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Restano i segni
Carta, parola, disegno, collage, poesia, tessuto, installazione e ricamo sono i mezzi espressivi di Andrea Cocca, artisticamente Cenzo.La sua ricerca si muove in punta di piedi nella tradizione visiva e culturale della sua isola, la Sardegna, con l’urgenza del rifiuto dell’omologazione dell’immagine
Comunicato stampa
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Restano i segni
Mostra personale di Cenzococca
A cura di Gerardo Giurin
24 gennaio – 1 marzo 2026
Carta, parola, disegno, collage, poesia, tessuto, installazione e ricamo sono i mezzi espressivi di Andrea Cocca, artisticamente Cenzo.
La sua ricerca si muove in punta di piedi nella tradizione visiva e culturale della sua isola, la Sardegna, con l’urgenza del rifiuto dell’omologazione dell’immagine e della pretesa di sanificare la realtà ma al contrario con un’iniezione di arcaico e contemporaneo, di ludico e sacro, di antropologico, di magico.
C’è una bellezza vibrante nella tradizione quando si muove attraverso la realtà, il segno e la parola rompono il vetro della teca per inquinarsi con il qui e ora e così nasce un fare contemporaneo di cui solo l’artista, il cercatore, può farsi attore rinnovando e perpetuando in quel fare le cose nuove.
Emergono opere di raffinata tensione, non si tratta solo di fusione di novità ma è qualcosa di più profondo, più vero, più immediato: è saggezza che affiora dal caos, ogni opera è sempre un sussurro di vita vissuta narrata da visioni fantastiche che entrano nel presente come brina mattutina.
Quando osservi un’opera di Cenzo ti accorgi che ha vissuto ogni riga, ogni segno nel suo muovere una matita o un ago.
La prima volta che ho visto un’opera di Cenzo ho pensato alla bambina vestita di rosso nel bianco e nero di Schindler list di Spielberg: la bellezza che si muove indifferente alla folla.
Mostra personale di Cenzococca
A cura di Gerardo Giurin
24 gennaio – 1 marzo 2026
Carta, parola, disegno, collage, poesia, tessuto, installazione e ricamo sono i mezzi espressivi di Andrea Cocca, artisticamente Cenzo.
La sua ricerca si muove in punta di piedi nella tradizione visiva e culturale della sua isola, la Sardegna, con l’urgenza del rifiuto dell’omologazione dell’immagine e della pretesa di sanificare la realtà ma al contrario con un’iniezione di arcaico e contemporaneo, di ludico e sacro, di antropologico, di magico.
C’è una bellezza vibrante nella tradizione quando si muove attraverso la realtà, il segno e la parola rompono il vetro della teca per inquinarsi con il qui e ora e così nasce un fare contemporaneo di cui solo l’artista, il cercatore, può farsi attore rinnovando e perpetuando in quel fare le cose nuove.
Emergono opere di raffinata tensione, non si tratta solo di fusione di novità ma è qualcosa di più profondo, più vero, più immediato: è saggezza che affiora dal caos, ogni opera è sempre un sussurro di vita vissuta narrata da visioni fantastiche che entrano nel presente come brina mattutina.
Quando osservi un’opera di Cenzo ti accorgi che ha vissuto ogni riga, ogni segno nel suo muovere una matita o un ago.
La prima volta che ho visto un’opera di Cenzo ho pensato alla bambina vestita di rosso nel bianco e nero di Schindler list di Spielberg: la bellezza che si muove indifferente alla folla.
24
gennaio 2026
Restano i segni
Dal 24 gennaio al primo marzo 2026
arte contemporanea
Location
AA29 PROJECT ROOM
Caserta, Via Filippo Turati, 19, (Caserta)
Caserta, Via Filippo Turati, 19, (Caserta)
Orario di apertura
Da mercoledì a domenica 16-19
Vernissage
24 Gennaio 2026, Dalle 18 alle 22
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Allestimento
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