Art - Studio d'Arte Il Moro.
1992 Bologna - “ 30 anni di Mail Art “ - Prima Pagina Gallery.
1992 Pisa - “ lmages Congress Project “ - Artemisia Arte Contemporanea.
1992 Spoleto – “ 30 anni di Mail Art” – Spazi Comunali.
1992 Milano - “1962 -1992 / Omaggio a Ray Johnson” - Galleria d'arte Avida Dollars.
1992 Arezzo - “ Images About Youth World “ - Ex Autostazione - Comune di Arezzo.
1993 Milano - “ La Linea infinita di Piero Manzoni “ -Galleria Milan Art Center.
1993 Ravenna - “ Lo specchio “ - Gallery Artestudio Sumithra.
1993 Bologna - ” Message Earth 93 “ - Centro d'arte Masaorita.
1993 Gabrovo - “ XIª Biennial of Humour and Satire in The Arts ” - House of Humour and Satire (Bulgaria). 1993 Stoke On Trent - “Are You a Happy Shopper? “ - City Museum and Art Gallery (Great Britain). 1993 Milano - “Arte Amplificata “ - Centro Ponte delle Gabelle.
1994 Pisa - “Art without limits e frontiers” - Corte San Domenico.
1994 Pieve Di Cento - “ Pieve Di Cento e il suo Barbaspein “ - Pinacoteca Civica.
1994 Milano - “ Erotic Mail Art “ - Spazio Espositivo Pastrengo 2.
1994 Pordenone - “ Non solo libri / Aquarantacinquegiri ” - Quartiere Fiera.
1995 Sisuliai - “ Amplified Art “ - Siauliai Art Gallery (Lithuania).
1995 Roma - “ Remembering Giulietta “ - Galleria Vittoria.
1995 Milano - “ Tracce di Milano ” - Banca Mercantile Italiana.
1995 Carrara - “Remembering Giulietta “ - Accademia di Belle Arti (Sala delle Colonne).
1996 Vilnius - “ Àmplified Art “ - Lietuvos Kulturos Fondas (Lithuania).
1996 Forlì - “La Preistoria a Forlì “ - XIII Congresso dell'Unione Internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche - Comune di Forlì. 1996 Imola - “ Guglielmo Marconi “ - Cassa di Risparmio di Imola.
1996 Forlì - “ Mailart Preistory “ - Comune di Forlì -Sala XC Pacifici. 1996 Fano - “ From Cinema Archeoleogy To Mail Art “ - Palazzo Martinozzi.
1997 Turate - “Al di là della linea di Greenwich ” - Turarte / Spazio Media Immagine ( Como ).
1997 Pisa - “Art’s Myths “ -Accademia D'Arte di Pisa.
1997 Spilimbergo - “ Come un Gabbiano…” - Galleria d'arte La Torre, Palazzo di Troilo.
1997 Bologna - “ 1962/1992 “ - 30 anni di arte postale in omaggio a Ray Johnson -
1997 Budapest - “ Boite/Box “ - Artpool (Ungheria).
1997 Moscow - “ Mail Art Show in Moscow 97 “ - State Gallery Beljaevo ( Russia ).
1997 Pisa - “ The Monsters “ - Palazzo Delle Poste.
1997 Sao Paulo - “ 2ª Bienal Internacional De Arte Postal “ Colegio Universitas ( Brasile).
1998 Roma - “ Recycling Art “ - Palazzo Delle Esposizioni.
1998 Turate - “ Un Negativo per il Terzo Millennio “ - Turarte / Spazio Media Immagine, (Como).
1998 Belvedere Ostrense - “ Mail Art Italia “ - Museo Internazionale dell’Immagine Postale, (Ancona).
1998 Firenze -“Ova“ -Eart Studio/Rosa Degli Eventi.
1998 Merida - “ Como Ves Extremadura?"-International Itinerant Exhibition of Mail Art –Istituto De Bachillerato Extremadura , (Spagna).
1998 Pisa - “ A+R+T = Freedom of Thought “ - Saletta Kinzica.
1998 Castel S. Pietro Terme - “ Libri D’Artista e Poesia Visiva - Sala Ex Fienile .
1999 Torreglia - “La fantasia non ha limiti “ – Centro Polivalente .
1999 Sasso Marconi - “ Guglielmo Marconi “ - Sala Mostre del Comune di Sasso Marconi.
1999 Lurate Caccivio - “ Mail Art per i Diritti Umani”-Biblioteca Comunale.
1999 Pisa - “ Abstraction: order, instinct or both? “ -Centro Esposizioni Pisa Arte.
1999 Castel S. Pietro - “ Happy Birthday Castel S. Pietro Terme” - Sala Ex Fienile.
1999 Jesi - “ Caro Duemila ti scrivo” - Palazzo Dei Convegni.
1999 Oslo - “H2O”- International Mail Art Exhibition -El Djarida.
1999 Pistoia - “ Millenium / Strange Days ”- Chiesa di San Leone.
1999 Sao Paulo - “ 3ª Bienal Internacional De Arte Postal “ Colegio Universitas ( Brasile).
1999 Latisana , “ Caos/ Villaggio Globale”- Spazi “Attivaria Officina Culturale”,Comune di Latisana.
1999 Moguer, (Huelva) “ 2ª Bienal Internacional De Arte Correo ” Centenario De La Publicacion De Los Primeros Libros De Juan Ramon Jimenez - Galeria De Arte Fernando Serrano, (Spagna).
2000 Firenze,- “L’Uovo e la sorpresa, nell’avvento del III Millennio” - Eart Studio / Rosa Degli Eventi.
2000 Cava De’ Tirreni, - “Remembering Che” – Complesso Monumentale S.Maria al Rifugio, 2000 Galleria Comunale D’Arte, Comune di Cava De’ Tirreni.
2000 Castel S. Pietro – “2000: Anno Mondiale della Matematica “ – Sala Ex fienile.
2001 Spilimbergo (PN) - " Donne sotto il Burqua" - Mail art Internazionale - Grand Hotel President.
2002 Sondrio, - " Donne sotto il Burqa" - Mail art Internazionale - Palazzo Pretorio.
2002 Tirano,- " Donne sotto il Burqa" - Mail art Internazionale - Ex Chiesa S. Giacomo.
2002 Forlì – “ Contemporanea 2002” - Non solo libri / Aquarantacinquegiri a cura di R. Maggi Arte Fiera di Forlì.
2003 Senigallia, “ Digit Art “ - Palazzo Del Duca.
2003 Macerata, “ Im / Migrazioni, Trasformazioni, Mutamenti Sociali “ – Università di Macerata – (Auditorium S. Paolo).
2004 Bagheria, “Le sembianze anatomiche“ – Palazzo Aragona Cutò .
2004 Milano, “ Mail Art allo Specchio / Preview “ –(anteprima) Teatro Franco Parenti.
2004 Ripe, -“ Nori De Nobili / Mail Art Project“- Centro Polifunzionale di Ripe.
2004 London, “ Mail Art allo Specchio “ – London Art Biennial 2004 .
2005 Milano, “Arte e Migrazione“ - Camera del Lavoro di Milano
2005 Gallarate, “ Mail Art allo Specchio “ – On the road Art Gallery
2008 Venezuela, "Iª Bienal Internacional del Pequeño Formato” -Venezuela 2008"(Argentina). Galería de la Casa de Los Arcos de Maracay .
2008 Sanborn, “Senders receive” - Niagara N.C.C.C. Art Gallery (Usa) a cura di Becky Moda.
2008 Itami, "Your Documents Please"- Museum of Arts and Crafts - Itami-shi,-Japan a cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda
2008 Parksville, "Work,Work,Work" - Mail Art Exhibition - Arrowsmith Gallery (Canada) a cura di Ed. Varney
2008 Vernoux-en-Vivarais,"Portes et passages"-Space Office de tourisme du Pays de Vernoux,(France).
2008 San Demetrio Corone,"Typewriter/Macchina da scrivere" Chiesa di Sant'Adriano (CS) a cura di Claudio Grandinetti.
2008 Yokohama,"Your Documents Please"- Museum ZAIM e Galerie Paris, Yokohama, Japan a cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda
2008 Arcevia,“Piticchio & the Innocent Mailart"-Ar[t]cevia International Art Festival Sala Del Teatro di Piticchio - Castello di Piticchio Arcevia(An)a cura di Massimo Nicotra.
2008 Staincliffe, installation "A Flock Takes Flight" -Christ Church Staincliffe, Batley West YorKshire, UK. (Regno Unito) a cura di Gary Cromack
2008 Baia Mare Maramures, "Green Eyes - Mail Art Exibition"- Florean Museum (Romania)
2008 Bandon-by-the-Sea, " Post 2 Coast:97411 " - Watermark Gallery -Oregon (USA)
2008 LECCE, “VASI COMUNICANTI”- Segno, scrittura, comunicazione- Accademia di Belle Arti di Lecce -Virtuale rassegna Internazionale di Mail Art (parte integrante della tesi di laurea di Andrea Piccino relatrice Prof. Donatella Stamer. 2008 Chajari "Words" - Cultural Center Costantine Caballaro - 6 Feria International Book Chiajari (Argentina), a cura di Silvia Lissa 2008 Immenstadt, "Schriftelijke-Image-Teken" Internationale Mail Art -Literaturhaus Allgau(Germania),a cura di Harald Dreher 2008 Maldonado, 4º Muestra de Arte Correo “Homenaje a Ray Johnson”,organizada por edizione del Cementerio, primera exposición itinerante en la Ciudad de Maldonado e de Punta del Este,Uruguay, a cura di Juan Angel Italiano
2008 Milano,"CESARE PAVESE. LE COLLINE, IL SOLE" -Mostra Internazionale Di MAIL ART - Casa dell'Energia
2008 Victoria, "Mailmania 3 Biennial Exhibition" Spaces Studio J, Victoria, British Columbia-Canada, a cura di Dale Roberts
2008 Torino, "Cesare Pavese. Le colline, il sole" -Mostra Internazionale Di MAIL ART - Palazzo Bricherasio. 2008 Budapest,"Your Documents Please" -2B Galéria, Hungary, a cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda 2008 Cagliari, “ Miniature d'Autore ” Galleria G28 -Palazzo Marini, a cura di Nuria Metzil Montoya
2008 Vila Nova de Gaia " ART IN LOCO 2 / 1 St International Contemporary Art Exhibition - Galeria de Arte Sílvia Soares. A cura di Sílvia Soares (Portogallo)
2009 Berlin,"Your Documents Please" – Galerie Kurt im Hirsch-Germany,a cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda
2009 Bratislava, "Your Documents Please" – Galeria Z ,Slovakia,a cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda 2009 Victoria, “Mailmania 3 Biennial Exhibition"- Gallery at the Vancouver Island School of Art, CANADA, a cura di Dale Roberts
2009 Cesano Maderno, " Mille Artisti a Palazzo " -Palazzo Arese Borromeo
2009 Limbiate, "Arte e follia" -Mail art e dintorni -Spazio PD
2009 Bucarest, "Tradition"- Cultural Center Mira, a cura di Ioana Enescu e Dan Tudor Truica,(Romania)
2009 Courtenay, "Maurworks 2009" - Cunningham Ford Gallery - Canada a cura di Varney
2009 Junta de Freguesia de Milheiròs, Exbition “Arte Postal/Poesia Visual” – 2° Bienal de Arte de Milheiròs
2009 AIUD,(Transilvania)- Libertate/Liberty, 14 Edizione Internazionale di INTER-ART artcamp. A cura di Ioana Gruija Savu e Ioan Hadarig. Romania
2009 Staincliffe, "Crossed" - International Mail Art Project -Christ Church Staincliffe, Batley West YorKshire, UK. (Regno Unito) a cura di Gary Cromack
2009 Cervia, “Sale Nostrum”- Mail Art Project- Magazzini del Sale.
2009 Imperia,“Resistenze"- Esposizione di Mail Art - Teatro Bajazzo
2009 Berlin, “20 years since the Fall of the Wall” – Prenzlauer Berg-Museum a cura di Lutz Wohlrab e Uwe Warnke
2009 Thessaloniki, “No To Violence” – Aristotle University Thessaloniki (Grecia)
2009 Guadalajara, "Your Documents Please"- Galeris Ajolote Arte Contemporaneo - A cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda
2009 Maldonado, “¿Utopía de la comunicación?" - 5º Muestra de Arte correo, Casa de la Cultura de la Ciudad de Maldonado.(Uruguay)
2009 Coruna, "Radiografia Do Medo" - Biblioteca Falcultade de Ciencias da Educacion. A cura di Imma Doval
2009 Baia Mare Maramures, “THE DRAWING SALON” - Muzeul Florean (Romania)
2009 Porto Alegre/RS, "III Mostre Internacional de Arte Postal" - Espaco Cultural da Letras & Cia Livraria (Brasil) - A cura di Nadia Poltosi
2009 La Candelaria (Salta),“L'Angelo” - Studio di una piastrella da applicare sul fronte della Chiesa Iglesia de Los Angels della "Casa del campo el Milagro. La Fondacion Museo del Parque, Argentina.
2009 Counternay, “Mail Art Olimpix” – Comox Valley Art Gallery - Canada, a cura di Ed Varney
2010 Penticton, “Mail Art Olimpix” – Penticton Art Gallery - Canada, a cura di Ed Varney
2010 Vancouver, “Mail Art Olimpix” – Havana Gallery - Canada, a cura di Ed Varney
2010 Wells, “Mail Art Olimpix” – Island Mountain Arts Public Gallery - Canada, a cura di Ed Varney
2010 Wendell, “Green Seen Mail Art” – Wendell Free Library, a cura di Christine Tarantino e Richard Baldwin- Massachusetts USA
2010 Pontevedra, "Radiografia Do Medo" Biblioteca Centrale Campus de Pontevedra. A cura di Imma Doval
2010 Buenos Aires, “La Mejor Flor” - Palacio Barceló, Avellaneda.(Argentina)
2010 Greenfield, “Green Seen Mail Art” – Baystate Franklin Medical Center, a cura di Christine Tarantino e Richard Baldwin - Massachusetts USA 2010 Bologna, "C'era una volta Pasolini..." - Collettiva Galleria TERRE RARE. Progetto a cura di Rosa Biagi 2010 San Demetrio Corone,“The Owl/Il Gufo” - IV. Biennale Internazionale Mail Art - Chiesa di Sant'Adriano (CS), a cura di Claudio Grandinetti
2010 Scampia, 2° Simposio Internazionale d’Arte Contemporanea di Scampia – “Occhiaperti: guardare, osare, sognare” – Spazio Casarcobaleno
2010 Vado Ligure, “Io Ti Video”, Museo Civico di Villa Groppallo, a cura di Spaces - Arte Contemporanea.
2010 Tigre, “ Objetos Imposibles” - Espacio Klee, a cura di Luis Morado (Argentina)
2010 Gallarate, “GenerAction” - Galleria di Arti Visive dell'Università del Melo di Gallarate (VA) a cura di Ruggero Maggi
2010 Victoria, “Mailmania 4 Biennial Exhibition"- Gallery at the Vancouver Island School of Art, CANADA, a cura di Dale Roberts
2010 Buenos Aires, Mostra Internazionale "10 x 15 Spazio di libertà", Gallery Palermo H. Organizzato dal Dipartimento Universitario di Arti Visive, IUNA di Buenos Aires, a cura di Clemente Padin.
2010 New York, "Your Documents Please" - Alma in Manhattan Fine Light Inc. A cura di Daniel Georges and Rumi Tsuda
2010 Sarajevo, “ Art Show Universal Langage” - Centro de Estudios Hispánicos). A cura di Nataša Stanišic
2010 Yaroslavl, "Yaroslavl is a glorious city!" - Modern Art Center (ARS-Forum)- A cura di Katerina Zmejeva.
2010 Weilheim, "Blick aus dem fenster" - Stadtmuseum Weilheim (Germania).
2010 Buenos Aires, "Mi lugar en el mundo" . Plurales (Argentina).A cura di Claudia Ligorria
2011 Modesto, “Airmail 100 Mail Art Exhibition”- Modesto Art Museum.
2011 Eindhoven, “Collecting Mail Art Project” - Stedelijk Van Abbemuseum di Eindhoven (NL) a cura di Miranda Vissers & Diana Franssen.
2011 Arcevia, "Tutto un Museo su una parete" - Palazzo Dei Priori (AN).
2011 Venezia Mestre, "No Commercial Potential phaze II, the Show" - Garage N.3 Gallery. A cura di Maurizio Follin e Giancarlo Da Lio.
2011 Barcellona, “Use a Book”- IV Festival Del LLibre d’artista i la petita Edicio’ - Artesania Catalunya. A cura di Elisa Pellacani.
2011 Bad Kissingen, "Post Fur Otto" - Bismarck Museum Obere Saline - Germany
2011 Venezia Mestre,“No Commercial Potential phaze II, the Show” - Sale espositive Centro Culturale Candiani, a cura di Maurizio Follin e Giancarlo Da Lio.
2011 Chaam, "Lists" - The Museum of Instant Images, QS Gallery. (Pays Bas).
2011 Milano, “ Micro² - Collettiva –Circuiti Dinamici Spazio 2. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno.
2011 Lönsboda, "Hommage to Harry Martinson“ - Gylsboda Art-Center, Swede. A cura di Ottmar Bergmann.
2011/12 Savona, “Arte di frontiera,armonia dei contrari”, Pinacoteca Civica di Savona - Palazzo Gavotti, a cura di Bruno Cassaglia.
