REGGIA DI COLORNO - Colorno 3094 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
26/05/2019
Addio a Vittorio Zucconi, storica firma del giornalismo italiano
25/05/2019
Il viaggio di Arca Collective inizia dalla sede di Fondazione Romaeuropa
25/05/2019
Leica celebra il centenario Bauhaus con una fotocamera da collezione
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

REGGIA DI COLORNO


 [Vedi la foto originale]
Colorno (Parma)
Piazza Giuseppe Garibaldi 26 (43052)
+39 0521312545, +39 0521521370 (fax)
ufficio.turistico@comune.colorno.pr.it
www.turismo.comune.colorno.pr.it
prenota il tuo albergo a Colorno:
Booking.com
Exibart.alert - tieni d'occhio REGGIA DI COLORNO
individua sulla mappa Exisat
individua REGGIA DI COLORNO sullo stradario MapQuest
Stampa la scheda di REGGIA DI COLORNO
Eventi in corso nei dintorni di REGGIA DI COLORNO

individua sulla mappa

 
presentazione
Il Palazzo Ducale, nel suo aspetto attuale, è il risultato di successive trasformazioni della Rocca costruita da Azzo da Correggio nel 1337 avente funzione prevalentemente difensiva.
Nel corso del Rinascimento, sotto il dominio dei Sanseverino, l’edificio non più utilizzato come struttura militare, pur mantenendo la struttura quadrilatera, diventa una residenza di campagna più legata alle caratteristiche prevalentemente agricole del territorio circostante.
Nel 1612 a seguito della confisca dei beni di Barbara Sanseverino, accusata di aver partecipato ad una congiura ordita dai feudatari locali contro il Duca di Parma Ranuccio Farnese, il Palazzo passa alla Camera Ducale; dopo tali eventi la famiglia ducale vi realizza brevi, ma frequenti soggiorni: in particolare a lungo vi abita fra il 1639 e il 1647 il cardinale Francesco Maria Farnese, fratello del Duca Odoardo.
Successivi lavori di trasformazione dell’edificio vengono effettuati per volere del Duca Ranuccio II nel 1663, forse indotto a quest’opera dalla moglie Margherita Violante di Savoia, che, amante della caccia spesso frequentava la riserva annessa al palazzo. A quest’epoca la struttura perde definitivamente il suo aspetto castellano e la vecchia rocca merlata assume le sembianze di un palazzo residenziale dove la Corte si trasferisce soprattutto nei mesi estivi divenendo così la celebre Delizia Farnesiana: nell’ala verso il Giardino vengono costruiti un ingresso con scalone centrale mentre al primo piano si predispongono i due appartamenti del Duca e della Duchessa.
Un ‘ulteriore campagna di lavori si evidenzia al tempo di Francesco I Farnese, Duca di Parma e Piacenza dal 1694 al 1727, che si avvale della costante presenza dell’architetto scenografo Ferdinando Galli Bibiena, entrato in ruolo alla Corte a partire dal 1697 e attivo a Colorno tra il 1699 e 1707 dove realizza diversi e significativi interventi fra i quali si ricordano il portico passante a doppia campata poggiante su colonne bugnate nell’ala verso il torrente, le fronti della corte nobile, l’allestimento e la decorazione interna degli appartamenti ducali verso il parco, il teatrino di corte e la risistemazione del giardino per il quale disegna parterres arabescati, rifà la fontana e predispone pergolati e recinti mistilinei.
Alla morte senza eredi dell’ultimo Duca Antonio Farnese nel 1731, il governo del ducato viene assunto da Carlo di Borbone figlio di Elisabetta Farnese e Filippo V secondo il trattato di pace dell’Aja del 1720. Il Palazzo ed il Giardino, già danneggiati nel 1734 dalla battaglia combattuta nel paese, vengono spogliati di tutti gli arredi dal primo Duca della dinastia borbonica, quando nel 1736 egli si trasferisce a Napoli per assumerne la reggenza. Dopo il 1749, divenuto Duca di Parma e Piacenza Don Filippo di Borbone, fratello minore di Carlo, la Corte promuove il riallestimento e il rinnovamento degli ambienti interni e degli arredi, e la costruzione della Cappella Ducale di S. Liborio, la cui prima idea può essere attribuita all'architetto francese Ennemond Alexandre Petitot e a cui collaborarono scultori quali Jean Baptiste Boudard, stuccatori come Fortunato Rusca e Benigno Bossi, pittori come Antonio Bresciani e Gaetano Ghidetti e Domenico Muzzi.
Nell’epoca in cui il territorio parmense fu annesso alla Francia, il Palazzo viene restaurato ed abbellito nuovamente, mentre a Maria Luigia, figlia dell’Imperatore d’Austria Francesco I e Duchessa di Parma e Piacenza dopo il Congresso di Vienna (1815), si deve la trasformazione del Giardino in parco all’inglese.
L’unificazione del Ducato al Regno d’Italia rappresentò l’inizio della decadenza del complesso monumentale: dal 1862, a seguito della retrocessione del Palazzo al Demanio, inizia la spogliazione dell’edificio, i cui arredi vengono destinati alle residenze reali. Un cospicuo nucleo di mobili, arazzi, porcellane e argenti sono stati attualmente identificati, tra l'altro, al Quirinale, a Palazzo Pitti e a Stupinigi.
Dopo il 1870 il palazzo, acquistato dalla Provincia, viene destinato ad abitazione dei dipendenti dell’Ospedale Psichiatrico ad esso annesso; finalmente liberato da quell'uso improprio e grazie a un complesso e lungo progetto di restauro dovuto alle cure dell'Amministrazione Provinciale e del Ministero dei Beni Culturali il Palazzo è stato salvato dall'assoluta fatiscenza in cui versava, è stato adeguato ad avanzati standard espositivi, e soprattutto, si è riappropriato pienamente del suo fascino di regale dimora settecentesca, incastonata come una pietra preziosa nella pianura padana.

 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram