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MARIOTTINI GALLERY


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Arezzo
Via San Domenico 50 (52100)
info@mariottinigallery.it
www.mariottinigallery.it
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presentazione
La galleria Mariottini ha aperto nel dicembre del 1991 con una mostra collettiva che accoglieva opere esemplificative degli interessi della titolare, Graziella Mariottini, che erano stati prima i suoi di collezionista. Curiosa e acuta com'è, voleva ora entrare meglio nella situazione, capire di prima mano e di testa propria, sentire quello che dicono gli artisti, i critici, gli amateurs. Era attratta dalla vitalità del nuovo.

The Mariottini Gallery opened in December 1991 with a group exhibition which brought together works exemplifying the interests of the owner, Graziella Mariottini, and that had previously been in her own collection. Being inquisitive and enthusiastic, she then wanted to delve deeper into the situation, to understand first-hand and with her own mind, to hear what the artists, critics, amateurs had to say. She was attracted by the vitality of the new.

In quegli anni in effetti si era affacciata una situazione di giovani artisti che sembravano avviare un'ondata di rinnovamento nell'arte italiana, una situazione tutta da indagare e da capire, ma già ricca di idee.

In fact in those years a situation occurred of young artists who seemed to be starting a wave of renewal in Italian art, a situation waiting to be investigated and understood, but already rich in ideas.

Mariottini non voleva solo esporla ma anche condividerne l'atmosfera e farne parte, Così cercò occasioni particolari e lasciò libera iniziativa agli artisti. Ricordiamo almeno tre esposizioni: una personale di Marco Cingolani, per la cui occasione realizzammo il primo (ci risulta) "catalogo" su dischetto di computer; una personale di Toxic, uno dei giovani graffitisti newyorchesi della prima ora, all'epoca trasferitosi a vivere nella campagna di Arezzo; una personale di Roberto Remi, artista aretino che lavora sul bordo della separazione estetica tra pittura e design allora argomento scottante del dibattito artistico.

Mariottini didn't want simply to exhibit but also to share and take part in the atmosphere of it all. So she looked for particular opportunities and left the artists with free initiative. We call to mind at least three exhibitions: a one-man exhibition of Marco Cingolani, for which occasion we produced the first (as far as we know) "catalogue" on computer disk; a one-man exhibition of Toxic, one of the early young New York graffiti artists, at that time having moved house to live in the countryside of Arezzo; a one-man exhibition of Roberto Remi, an Arezzo artist who works on the edge of the aesthetic separation between painting and design, then a burning topic of artistic debate.

Poi, anche per coinvolgere un pubblico la cui adesione non è certo da dare per scontata, ma soprattutto alla ricerca di un'immagine e di un apporto, per quanto modesto, di tipo culturale e non solo galleristico, pensò insieme al sottoscritto di inventarsi una formula che potesse incuriosire e avviare delle riflessioni.

Then, in order also to involve a public whose support certainly cannot be taken for granted, but above all in the search for an image and for a contribution, however modest, of a cultural variety and not only concerned with galleries, she thought, together with the writer, about coming up with a formula that could excite curiosity and inspire reflection.

Così mettemmo a punto un programma ad hoc per la stagione 1992-93: le mostre, tutte personali di giovani artisti, dovevano contenere al proprio interno anche un'opera almeno di un artista storico, evocato per analogia o per confronto; ogni mostra doveva prevedere un allestimento che evidenziasse questo rapporto e un catalogo che esponesse (se ci si permette il gioco di parole) con chiarezza il contenuto delle scelte. Alcuni esempi: Marco Lodola, di cui si ricorderà la partecipazione a quel fenomeno che fu chiamato Nuovo Futurismo, venne accostato a un futurista storico: Fortunato Depero; Mario Airò scelse il confronto con un artista concettuale, Lawrence Weiner; Vincenzo Cabiati volle all'interno della propria mostra un disegno del regista cinematografico, ma non solo, Peter Greenaway, a cui la sua opera rimandava direttamente.

Thus we set up an ad hoc programme for the 1992-93 season: the exhibitions, all one-man exhibitions of young artists, were also to contain a work at least of one historical artist, evoked by analogy or by comparison; every exhibition was to include a set-up that highlighted this relationship and a catalogue that clearly showed the content of the choices. Some examples: Marco Lodola, whose participation in that phenomenon that was called New Futurism will be remembered, came alongside a historical futurist: Fortunato Depero; Mario Airò chose comparison with a conceptual artist, Lawrence Weiner, Vincenzo Cabiati wanted in his exhibition a drawing of the film director, but not only, Peter Greenaway, to whom his work directly referred.