2012 Milano, “ Micro² - Collettiva –Galleria L’Acanto, A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno.
2012 Bologna,“No Commercial Potential phaze II, the Show” – Galleria Terre Rare a cura di Maurizio Follin e presentazione critica di Giancarlo Da Lio.
2012 Bologna, “Nice to meet you. How to tell that you are pleased to meet them” – Progetto di Loredana Galante, Arte Fiera stand 35 Espoarte. A cura di Olivia Spatola.
2012 Cassino, “DIRITTI UMANI – Il mondo siamo noi” – Spazio "L. G. Pellecchia”. A cura di Mariano Filippetta.
2012 Milano, “ Micro² - Collettiva – Auditorium del PIME. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno.
2012 Torino, “PROGETTO Inviso” - PADIGLIONE ITALIA - 54° BIENNALE DI VENEZIA, Spazi PADIGLIONE TIBET - PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI SALA NERVI. A cura di Ruggero Maggi
2012 Milano, “ Micro² - Collettiva – Centro Diurno Ospedale San Carlo Borromeo. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno.
2012 Padiglione Tibet, Progetto di Mail Art INviso, a cura di Ruggero Maggi - Associazione SalViana, Pianello del Lario (CO).
2012 Montecarotto, Mostra Internazionale “1962-2012 – 50 ANNI DI MAIL ART”, in omaggio a RAY JOHNSON - CIVICO MUSEO DELLA MAIL ART, Comune di MONTECAROTTO. A cura di Anna Boschi.
2012 Milano, “ Micro² - Collettiva – Rocco Basciano Art Gallery. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno.
2012 Quiliano (SV, "Im[m]agine",Objet d’art - SACS / Spazio Arte Contemporanea Sperimentale, Sala Polivalente, - a cura di Renato Cerisola e Cristina Sosio.
2012 Roma, Premio Terna 04 - Mostra online
2012 Chaam, ”Scooldays in Artlife” – The Museum Of Instant Images. QS Gallery. (Pays Bas).
2012 Ponte Nossa, “1992 / 2012 DECENTRALIZED WORLD WIDE NETWORKER CONGRESS AND INTERACTIVITY” – Artestudio Morandi. A cura di Emilio Morandi.
2012 Roanoke, “1992 / 2012 DECENTRALIZED WORLD WIDE NETWORKER CONGRESS AND INTERACTIVITY” – A cura di Jim Leftwich Keith Buchholz. (USA).
2012 Odzaci, “1992 / 2012 DECENTRALIZED WORLD WIDE NETWORKER CONGRESS AND INTERACTIVITY” – Multimedial Art Studio / MAS Gallery. A cura di Nenad Bogdanovic (Serbia).
2012 Cornwall, “1992 / 2012 DECENTRALIZED WORLD WIDE NETWORKER CONGRESS AND INTERACTIVITY” – The Exchange Gallery. A cura di Rebecca Weeks Regno Unito.
2012 Caiazzo, “John Cage Mail Art …. Supposing” mostra internazionale di mail art realizzata per il primo centenario della nascita di John Cage – Palazzo Mazziotti (CE), a cura di Angela Caporaso.
2012 Milano, MICRO & BOOK – Circuiti Dinamici, Spazio 2. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno
2012 Montegrotto Terme (PD), “Biennale Internazionale del libro d’artista”, Museo Internazionale del Vetro – Queenartstudio di Padova, a cura di Maria Grazia Todaro.
2012 Milano, “Giordano Bruno”, MailArtProject – Tufanostudio25. A cura di Rosanna Veronesi con la collaborazione di Gretel Fehr e Ornella Garbin.
2012 Vancouver Island, “Mayworks 2012 – Festival of Labour & The Arts – Nanaimo Art Gallery. A cura di Ed Varney.
2012 Milano, Mostra Collettiva "Economia Mistica" - Teatro Filodrammatici - A cura di Patrizia Gioia.
2012/2013 Salerno, “In Forma di Francobollo/ 70 Years di Marcello Diotallevi” – Spazio Ophen Virtual Art Gallery. A cura di Giovanni Bonanno.
2013 Milano, ”Inviso” progetto di Mail Art - Spazio Mantegna, a cura di R. Maggi
2013 Milano, "Micro2 I Micro&Book", Atelier Chagall. A cura di Anna Epis e Aldo Torrebruno.
2013 Rivarolo Canavese, “International Mail Art 2012-13” - Areacreativa42, Casa Toesca. A cura di Giulia Chiono.
2013 San Francisco, "Gutai" - San Francisco Art Institute Walter And Mcbean Galleries - A cura di John Held Jr, and Andrew McClintock.
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le mie foto  |
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-small.jpg) | -small.jpg) 1 messaggio | -small.jpg) | Giovanni Bonanno - TERRITOIRE/10247 poliestere colorato base cm. 60x80 - 1981 |
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GIOVANNI BONANNO
LE OPERE E LA CRITICA *************************************************************
I PERCORSI DELLA NATURA 1978 di Giovanni BONANNO
“Non c’è un’opera, ma soltanto un agire: Le DIS-AMBIENTAZIONI La mia costante e seria preoccupazione è sempre stata diretta alla realizzazione di un evento. Per questo, credo, che l’opera non dovrebbe rappresentare, ma piuttosto significare; il valore è nell’operazione e non nel solo prodotto. L’arte per molto tempo è stata concepita come prodotto, come oggetto staccato e separato da investire sia di un valore merceologico, sia di un valore culturale da conservare religiosamente. Ormai, non credo più alla scultura, o almeno al concetto di scultura che si aveva un tempo, è inutile concepire ancora dei tralicci; strutture isolate dal contesto reale, frammenti di realtà nella realtà. Il paesaggio, quindi, è il luogo delegato a registrare e ad accogliere gli interventi dell’artista. Per me è impossibile un’attività artistica senza una presa di coscienza con la natura, con lo spazio, con la terra, Per documentare ciò mi sono servito della fotografia, tuttavia, rimasto deluso di alcune foto (avevano documentato pochissimo) ho sentito la necessità di operarvi sopra, manipolarle. La manipolazione, per me, non è un ritocco per aggiustamento, bensì una modificazione negativa della natura. Per me, agire nello spazio (spazio fotografico) è pur sempre un segnare la natura, un percorrerla mentalmente, per sperimentare l’oggettività. Credo che l’oggetto separato dall’agire è inutilmente reale, ha un grado minore di esistenza e di durata, quindi conta solo l’atto vitale.Attualmente mi interessa agire su una superficie(la superficie fotografica della natura)ed associare le due nozioni essenziali della mia ricerca: Spazio reale (reperto fotografico) e potenziale distruttivo (liquido in espansione).Ogni volta constato che le due nozioni vengono ad interferire tra loro e a stabilire scontri urti e attriti. Infatti la superficie,la natura, quasi sempre viene modificata da misteriose presenze,(potenziale distruttivo)da colate di materia liquida in espansione.Queste misteriose presenze sono segnali di allarme,che percorrono la natura segnandola definitivamente, cercando così di violentare un ordine prestabilito e accettato che passa per armonico. Questi eventi nascono dal basso,dalla terra,perchè adoperano il percorso come luogo,campo e corpo dell'evento.La cosa che più m'interessa,per ora,è quella di occupare anche mentalmente vaste superfici.Questo bisogno incontenibile di fisicità, di fluidificazione spaziale,mi spinge ad abbracciare la "noosfera",la sfera delle nozioni impalpabili.A questo punto,non mi resta che ricorrere al disegno, alla manipolazione come tecnica manuale di espressione per progettare spazi e campi vasti di grande dimensione,per acquisire una libertà di comportamento che con la scultura (intesa in senso tradizionale) mi era negata.Secondo me, c'è una scultura che diventa oggetto, c'è una scultura che si può realizzare solo estemporaneamente per il gusto di farla e subito distruggerla(Cristo Javacheff),c'è infine,la scultura che si può solo pensare;la mia. Quindi non sono interventi realizzati e neanche progetti da realizzare,sono progetti realizzati, eventi dove qualcosa si è lo stesso rivelato e manifestato: il liquido scende e automaticamente annulla la natura, la vita.Tutto questo per me è segnale di minaccia, di morte. Il fare resta irrazionale,un atto di vita esposto alla negazione.Del resto vivo e lavoro nel dubbio, il senso della distruzione, della morte,sono i motivi primari che mi spingono a progettare,a creare,a manipolare.Quindi ciò che faccio non è un duplicato ridotto dell'universo reale,è tuttaltro che decorativo,elegante,mimetico; è l'espressione di una ossessione,uno straniamento,un momento irrazionale,un Blow op mentale che ci riconduce alle origini.In definitiva è un evento di tipo vitalistico ed esistenziale,dove il gesto del manipolare determina un tramite tra noi e la realtà,un gesto capace di instaurare relazioni,rivelare e soprattutto mettere in dubbio certezze che sembrano verità.
