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(o)scuri
Raoul Beltrame utilizza materiali di riciclo per indagare i sentimenti più intimi. “Scuri” richiama sia i supporti delle opere sia le emozioni oscure rappresentate: paura e stupore. Scarti e rifiuti diventano così materia nobilitata e carica di significato.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
RAOUL BELTRAME
“(o)scuri”
ART GALLERY by Hotel Annunziata
10 GENNAIO – 1 MARZO 2026
Inaugurazione sabato 10 gennaio 2026 dalle ore 18,00
L’ART GALLERY by Hotel Annunziata è lieta di presentare la mostra personale di RAOUL BELTRAME.
Il 10 gennaio alle 18 si inaugura, presso Hotel Annunziata a Ferrara in Piazza Repubblica 5, la mostra “(o)scuri” di Raoul Beltrame. L’artista lavora fin dall’inizio della sua carriera con materiale di riciclo e nella mostra mantiene questa caratteristica. Il titolo gioca con due termini: il termine “scuri” sta a indicare il supporto dei lavori, otto sono veri e propri scuri di finestre e gli altri hanno uno sfondo scuro, gli “oscuri”, invece, sono i sentimenti che le opere vogliono esprimere. Sono rappresentati la paura e lo stupore che ogni tanto appaiono nel quotidiano dei nostri giorni. Il progetto vuole indagare sui sentimenti più intimi, quelli che solo le mani sanno esprimere, scendendo nel profondo dell’animo travalicando le barriere del razionale. Tutti i lavori sono composti da materiali abbandonati, pezzi di legno trovati sulla spiaggia, plastica raccolta per terra, materiale di risulta di lavorazioni. Incollare su una superficie espositiva questi scarti (il problema pattume è un vero dramma per la società moderna) rappresentano anche il tentativo di nobilitare il “rifiuto” ed eleggerlo ad altri significati. I quadri rimarranno in esposizione fino al 1 marzo 2025.
La mostra, organizzata in collaborazione con Paolo Pallara, sarà visitabile tutti i giorni fino al 1 marzo 2026.
Ingresso libero.
Proiezioni digitali
Oltre all’esposizione fisica, le opere di Beltrame saranno presentate anche in formato digitale sui wall della hall e della library room dell’hotel.
Le immagini proiettate – diverse da quelle in mostra – offriranno altri spunti creativi dell’artista.
Orari delle proiezioni: 8:20 | 10:20 | 12:20 | 14:20 | 16:20 | 18:20 | 20:20 | 22:20.
Biografia dell’artista
Architetto di formazione, laureato a Venezia, l’artista ha svolto per molti anni la propria attività professionale occupandosi di sicurezza nei cantieri edili. Parallelamente ha sviluppato una forte manualità, affinata nel tempo attraverso l’autocostruzione di arredi e la pratica costante del “fare”, legata alla risoluzione concreta dei problemi quotidiani.
L’inizio del percorso artistico avviene in età matura, intorno ai cinquant’anni, in modo spontaneo e non programmato. Nel garage di casa, lavorando insieme a Lucia, figlia della sua compagna, inizia a costruire oggetti utilizzando legni e materiali di scarto. Da questa esperienza nasce un interesse sempre più consapevole per il recupero dei materiali e per le potenzialità espressive degli oggetti abbandonati.
Attraverso la pratica dell’assemblaggio e del riuso, l’artista si confronta con alcune tecniche proprie della ricerca contemporanea, scoprendo come elementi provenienti dai rifiuti, opportunamente ricomposti, decontestualizzati tramite fondi cromatici e inseriti in uno spazio delimitato dalla cornice, possano acquisire una nuova valenza estetica.
Il rifiuto diventa fin da subito il materiale fondante della sua produzione. La ricerca si sviluppa inizialmente come riflessione critica sul tema dei rifiuti e sul modello di consumo contemporaneo: per milioni di anni ogni scarto è stato risorsa per qualcun altro, mentre l’uomo moderno produce rifiuti non più riutilizzabili, destinati ad accumularsi e a compromettere l’equilibrio naturale. L’opera si propone come un tentativo simbolico di “cicatrizzazione” di questa ferita, restituendo dignità e nuova vita ai materiali destinati alla discarica.
I primi lavori presentano soggetti riconoscibili, legati al mondo reale, come nelle serie Generali e Pesci. In una fase successiva, senza una progettazione concettuale intenzionale, la ricerca evolve verso una dimensione più astratta, visibile nelle serie I Chiodi e Incastri.
Questo passaggio segna un cambiamento profondo nel processo creativo. L’artista scopre che il lavoro manuale diventa veicolo di espressione di livelli emotivi e interiori non mediati dal pensiero razionale. Le mani assumono un ruolo centrale, come strumento capace di accedere a una dimensione più intima e inconscia.
Pur mantenendo il rifiuto come materiale principale, l’opera si sposta progressivamente dal quadro inteso come oggetto da appendere a una pratica più introspettiva. Il lavoro diventa strumento di auto-interpretazione e di indagine dell’identità personale. Da questa fase nasce la figura dell’“omino di ferro”, elemento ricorrente che rappresenta una sintesi simbolica del percorso dell’artista.
La dimensione intima e soggettiva del lavoro si propone infine come possibile chiave di lettura anche per l’osservatore, invitato a riconoscere nelle opere un’occasione di riflessione sul proprio vissuto e sul rapporto tra materia, memoria e identità.
Contatti
Zeno Govoni
Hotel Annunziata – Piazza della Repubblica 5, 44121 Ferrara
Tel: 0532 201111 – Email: zenogovoni@annunziata.it
www.annunziata.it
Contatti e Crediti
Organizzazione:
ART GALLERY by Hotel Annunziata
in collaborazione con Paolo Pallara
Sede espositiva:
Hotel Annunziata
Piazza della Repubblica 5
44121 Ferrara – Italia
www.annunziata.it
Inaugurazione:
Sabato 10 gennaio 2026, ore 18.00
Periodo mostra: 10 gennaio – 1 marzo 2026
Orari di visita: tutti i giorni, ingresso libero
Ufficio stampa e contatti:
Zeno Govoni – Hotel Annunziata
+39 0532 201111
zenogovoni@annunziata.it
“(o)scuri”
ART GALLERY by Hotel Annunziata
10 GENNAIO – 1 MARZO 2026
Inaugurazione sabato 10 gennaio 2026 dalle ore 18,00
L’ART GALLERY by Hotel Annunziata è lieta di presentare la mostra personale di RAOUL BELTRAME.
Il 10 gennaio alle 18 si inaugura, presso Hotel Annunziata a Ferrara in Piazza Repubblica 5, la mostra “(o)scuri” di Raoul Beltrame. L’artista lavora fin dall’inizio della sua carriera con materiale di riciclo e nella mostra mantiene questa caratteristica. Il titolo gioca con due termini: il termine “scuri” sta a indicare il supporto dei lavori, otto sono veri e propri scuri di finestre e gli altri hanno uno sfondo scuro, gli “oscuri”, invece, sono i sentimenti che le opere vogliono esprimere. Sono rappresentati la paura e lo stupore che ogni tanto appaiono nel quotidiano dei nostri giorni. Il progetto vuole indagare sui sentimenti più intimi, quelli che solo le mani sanno esprimere, scendendo nel profondo dell’animo travalicando le barriere del razionale. Tutti i lavori sono composti da materiali abbandonati, pezzi di legno trovati sulla spiaggia, plastica raccolta per terra, materiale di risulta di lavorazioni. Incollare su una superficie espositiva questi scarti (il problema pattume è un vero dramma per la società moderna) rappresentano anche il tentativo di nobilitare il “rifiuto” ed eleggerlo ad altri significati. I quadri rimarranno in esposizione fino al 1 marzo 2025.
La mostra, organizzata in collaborazione con Paolo Pallara, sarà visitabile tutti i giorni fino al 1 marzo 2026.
Ingresso libero.
Proiezioni digitali
Oltre all’esposizione fisica, le opere di Beltrame saranno presentate anche in formato digitale sui wall della hall e della library room dell’hotel.
Le immagini proiettate – diverse da quelle in mostra – offriranno altri spunti creativi dell’artista.
Orari delle proiezioni: 8:20 | 10:20 | 12:20 | 14:20 | 16:20 | 18:20 | 20:20 | 22:20.