Fu un'esperienza interessante, di quelle condivise, come accade in fondo così di rado, che lasciano per questo un segno nei rapporti tra i partecipanti e uno, per quanto piccolo, anche nella cronaca dell'arte. Perché l'idea, appunto, è quella di fare le cose in modo che qualcosa resti, che qualcosa si tenti, che si trovi qualcosa che possa tornare. Come appunto accade ora che la galleria riprende la sua attività con la stessa vitalità di allora.

It was one of those interesting shared experiences that happen all too rarely, and which for this reason leave a mark on the relationships between the participants and a mark, however small, also on the art pages. Because the idea is precisely that of doing things in such a way that something remains, that something has been tried, that something is found that can return. Which is exactly what is happening now that the gallery is starting up business again with the same vitality as before.

Prima di chiudere per qualche anno la galleria realizzò altre mostre nello stesso spirito. Ricordiamone alcune: quella sullo sguardo che incrociava l'opera di un terzetto di vario indirizzo ma accomunato dall'uso dell'immagine fotografica, Dario Bellini, Gaston Bertin e Paola Di Bello; una personale di Carlo Guaita, artista fiorentino schivo, che intreccia pittura e concettuale; infine una di lavori inediti di Giuseppe Capogrossi, artista storico che non ha bisogno di presentazioni.

Before closing for a few years, the gallery set up other exhibitions in the same spirit. Let's remember some: the one on the look that crossed the work of a trio of various schools but united by the use of the photographic image, Dario Bellini, Gaston Bertin and Paola Di Bello; a one-man exhibition of Carlo Guaita, retiring Florentine artist, who intertwines painting and conceptual art; finally, an exhibition of the previously unseen works of Giuseppe Capogrossi, historical artist who has no need of introduction.

Ebbene, che si fa ora? Si incrocia di nuovo, si annoda, ora non tanto storia e presente, ma reale e virtuale, tanto per provare, tanto per non fare le cose del tutto come gli altri, per mettere mano alle questioni e proporre non solo opere ma anche qualche idea.
Quale, dunque? Ancora la stessa: che cos'è una galleria d'arte? che senso ha? si può farla in modo che diventi un'esperienza? Non scomodiamo discorsi troppo impegnativi né evocazioni dell'era del virtuale, ma perché almeno non pensarci anche qui? Un piccolo "nodo" è quello che proponiamo, per farlo a modo nostro: il sito virtuale si annoda con il luogo reale; le immagini, come sempre del resto, cioè le riproduzioni si annodano con le opere reali; l'attività commerciale si fa reale attraverso la sua spinta ideale e la sua vetrina virtuale.

Well, what now? Do we cross again, become interlinked, not so much history and present, but real and virtual, just to try it out, just not to do things in the same way as everyone else, to confront the questions and propose not only works but also some ideas. Which, then? Again the same: what is an art gallery? What sense does it have? Can one do it in such a way that it becomes an experience? Let's not trouble ourselves with discussions that are too heavy nor evocations of the virtual age, but why at least not think about them here as well? A little 'junction' is what we are proposing, to do it our way: a virtual site interconnects with a real place; the pictures, as always in fact, that is the reproductions, connect with the real works; the commercial business becomes real by means of its ideal thrust and its virtual shop window.

Così la galleria Mariottini "riapre" su Internet: una serie di mostre virtuali, perché svolte nella galleria virtuale del sito, ma del tutto reali, perché composte di opere e di una curatela reali, comporranno il programma dell'anno espositivo, che si concluderà con un'unica mostra reale a fine stagione, riassuntiva del programma virtuale, in una sede di volta in volta trovata per l'occasione. Un nodo semplice ma significativo.

Thus the Mariottini Gallery "reopens" on the Internet: a series of virtual exhibitions, because they are shown in the virtual gallery of the site, but are completely real, because they consist of real works and curatorship. They will create the programme for the exhibition year which will conclude with one real exhibition at the end of the season, summarizing the virtual programme, in a changing location chosen for each occasion. A simple but meaningful knot.

Elio Grazioli

 
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