Flaminio Gualdoni ( Presentazione Cat. ed. Galleria La Colonna -Como) Gennaio 1979
I connotati fondamentali delle operazioni di Bonanno inseriscono l’artista siciliano in quell’area di ricerca, viva e vitale, che affonda le sue radici nell’environment e, innervata degli stimoli di minimal e land art, costituisce uno dei settori più fertili del concettuale. L’intervento nella/sulla natura, nello/sullo spazio non si motiva per Bonanno nella necessità di verificare asetticamente la polarità tra l’artefatto e il naturale come normale articolazione dialettica entro cui si produce progresso, ma come violenta mozione disequilibrante e destabilizzante all’interno di un ordine stabilito e accettato per armonico: al di fuori di qualsiasi metafora sulla virtualità dell’operazione artistica, anzi rivendicandone l’effettualità all’interno di uno spazio reale, fisico e vissuto. Atto di negazione profondamente consapevole, gesto provocatoriamente arbitrario, l’operazione di Bonanno frantuma in realtà un ordine apparente o quantomeno relativo e recupera ad una diversa dimensione cognitiva quegli stessi elementi primari che lo costituivano. Scevre da qualsiasi suggestione di tipo edonistico e estetico, le dis-ambientazioni di Bonanno negano il normale nella loro prepotente carica liberatoria: dietro ad esse emerge, utopica, la volontà di un nuovo equilibrio.
Flaminio Gualdoni (Dello spazio di natura, Bollettino n° 1 ed. Galleria P.ta Ticinese-. Milano novembre 1980)
A partire dal 1976 Giovanni Bonanno ha definito in maniera chiara e inequivocabile le sue ricerche come indagini trasgressive a carattere ambientale. I’environment, il progetto, il fotomontaggio (pratiche, tutte, che abbiamo ritrovato presenti pariteticamente nella mostra “Che succede?”, a Como) sono altrettanti strumenti attraverso cui egli ha dato vita al suo intervento nella/sulla natura, nello/sullo spazio, con una gamma di riferimenti che andava, negli anni passati, dalla minimal, alla land art, da certe esperienze ‘povere’ alla scultura urbana. Alla radice delle sue dis-ambientazioni era la necessità non di verificare asetticamente, nella virtualità della pratica estetica, la polarità tra l’artefatto e il naturale, ma piuttosto di produrre violente mozioni disequilibranti e destabilizzanti all’interno di un paesaggio fisico biecamente ‘normale’ . Sotto questa tensione liberatoria e, per certi versi, utopica, correva tuttavia il filo di un’ambiguità irrisolta. Certo, era già ben evidente che, nonostante le diverse e atipiche modalità di intervento, Bonanno intendeva collocarsi entro i margini dello specifico della scultura, verso il quale formulare sì eccezioni di tipo disciplinare, ma solo per rigenerarne quell’intima tensione di partecipazione storica che la mera attività di formazione plastica sembra avere perduto. Tuttavia, lo svariare in chiave sperimentale dalla scultura solo progettata a quella effettivamente realizzata entro i margini angusti dello spazio espositivo, e da questa ancora al fotomontaggio, in cui recuperare effettivamente l’ambiente storico di vita, lasciava ancora aperta la porta a dubbi sui connotati e sulla portata reale degli interventi. Ora, con l’ultima serie di lavori, Bonanno ha sciolto anche questo residuo nodo di lettura, assumendo come pratica esclusiva quella della manipolazione fotografica. Una scelta, questa, che non comporta riduzioni o restringimenti nel suo orizzonte concettuale, ma anzi una lucida puntualizzazione di quell’eversione ambientale che rappresenta il nucleo motore della sua ricerca. In queste ipotesi di macrointerventi naturali 1’artista si misura direttamente, senza filtri metaforici, con il paesaggio, la sua fisionomia e le sue intime componenti costitutive: e la fotografia non ha più l’angusta e precaria dimensione intellettuale del progetto, ma piuttosto l’immediatezza provocatoria del documento, che la manipolazione sovraccarica di una quota di comunicazione ideologica che fa leva sulle corde risonanti dell’immaginazione. Letto in questa logica, il gesto di Bonanno non è più in alcun modo un evento comunque strutturante ma, nella sua impraticabilità concreta, si presenta come manifestazione assoluta di un impulso eversivo: è, il suo, un gesto clamoroso su uno dei grandi temi esistenziali dell’uomo.
C. Strano (come trasgredire la land art , “Natura Integrale”, Milano n° 13-14 1981
La land art per Giovanni Bonanno opera virtualmente. Il giovane artista siciliano non “interviene” con segni, indicazioni, percorsi in maniera diretta sulla natura, bensì sul reperto ambientale. Una sorta di metalinguaggio della land art, dove ha molto gioco il frammento dell’immagine, della memoria. Non c’è parodia del comportamento, giacchè il suo comportamento è “freddo” e trascende la fisicità per avvicinarsi a posizioni concettuali.Sennonché, ’immagine “naturalistica” ch’egli offre diventa elastica: oltre che come oggetto di transfert del comportamento, può essere assunta come valore oggettuale.
Franco Legrottaglie, Presentazione Cat. ed. Galleria Nuovospaziometropolitano- Milano Gennaio 1984
Tutto può rientrare nella sfera delle umane possibilità di “protezione” e di “garanzia”,e Christo ce lo dimostra attraverso le sue operazioni di impacchettamento di ogni sorta di “dimensione esistenziale” (il Colosseo, l’intero territorio di uno stato americano ecc.). Allora il mondo è ancora esperibile? Giovanni Bonanno ne è convinto e integra il concetto di ”protezione” e di “garanzia” con quello del “recupero” organico (che non è “riappropriazione”) de la dimensione stessa. Analizza la sua storia e, ponendola al confronto critico del mondo contemporaneo, ne ricava una sorta di coscientizzazione del “negletto” da cui contemporaneamente emergono le contraddizioni dell’uomo e la rivincita del tempo sullo stesso. Bonanno, quindi, vitalizza e rende fruibile. Scopre “ruderi” parlanti, che implorano sopravvivenza, ne capisce il linguaggio e, come Christo impacchetta la struttura dimensionale perchè crede nella “capacità del mondo”, Bonanno ne traduce il messaggio in termini di progetto culturale conseguendo la prova inequivocabile della sua esperibilità.