Biografia dell’artista
Architetto di formazione, laureato a Venezia, l’artista ha svolto per molti anni la propria attività professionale occupandosi di sicurezza nei cantieri edili. Parallelamente ha sviluppato una forte manualità, affinata nel tempo attraverso l’autocostruzione di arredi e la pratica costante del “fare”, legata alla risoluzione concreta dei problemi quotidiani.
L’inizio del percorso artistico avviene in età matura, intorno ai cinquant’anni, in modo spontaneo e non programmato. Nel garage di casa, lavorando insieme a Lucia, figlia della sua compagna, inizia a costruire oggetti utilizzando legni e materiali di scarto. Da questa esperienza nasce un interesse sempre più consapevole per il recupero dei materiali e per le potenzialità espressive degli oggetti abbandonati.
Attraverso la pratica dell’assemblaggio e del riuso, l’artista si confronta con alcune tecniche proprie della ricerca contemporanea, scoprendo come elementi provenienti dai rifiuti, opportunamente ricomposti, decontestualizzati tramite fondi cromatici e inseriti in uno spazio delimitato dalla cornice, possano acquisire una nuova valenza estetica.
Il rifiuto diventa fin da subito il materiale fondante della sua produzione. La ricerca si sviluppa inizialmente come riflessione critica sul tema dei rifiuti e sul modello di consumo contemporaneo: per milioni di anni ogni scarto è stato risorsa per qualcun altro, mentre l’uomo moderno produce rifiuti non più riutilizzabili, destinati ad accumularsi e a compromettere l’equilibrio naturale. L’opera si propone come un tentativo simbolico di “cicatrizzazione” di questa ferita, restituendo dignità e nuova vita ai materiali destinati alla discarica.
I primi lavori presentano soggetti riconoscibili, legati al mondo reale, come nelle serie Generali e Pesci. In una fase successiva, senza una progettazione concettuale intenzionale, la ricerca evolve verso una dimensione più astratta, visibile nelle serie I Chiodi e Incastri.
Questo passaggio segna un cambiamento profondo nel processo creativo. L’artista scopre che il lavoro manuale diventa veicolo di espressione di livelli emotivi e interiori non mediati dal pensiero razionale. Le mani assumono un ruolo centrale, come strumento capace di accedere a una dimensione più intima e inconscia.
Pur mantenendo il rifiuto come materiale principale, l’opera si sposta progressivamente dal quadro inteso come oggetto da appendere a una pratica più introspettiva. Il lavoro diventa strumento di auto-interpretazione e di indagine dell’identità personale. Da questa fase nasce la figura dell’“omino di ferro”, elemento ricorrente che rappresenta una sintesi simbolica del percorso dell’artista.
La dimensione intima e soggettiva del lavoro si propone infine come possibile chiave di lettura anche per l’osservatore, invitato a riconoscere nelle opere un’occasione di riflessione sul proprio vissuto e sul rapporto tra materia, memoria e identità.
Contatti
Zeno Govoni
Hotel Annunziata – Piazza della Repubblica 5, 44121 Ferrara
Tel: 0532 201111 – Email: zenogovoni@annunziata.it
www.annunziata.it
Contatti e Crediti
Organizzazione:
ART GALLERY by Hotel Annunziata
in collaborazione con Paolo Pallara
Sede espositiva:
Hotel Annunziata
Piazza della Repubblica 5
44121 Ferrara – Italia
www.annunziata.it
Inaugurazione:
Sabato 10 gennaio 2026, ore 18.00
Periodo mostra: 10 gennaio – 1 marzo 2026
Orari di visita: tutti i giorni, ingresso libero
Ufficio stampa e contatti:
Zeno Govoni – Hotel Annunziata
+39 0532 201111
zenogovoni@annunziata.it
10
gennaio 2026
(o)scuri
Dal 10 gennaio al primo marzo 2026
arte moderna
Location
ART GALLERY by Hotel Annunziata
Ferrara, Piazza della Repubblica, 5, (FE)
Ferrara, Piazza della Repubblica, 5, (FE)
Orario di apertura
Da lunedì alla domenica ore 10,00 - 23,00
Sito web
Autore
Curatore