Milano, marzo 1985 Alberto Veca
Quando Giovanni Bonanno ha iniziato a disporre sul pavimento i disegni della sua recente produzione, che costituiscono la parte principale delle opere esposte in questa occasione, avevo, nella memoria e nell’archivio dei documenti, minuziosi interventi, sempre grafici, sul paesaggio (disegni, fotomontaggi) e oggetti tridimensionali in poliestere colorato, anch’essi “mimesi” di un landscape naturale in cui emergevano o venivano segnalate tracce, percorsi ambiguamente allusivi a un intervento umano o a una sedimentazione vegetale. Ora appunto il paesaggio da lontano si offriva vicino, dall’indefinito di una porzione del piano e del orizzonte a uno spazio ridotto, mentale, al suo rapporto subordinato con una figura e un piedistallo colto nel la freddezza della rappresentazione assonometrica. E la figura ha assunto il contorno ambiguo del riferimento contemporaneo all’universo dell’organico come dell’artificiale. Cercare di puntualizzare allora l’attuale fase di lavoro di Bonanno parte proprio da alcune limitate considerazioni sulle tappe immediatamente precedenti e che risultano sinteticamente esemplificate nella pubblicazione “Le tracce e i reperti” edita nel 1983. In quella occasione il processo ambientale della stanza veniva messo a paragone con quello del territorio, colto significativamente nella opposizione fra un piano e un alzato, fra il rilievo e la pianura. L’immagine “ovvia” del paesaggio veniva aggredita con un intervento grafico, un segnale o una figura che alternativamente potevano travolgere o evidenziare i “segnali” naturali: il cambiare della materia, i disegni dei rilievi, le fratture e le forme che gli agenti atmosferici avevano determinato. Gli interventi grafici tendevano a significare ulteriormente queste trasformazioni, potevano anche giungere a uno stravolgimento dell’immagine di partenza, della realtà. Il secondo aspetto dell’intervento di Bonanno conosceva una divaricante soluzione : da una parte la realizzazione di un modello in scala ridotta del “paesaggio”, allora una miniaturizzazione in tridimensione, un modello su cui le tracce lasciate, i percorsi evidenziati, potessero materialmente assumere il ruolo protagonista rispetto al volume; dall’altra una ricerca grafica, ai limiti dell’illusionismo, della contraffattura, in cui l’uso del carboncino permetteva sul piano l’illustrazione della depressione, del piano e del rilievo. E proprio da quest’ultimo strumento discendono i recenti lavori, in cui vengono esaltati l’aspetto progettuale del disegno e la sua capacità sostitutiva del modello tridimensionale, o della realtà. Del progetto sono rimaste la sicurezza dell’impianto, la grafia del piedistallo e del volume, dell’architettura contenitore, o del semplice zoccolo — base del reperto. Disegno pensato come replica dell’ architettura allora, nella verità mentale dell’assenza di un punto di fuga: ma l’attenzione si è spostata dal paesaggio al tavolo di studio, al piano di lavoro, conoscendo un brusco spostamento l’esterno all’interno, dall’infinitamente lontano al vicino, manipolabile, all’universo confrontabile dimensionalmente con l’uomo. Alla certezza della capacità di riprodurre, o di alludere a spazio, corrisponde l’incertezza, l’insicurezza della figura presentata, che assume l’inequivoca fisionomia del reperto, quasi l’ingigamento di un frammento del paesaggio, mantenendo di quello gli stessi riferimenti al volume, la medesima plasticità. Una presentazione “certa” allora, della tridimensionalità come delle dimensioni relative rispetto al campo, ma anche l’incertezza - è segnale certamente significativo della fisionomia stessa l’oggetto studiato e proposto. Come se le classificazioni tradizionali con cui può essere suddiviso l’ambiente conoscessero l’ambiguità, la contaminazione, forse anche la metamorfosi, la trasformazione. E in effetti la figura proposta da Bonanno suggerisce alternamente un riferimento al mondo organico, al vivente che si sviluppa e si modifica, ma anche al mondo dell’artificiale, dell’aggregazione meccanica, dell’incastro o dell’innesto. Il “corpo” che allora si dispone sul piano può alternativamente conoscere la “continuità’ organica dell’anatomia, dove le singole parti conoscono un innesto omogeneo, senza traumi e senza immediate. distinzioni, e la “discontinuità dell’arto diverso, fisionomicamente estraneo. Contaminazione, trasformazione, metamorfosi: Bonanno sembra cogliere, in questo ribaltamento fra verosimile e .immaginazione, un “istante” del processo: la stessa figura viene sospesa nella posa ambigua fra stasi e movimento: e le soluzioni, lo sviluppo si i seguono da tavola a tavola senza un ordine prefissato, ma nella costanza, nell’omogeneità del punto di vista da cui osservare il fenomeno, La trasformazione è momento dell’instabilità, appunto del cambiamento da uno stadio cognito: a uno sconosciuto o presupposto: Bonanno sembra illustrarla nella sicurezza dell’osservazione distante, probabilmente sorpreso del risultato che di volta in volta emerge.
Tutto Montanari, “Carte” Giovanni Bonanno al Centro Lavoro Arte di Milano 1985
Sono ricordi di avvenimenti lontani, mutazioni che sorgono da memoria atavica da inizio della vita, uniti da un filo che si interrompe dove inizia l’altro brano di racconto. Forme che possono essere disturbatrici perché rinnovano le preoccupazioni delle domande prive di risposte. L’allegoria, se allegoria si vuole intendere, permette una interpretazione individuale dove ognuno riesce a trovare una dimensione richiamata, un’evoluzione non ancora completa. Il solo colore delle tavole che preludono alla proposta del trittico finale è il nero, colore non colore, di deciso impasto, che aumenta la sensazione di fase iniziale. Immagini gonfie di umori, personaggi che cercano una dimensione, una motivazione per cambiare, per definirsi, per trasformare l’embrione alludendo a una forma futura non ancora possibile. L’uscita dalle prigioni lineari avviene per gradi, per tentativi, viene solo imitata, quasi trattenuta dalla paura del cambiamento. Cordoni vitali che finiscono nel nulla che cercano di attaccarsi a se stessi, volendo risolvere in se stessi la loro esistenza. E si arriva alla momentanea conclusione: le forme si definiscono assumendo aspetto antropomorfico. I voli o le cadute, altro modo di volare, narrano di paurosi vuoti, di incombenti minacce, di ambigue maschere necessarie per la sopravvivenza, di prigioni finestrate, di cieli corrotti da presenze indefinibilmente terrificanti. L’unione temporanea dei tre pezzi ha il gusto del provvisorio, dell’intercambiabile, e contemporaneamente del definitivo, dell’unica soluzione possibile. Cassola scriveva nel 1975: “La fantasia, o immaginazione che dir si voglia, non esula dalla realtà. Al contrario si esercita sulla realtà; è il solo scandaglio che vada a fondo della realtà. La fantasia non è necessaria solo agli artisti...” e il messaggio che Bonanno ci fa arrivare si può misurare su tale affermazione.
N. 14 -Comunicazioni /A R T E A. Boni 1985
Di contro alle pur motivate operazioni della Land Art, risoltesi però in ameni e sofisticati esiti estetizzanti, mostranti l’impotenza della sola esperienza sensoria a voler decifrare il fenomeno, Giovanni Bonanno, nel suo fare post-concettualista, demanda tale compito alle facoltà intuitive ed immaginative dell ‘uomo. Tant’è che, senza infingimenti di sorta e con chiara lucidità mentale, ha iniziato a lavorare sul “reperto ambientale” e non in maniera diretta sulla natura (in una sorta di metalinguaggio della Land Art) come ha annotato Carmelo Strano. Ai reperti di ieri studiati in gigantometrie per studiare da vicino la spettrale radiografia di una natura toccata da deturpazioni sempre più aberranti, oggi, con la sua personale al “Centro Lavoro Arte”, l’artista propone delle iconografie ancor più acute, tese a proiettare, in un atto conoscitivo brevi manu, dei segnali inavvertiti di processi incogniti ed impronte emblematiche di eventi strazianti. Con la certosina disposizione mentale di uno scienziato si accosta ad un fenomeno naturale per coglierne le ragioni dei, suo essere. La sua arte si propone, allora, come disciplina seria della ricognizione e ricostruzione del fenomeno con la mente ormai libera ed estranea ad ogni sorta di stimmung umanistico-romantica, ormai inerte e deviante con il suo voler risolvere l’arte in un’attività pedissequamente ‘ricopiatrice’ della pelle del reale. Così, l’artista a se stesso ed a noi restituisce una intatta capacità di osservazione del reale con una metodica costanza degna di un appassionato biologo. Così, la parte attiva del suo fare immaginativo si sposa in lui ad acuti stimoli e conoscenze che affondano nei significati più validi della Land Art e del Concettualismo in genere per trovare il punto focale in un’inedita sintesi rinvenibile nelle sue attuali iconografie vertenti sulle metamorfosi strazianti di una natura e sostanza antropomorfa che declina sempre più in un martirio di agonia orrida e sconcertante. Bonanno, invero, abbandona per una genuina esplorazione del fenomeno, ogni idea preconcetta ed ogni metafora azzardata e con il fare di un santo laico si accosta alla natura e ne nomina i martirya irriferibili. Ne segue l’aberrante crescita mista ad un’orrida segnaletica: ancora la natura segue i suoi ritmi? O nell’osmosi della crescita frammenti insoliti ne travolgono l’iter? Certo è che le sue iconografie presentano una struttura vegetale che lascia aperti spiragli alla commistione con frammenti dell’organico che solcano i territori di una figurazione lacerata e lacerante per lo spasimo consapevole che destina il tutto ad un habitat abnorme e senza senso, impietosamente sgorgato dalla consapevolezza dei nostri misfatti. Alla fine, la sua inimaginazione affondata nelle viscere della sostanza organico-vegetale, si ritrae sbigottita insieme alla nostra ragione irrazionale. Già, “I GERMOGLI DELL’ATTESA”! Ora, nella incapacità della previsione certa del ritmo futuro della natura, i germogli sembrano abitare gli spazi di una acconsentita speranza? O’sono le spie più laceranti e d’incubo di una natura che si aliena e degenera sempre più? Al di là, comunque, di questo pseudo dilemma. interrogativo, ci sembra che l’operazione post-concettuale di Giovanni Bonanno traccia, con ironica saggezza, la mappa dei nostri attuali turbamenti ed inquietudini, nell’intuizione che si incammina a divenire certezza, che nell’uomo e nella natura, la componente biomorfa, ssessivamente ormai, si snoda e fluisce secondo ritmi e vie sempre più allucinati ed incontrollabili.
Carmelo Strano Milano, settembre 1991
La ricerca linguistica e iconografica di Giovanni Bonanno si è sempre basata sull’improbabile, sul virtuale. Non un referente eminentemente fantastico, semmai immaginativo. In sintesi: non l’impossibile, ma l’improbabile, appunto. Così è stato per le “Espansioni” (disegni), per i “Percorsi” (foto manipolate), per i “Territoires” (il suo segno grafico e pittorico lasciato sul poliestere, ad esempio). Il corsaro della traccia grafico-estetica: questo ha fatto Bonanno. Sostanzialmente, ha disegnato mappe, segni sul territorio, e il fruitore s’è mosso alla ricerca di un tesoro improbabile, il tesoro di una provocazione in senso naturalistico e ambientalistico. E’ accaduto allora che l’utopia ideologia ha coinciso con l’utopia dell‘immaginazione creativa. Ciò è stato possibile anche perchè nei suoi territori improbabili Bonanno ha giocato ampiamente con la memoria come reperto. Questa assenza di vincolo da un referente realistico, e persino naturalistico-realistico, ha ardimentato la successiva, e ultima, ricerca dell’artista lombardo Il segno grafico, pur rispettando per così dire il canone dell’improbabile, ha perso l’approssimazione e ha definito figure, animali, spazi: un’iconografia di per sè originalissima. Ma non si tratta soltanto del fatto che gli ambienti improbabili si sono popolati di esseri improbabili sulla base dì un’atmosfera generale di piglio surrealista. L’autore ha puntato sostanzialmente la sua attenzione al problema dello spazio. Per quanto fondamentalmente euclideo esso si complica con connotazioni relativistiche. Principalmente vengono contraddette la forza di gravità e la centralità prospettica. Si tratta di un regime spaziale pluricentrico quale si accompagna, come dice il titolo di un testo-manifesto dell’artista, un tempo inoggettuale. Se con le precedenti esperienze Bonanno aveva stabilito la propria distanza dal mero concettuale e dalla pura land-art, sulla base di un “metacomportamento”, adesso egli precisa con coraggio e convincente logica un suo mondo iconografico e spaziale non più negativo, bensì positivo e propositivo. Ho fatto cenno a un certo piglio surrealista. E’ bene precisare che in questo mondo improbabile non vi è traccia dell’automatismo psichico puro millantato da Breton e compagni. L’improbabile di Bonanno può essere semmai ricondotto a un terreno di ricerca patrocinato da Escher e dalle matematiche relativistiche. Tutto questo non penalizza affatto il fruitore: le qualità tecniche di laboratorio sono tali da catturare l’intelligenza e la commozione.
A. Boni, 1992
Una "condizione negata" all'uomo è lo stimolo primo che attiva l'operare di Giovanni Bonanno che affronta lo sfaldarsi incessante della soggettività in uno spazio solcato da frammenti della memoria e da lacerti dell'oggettività delle cose. La verifica dell'accorata condizione dell'umano si dispone in lui in vista di un possibile riscatto della vitale poeticità dell'uomo.
Sandro Bongiani,“Occupatio/Dissipatio” 2008 (Una situazione tutta Post-Humain)
Viviamo in una società globale piena di contraddizioni, l’uomo non ha perso soltanto i naturali riferimenti che aveva con la natura ma persino il desiderio di sognare. Da sempre l’uomo ha cercato di essere creatore d’immagini, talvolta sforzandosi di imitare la natura, fino a decidere di contraffarla e di sostituirla nell’artificiale. Di certo, non esistono più limiti, ormai si vive una situazione complessa e deviata. Voler assumere “la diversità del reale”, l’uomo vive una situazione decisamente “anomala”; questa è la realtà della “simulazione significante”, una realtà in cui gli eventi naturali vengono attraversati da accorgimenti che ne alterano le componenti temporali-spaziali, dandoci l’illusione di una verità. In questa condizione, la realtà viene spesso sostituita con quella “virtuale, quasi una seconda realtà simulata e immateriale. La produzione creativa, oggi, vive la dimensione conoscitiva di diverse ricerche e scoperte che vengono “filtrate” dall’artista, confrontate e sublimate in una cosa che chiamiamo “immaginazione”. La produzione artistica risente di questi nuovi fattori; ne è altamente condizionata. L’artista di oggi deve per forza di cose leggere in profondità, dentro una complessità ormai “Post-Humain”. Ormai, i progressi nella biotecnologia stanno variando i confini in corrispondenza dei quali si celebra la fine dell’uomo e l’inizio del post-umano. Secondo tale ipotesi le nuove problematiche in atto contribuiranno a ridefinire “una nuova costruzione dell’io” determinata dall’applicazione consueta di tecniche di trasformazione fisica; la chirurgia plastica, gli interventi a livello celebrale, l’inseminazione artificiale diventeranno una prassi comune per cui bisognerà reinventare se stessi. Si dovrà necessariamente ridefinire i parametri dell’esistenza stessa in un regno evolutivo artificiale. In arte, oggi, emerge un rinnovato interesse verso la natura e il corpo umano, alcuni artisti come G. Bonanno dimostrano di essere molto interessati a tali problematiche, tentando in tutti i modi di rispondere a questi nuovi interrogativi. Già, qualche anno fa C. Strano scriveva: “La ricerca linguistica e iconografica di Giovanni Bonanno si è sempre basata sull’improbabile, sul virtuale. Non un referente eminentemente fantastico, semmai immaginativo. In sintesi: non l’impossibile, ma l’improbabile, appunto. Così è stato per le “Espansioni” (disegni), per i “Percorsi” (foto manipolate), per i “Territoires” (il suo segno grafico e pittorico lasciato sul poliestere, ad esempio). Il corsaro della traccia grafico-estetica: questo ha fatto Bonanno. Sostanzialmente, ha disegnato mappe, segni sul territorio, e il fruitore s’è mosso alla ricerca di un tesoro improbabile, il tesoro di una provocazione in senso naturalistico e ambientalistico. E’ accaduto allora che l’utopia ideologia ha coinciso con l’utopia dell‘immaginazione creativa. Ciò è stato possibile anche perché nei suoi territori improbabili Bonanno ha giocato ampiamente con la memoria”. L’artista, con queste ultime l’opere presenta una serie di lavori incentrati sulla perdita dell’identità dell’uomo contemporaneo, in particolare, è interessato a definire una visione alternativa, un nuovo immaginario. Da sempre, l’artista ha lavorato sulle “dis-nature” immettendo nell’opera, come scrive Flaminio Gualdoni, “una violenta mozione disequilibrante e destabilizzante all’interno di un ordine stabilito e accettato per armonico; atto di negazione profondamente consapevole, gesto provocatoriamente arbitrario, l’operazione di Bonanno frantuma la realtà un ordine apparente o quantomeno normale recuperando una diversa dimensione cognitiva e immaginativa con ciò si nega il normale nella loro prepotente carica liberatoria: dietro ad esse emerge, utopica, la volontà di un nuovo e possibile equilibrio”. In una società carica di profondi cambiamenti culturali, sociali, segnata dall’alterità e dai nuovi modi nella costruzione dell’io, i consueti concetti tradizionali vengono ripetutamente smantellati e sostituiti da nuove e provvisorie percezioni e dal nuovo modo di relazionarsi con l’io. Bonanno, da bravo analista, mette l’uomo a nudo di fronte a se stesso, al suo specchio culturale e sociale facendo intendere come la tecnologia odierna abbia sconvolto definitivamente il nostro io. Con ciò non vuole rappresentare l’io come registrazione del bello, bensì come possibilità per accedere ad un livello più profondo di conoscenza.Con l’ultima serie di opere “Occupatio H.X.”, l’artista tenta di definire un modello di rappresentazione, molto più espressivo e idoneo, in cui le fattezze esteriori del volto e del corpo, gli orifizi degli occhi, del naso, delle orecchie, della bocca e persino dei genitali vengono occupate ossessivamente da una miriade di formiche disegnate a china direttamente sulla fotografia digitalizzata. Ne vengono fuori esseri profondamente mutati, senza una loro chiara identità; esseri caratterizzati da certi stereotipi della società attuale, come quelli imposti attraverso la pubblicità commerciale di massa; non a caso l’artista preferisce lavorare spesso direttamente sopra foto anonime e impersonali, volutamente scelte per il dato asettico e anestetizzato’, in questo modo, si misura direttamente senza filtri metaforici con il corpo umano, la fotografia non ha più l’angusta e precaria dimensione documentaria del ritratto , ma piuttosto l’immediatezza provocatoria che la manipolazione grafica sovraccarica di una quota di comunicazione che fa leva sull’immaginazione. I corpi ripresi dalla realtà più oggettiva, “caricati” di accumuli di formiche occupano ossessivamente parti di corpo umano, creando stati d’animo e situazioni emotive da cortocircuito, decisamente destabilizzanti di un ordine apparentemente normale. Inoltre è da segnalare anche la rappresentazione di presenze inconsistenti e apparizioni apparentemente illogiche che si condensano in modo assai nascosto e velato, ma che hanno la capacità di trasformare l’opera dal puro reperto documentario verso una dimensione “altra”,assai più complicata e pregnante rispetto quella che noi comunemente percepiamo. Condividiamo appieno tali proposte incentrate ad una definizione nuova dell’io, attraverso la commistione di fantasia, finzione e ossessione. Da tali proposte, l’artista perviene ad una riformulazione decisamente “schioccante” dell’umanità, che trasmette una impressione inquietante della condizione post-umana verso la quale ci stiamo avviando. Il lavoro di Bonanno diventa, in definitiva, il promemoria della fragilità psicologica dell’uomo moderno: il ritratto abbandona la similitudine, la ripetitività e la somiglianza della copia reale, la “mimesi” per divenire presa di coscienza e di conoscenza di un’io che non riesce a definirsi e a consolidarsi in forme più stabili. Di certo, queste apparizioni precarie e negate di accumuli incontrollati di formiche smantellano i luoghi comuni e i modelli certi della pseudo-identità. La dissoluzione della nozione d’identità viene esibita nel tentativo estremo di recupero dell’unità persa, come l’unica condizione possibile per trovare se stesso. L’emozione alla vista di questi lavori è molto forte, nonostante l’evidenza fotografica dell’immagini, dandoci un certo fastidio nel sentirci smarriti e indifesi, forse perché siamo costretti a scrutarci allo specchio del nostro “io impersonale”,che definisce un’identità anonima, sterilizzata, ma perfettamente aderente alla precarietà di come siamo diventati.
A. Boni, 2009
"Nei suoi interventi l'artista raffigura una miriade di formiche che invadono ed occupano ossessivamente un'estesa parte dei volti e corpi estrapolati dal circuito mass-mediale di una società anonima ed omologata, creando inattese situazioni emotive da cortocircuito nello spettatore e, nel contempo, destabilizzando un contesto antecedente di apparente e spersonalizzata bellezza che si offriva rassicurante e armonica".
Alberto Sandron (Da “Mail Art Service”, n. 65, febbraio 2009 ARTIFICIALITA' E RICERCA DELL'IDENTITA' NELLE OPERE DI GIOVANNI BONANNO
Ad un primo e veloce approccio, le immagini di Giovanni Bonanno possono presentarsi come delle rappresentazioni sconvolgenti e spaesanti, tessute su un fraseggio ironico e surreale, dato come un trasgressivo ludus originante un marcato ed acre senso di sbigottimento, anche perchè i volti e le fisionomie anonime e stereotipate, desunti dai circuiti massmediali della pubblicità commerciale, invasi ed occupati da una scia brulicante di piccole formiche, sono in realtà del tutto stravolti, in modo ossessivo e lancinante, nelle loro fattezze e nella loro identità. Il rilevamento ironico da parte dell'artista ed il suo sondare siffatte planimetrie, dove l'artificialità dei volti viene a stridere con la naturalità dei piccoli animaletti, si pongono in direzione di una ricognizione volta alla scoperta di una verità "rimossa", di una evocazione a livello oggettivo di una identità forse ancora possibile. Il processo della visualizzazione e della rappresentazione si offre a valenza fortemente metaforica con uno spessore poetico notevole, in quanto l'intervento dell'artista sulle fotografie digitalizzate, nel sondare le raffigurazioni rassicuranti della pubblicità commerciale, le scopre come effetti di coercitive manipolazioni dell'umano e come alterazioni imposte all'identità dell'uomo. Sono i risultati di una riduzione operata da una omologazione sequenziale e feroce che li ha resi come dei vuoti involucri e come delle forme inautentiche. L'artista, così, sottoponendo ad una incisiva analisi e problematizzazione volti e fisionomie oleografici e anonimi della pubblicità commerciale, ne scardina l'apparente e fredda loro bellezza imposta su schemi precostituiti con un'invasione di qualcosa di inaspettato e di dirompente per romperne la loro serialità e clonabilità secondo un modello monopolizzato sempre identico. L'irruzione del naturale, a valenza fortemente metaforica, nel contesto di forme artificiali e ideologicamente imposte, nelle opere, si configura come possibilità di accesso all' "imprevisto" e al "non pianificato" contro un potere tecnologico onnivoro e disumano, che con l'avvenuto avvento del "villaggio globale" ha reso di fatto gli esseri umani massificati e dalle perdute identità. Bonanno ha il pregio, per via intuitiva ed artistica, di puntare lo sguardo sul massimo problema che riguarda l'uomo di oggi: la ricerca della sua vera identità e anche delle sue possibili potenzialità poetiche, come essere umano che interroghi incessantemente la sua interiorità nei riguardi delle tematiche metafisiche più assillanti e promozioni la sua vera umanità, nell'accertata "totale rimozione della storicità", per dirla con il Vattimo. Dunque, un'arte, quella di Giovanni Bonanno, che accende e promoziona di continuo la speranza di aprire un varco, magari uno spiraglio, che ci faccia accedere alla luce di un definitivo riscatto della nostra umanità nei confronti dei disegni di alterazione e di morte che hanno consentito agli orribili tecnocrati di sostituire il mondo della realtà con un mondo apparente di glaciali forme narcisistiche dell'assenza, svuotate per sempre di anima e di un benchè esile barlume di spiritualità.
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le mie foto  |
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-small.jpg) 1 messaggio | -small.jpg) | -small.jpg) | Giovanni Bonanno - PERCORSO foto manipolata cm. 50x60 - 1979 |
| Giovanni Bonanno - PERCORSO foto manipolata cm. 50x50 - 1979 |
| Giovanni Bonanno - TERRITOIRE: una traccia lunga m.4348 carboncino cm.35x46 - 1982 |
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I Manifesti Tecnici
Manifesto Tecnico Della Nuova Non Oggettività: il tempo e lo spazio Giovanni Bonanno - Milano, I Dicembre 1988
Mai prima d’oggi l’uomo si era trovato di fronte a una situazione di s-naturalizzazione totale come ai nostri giorni. La civiltà tecnologica ha per la prima volta sconvolto il normale rapporto uomo-natura, frantumato definitivamente il consueto concetto di spazio oggettivo, e consolidato il senso della perdita e dell’assenza. Queste iniziali considerazioni ci impongono un cambiamento sostanziale, una presa di coscienza sul modi di pensare, nel creare o produrre arte. Da questo nuovo stato della coscienza nasce un’arte nuova, profondamente inoggettiva, spazialmente impalpabile e sospesa, una realtà particolarmente visionaria che rifiuta totalmente l’immagine oggettiva e consueta del reale,visto che ha perso i connotati definitivi di fisicità.Dopo secoli di ricerche sull’oggetto, finalmente,l’arte come linguaggio sintetico della società dei consumi si de-materializza e va verso una realtà “altra”, inoggettiva, essenzialista, sotterranea, trasgressiva, fortemente polemica nei confronti di una società che ha perso i punti di riferimento e che crea la costrizione, il grande vuoto dell’uomo contemporaneo. Bisogna costruire una visione che sia complessa e adeguata alla complessità della società. Ormai, non c’è più scenario, il cielo e la terra si sono fatti lontani. La tirannide dell’attualità ha contratto a tal punto la dilatazione del tempo e dello spazio da rendere difficile il vivere. L’esplorazione di zone oltre la stratosfera della terra hanno rivoluzionato i concetti normali di spazio, di spazio prospettico,di spazio reale. Lo spazio non è più un vuoto che aspetta di essere colmato e vitalizzato. L’esplorazione dello spazio cosmico ha creato una contrazione dello spazio infinito. Guidare l’automobile lungo una autostrada è diventato sinonimo di un andare in “nessun luogo” verso il “non spazio”. I nuovi satelliti che vengono lanciati nello spazio, visti in televisione sembrano, una volta in orbita, ghiacciati, girano attorno alla terra secondo orbite prestabilite,si muovono in un vuoto congelato senza andare in nessun luogo. Lo spazio stratosferico fa galleggiare e allo stesso tempo travolge gli uomini senza gravità, fa apparire l’uomo inutile. L’aumento di velocità nella nostra vita e nei nostri scambi ha generato una concezione spaziale tutta proiettata nel vuoto spaziale e nell’assenza dell’essere. In questa prospettiva deviata, attraverso il nuovo concetto di “non spazio” si produce una contrazione, una accelerazione del tempo, una deformazione nuova che somiglia alla compressione che subiscono le immagini inviate via satellite. Nasce così, una dimensione totalmente nuova, che rifiuta il consueto concetto di spazio tradizionale, che preferisce abitare nei meandri oscuri e ignoti dell’ assenza delle cose, che tenta, in definitiva, di proiettarsi in uno spazio mentale che ha poco che fare con la visione ottica e prospettica delta tradizione. Ciò che è mutato il modo di vivere, occorre che l’arte si pensi in relazione al tempo. il tempo non è una realtà, ma una metamorfosi di figure,e ogni intreccio può diventare una costruzione, quando, però, la proposizione aurea perde 1a giusta misura, il campo tra presente e futuro si dilata s-misuratamente, così, il reale si trasforma in essenza dei. visibile e assenza come perdita del puro oggettivo. Ornai nulla è misurabile, non esistono più neanche modelli stabili. In questa condizione disumana dell’esistenza, leggere angosce e uno strisciante malessere velato di silenzio, generano una visione nuova che trasforma il veduto in visionario inoggettivo; una visione fortemente allusiva e metaforica che tenta di strappare, almeno qualche briciola di senso, di identità. negata. Si va formulando una nuova estetica, non pia semplicemente realistica o astratta; una realtà “non reale”, una nuova dimensione esistenziale a livello energetico che porta a visualizzare l’energia come presenza immateriale/materializzata delle cose. L’energia intesa come metafora della vita esistenziale, diventa motivo poetico dell’impossibilità oggi,di cogliere l’essenza vera del reale che continua a sfuggire,così, la vera immagine del tempo e dello spazio in sottile tensione, si tuffa nel buio, ‘vaga come flusso cosmico oltre il mero visibile e verso il non oggettivo, tentando di liberare le sue qualità più segrete. Un universo energetico, quindi, che vive dentro i luoghi “Geometrici” del flusso cosmico. In questa nuova dimensione si consolida il principio della mutabilità e della relatività spaziale. Ormai la visione di tipo prospettico non ha più senso, dal momento che non esiste un centro e neanche una messa a fuoco del reale.La nuova arte consiste nel dare il sentimento di profondità. spaziale e immaginativa con quasi niente. Siamo per il non racconto e per la crisi del realismo narrativo come per la pura astrazione geometrica o concettuale. Siamo convinti che possono coabitare, benissimo, forme riconoscibili con forme deformate o non riconoscibili, che variamente combinate, creano la nuova dimensione inoggettiva del reale, tra presenza e assenza, tra essenza e zona non cosciente, tra senso logico e vertigine. Questa nuova concezione porta ad una figurazione di una situazione o di un momento utilizzando forme frammentate secondo associazioni che scandagliano i diversi livelli della memoria, in uno spazio disarticolato senza vie d’uscita. Forme, ormai irreparabilmente straniate,che si dissolvono o emergono come ossessive apparizioni, in un contesto che non ha più niente di oggettivo. Una condizione “negata”, dove ad addensamenti si contrappongono allontanamenti all’infinito e, quindi, a lacerti di oggettività; zone apparentemente vuote, ma intese come forme dissolte di cose, in una situazione alienata, carica di troppi intrecci di memoria non controllati.
Manifesto Tecnico del tempo Inoggettuale:la realtà artificiale Giovanni Bonanno - Milano, Maggio 1990
La rapidità e l’accelerazione della nostra esistenza ha condizionato negativamente tutta la civiltà moderna. L’isolamento del nostro tempo da quello della natura, il movimento continuo e nomade dei nostri spostamenti è diventato un elemento essenzialmente “artificiale”, non più legato a quei ritmi (respiro, fasi delle stagioni etc.). Una volta si partiva per un viaggio, si percorreva un itinerario e si arrivava in un predeterminato luogo con una esperienza ben precisa dello spazio e del tempo, in una dimensione temporale che implicava la durata come elemento fondamentale per meglio conoscere il tempo. Ora con i nuovi satelliti in volo, con i mezzi di comunicazione come la televisione e i sistemi computerizzati si è assistito ad una contrazione totale di questi momenti. La dimensione spazio-tempo della terra e dell’universo si è contratta a tal punto da cedere il passo alla velocità della trasmissione televisiva in tempo reale. La velocità come nuovo assoluto dell’uomo contemporaneo ha modificato definitivamente la realtà e consolidato questo spostamento dalla materia alla luce, in una dimensione “immateriale” e inoggettiva, materializzata solo nel media della luce. Inoltre, la nuova mobilità sociale caratteristica dell’età post-industriale ha contribuito, decisamente,alla caduta dei valori estetici e allo sviluppo di un nuovo modo di vedere. Infatti, con gli sviluppi dell’informatica o delle telecomunicazioni si sta assistendo alla modificazione del nostro consueto senso del tempo. Sicuramente la “realtà artificiale” sta cambiando la percezione del mondo per una visione nuova dell’arte, un nuovo modo di vedere tutto improntato ad una realtà rimossa dalla materialità dell’oggetto che frequenta il concetto di assenza in un frenetico movimento di frammenti che con leggerezza e semplicità emergono e si dissolvono all’interno del campo visivo. Una visione che rifiuta la dimensione statica o la forma definita delle cose come punto di arrivo e che preferisce vivere una fase transitoria proprio perchè si presenta in conclusa come esatta rispondenza alla logica della natura. Una realtà che simula emozioni, analogie e movimenti in una frammentazione dello spazio carico di energia che si mostra nel suo transito veloce,come colta di sorpresa. In questa situazione lo spazio si forma e si trasforma in immagini nella immediatezza delle situazioni, attraverso le sue componenti variabili, possibili e nuove. La rappresentazione oggettiva del reale come unico scopo di rappresentazione non ha più niente a che fare con l’arte. Siamo contro la distribuzione univoca di elementi in uno spazio univoco. Siamo per un ritorno dell’immagine in frammenti, per la dislocazione, l’ingrandimento, il capovolgimento, la condensazione e lo spostamento del dato visivo. Non potendo comprendere il mondo e raggiungere una visione chiara del reale ci si avvia a sondare il luogo senza luogo, la natura senza materialità, lo spazio senza limitazioni, il tempo come pura essenza, l’oggetto come apparenza inoggettiva del reale. Siamo per un’opera priva di centro, senza l’adozione del soggetto al centro del mondo ma dentro uno spazio che va in frammenti, dove piccoli segnali sparsi si inseguono senza depositarsi in modo certo e risultano dislocati in modo da creare varie catene associative. In questa nuova visione, non più unitaria, ogni elemento può essere un centro. Una visione tutta impregnata di immaterialità lievitante che dilaga secondo una logica interna, costretta a vivere di soli riferimenti e frammenti senza peso che cercano accuratamente di evitare un carattere definitivo. Ne risulta un’accumulo di immagini frantumate e disseminate che definiscono un sistema che si sfalda e si ricompone continuamente, lasciando al passaggio segnali, tracce, frammenti di cose gonfie di mistero che tendono verso una contraddizione continua delle apparenze, in un gioco sfuggente di figure trascorrenti dentro una temporaneità che approda al silenzio dell’assenza. Una ternporanietà1che prolifera e si accumula in catene associative continuamente contraddette, che si fa spazio e senso di rappresentazione.
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-small.jpg) | -small.jpg) | -small.jpg) | | Giovanni Bonanno - Percorso,carboncino 42x42, 1980 |
| | Giovanni Bonanno - Percorso,carboncino 42x42, 1980 |
| | Giovanni Bonanno - Percorso,carboncino 42x42, 1980 |
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-small.jpg) | -small.jpg) | -small.jpg) 1 messaggio | Giovanni Bonanno - Nature/Alteration China e carboncino, cm70x100, 1985 |
| Giovanni Bonanno - Nature/Alteration China e carboncino, cm70x100, 1987 |
| Giovanni Bonanno - Nature/Alteration China e carboncino, cm70x100, 1987 |
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L’ARTE CONTEMPORANEA A PORTATA DI MOUSE
APPUNTI DI VIAGGIO
Amo l’arte, trovo ancora interessante visitare le mostre e le rassegne in galleria, ma soprattutto amo il web, tutto ciò che vi è dentro, ormai è una condizione irrinunciabile a chi si occupa e cerca di diffondere l’arte. Non essendo succube del diritto d’autore e delle funeree biblioteche intese come archivi statici di conservazione della cultura ufficiale, sono attratto immensamente dalla comunicazione in tempo reale dentro e fuori il villaggio globale. Da qui nasce l’interesse profondo alla dimensione virtuale con la creazione e la “messa in opera” dello Spazio Ophen Art Gallery e del Bongiani Ophen Art Museum.
Ecco chiarita la realizzazione delle mostre interattive progettate via Web che io faccio e anche la conseguente presentazione di una raccolta che seppur incompleta di testi critici e recensioni scritti in più di un ventennio di lavoro che oltretutto risultano ancora attuali e profetici. Testi che ho formulato nel tempo, suddivisi per autori, per dibattito e anche per strategia poetica. Poi vi sono i testi recenti al fuori di una inutile classificazione di tendenza e di parrocchia, dedicati ai più importanti artisti contemporanei, i miei artisti, quelli che io amo, i miei compagni di strada e di vita, Insomma, quasi una raccolta e una collezione ideale dei desideri che si trasforma nel web da archivio privato dei miei pensieri a straordinario archivio globale libero e profondamente democratico.
Per caso o forse per necessità mi ritrovo ad essere oggi un interlocutore scomodo e autosufficiente, direi un pò artista e un pò blogger, un pò poeta e un pò gallerista, e forse, lucido osservatore del nostro presente.
BONGIANI OPHEN ART MUSEUM
Segretery: Francesca Bonanno/
http://www.collezionebongianiartmuseum.it/
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